{"id":411765,"date":"2026-03-25T08:08:12","date_gmt":"2026-03-25T08:08:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/411765\/"},"modified":"2026-03-25T08:08:12","modified_gmt":"2026-03-25T08:08:12","slug":"lintervista-di-walter-veltroni-a-gino-paoli-camminai-sui-tremila-morti-di-recco-con-tenco-litigammo-per-stefania-sandrelli-e-si-ce-un-giorno-che-vorrei-rivivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/411765\/","title":{"rendered":"L&#8217;intervista di Walter Veltroni a Gino Paoli: \u00abCamminai sui tremila morti di Recco. Con Tenco litigammo per Stefania Sandrelli. E s\u00ec, c&#8217;\u00e8 un giorno che vorrei rivivere\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Walter Veltroni<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Ripubblichiamo la lunga intervista che Walter Veltroni fece a Gino Paoli per 7, nel 2019: i ricordi del nonno (\u00abGino, come me; un anarchico di Piombino, aveva iniziato a lavorare a 5 anni\u00bb), del padre e della madre; gli amori; e le origini delle canzoni, da \u00abLa gatta\u00bb a \u00abIl cielo in una stanza\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/spettacoli\/26_marzo_24\/gino-paoli-morto-oggi-0c2f5e5b-69ad-4fd0-9c9a-cf3ac790bxlk.shtml\" title=\"Gino Paoli \u00e8 morto, il grande cantautore aveva 91 anni: con \u00abIl cielo in una stanza\u00bb e \u00abSapore di sale\u00bb cant\u00f2 l&#039;Italia anni &#039;60. L&#039;amore con Vanoni e la pallottola nel cuore\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gino Paoli, gigante della musica italiana, \u00e8 morto<\/a> nella notte tra luned\u00ec 23 e marted\u00ec 24 marzo 2026. Aveva 91 anni. Ripubblichiamo l&#8217;intervista apparsa su 7 nel 2019, firmata da Walter Veltroni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gino, per prima cosa, mi racconti di tuo nonno? Il primo Gino Paoli&#8230;.<\/b><br \/>\u00abMio nonno era un socialista ante litteram, quando i socialisti li chiamavano anarchici, a Piombino. Aveva cominciato a lavorare a cinque anni. Il padre era un carrettiere, il corrispondente di oggi del camionista, e lo picchiava con la frusta dei cavalli. Fino a quando, un giorno, la nonna and\u00f2 in cucina a prendere un coltello, glielo punt\u00f2 alla gola e gli disse \u201cSe lo tocchi ancora una volta ti sgozzo\u201d. Non lo ha pi\u00f9 toccato. Nonno Gino \u00e8 entrato giovanissimo a lavorare alla Magona. Era il piegatore degli alti forni, quello che prende il magma fuso, lo passa nei rulli e fa la latta. Quando ha cominciato il lavoro era a cottimo, quindi se ne faceva tanto guadagnava tanto, se ne faceva poco guadagnava poco. Analfabeta naturalmente, ha imparato a leggere e a scrivere sui giornali quando aveva cinquanta anni. Durante il fascismo ogni tanto qualcuno diceva \u201cAndiamo a prendere il Paoli\u201d. Altri, pi\u00f9 saggi, dicevano: \u201cIl Paoli? Ma tu sei matto!\u201d. Era uno che non scherzava. Una volta mi disse: \u201cSai Gino, un giorno bussai alla porta e la porta and\u00f2 gi\u00f9\u201d. Ed era una persona incredibile, aveva le mani cotte dal calore, che con lo spillo non riuscivi a bucarle. Ha pianto una sola volta in vita sua, quando sono nato. Perch\u00e9 mi sarei chiamato Gino Paoli, come lui\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa ti raccontava?<\/b><br \/>\u00abLui aveva un senso dell\u2019umorismo strepitoso. Quando gli chiedevano \u201cCome hai conosciuto tua moglie?\u201d. Lui rispondeva: \u201cNoi operai una volta uscimmo\u2026e ci portarono in giro con le maestre. C\u2019era una maestrina e ad un certo punto traversammo un rio e lei per scavalcare si tir\u00f2 su le gonne. Vidi la caviglia e fu fatta\u201d. Una volta ci fu una rissa pazzesca perch\u00e9 alcuni della legione straniera fecero un torto ad uno della famiglia e allora tutti i fratelli Paoli tornarono a casa a mettersi gli abiti da lavoro perch\u00e9, essendo domenica, non potevano andare mica a menarli con gli abiti della domenica&#8230; Successe un casino a Piombino, botte da orbi. Il maresciallo della polizia arriv\u00f2 e disse \u201cOh, Paoli, \u00e8 una cosa politica?