{"id":410811,"date":"2026-03-24T15:47:26","date_gmt":"2026-03-24T15:47:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/410811\/"},"modified":"2026-03-24T15:47:26","modified_gmt":"2026-03-24T15:47:26","slug":"torri-nel-deserto-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/410811\/","title":{"rendered":"Torri nel deserto &#8211; Internazionale"},"content":{"rendered":"<p>Nel deserto del Wadi Rum, nel sud della Giordania, il fotografo britannico Nick Brandt ha realizzato il quarto capitolo della sua serie The day may break, dedicata agli effetti della crisi climatica su animali e persone. Nel nuovo capitolo, intitolato The echo of our voices e realizzato nel 2024, Brandt si \u00e8 concentrato su alcune famiglie delle zone rurali della Siria scappate dalla guerra, che hanno trovato rifugio in Giordania, uno dei paesi pi\u00f9 poveri d\u2019acqua al mondo. \u201cMolte di queste persone devono spostarsi pi\u00f9 volte all\u2019anno a causa della scarsit\u00e0 di piogge, che rende il lavoro agricolo sempre pi\u00f9 difficile\u201d, racconta Brandt.<\/p>\n<p>Le donne, gli uomini e i bambini nelle immagini guardano verso la macchina fotografica o il paesaggio arido che li circonda. L\u2019atmosfera sembra sospesa nel tempo, tra il passato che sono stati costretti a lasciarsi alle spalle e l\u2019attesa per un futuro migliore. Posano su pile di cubi che formano delle torri su cui i loro corpi appaiono al tempo stesso in equilibrio precario e ben radicati. I gesti sono minimi: mani che si toccano, dolci abbracci e carezze delicate. \u201cSono persone che hanno perso ogni cosa, la casa, la comunit\u00e0. Possono contare solo su se stesse e i loro familiari. Ma tutto ci\u00f2 gli ha dato la forza per affrontare insieme questa situazione\u201d, afferma Brandt. \u25c6  <\/p>\n<p>            Aisha e Mariam<\/p>\n<p>            Zaina, Laila e Haroub.<\/p>\n<p>            Fasel e Inas<\/p>\n<p>             Laila in piedi<\/p>\n<p>            Le sorelle Rakan<\/p>\n<p>            La caverna<\/p>\n<p>            Shaila e i suoi familiari<\/p>\n<p>            Majed e Mariam al chiaro di luna<\/p>\n<p>            Le sorelle Rakan<\/p>\n<p>\u25c6 La serie di queste pagine, intitolata The echo of our voices, fa parte della mostra <strong>Nick Brandt. The day may break. La luce alla fine del giorno<\/strong> esposta alle Gallerie d\u2019Italia di Torino fino al 6 settembre 2026. La mostra, curata da Arianna Rinaldo, comprende circa sessanta opere suddivise nei quattro capitoli del progetto The day may break, cominciato nel 2020, in cui Brandt ritrae persone e animali colpiti dal cambiamento climatico e dalla devastazione ambientale. In occasione dell\u2019esposizione \u00e8 stato realizzato un catalogo pubblicato da Allemandi.  <\/p>\n<p><strong>Nick Brandt<\/strong> \u00e8 nato a Londra, nel Regno Unito. Vive in California, negli Stati Uniti.  <\/p>\n<p>Tutte le foto sono state scattate in Giordania nel 2024.<\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo.<br \/>\n                Scrivici a: <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/2026\/03\/19\/mailto:posta@internazionale.it?subject=Torri nel deserto\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">posta@internazionale.it<\/a>\n                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel deserto del Wadi Rum, nel sud della Giordania, il fotografo britannico Nick Brandt ha realizzato il quarto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":410812,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,8840,1612,203,5724,77,204,1537,90,89,2092,74],"class_list":["post-410811","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-clima","tag-design","tag-entertainment","tag-giordania","tag-guerra","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-migranti","tag-siria"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116284938316462342","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/410811","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=410811"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/410811\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/410812"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=410811"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=410811"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=410811"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}