{"id":412194,"date":"2026-03-25T14:02:13","date_gmt":"2026-03-25T14:02:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/412194\/"},"modified":"2026-03-25T14:02:13","modified_gmt":"2026-03-25T14:02:13","slug":"dopo-il-referendum-la-destra-punta-su-remigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/412194\/","title":{"rendered":"Dopo il referendum, la destra punta su remigrazione"},"content":{"rendered":"<p>Mentre gruppi di magistrati festeggiano intonando Bella ciao e si fanno beffe di una collega schieratasi a favore del S\u00ec, intanto che i liderini progressisti gongolano concedendo interviste smargiasse ai giornali, la destra italiana ha l\u2019occasione di cogliere i segnali che giungono dall\u2019esito del voto referendario. Si potrebbe ovviamente fare finta di nulla e proseguire come se la sconfitta del S\u00ec riguardasse soltanto una complicata discussione sulla giustizia su cui non si \u00e8 stati in grado di convincere una parte degli italiani.<\/p>\n<p>Oppure si pu\u00f2 tentare di decifrare gli spunti politici che le urne offrono, a partire dalla curiosa posizione di quella fetta &#8211; non troppo consistente ma comunque visibile &#8211; di elettori potenziali che hanno scelto il No. Sono in tanti a vederci una spia di malcontento, e pu\u00f2 anche darsi che siano tutte speculazioni giornalistiche. Ma prenderle in considerazione male non farebbe, a prescindere. Identico discorso vale per il tanto commentato voto giovanile: pu\u00f2 darsi che sia naturalmente volto a sinistra, ma forse qualcosa in pi\u00f9 si pu\u00f2 fare, a patto di scegliere i mezzi di comunicazione adeguati e di toccare i tasti giusti. Insomma, si pu\u00f2 scegliere di ascoltare il brontolio della tanto vituperata pancia dell\u2019elettorato,  anche perch\u00e9 molto spesso non \u00e8 affatto pancia ma testa e cuore. Questi organi insieme dicono che su alcune questioni &#8211; specie in vista di una campagna elettorale per le prossime politiche che sar\u00e0 violentissima &#8211; bisogna essere pi\u00f9 incisivi, sui media ma soprattutto nella realt\u00e0.<\/p>\n<p>Superate le dispute sulla giustizia &#8211; che rimane un problema ma viene di fatto messa in soffitta &#8211; tocca concentrarsi su faccende che scaldano maggiormente gli animi e che probabilmente sono percepite dalla popolazione come una pi\u00f9 impellente esigenza. Pi\u00f9 volte, durante la campagna referendaria, abbiamo raccontato di stranieri colpevoli di reati che sono stati scarcerati, hanno potuto evitare il Cpr o sono stati gentilmente rimpatriati dall\u2019Albania in virt\u00f9 di opinabili decisioni dei tribunali. Referendum o meno, il problema resta e non \u00e8 piccolo. E prima ancora che la giustizia riguarda la gestione dell\u2019immigrazione, che \u00e8 uno dei grandi temi su cui con tutta evidenza l\u2019elettorato destrorso si aspetta qualche atto concreto in pi\u00f9.  Si torni allora a prendere di petto la questione, su cui qualcosa \u00e8 stato fatto ma evidentemente non abbastanza. Del resto \u00e8 complicato smantellare un sistema mortifero accuratamente costruito e raffinato con anni di manovre pi\u00f9 o meno esplicite e propaganda. Per farlo ci vuole una enorme determinazione e ci vogliono obiettivi chiari da presentare alla popolazione. La remigrazione pu\u00f2 essere uno di questi. E non certo per calcolo elettorale, ma perch\u00e9 ormai risulta evidente che ogni tentativo di arginare i flussi adattandosi ai tempi dell\u2019Unione europea o alle richieste delle varie organizzazioni sovranazionali \u00e8 destinato a fallire o a compiersi solo a met\u00e0. La remigrazione \u00e8 una proposta di approccio sicuramente pi\u00f9 radicale, il che non significa per\u00f2 pi\u00f9 estrema o spietata. Al contrario, si tratta a tutti gli effetti di un modello certamente pi\u00f9 umanitario, rispettoso delle differenze e delle identit\u00e0 dei popoli, basato sul rifiuto totale della logica dello sradicamento. <\/p>\n<p>Certo, siamo totalmente realisti: non \u00e8 una passeggiata, soprattutto perch\u00e9 la proposta raccoglie una dura opposizione dagli ambienti cosiddetti progressisti e falsamente umanitari, e di certo