\u201d. \u201cNo, \u00e8 una cosa di famiglia\u201d. \u201cAllora fate pure\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ne hai parlato spesso, di tuo nonno\u2026<\/b><br \/>\u00abIo l\u2019ho amato come non credo si possa amare nessuno. Era un uomo straordinario. Recitava dei brani della Divina Commedia a memoria. Non so come li avesse imparati, perch\u00e9 allora certo non sapeva leggere. Era curioso e rigoroso. Per lui tutto era bianco o nero. Un uomo di una correttezza mostruosa. E sono loro che hanno fatto gli scioperi del \u201915-\u201918 per avere, invece del cottimo, la paga. Ho scoperto che loro avevano inventato la cassa integrazione: gli operai mettevano da parte dei soldi per quando dovevano fare sciopero. Ci fu un anno e mezzo di sciopero, mica una roba da ridere, per superare il cottimo e arrivare alla paga\u00bb.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tuo padre com\u2019era?<\/b><br \/>\u00abMio padre era un militare, in Marina. Era comandante di macchina. Anche per lui esistevano solo bianco e nero, il grigio non esisteva. Con me andava poco d\u2019accordo. Io sono un uomo del dubbio, lo sono sempre stato da quando sono nato. Era di un\u2019onest\u00e0 assoluta, insieme contadina e militare. Io sono onesto perch\u00e9 era il tic di mio padre, non solo per mia convinzione. Sono onesto perch\u00e9 mio padre era talmente onesto che mi ha imposto il senso del dovere e l\u2019onest\u00e0 come comandamenti laici. Una rottura di coglioni mostruosa. Per\u00f2 ce l\u2019ho addosso e non c\u2019\u00e8 niente da fare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Con lui hai avuto un rapporto difficile. Vi siete ritrovati alla fine della sua vita&#8230;<\/b><br \/>\u00abS\u00ec perch\u00e9 lui credeva che il ruolo di padre fosse quello di punire, imporre disciplina e non si lasciava andare mai con me. Dopo la sua morte quelli che lo hanno conosciuto me lo hanno descritto come una persona dolcissima, che ascoltava e capiva tutti. Tutti. Ma non me. In casa lui, che era un militare, aveva stabilito che doveva assolvere a quel ruolo, probabilmente soffrendo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Poi ebbe un ictus?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. Rimase due o tre anni come un vegetale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E tu gli sei stato vicino&#8230;<\/b><br \/>\u00abS\u00ec, ho mollato tutto. Sono andato a casa di mio padre e sono stato l\u00ec fino a quando non \u00e8 morto. La cosa buffa \u00e8 che mio padre rinasce, inaspettatamente e improvvisamente, in me. Forse come tutti i padri. Ad un certo punto ti trovi a fare delle cose e pensi: \u201cma questo lo faceva mio padre\u201d. Le cose che magari non ti piacevano di tuo padre. Ma tu le rifai, uguali\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tua madre come era?<\/b><br \/>\u00abMia madre era molto religiosa, troppo. Lei era andata in collegio da suore tedesche. Quindi senso del peccato molto pronunciato\u2026\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tra senso del dovere da una parte e senso del peccato dall\u2019altra potevi venire fuori solo tu, un vagabondo del dubbio\u2026<\/b><br \/>\u00abEro messo proprio male, per\u00f2 \u00e8 cos\u00ec. Io cristiano lo sono, ma cattolico no. Mia madre era davvero una donna di chiesa e io poi ho fatto quattro anni di collegio dai preti. Sono cristiano e pieno di dubbi, non \u00e8 una contraddizione&#8230; Come Don Gallo, a cui \u00e8 dedicata la mia canzone Due cani in chiesa. Con lui abbiamo fatto un film su Genova antica e non c\u2019era prostituta, magnaccia, travestito che non lo salutasse e gli dicesse: \u201cCome va don Gallo? Ci vediamo domenica in chiesa!\u201d. Persona meravigliosa, anche lui. Il mio culo, nella vita, \u00e8 stato incontrare persone meravigliose, sempre. Ho incontrato solo persone meravigliose. Anche perch\u00e9 quando incontro un imbecille, lo scarto subito\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tu la guerra la ricordi?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E cosa ricordi della guerra?