{"id":410366,"date":"2026-03-24T09:34:14","date_gmt":"2026-03-24T09:34:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/410366\/"},"modified":"2026-03-24T09:34:14","modified_gmt":"2026-03-24T09:34:14","slug":"un-esofago-coltivato-in-laboratorio-per-la-prima-volta-impiantato-con-successo-su-modelli-animali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/410366\/","title":{"rendered":"Un esofago coltivato in laboratorio, per la prima volta impiantato con successo su modelli animali"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Ruggiero Corcella<\/p>\n<p class=\"summary-art is--xlarge is-mr-b-25\">Uno studio pubblicato su Nature Biotechnology da ricercatori del Great Ormond Street Hospital e dell\u2019University College di Londra, guidati dal professor Paolo De Coppi, dimostra su maiali che un esofago bioingegnerizzato pu\u00f2 sostituire completamente l\u2019organo, ripristinando la funzione senza immunosoppressione. Una svolta che potrebbe cambiare il destino dei bambini affetti da atresia esofagea grave<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/esofago\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> esofago<\/a> coltivato in laboratorio, capace di integrarsi nel corpo e funzionare come quello naturale, potrebbe presto diventare realt\u00e0 clinica. \u00c8 quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori del Great Ormond Street Hospital e dell\u2019University College London, pubblicato su<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41587-026-03043-1\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\"> Nature Biotechnology<\/a>, guidati dal professor Paolo De Coppi. Per la prima volta, <b>un esofago bioingegnerizzato<\/b> ha sostituito con successo un intero segmento dell\u2019organo in un grande modello animale, consentendo una deglutizione normale e senza necessit\u00e0 di farmaci immunosoppressori .<br \/>Si tratta di <b>un risultato che apre prospettive concrete per i bambini nati con gravi malformazioni dell\u2019esofago<\/b>, segnando un passo decisivo verso terapie personalizzate basate sulla medicina rigenerativa.<\/p>\n<p>    <b>Le malformazioni congenite e i limiti delle cure attuali<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019esofago \u00e8 essenziale per l\u2019alimentazione e la crescita. Nei casi di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/atresia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">atresia<\/a> <b>esofagea \u00abLong gap\u00bb (LGEA)<\/b>, <b>una condizione rara ma grave<\/b>, il tubo che collega bocca e stomaco \u00e8 interrotto e i due segmenti sono troppo distanti per essere uniti chirurgicamente subito dopo la nascita.<br \/><b>Questi bambini non possono sopravvivere senza interventi complessi<\/b>: spesso necessitano di un sondino gastrico per nutrirsi e di pi\u00f9 operazioni invasive.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Nel Regno Unito, ogni anno 180 bimbi nascono con atresia esofagea<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il<a href=\"https:\/\/www.gosh.nhs.uk\/\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\"> GOSH<\/a> \u00e8 un centro di riferimento per il trattamento di queste malformazioni: <b>nel Regno Unito nascono ogni anno circa 180 bambini con atresia esofagea,<\/b> e il 10% presenta la forma \u00abLong gap\u00bb.<br \/><b>Le opzioni chirurgiche attuali sono complesse e invasive<\/b>. Un approccio prevede lo spostamento dello <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/stomaco\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stomaco<\/a> o dell\u2019intestino per colmare il tratto mancante, ma si tratta di interventi maggiori con complicanze significative a breve e lungo termine, tra cui problemi respiratori e gastrointestinali e un rischio oncologico a lungo termine ancora incerto.<br \/>Sebbene molti bambini ottengano buoni risultati, sono necessarie opzioni migliori e con minori complicanze. Grazie a finanziamenti significativi del GOSH Charity, tra cui Oak Foundation, LifeArc e Francis Crick Institute, questa ricerca \u00e8 stata portata avanti per offrire nuove speranze alle famiglie.