{"id":410929,"date":"2026-03-24T17:29:16","date_gmt":"2026-03-24T17:29:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/410929\/"},"modified":"2026-03-24T17:29:16","modified_gmt":"2026-03-24T17:29:16","slug":"addio-a-dino-signori-il-signor-sidi-si-e-spento-a-90-anni-gallery","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/410929\/","title":{"rendered":"ADDIO A DINO SIGNORI, IL SIGNOR SIDI SI \u00c8 SPENTO A 90 ANNI. GALLERY"},"content":{"rendered":"<p>Dino Signori ci ha lasciato. Il signor Sidi si \u00e8 spento all&#8217;et\u00e0 di 90 anni, era nato a Maser il 7 ottobre del 1935: autentico self made man, aveva corso in bicicletta da ragazzo per poi abbandonare l&#8217;attivit\u00e0 agonistica alla soglia dei vent&#8217;anni ed entrare da protagonista nel mondo del lavoro, nel mondo delle scarpe. Prima quelle da lavoro, poi quelle sport ive, con specializzazione per ciclismo e motociclismo al fianco dei pi\u00f9 grandi campioni, autentiche leggende dello sport.\n            <\/p>\n<p>Per rendergli omaggio, vi proponiamo l&#8217;introduzione del libro\u00a0\u00abDino Signori &#8211; Dalla testa ai piedi\u00bb: \u00e8 il ritratto di un imprenditore che si \u00e8 fatto da s\u00e9 e ha scalato il mondo, con il pregio di non aver mai dimenticato da dove \u00e8 venuto.\n            <\/p>\n<p>Alla famiglia Signori le condoglianze della redazione di tuttoBICI e tuttobiciweb.it<\/p>\n<p>Una vita a lavorar con le mani e con il cuore, pensando ai piedi: degli altri. Quante suole consumate, ma soprattutto quante da cucire. Una in fila all\u2019altra, in piena guerra, con le bombe che tolgono l\u2019appetito, e la fame che morde lo stomaco. Anni di vita agra, prima con l\u2019incoscienza di un bimbo che per gioco incomincia subito a lavorare con i grandi, e poi con la speranza e la consapevolezza che il domani gli avrebbe riservato un mondo migliore.<\/p>\n<p>Tosto, cocciuto e determinato come pochi, Dino Signori. Poche parole e tanti i fatti: un po\u2019 come tutta quella generazione di ferro che si \u00e8 trovata di colpo ad avere \u00abfiero l\u2019occhio e svelto il passo\u00bb. Poche manfrine o piagnistei, tanta voglia di fare. C\u2019era da aiutare in casa, e soprattutto da imparare un mestiere che garantisse a tutti un futuro.<\/p>\n<p>Poco pane e tanti sogni: in questo clima Dino Signori \u00e8 cresciuto, si \u00e8 formato e misurato. Mai timoroso di nulla, con la consapevolezza che con la volont\u00e0 tutto era possibile. Non ha perso tempo a piangersi addosso, ma fin da bimbo si \u00e8 rimboccato le maniche. Dice un proverbio cinese: \u00abprima di giudicare un uomo cammina per tre lune nelle sue scarpe\u00bb. Ecco, Dino Signori non ha mai speso tanto tempo a giudicare l\u2019operato degli altri, ma ha dedicato una vita a far camminare bene, tutti. In un certo senso si \u00e8 sempre messo e continua a mettersi nelle scarpe degli altri. Il suo sogno, come molti in questo lembo di terra, punto d\u2019incontro fra pianura e montagna, era quello di far scarpe. E farle bene. E, soprattutto, che potessero essere comode e durare il pi\u00f9 a lungo possibile.