<\/b><br \/>\u00abI morti. A Recco. Tremila morti. Eravamo sfollati sopra Recco, a San Lorenzo della Costa. Gli americani buttavano gi\u00f9 tutti i ponti perch\u00e9 cos\u00ec i tedeschi non potevano rifornire il fronte che era a Cassino. Vennero di notte, alle due, bombardarono Recco e praticamente la distrussero. La gente dormiva e quindi li hanno ammazzati tutti. E, paradosso, non buttarono gi\u00f9 il ponte. Era lesionato, ma ancora su. Il giorno dopo mio padre disse: \u201cTorniamo a Pegli\u201d. Salimmo su un treno che arriv\u00f2 da una parte del ponte. Siccome non reggeva il carico, ci fecero scendere tutti per camminare fino all\u2019altra sponda. Noi camminammo sui morti. Sui tremila morti di Recco. Avevo otto anni. Li ho negli occhi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Del fascismo cosa ricordi?<\/b><br \/>\u00abChe era normale. Io avevo conosciuto solo quello, era normale. Io non sapevo cosa pensasse mio padre, perch\u00e9 allora i padri non parlavano delle loro idee. Solo dopo ho scoperto che era nel Comitato di Liberazione. Era militare quindi era iscritto al fascio, perch\u00e9 altrimenti non potevi lavorare, non potevi vivere. Per\u00f2 mio padre non disse mai niente. Una volta sola conobbe Mussolini. Pap\u00e0 fu il comandante di allestimento della Littorio, che era la pi\u00f9 grande unit\u00e0 della Marina italiana. Per il varo arriv\u00f2 Mussolini e lui torn\u00f2 a casa dicendo \u201c\u00c8 un uomo in gamba, peccato abbia tutte queste teste di cazzo intorno\u201d. Io lo guardai, pensai e dissi: \u201cMa chi le ha scelte?&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I tedeschi e gli americani te li ricordi?<\/b><br \/>\u00abA Pegli, davanti casa, c\u2019erano posteggiati i carrarmati tedeschi e dietro casa, perch\u00e9 era l\u2019ultima, c\u2019era la postazione tedesca di missili antisbarco. E c\u2019erano i prigionieri russi che erano la forza di lavoro dei nazisti. I ragazzi militari tedeschi dicevano che assomigliavo ai loro figli perch\u00e9 ero biondo. Mi facevano i complimenti. Ci fu un episodio strano: ammazzarono un fascista gi\u00f9 nella strada e uno di questi tedeschi che mi diceva sempre che ero come il figlio, venne a casa perch\u00e9 doveva fucilare dieci persone per rappresaglia. Mia madre, che sapeva il tedesco, cominci\u00f2 a parlare e ad un certo punto questo se ne \u00e8 andato. Il fascismo, ma anche la guerra, erano normalit\u00e0. Tua madre va a fare la spesa, la porta a casa e tu mangi. Poi ad un certo punto c\u2019\u00e8 il bombardamento di Genova e allora il signor Grasso, il borsaro nero del quartiere, ti porta sul tetto per guardarlo. Io ho visto Genova in fiamme, perch\u00e9 quel bombardamento ha mezzo distrutto Genova. Per\u00f2 era normale. Terribile, mostruoso e normale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Poi sono arrivati gli americani&#8230;<\/b><br \/>\u00abI tedeschi, che erano a prendere il sole davanti a casa mia sull\u2019altra collina, a un certo punto si misero la divisa, presero i carri e andarono via. Due giorni dopo arrivarono gli americani e posteggiarono esattamente dove erano stati i carrarmati tedeschi. Gli americani ti davano cioccolata e i V-Disc\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quindi la musica entra nella tua vita con i V-Disc?<\/b><br \/>\u00abIl jazz era proibito. C\u2019era l\u2019autarchia, anche musicale. Cos\u00ec scoprimmo la musica dei liberatori. Poi i cantanti francesi e soprattutto la poesia, la letteratura, Sartre, Simone de Beauvoir, Apollinaire&#8230;. Noi eravamo affamati di queste cose, in Italia non c\u2019era niente, c\u2019era solo quello che passava il regime. Steinbeck, Hemingway, Melville. Io li ho letti tutti a tredici quattordici anni. Suonavo la batteria, facevamo i gruppetti come tutti i ragazzi. Per\u00f2 ad un certo punto avevo deciso che volevo dipingere. Avevo avuto un contratto per fare il grafico e intanto facevo il pittore. Fino a che Nanni Ricordi, un genio della cultura musicale italiana, mi chiama a Milano&#8230;.\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lui ti chiama alla Ricordi anche se tu non facevi musica?