<\/p>\n<p>    <b>Come nasce un esofago bioingegnerizzato<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il nuovo risultato ottenuto a Londra si muove nel filone di ricerca della <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/17_febbraio_24\/avremo-cuori-stampati-3d-trapianti-fb5e714c-fa82-11e6-8a8e-992138e983bf.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Medicina rigenerativa<\/a>, che negli ultimi anni sembrava aver un po&#8217; perso lo slancio iniziale. La tecnica \u00e8 nota: si parte da un organo, in questo caso l&#8217;esofago di un maiale\u00a0\u00abdonatore\u00bb (molto simile a quello umano) che funge per cos\u00ec dire da <b>\u00abimpalcatura\u00bb (scaffold) per il nuovo organo<\/b>. Attraverso un processo di decellularizzazione, il tessuto del donatore viene accuratamente privato di tutte le cellule del maiale, mantenendo intatta la struttura di supporto sottostante.<br \/>Successivamente, <b>l&#8217;impalcatura viene ripopolata con cellule muscolari di un maiale ricevente, prelevate da una piccola biopsia. <\/b>Queste cellule vengono moltiplicate in laboratorio e poi iniettate direttamente nell&#8217;impalcatura. L&#8217;innesto viene quindi posizionato <b>in un bioreattore, un contenitore speciale che pompa fluidi vitali per la crescita attraverso il tessuto<\/b> per una settimana. Durante questo periodo, le cellule si insediano, si diffondono e si adattano alla loro nuova \u00abcasa\u00bb. Complessivamente, questo processo richiede due mesi per essere completato, una tempistica compatibile con gli attuali trattamenti standard per l&#8217;LGEA.<\/p>\n<p>    <b>I risultati: un organo che cresce e funziona<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I risultati ottenuti nei modelli animali sono particolarmente promettenti. <b>Tutti gli otto animali sono sopravvissuti ai primi 30 giorni critici dopo il trapianto<\/b>. Dopo sei mesi, gli innesti avevano sviluppato muscoli, nervi e vasi sanguigni funzionali, consentendo all\u2019esofago trapiantato di contrarsi e spingere il cibo come un organo naturale. Gli animali hanno potuto alimentarsi normalmente e crescere in modo sano. Alcuni hanno sviluppato restringimenti (<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/ricerca\/?refresh_ce=&amp;s=stenosi&amp;type_search=buca_ricerca\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stenosi<\/a>), gestiti con successo tramite endoscopia, come nella pratica clinica umana.<br \/>Per la prima volta, <b>il team ha anche mappato l\u2019espressione genica nel tessuto impiantato<\/b>, dimostrando che i geni attivati erano coerenti con quelli di un esofago naturale. \u00c8 stata osservata una progressiva rigenerazione delle strutture normali, inclusi strato di barriera, muscoli, nervi e vasi sanguigni. <b>L\u2019esofago bioingegnerizzato si \u00e8 dimostrato capace di contrarsi e generare movimenti e pressioni sufficienti per consentire una deglutizione normale.<\/b><br \/>Se questa tecnologia verr\u00e0 adattata all\u2019uomo, sar\u00e0 possibile conservare scaffold di diverse dimensioni derivati da esofagi di maiale, pronti per essere personalizzati per neonati e bambini di diverse et\u00e0. Le cellule potrebbero essere prelevate dal bambino al momento del posizionamento del sondino e utilizzate per creare un innesto personalizzato che cresca con lui e non richieda immunosoppressione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il professor <b>Paolo De Coppi<\/b>, che ha guidato lo studio, spiega: \u00abL\u2019esofago \u00e8 un organo molto complesso e non pu\u00f2 essere trapiantato nel modo tradizionale. Per sviluppare alternative \u00e8 fondamentale utilizzare modelli animali simili all\u2019uomo. Con questi risultati, speriamo di poter offrire entro cinque anni un\u2019alternativa bioingegnerizzata ai bambini che ne hanno bisogno\u00bb.