{"id":410488,"date":"2026-03-24T11:19:18","date_gmt":"2026-03-24T11:19:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/410488\/"},"modified":"2026-03-24T11:19:18","modified_gmt":"2026-03-24T11:19:18","slug":"mick-jagger-keith-richards-e-il-mistero-del-24-marzo-1962-il-concerto-che-forse-non-ci-fu-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/410488\/","title":{"rendered":"Mick Jagger, Keith Richards e il mistero del 24 marzo 1962. Il concerto che (forse) non ci fu mai."},"content":{"rendered":"<p>                        Conviene fermarsi un momento sul palcoscenico di questa storia. Un seminterrato al numero 42A di The Broadway, a Ealing, nella periferia ovest di Londra, che un certo Fery Asgari, studente nato a Teheran e dotato di un fiuto commerciale degno di un romanzo di formazione, aveva avuto l\u2019intuizione di affittare e trasformare in uno dei luoghi fondativi del blues elettrico britannico; l\u2019Ealing Club era capace di ospitare, nelle sue migliori serate, fino a duecento persone strette in uno spazio che la condensa trasformava in qualcosa di vagamente simile a una sauna tropicale.<br \/>&#13;<br \/>\n\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\n<img decoding=\"async\" id=\"dimensioneImmagine\" alt=\"Mick Jagger, Keith Richards e il mistero del 24 marzo 1962. Il concerto che (forse) non ci fu mai.\" title=\"Mick Jagger, Keith Richards e il mistero del 24 marzo 1962. Il concerto che (forse) non ci fu mai.\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Ealing-Jazz-Club.jpg\"\/><\/p>\n<p>I frequentatori, che avevano il dono dell\u2019ironia tipico di chi sopporta volentieri il disagio fisico in nome della musica, lo avevano ribattezzato \u201cMoist Hoist\u201d \u2013 una cava d\u2019umidit\u00e0 &#8211; un soprannome che, sebbene non compaia in nessuna guida turistica, riesce a comunicare con straordinaria efficacia la qualit\u00e0 sensoriale dell\u2019esperienza, molto lontana dal Ritz e, proprio per questo, molto pi\u00f9 vicina a quello che il rock and roll sarebbe diventato di l\u00ec a poco.<br \/>&#13;<br \/>\nLe serate R&amp;B avevano preso il via appena una settimana prima, il 17 marzo 1962, quando i Blues Incorporated di Alexis Korner avevano inaugurato quello che sarebbe diventato un appuntamento fisso, annunciato su Jazz News con quattro righe di testo che invitavano gli appassionati a presentarsi \u201cquesto sabato e ogni sabato, alle 7 e mezza di sera, proprio di fronte alla stazione della metropolitana\u201d.<br \/>&#13;<br \/>\n\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\n<strong>Quello che sappiamo del 24 marzo<\/strong><br \/>&#13;<br \/>\nVenendo ai fatti, o almeno a quelli che le fonti pi\u00f9 serie consentono di considerare tali, quello che sappiamo con buona certezza \u00e8 che quella sera del 24 marzo, ovvero la seconda delle serate R&amp;B dell\u2019Ealing, Brian Jones, che all\u2019epoca aveva l\u2019abitudine di presentarsi sotto il nome di \u201cElmo Lewis\u201d, sal\u00ec sul palco come ospite dei Blues Incorporated. Sembra che in quell\u2019occasione Jones si sia esibito con un\u2019intensit\u00e0 che, secondo le ricostruzioni disponibili, lasci\u00f2 a bocca aperta chi era presente, incluso Charlie Watts, che era l\u00ec, e Alexis Korner, che era &#8211; ovviamente &#8211; il padrone di casa della serata.<br \/>&#13;<br \/>\n\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\n<img decoding=\"async\" id=\"dimensioneImmagine\" alt=\"Mick Jagger, Keith Richards e il mistero del 24 marzo 1962. Il concerto che (forse) non ci fu mai.\" title=\"Mick Jagger, Keith Richards e il mistero del 24 marzo 1962. Il concerto che (forse) non ci fu mai.\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aolygh5mjby31.png\"\/><\/p>\n<p>Quello che invece non sappiamo, e che costituisce il nucleo del problema, \u00e8 se Jagger e Richards fossero presenti quella sera, e soprattutto se abbiano mai effettivamente suonato in quella cornice con il loro gruppo, Little Boy Blue &amp; the Blue Boys. Dal momento che la cronologia pi\u00f9 attendibile disponibile, quella curata da Bill Wyman &#8211; che di cose sui Rolling Stones ne sa pi\u00f9 di qualcuna &#8211; colloca il loro arrivo all\u2019Ealing non il 24 marzo ma il successivo 7 aprile 1962, la sera in cui, recatisi al club dopo aver letto un annuncio su Jazz News, videro Jones all\u2019opera, lo incontrarono, e qualcosa di chimicamente irreversibile scatt\u00f2 tra quelle pareti umide.