<\/p>\n<p>Questo racconto di una vita si svolge a Maser, piccola cittadina in provincia di Treviso a due passi da Montebelluna, una delle patrie della tradizione calzaturiera che fiorisce nella repubblica di Venezia di cui Montebelluna fa parte fin dal XIV secolo. Maser \u00e8 la sua casa. La sua dimora. La sua bottega e il suo parco giochi. \u00c8 qui che forgia suole e cuce scarpe; \u00e8 qui che cresce e accresce la sua manualit\u00e0 e il suo talento. Ed \u00e8 qui a Maser che, alla faccia di chi in questi ultimi decenni ha delocalizzato la propria produzione, ha deciso di restare. Come una quercia forte e robusta che affonda le proprie radici in queste terre di vino e divine, dove Asolo val bene un assolo, e Maser si rispecchia in questa pianura veneta che anticipa le prealpi bellunesi.<\/p>\n<p>\u00c8 la zona degli scarpai, questa. Ogni scarparo lavorava al deschetto, coadiuvato da uno o due lavoranti, e confezionava a mano le scarpe, utilizzando strumenti che sono rimasti gli stessi per intere generazioni: martello (mart\u00e9l), tenaglie (ten\u00e0ie), lesina (s\u00f9bia), trincetto (cort\u00e8l), punzone (spunci\u00f2t), bisegolo (bi\u00e0segol), liscia (l\u00ecssa), bullette (ciod\u00ecn), marcapunti (marcapunti), tirasuole (tirasi\u00f2e). Le prime macchine per cucire arrivano solo sul finire del 1800.<\/p>\n<p>E poi la Grande Guerra e con essa le forniture militari dei laboratori montelliani.\u00a0 Dopo la prima guerra mondiale, ecco le scarpe da montagna. E dopo ancora la \u201cpedula\u201d da roccia che diventa ben presto un prodotto richiesto da larghe schiere di consumatori: molti italiani che hanno conosciuto le Dolomiti vivendo angosciose settimane in trincea, decidono infatti di ritornarvi come alpinisti.<\/p>\n<p>Passano gli anni, e il \u00abDistretto\u00bb si specializza nello scarpone da sci: siamo agli anni Cinquanta, che filano via leggeri e veloci verso quel boom che segner\u00e0 un\u2019epoca.\u00a0 Ed eccoci, quindi, al 1954: la spedizione italiana guidata da Ardito Desio scala il K2 calzando scarponi Dolomite. Altri campioni contribuiscono alla promozione del \u00abDistretto\u00bb: con la famosa Master del calzaturificio Munari, il fenomeno austriaco austriaco Toni Sailer vince l\u2019Olimpiade di Cortina e con scarponi Nordica il grande Zeno Col\u00f2 vince il campionato del mondo di discesa libera nel 1955.<\/p>\n<p>Storie, imprese, vittorie, uomini che faranno la storia di una zona e di un intero Paese. Questo libro vuole essere la storia di un uomo e della sua azienda: una grande azienda, la SIDI. Questa \u00e8 la storia di Dino Signori, un uomo che ha dedicato un\u2019intera vita a fare e ora si prende il lusso anche di ricordare, anche se non ce n\u2019\u00e8 bisogno, perch\u00e9 per dirla con Beckett, \u00abl\u2019uomo di buona memoria nulla ricorda, perch\u00e9 nulla dimentica\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 il racconto di una vita che si trasforma in sogno e il sogno che si trasforma in vita, cos\u00ec come avviene per la memoria, come ebbe modo di scrivere Gesualdo Bufalino. \u00c8 il racconto di un\u2019azienda, la SIDI, fatta ad immagine e somiglianza del suo grande padre fondatore: forte, splendente e trasparente, profondamente radicata sul territorio. \u00c8 il racconto di una generazione di uomini e di donne, che hanno fatto molto, moltissimo dall\u2019immediato dopoguerra ad oggi. Ma \u00e8 anche la storia di una terra, ricca e fertile, che si respira a pieni polmoni in tutto questo racconto che abbiamo avuto il piacere di raccogliere. Come un frutto maturo, che profuma di buono. E sa sempre di primavera.<\/p>\n<p>Introduzione dal lbro \u00abDino Signori &#8211; Dalla testa ai piedi\u00bb &#8211; Pier Augusto Stagi, per Prima Pagina Edizioni 2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dino Signori ci ha lasciato. 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