<\/b><br \/>\u00abMi chiama per cantare. Avevamo un gruppo: io suonavo la batteria, Luigi Tenco il sax\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Poi Gian Franco Reverberi, che lavorava con Ricordi, vi chiama a Milano&#8230;<\/b><br \/>\u00abS\u00ec, comincio a registrare dei dischi con canzoni che scriveva lui con Franco Franchi, che era un cantante. Ne faccio tre o quattro e poi un giorno torno a casa e provo io a scriverne una. Mai fatto prima. Cos\u00ec ho scritto La gatta &#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dove l\u2019hai scritta?<\/b><br \/>\u00abNella casa che avevo allora. Una specie di soffitta a Boccadasse dove faceva un freddo intenso d\u2019inverno e un caldo mostruoso d\u2019estate. Con i primi soldi dei dischi cambiai casa e andai a stare in un appartamento vero portandomi dietro Ciacola. Lei era la prima cosa che avevo preso, quando ero andato via da casa dei miei. Arrivo in questo appartamento in corso Paganini e la gatta, dopo neanche un mese, si ammala e poi muore di occlusione. Secondo me \u00e8 morta di nostalgia per la casa sconnessa di Boccadasse. Non ha accettato il cambiamento\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In questo senso C\u2019era una volta una gatta&#8230;<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. La canzone usc\u00ec in primavera e vendette ottanta copie. Cos\u00ec almeno diceva Nanni Ricordi. Poi venne l\u2019estate e i jukebox non facevano che suonare La gatta. In tutti i bagni, da qualsiasi parte c\u2019era sempre La gatta. Che tutti hanno scambiato per una canzone d\u2019amore. Lo era, in effetti. Ma per Ciacola\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il cielo in una stanza \u00e8, come si dice, un atto di omaggio nei confronti di una prostituta della quale ti eri innamorato? O \u00e8 una leggenda?<\/b><br \/>\u00abIn parte s\u00ec. C\u2019era una che mi piaceva molto, nel casino qui a Genova. E andavo a trovarla. \u00c8 dedicata all\u2019orgasmo, quella canzone\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nessuno lo aveva capito?<\/b><br \/>\u00abL\u2019orgasmo \u00e8 qualche cosa di incomprensibile per gli esseri umani. \u00c8 qualcosa che non ha niente a che fare con l\u2019umano. \u00c8 inutile che ci giriamo intorno. \u00c8 un atto mistico, l\u2019orgasmo. Tu ti senti proiettato nello spazio, nel tempo e nello stesso tempo ti senti niente, ti senti zero, non ci sei pi\u00f9. C\u2019\u00e8 qualcosa di inspiegabile nell\u2019orgasmo. Infatti io non l\u2019ho spiegato, ho cercato di ricreare una emozione che lo richiamasse. In genere le cose che voglio dire sono nel non detto, mai nel detto. Come una spirale che ti porta nel centro delle cose. \u00c8 un po\u2019 la lezione di Pr\u00e9vert che, tutto quello che scrive, lo fa cos\u00ec. Anche Apollinaire usava le parole come fossero una forma\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I calligrammi. La poesia in forma di rosa?<\/b><br \/>\u00abCerto, Il cielo in una stanza \u00e8 quello. C\u2019entra s\u00ec la prostituta, che era spettacolare&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019hai pi\u00f9 risentita?<\/b><br \/>\u00abNo. Allora le prostitute dei casini facevano quindici giorni o un mese. Poi sparivano e andavano chiss\u00e0 dove&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma quando sei diventato famoso non ti ha cercato?<\/b><br \/>\u00abNo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quindi anche grande dignit\u00e0&#8230;<\/b><br \/>\u00abS\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Avrebbe potuto rivendicare. Oggi sarebbe al Grande fratello&#8230;<\/b><br \/>\u00abNo, no. Era un trappolo: piccola con i capelli neri, un\u2019aria un po\u2019 orientale. Gentile, buona\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ho letto da qualche parte che, la sera in cui fu approvata la legge Merlin, tu facesti il giro di tutti i casini&#8230;<\/b><br \/>\u00abFacemmo la via Crucis. Erano ventitr\u00e9 i casini a Genova. Ce li siamo fatti tutti insieme con le bottiglie di champagne per rendere omaggi. Le prostitute venivano fuori &#8211; champagne e panettoni &#8211; e poi davano a tutti la marchetta per ricordo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E poi arriva Sapore di sale.