<br \/>Sulla stessa linea il ricercatore <b>Marco Pellegrini<\/b>: \u00abQuesta tecnologia ci permette di costruire un esofago utilizzando le cellule del bambino, prelevate durante un intervento gi\u00e0 previsto. Essendo tessuto proprio, pu\u00f2 crescere con il paziente senza rischio di rigetto e senza immunosoppressione\u00bb.<br \/>E conclude<b> Natalie Durkin<\/b>, prima autrice dello studio: \u00abDopo l\u2019impianto, i nostri <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/innesto\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">innesti <\/a>sono cresciuti, maturati e hanno iniziato a funzionare come tessuto naturale. Ogni fase rappresenta un passo fondamentale verso l\u2019applicazione clinica\u00bb.<\/p>\n<p>    <b>Verso i trial sull\u2019uomo<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il prossimo passo<\/b> sar\u00e0 ottimizzare la produzione dei tessuti, aumentarne la lunghezza e standardizzare il processo, oltre a proseguire con i test di sicurezza. <b>L\u2019obiettivo \u00e8 avviare studi clinici sull\u2019uomo entro cinque anni.<\/b><br \/>Secondo il professor De Coppi, questa tecnologia potrebbe rappresentare una <b>nuova frontiera della medicina rigenerativa<\/b>, paragonabile all\u2019introduzione delle valvole cardiache di origine animale: \u00abDa oltre 50 anni le valvole cardiache suine vengono utilizzate per salvare vite. Pi\u00f9 recentemente, lo xenotrapianto \u00e8 stato esplorato come soluzione alla carenza di organi. Il nostro lavoro dimostra che il tessuto suino, una volta privato delle cellule, pu\u00f2 diventare uno scaffold per creare tessuti compatibili\u00bb.<br \/>\u00abDal punto di vista concettuale, questo lavoro \u00e8 fondamentale perch\u00e9 ci ricorda che esiste un settore che sta progredendo: la bioingegneria cellulare, tissutale e degli organi solidi &#8211; commenta il professor <b>Giuseppe Orlando<\/b> presidente della <a href=\"https:\/\/tts.org\/ctrms-about\/ctrms-presidents-message\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Cell Transplant and Regenerative Medicine Society (CTRMS)<\/a> e del comitato consultivo per la medicina rigenerativa dei trapianti dell&#8217;American Society of Transplantation (AST) -. Anche se un organo complesso come un rene o un cuore non \u00e8 stato ancora impiantato in un paziente, le biotecnologie tutt\u2019oggi disponibili permettono di produrre organi meno complessi come la vescica, l\u2019uretra e le vie aeree superiori, che sono gi\u00e0 stati impiantati in pazienti, ormai da molti anni.  E vale la pena ricordare che <b>la scuola italiana di bioingegneria <\/b>fondata da Ranieri Cancedda, ha condotto studi pionieristici in questo settore, portati avanti da scienziati del calibro di Michele De Luca, Graziella Pellegrini ed Ivan Martin\u00bb.<br \/>\u00abIn un futuro non lontano &#8211; conclude Orlando, che \u00e8 anche professore di Chirurgia e medicina rigenerativa presso la Wake Forest University School of Medicine\u00a0(Usa) &#8211; , la trapiantologia sar\u00e0 molto diversa da quella attuale. Quando <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/xenotrapianto\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">lo xenotrapianto<\/a> e gli organi bioingegnerizzati diventeranno una straordinaria realt\u00e0 clinica, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 bisogno di prelevare organi da donatori umani, siano essi deceduti o viventi.  <b>Ci saranno delle banche di cellule, tessuti od organi, che saranno stati ingegnerizzati <\/b>(cio\u00e8, prodotti) da suini o cellule staminali umani, che saranno poi criopreservati, per poi essere offerti ai pazienti quando ce ne sar\u00e0 la richiesta da parte del medico curante\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-figli-genitori\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_salute\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1753719611_813_app.png\"\/><\/p>\n<p>L&#8217;App di <strong>Figli &amp; Genitori<\/strong>, il tuo supporto quotidiano per crescere un figlio<\/p>\n<p>SCOPRI E SCARICA L&#8217; 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