\u00a0La cronologia di Wyman risponde quindi con una lapidaria semplicit\u00e0: il progetto Boy Blue, vi si legge, \u201cnever played a gig.\u201d (non suon\u00f2 mai un concerto) e \u201cnever made it on to a stage\u201d (non sal\u00ec mai su un palco).<br \/>&#13;<br \/>\n\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\n<strong>Little Boy Blue &amp; the Blue Boys: un nome glorioso per un gruppo da salotto<\/strong><br \/>&#13;<br \/>\nAnche ammesso, in via puramente ipotetica, che Jagger e Richards si trovassero all\u2019Ealing la sera del 24 marzo (cosa che, lo ripetiamo, nessuna fonte primaria disponibile \u00e8 in grado di attestare con sicurezza) resterebbe da affrontare una questione ulteriore e, per certi versi, ancora pi\u00f9 spinosa: Little Boy Blue &amp; the Blue Boys, il nome sotto cui avrebbero suonato, era davvero una band nel senso in cui si usa normalmente il termine, oppure era qualcosa di pi\u00f9 simile a un progetto domestico che non aveva ancora trovato il coraggio di uscire di casa?<br \/>&#13;<br \/>\n\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\n<img decoding=\"async\" id=\"dimensioneImmagine\" alt=\"Mick Jagger, Keith Richards e il mistero del 24 marzo 1962. Il concerto che (forse) non ci fu mai.\" title=\"Mick Jagger, Keith Richards e il mistero del 24 marzo 1962. Il concerto che (forse) non ci fu mai.\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/jagger-richard-little-boy-blue-dont-want-no-woman.jpg\"\/><\/p>\n<p>Il progetto era nato nell\u2019autunno del 1961, quando Jagger, Richards, Dick Taylor, Bob Beckwith e Alan Etherington avevano cominciato a riunirsi per suonare insieme, registrare in maniera molto improvvisata e esercitarsi sui classici del blues americano. Di queste sessioni esistono tracce concrete in una bobina contenente alcune di quelle registrazioni. La bobina \u00e8 passata in asta da Christie\u2019s corredata da una tracklist e da un disclaimer che non lasciano spazio a interpretazioni: \u00abvenduta senza diritti di riproduzione, il compratore dovr\u00e0 ottenere le necessarie autorizzazioni\u00bb. Ovviamente, anche quelle registrazioni sono comunque trapelate.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\n<strong>Un telefono senza fili<\/strong><br \/>&#13;<br \/>\nLa domanda che a questo punto sorge spontanea. Come si costruisce, su fondamenta cos\u00ec instabili, una leggenda abbastanza solida da resistere a sessantaquattro anni di rotazione nei calendari del rock? La risposta non \u00e8 nella malafede di nessuno in particolare, bens\u00ec nel meccanismo quasi ecologico con cui le narrazioni si semplificano e si consolidano nel passaggio da una fonte all\u2019altra, perdendo sfumature e guadagnando certezze.<br \/>&#13;<br \/>\n\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\nLa storia vera \u00e8 bella ma strutturalmente inconveniente per chi deve raccontarla in trenta secondi: ha date diverse, ha protagonisti che non si sono ancora incontrati, ha come figura centrale una band &#8211; i Blues Incorporated &#8211; che non \u00e8 quella che diventer\u00e0 famosa, e ha un chitarrista , Brian Jones, che si presenta con un nome finto come se stesse sfuggendo a qualcuno. Per chi deve condensare tutto questo in un racconto \u201cflash\u201d, \u00e8 fondamentale semplificare, e nel passaggio da una fonte all\u2019altra &#8211; ciascuna delle quali attinge alla precedente senza tornare ai documenti originali &#8211; in quello che gli studiosi di comunicazione chiamerebbero un circolo di mutua citazione\u2026 Vi ricordate il gioco del telefono senza fili?<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"dimensioneImmagine\" alt=\"Mick Jagger, Keith Richards e il mistero del 24 marzo 1962. Il concerto che (forse) non ci fu mai.\" title=\"Mick Jagger, Keith Richards e il mistero del 24 marzo 1962. Il concerto che (forse) non ci fu mai.