<\/b><br \/>\u00abPoi arriva Sapore di sale. Per caso, perch\u00e9 io smetto di stare alla Ricordi e corro dietro a Nanni che \u00e8 andato alla RCA. Incido un disco che si chiama Le cose dell\u2019amore. La canzone viene rifiutata in radio perch\u00e9 Le cose dell\u2019amore fa pensare alle mestruazioni femminili. Basta leggere la motivazione ufficiale della bocciatura. Dimmi tu. Poi faccio Sapore di sale. E scoppia un casino allucinante\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quanto ha venduto Sapore di sale?<\/b><br \/>\u00abBoh&#8230;\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Milioni e milioni?<\/b><br \/>\u00abPenso di s\u00ec e credo continui a vendere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ti scoccia che sia identificata come gli Anni 60? Perch\u00e9 in realt\u00e0 \u00e8 una canzone non del tutto ottimista&#8230;<\/b><br \/>\u00abPrevede la nube nera&#8230;\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 una canzone che ha dentro di s\u00e9 un\u2019 inquietudine&#8230;<\/b><br \/>\u00abSicuramente. Come La gatta, che \u00e8 un pezzo nostalgico ed \u00e8 diventata invece una canzone per bambini. Era il \u201863. Eravamo nel pieno del boom economico.\u00a0\u00c8 stato un momento, una specie di Shangri-La. Tutto sembrava felice. Tutto sembrava possibile, a colori. Per\u00f2 a me sembrava che ci fosse un tarlo, che non sarebbe durata. Sapore di sale l\u2019ho scritta cos\u00ec, per\u00f2 poi \u00e8 diventata il simbolo di quegli anni. Quegli anni erano beati per tutti, per tutta l\u2019Italia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E tu in quegli anni ad un certo punto decidi di spararti. Perch\u00e9?<\/b><br \/>\u00abPer andare a vedere cosa c\u2019era dall\u2019altra parte. Non ho una ragione specifica. Avevo avuto tutto dalla vita. Almeno credevo di aver avuto tutto, di aver visto tutto, di non avere ormai pi\u00f9 niente da guardare. Quindi volevo andare a vedere dall\u2019altra parte. \u00c8 una stronzata mostruosa, quello che ho fatto quel giorno. Tutto quello che poi \u00e8 successo nella mia vita non lo avrei fatto e c\u2019erano un bel po\u2019 di cose che volevo fare e che erano belle da vivere. Che \u00e8 stato bello vivere. Per\u00f2 i ragazzi, i giovani sono spesso cretini. Almeno io lo fui\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ti ricordi quel giorno tu o no?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lo ricordi lucidamente?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec, la mia ex moglie era andata a stare da un amico dall\u2019altra parte di Genova. Io ero solo in casa. Ho preso un paio di pistole, le ho provate per vedere quale sparava pi\u00f9 lontano. Le provai in un vocabolario. Sparai per vedere quanto era penetrante il colpo. C\u2019era questa Derringer che aveva una canna piuttosto lunga quindi era pi\u00f9 sostenuta. Poi misi un po\u2019 di pillole sul com\u00f2 e cominciai a prendere le pillole, ma era una rottura di coglioni mostruosa. Pensai, mi butto dalla finestra. Ma poi se mi vede mia madre tutto spiaccicato non \u00e8 il caso, povera donna. Ad un certo punto ho pensato: mi sparo, vediamo. L\u2019ho fatto. Come se mi avessero tirato un masso enorme addosso. Poi ho perso conoscenza. Mi sono svegliato in ospedale con il prete che mi dava l\u2019estrema unzione e l\u2019ho mandato a fare in culo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 vero che Tenco si arrabbi\u00f2 molto con te?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec, molto. La mia ex moglie, che era fuori dalla stanza dove ero in rianimazione, mi ha raccontato che Luigi diceva: \u201cNon si fanno queste cose! Poi lui non le deve fare queste cose!\u201d. Era incazzato, ce l\u2019aveva con me\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che tipo era Tenco?