non pu\u00f2 risultare gradita a quel sistema sovranazionale che ha basato la sua stessa esistenza sulla distruzione dei confini e sullo sgretolamento delle identit\u00e0, oltre che sullo sfruttamento dei pi\u00f9 deboli. Ma poco importa: quel che conta \u00e8 iniziare il cammino, e cominciare a discutere di un modello diverso, realmente rivoluzionario, basato su fasi molto chiare e facilmente comprensibili ai pi\u00f9, almeno a coloro che abbiano voluto davvero comprendere di che si tratti. <\/p>\n<p>La Verit\u00e0 oggi pubblica il saggio di <strong>Martin Sellner<\/strong> intitolato appunto Remigrazione, in cui viene illustrata la proposta nella sua forma originaria. Non \u00e8 detto che la si debba condividere in toto, e la si pu\u00f2 ovviamente anche respingere. Ma la si deve considerare, se non altro perch\u00e9 offre agli elettori europei parte delle risposte che chiedono ai politici. \u00c8 facile rifiutare tutto a priori, sostenere che sia irrealizzabile o peggio che si tratti di un piano razzista o fascistoide. Chi dice questo semplicemente non sa di che parla. <\/p>\n<p>Un radioso esempio lo forniscono l\u2019Osservatorio sulle nuove destre e l\u2019Osservatorio repressione, due realt\u00e0 afferenti alla sinistra radicale che hanno il vizio di schedare i presunti fascisti, come facevano i picchiatori rossi negli anni di piombo. <\/p>\n<p>Che questi figuri non abbiano titoli per fare la morale a chicchessia \u00e8 pi\u00f9 che ovvio, ma hanno comunque il potere di sollevare polemiche in rete e di aizzare il loro pubblico di riferimento. Ieri scrivevano addirittura che, pubblicando il libro di <strong>Sellner<\/strong>, il nostro giornale starebbe sponsorizzando la pulizia etnica. A loro dire, la remigrazione sarebbe \u00abun progetto politico che implica la selezione delle persone in base all\u2019origine, alla cultura, all\u2019appartenenza. Significa stabilire che milioni di individui &#8211; anche regolarmente residenti, anche integrati &#8211; possano essere espulsi perch\u00e9 non conformi a un modello identitario imposto dall\u2019alto. Significa introdurre un principio di esclusione permanente fondato su criteri etnici e culturali\u00bb. <\/p>\n<p>Posto che gli unici a voler fare pulizia con metodi ruvidi degli avversari politici sono proprio questi vecchi arnesi dell\u2019antagonismo, e posto che il nostro giornale non ha acriticamente abbracciato alcuna tesi, ma sta solo sollecitando un dibattito e fornendo strumenti per avviarlo, \u00e8 del tutto evidente che nessuno di costoro abbia la minima idea di che cosa sostenga davvero <strong>Martin Sellner<\/strong>. Il suo progetto non prevede alcuna deportazione, alcuna selezione su base razziale, alcuna discriminazione sommaria. Anzi, favorisce persino il rientro in patria retribuito e volontario degli stranieri non integrati. \u00c8 facile da capire, \u00e8 tutto scritto nel libro. Agli amici antagonisti baster\u00e0, per informarsi, acquistarlo da oggi in edicola. Ammesso che vogliano, e sappiano, leggere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mentre gruppi di magistrati festeggiano intonando Bella ciao e si fanno beffe di una collega schieratasi a favore&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":412195,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,125696,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-412194","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-remigrazione","15":"tag-ultime-notizie","16":"tag-ultime-notizie-di-mondo","17":"tag-ultimenotizie","18":"tag-ultimenotiziedimondo","19":"tag-world","20":"tag-world-news","21":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116290188088497507","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/412194","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=412194"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/412194\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/412195"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=412194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=412194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=412194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}