{"id":413546,"date":"2026-03-26T12:01:13","date_gmt":"2026-03-26T12:01:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/413546\/"},"modified":"2026-03-26T12:01:13","modified_gmt":"2026-03-26T12:01:13","slug":"gino-paoli-ha-creduto-in-me-tramo-per-farmi-rimanere-sul-palco-aveva-gli-occhi-da-pirata-la-confessione-di-malika-ayane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/413546\/","title":{"rendered":"\u00abGino Paoli ha creduto in me, tram\u00f2 per farmi rimanere sul palco. Aveva gli occhi da pirata\u00bb, la confessione di Malika Ayane"},"content":{"rendered":"<p>\u00abAveva le sembianze del signore, ma lo sguardo del pirata\u00bb. <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/malika-ayane\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Malika Ayane<\/a> il giorno in cui conobbe <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/gino-paoli\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gino Paoli<\/a> se lo ricorda benissimo<\/strong>. <strong>Galeotta fu <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/caterina-caselli\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Caterina Caselli<\/a><\/strong>, l&#8217;allora discografica della giovane cantante milanese, legata a Paoli da una lunga amicizia. Ayane avrebbe partecipato di l\u00ec a poco al <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/festival-di-sanremo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Festival di Sanremo<\/a><\/strong>. <strong>L&#8217;anno era il 2009<\/strong>.<\/p>\n<p>Il regolamento di quell&#8217;edizione prevedeva, su intuizione del conduttore e direttore artistico <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/paolo-bonolis\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Paolo Bonolis<\/a>, che i cantanti in gara tra le &#8220;Nuove proposte&#8221; si presentassero ciascuno accompagnato da un padrino o da una madrina artistica. Arisa (che poi vinse con Sincerit\u00e0) si fece accompagnare da Lelio Luttazzi. Simona Molinari da Ornella Vanoni. Karima da Burt Bacharach. Irene Fornaciari da pap\u00e0 Zucchero. A Caterina Caselli bast\u00f2 una telefonata per convincere Paoli, lo stesso che si vantava di aver scoperto decenni prima lo stesso Casco d&#8217;oro (\u00abDissi: quella ha talento. Io so riconoscere il talento delle persone e poi, se riesco, le aiuto a sfondare. Ma non ci ho mai guadagnato. Mai preso una lira da Zucchero o dalla Vanoni\u00bb, diceva), ad accompagnare la sua pupilla sulle note di Come foglie, il brano che Ayane portava in gara.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra parte del telefono, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo con Animali notturni e alle prese con le prove di Canzonissima (\u00e8 nel cast del remake condotto da Milly Carlucci, ogni sabato su Rai1), la cantante si emoziona ancora al ricordo di quell&#8217;incontro. <strong>Chi era per lei Gino Paoli?<\/strong> \u00abIl signore della Gatta, di Cosa far\u00f2 da grande, di Ti lascio una canzone, di Una lunga storia d&#8217;amore. Ed era l\u00ec, accanto a me, che mi parlava e organizzava un golpe\u00bb. Che golpe? \u00abQuello per cantare, fuori programma, la sua Il cielo in una stanza. La scaletta non lo prevedeva: avremmo dovuto cantare solo Come foglie, la mia canzone. Furono Gino e Caterina a fare in modo che potessi restare con lui sul palco, per accennare il suo capolavoro insieme a lui.<\/p>\n<p><strong>Il cielo in una stanza fa parte del nostro dna di italiani: \u00e8 un classico alla pari di Nel blu, dipinto di blu di Domenico Modugno o Azzurro di Adriano Celentano<\/strong>\u00bb. &#8220;Sono il suo chaperon&#8221;, il suo accompagnatore, scherzava Paoli quell&#8217;anno a Sanremo.<\/p>\n<p><strong>Prov\u00f2 del timore reverenziale, accanto a un mito del genere?<\/strong> \u00abNo. Semmai un&#8217;enorme fascinazione nei confronti dell&#8217;uomo e dell&#8217;artista. Era imprevedibile. Poco prima di salire sul palco mi mostr\u00f2 le sue scarpe, fatte di pelle di razza: &#8220;Questo pesce se ti punge, muori&#8221;, mi spiegava. L&#8217;ultima cosa di cui un&#8217;emergente vuole parlare prima di salire sul palco pi\u00f9 importante della musica italiana (ride)\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Prima di quell&#8217;incontro, cosa rappresentava Paoli per lei?<\/strong> \u00abUna presenza costante nella mia vita da ascoltatrice, ancor prima che da cantante. La prima musicassetta che ho acquistato \u00e8 stata proprio quella di una sua raccolta. Avevo <strong>8 anni<\/strong>. Al cinema era appena uscito il classico d&#8217;animazione Disney La bella e la bestia: lui cantava insieme a sua figlia Amanda il tema principale della colonna sonora\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ha una canzone preferita?<\/strong> \u00abImpossibile sceglierne una. Nella sua musica ritrovo tutto ci\u00f2 che ho sempre amato: una lucidit\u00e0 mista a dell&#8217;amarezza, la disillusione, la consapevolezza che il tempo passa e le persone cambiano. <strong>La musica italiana con la sua scomparsa perde uno dei suoi pi\u00f9 grandi autori<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Moda e Tendenze, ogni marted\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abAveva le sembianze del signore, ma lo sguardo del pirata\u00bb. 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