<\/b><br \/>\u00abEra un compagnone, uno che se c\u2019era uno scherzo da fare lo inventava. Era molto giocoso. Era uno \u201cstrano\u201d perch\u00e9 prendeva delle cotte. Cotte di comportamento, di imitazione. Leggeva Sartre e diventava Sartre. Era uno che andava a vedere un film di James Dean e stava tutto il tempo con il bavero alzato&#8230;Era uno cos\u00ec&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando \u00e8 stata l\u2019ultima volta che lo hai sentito?<\/b><br \/>\u00abLui non voleva che stessi con Stefania. Era molto affezionato alla mia ex moglie. Io avevo preso questa cosa con Stefania molto seriamente e volevo anche fare con lei un figlio. Poi l\u2019abbiamo fatto, anzi l\u2019abbiamo fatta. Pensa che io ero in tourn\u00e9e ad Hong Kong e Stefania era a Losanna dove avevamo deciso partorisse perch\u00e9 non succedesse casino mediatico. L\u2019Italia era opulenta, ma bacchettona. Parto da Hong Kong. A Losanna arrivo alle due di notte. Le si rompono le acque. A quell\u2019ora in ospedale non c\u2019era nessuno, solo un medico che dice: \u201cDeve aiutarmi lei\u201d. Quindi la faccio nascere. Prendo Amanda, la lavo, poi Stefania la mettono in una stanza, io vado e lei, dato che aveva preso il Pentothal, in quell\u2019occasione mi racconta un sacco di cose che avrei preferito non sapere&#8230; Comunque Luigi non lo sentivo da quando avemmo quel litigio per via di Stefania, che anche a lui piaceva molto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il suo suicidio ti stup\u00ec? E quel biglietto che se la prendeva con Io tu e le rose? Non era una cosa troppo piccola per un gesto cos\u00ec grande?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec, mi stup\u00ec molto. Non lo immaginavo possibile. E quel biglietto non mi ha mai convinto. Non credo al complotto del quale molti parlano. Ma faccio fatica a pensare che quel gesto sia avvenuto nel contesto poi descritto dalla versione ufficiale. Tra quella e l\u2019assassinio ci sono molte possibili ipotesi alternative&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tu il \u201868 come lo hai vissuto?<\/b><br \/>\u00abIl Sessantotto per me \u00e8 preceduto dal suicidio di Luigi. Il \u201868 politico l\u2019ho vissuto come un discorso che non mi riguardava. Nel \u201868 io mi ritirai completamente. Smisi di cantare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9 quello che volevano che io facessi, cio\u00e8 la canzone politica, non mi interessava, non avevo niente da dire di ideologico. Questa avventura \u00e8 finita, pensai. E cos\u00ec presi un casin\u00f2 a Levanto e lo gestii per tre anni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In quegli anni che hai fatto?<\/b><br \/>\u00abA parte fare l\u2019oste a Levanto non lo so&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sono anni che hai rimosso ?<\/b><br \/>\u00abPi\u00f9 o meno s\u00ec. Anche perch\u00e9 in quel periodo io avevo preso il vizio della cocaina e anche peggio. Sono stati due o tre anni brutti . Mi sono tirato fuori, ma sono stati anni persi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 come se ti fossi risuicidato?<\/b><br \/>\u00abHo chiuso la questione, dovevo fare altre cose. Poi invece Gianni Borgna venne a Levanto e mi chiese di partecipare a un festival della Fgci al Pincio nel \u201875. Io non volevo, assolutamente. Non avevo mai cantato con tanta gente, ero sempre andato in locali o teatri. Sono salito sul palco, in quello scenario incredibile, mi sono esibito per tre quarti d\u2019ora. Dopo mi sono fermato perch\u00e9 ho pensato: \u201cQuesti ragazzi si saranno rotti. Sono abituati ad altra musica\u201d. Invece sono dovuto tornare su a cantare per un\u2019altra mezz\u2019ora. Per me l\u2019avventura era finita e invece ricominciava&#8230; E prosegue fino a oggi. Fino al nuovo disco e alla collaborazione con Danilo Rea, magnifico pianista e magnifica persona\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quattro amici al bar a me ha sempre fatto pensare a C\u2019eravamo tanto amati&#8230;<\/b><br \/>\u00abGiusto. In fondo \u00e8 un \u201cC\u2019eravamo tanto amati\u201d. Era una maniera per dire anche ai politici che essere giovani non \u00e8 una categoria, \u00e8 una condizione che muta. Non puoi dire \u201ci giovani\u201d. I giovani diventano meno giovani, poi adulti e poi vecchi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019\u00e8 un giorno della tua vita che vorresti rivivere?