\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/alexis-korners-blues-incorporated-with-a-young-mick-jagger-v0-13tbn7uqkple1.jpeg\"\/><br \/>&#13;<br \/>\n\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\nLa data del 24 marzo, in realt\u00e0 \u00e8 la sera di Jones con i Blues Incorporated, mentre il nome Little Boy Blue &amp; the Blue Boys, \u00e8 solo un progetto casalingo; Jagger e Richards quella sera potrebbero non essere stati n\u00e9 sul palco n\u00e9, forse, nemmeno in sala all\u2019Ealing Club. Il risultato, a cui si aggiunge l\u2019etichetta \u201cprimo concerto pagato\u201d come ciliegina su una torta di inferenze non documentate, \u00e8 una leggenda servita calda e profumata, priva per\u00f2 della sola cosa che le manca: le prove.<br \/>&#13;<br \/>\nCome si sente ripetere in tutti i migliori podcast crime:\u00a0la mancanza di prove non \u00e8 una prova di assenza.<br \/>&#13;<br \/>\nE quindi la possibilit\u00e0 concreta che Jagger e Richards siano stati all\u2019Ealing quella sera, abbiano suonato qualche brano, e si siano visti mettere in mano qualche scellino sudaticcio non pu\u00f2 essere esclusa solo perch\u00e9 nessuno ha conservato la locandina.<br \/>&#13;<br \/>\n\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\nQuello che invece pu\u00f2 essere detto con piena certezza \u00e8 che tutti i media che oggi diffondono la \u201ccuriosit\u00e0\u201d del primo paid gig di Keith e Mick non producono testimonianze dirette, ma si limitano a citarsi l\u2019una con l\u2019altra in un circolo virtuoso di certezze non verificate. Le fonti pi\u00f9 sicure raccontano una storia diversa e, almeno dal punto di vista narrativo, anche pi\u00f9 affascinante: quella di una scena musicale che si costruiva settimana dopo settimana nello stesso seminterrato umido, con musicisti che si aggiungevano al palco come ospiti improvvisati, che leggevano annunci su riviste musicali o quotidiani, e si ritrovavano per caso e per passione. \u00c8 una storia che dice chiaramente che il \u201cmomento zero\u201d della storia che sarebbe poi diventata quella dei Rolling Stones non coincide con un singolo concerto pagato e documentato, ma con una costellazione di incontri, serate, prove in camera da letto e nastri incisi su apparecchiature di fortuna.<br \/>&#13;<br \/>\n\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\n<strong>Sessantaquattro anni dopo<\/strong><br \/>&#13;<br \/>\nOggi, nell\u2019anniversario di una data la cui rilevanza storica rimane parzialmente aperta, l\u2019Ealing Club non esiste pi\u00f9 nella forma in cui lo frequentavano, nell\u2019inverno e nella primavera del 1962, coloro che stavano inconsapevolmente costruendo la storia del rock britannico.<br \/>&#13;<br \/>\nIl seminterrato umido dove Brian Jones suon\u00f2 sotto il nome di \u201cElmo Lewis\u201d \u00e8 diventato qualcos\u2019altro, e la condensa che gocciolava dal soffitto non minaccia pi\u00f9 nessuno, mentre la storia di quei mesi &#8211; la sequenza di incontri e mancati incontri, di sessioni casalinghe e serate al club, di annunci su Jazz News e prime apparizioni sul palco &#8211; \u00e8 rimasta, sedimentata nelle cronologie e nelle ricostruzioni, anche senza che nessuno abbia conservato la locandina giusta o il registro delle presenze.<br \/>&#13;<br \/>\n\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\nChe il concerto del 24 marzo ci sia stato o no, la mitologia non ne ha bisogno per reggersi, dal momento che i Rolling Stones (che da quella costellazione di incontri erano comunque destinati a emergere) hanno suonato per sessant\u2019anni, riempito stadi di ogni continente e invecchiato davanti a noi con una grazia che chiunque, pur non volendoglielo ammettere, non pu\u00f2 fare a meno di trovare scandalosamente ammirevole.<br \/>&#13;<br \/>\nMa se oggi, in questo 24 marzo 2026, leggerete che \u201cesattamente 64 anni fa Mick Jagger e Keith Richards tennero il loro primo concerto pagato in un club di Londra\u201d, sappiate che forse \u00e8 cos\u00ec, e forse non lo \u00e8. Probabilmente successe qualcosa, ma di sicuro \u00e8 rimasto seppellito da qualche parte negli archivi di un seminterrato di Ealing che non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"dimensioneImmagine\" alt=\"Mick Jagger, Keith Richards e il mistero del 24 marzo 1962. Il concerto che (forse) non ci fu mai.\" title=\"Mick Jagger, Keith Richards e il mistero del 24 marzo 1962. Il concerto che (forse) non ci fu mai.\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/sddefault.jpg\"\/><br \/>&#13;<br \/>\n\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Conviene fermarsi un momento sul palcoscenico di questa storia. 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