<\/b><br \/>\u00abForse riguarda Amanda il giorno pi\u00f9 bello. Amanda \u00e8 stata come una cosa straordinaria che mi \u00e8 successa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un dono?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. Le voglio molto bene. Forse la persona alla quale voglio pi\u00f9 bene. Mio nonno Gino e Amanda sono le persone che forse ho amato di pi\u00f9 nella mia vita. Non \u00e8 che le altre non le ami, anzi. Senza Paola, mia moglie, non so come farei a vivere. Ho avuto il culo di avere una donna cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per\u00f2 le donne che hai avuto sono state tutte donne di qualit\u00e0&#8230;<\/b><br \/>\u00abAssolutamente s\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tu hai tre fedi alla mano sinistra per quello?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Te le sei tenute tutte?<\/b><br \/>\u00abIo ho avuto fortuna. \u201cLa vita \u00e8 l\u2019arte dell\u2019incontro\u201d, diceva Vinicius. La mia arte dell\u2019incontro \u00e8 stata positiva, ho avuto solo incontri che mi hanno dato e mi hanno cambiato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa \u00e8 che non ti piace di questo tempo?<\/b><br \/>\u00abL\u2019egoismo. Che poi si pu\u00f2 chiamare egocentrismo, fare qualcosa senza pensare alle conseguenze sugli altri. Fottersene di fare del male o del bene. Ignorare il destino degli altri. \u00c8 contro ogni tipo di filosofia o religione. Nessuna accetta come sistema di vita quello dell\u2019egoismo. Ognuna prevede, come risorsa dell\u2019esistere, l\u2019andare verso gli altri. Per me il filosofo preferito \u00e8 Socrate. Socrate per me \u00e8 ancora la luce in fondo al tunnel\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il futuro collettivo ti spaventa o hai fiducia?<\/b><br \/>\u00abIo in questo momento ho l\u2019impressione che i ragazzi, i ragazzi piccoli, abbiano cominciato a prendere coscienza delle cose che non vanno. Magari non hanno pi\u00f9 l\u2019ambizione di cambiare il mondo intero, come avevamo noi. Ma vogliono cambiarlo radicalmente in un punto, un punto solo, che considerano sistemico. Come l\u2019ambiente. Io penso che l\u2019idea dei ragazzi di partire dalla leva della concretezza per sollevare il mondo sia positiva, molto positiva. \u00c8 il contrario dell\u2019indifferenza e dell\u2019egoismo&#8230; \u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Della scelta di Beppe Grillo che pensi?<\/b><br \/>\u00abQuando voleva entrare in politica io, Arnaldo Bagnasco, Renzo Piano, gli amici, cercavamo di convincerlo a non farlo. Lui lo ha fatto ed era mosso da uno scopo nobile. Voleva davvero rinnovare la politica e questo paese. Ma secondo me ha valutato la cosa in maniera molto pi\u00f9 limitata di quanto fosse necessario. E poi non ha calcolato il sistema. Il sistema e gli sprovveduti che ha messo l\u00ec. Perch\u00e9 questi ragazzi che sono arrivati, io li chiamo dilettanti allo sbaraglio, sono stati cooptati dal sistema e si comportano come il sistema. Era inevitabile. A lui adesso credo dispiaccia molto come vanno le cose, ecco\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ti sembra che questo sia un tempo senza grande passione per il dubbio?<\/b><br \/>\u00abQuesto \u00e8 il tempo del non dubbio, delle certezze. E le certezze a me fanno paura, sempre. Quando uno mi dice \u201c\u00e8 una questione di principio\u201d io mi alzo e vado via. Io l\u2019unica certezza che ho \u00e8 il dubbio. Immagina un po\u2019\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-25T08:08:05+01:00\">25 marzo 2026 ( modifica il 25 marzo 2026 | 08:08)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Walter Veltroni Ripubblichiamo la lunga intervista che Walter Veltroni fece a Gino Paoli per 7, nel 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