{"id":414737,"date":"2026-03-27T06:07:10","date_gmt":"2026-03-27T06:07:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/414737\/"},"modified":"2026-03-27T06:07:10","modified_gmt":"2026-03-27T06:07:10","slug":"router-nel-mirino-gli-stati-uniti-alzano-il-muro-contro-tp-link-cinesee-gli-altri-dispositivi-stranieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/414737\/","title":{"rendered":"Router nel mirino: gli Stati Uniti alzano il muro contro Tp-Link (cinese)e gli altri dispositivi stranieri"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">Dalla stretta della FCC ai sospetti su TP-Link, Washington accelera sulla sicurezza digitale domestica. Sullo sfondo, la sfida tecnologica con la Cina e il rischio di una nuova guerra commerciale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Negli Stati Uniti la linea si \u00e8 fatta improvvisamente pi\u00f9 dura. Senza clamore, ma con effetti potenzialmente dirompenti, la <b>Federal Communications Commission<\/b> ha deciso di bloccare l\u2019ingresso sul mercato di nuovi router domestici prodotti all\u2019estero, inserendoli nella lista dei dispositivi ritenuti non sufficientemente sicuri per le infrastrutture americane. Non \u00e8 un divieto retroattivo, ma una soglia che segna il confine tra ci\u00f2 che potr\u00e0 ancora essere venduto e ci\u00f2 che dovr\u00e0 passare sotto una lente ben pi\u00f9 severa.<br \/>Il provvedimento riguarda una categoria di oggetti tanto diffusa quanto invisibile: i <b>router<\/b> che abitano case, uffici, piccole imprese. Sono il primo snodo della connessione, il punto in cui passa tutto il traffico digitale quotidiano. Ed \u00e8 proprio questa centralit\u00e0 a renderli, secondo Washington, una porta di ingresso privilegiata per operazioni ostili.<br \/><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/25_gennaio_28\/huawei-tiktok-e-a-breve-i-router-tp-link-gli-stati-uniti-pronti-a-un-nuovo-ban-contro-la-cina-9b7f0616-9e8d-4f82-ab67-647ec933fxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">L\u2019argomento non \u00e8 nuovo<\/a>, ma per la prima volta assume la forma di una decisione regolatoria estesa. L\u2019autorit\u00e0 americana sostiene che vulnerabilit\u00e0 presenti nei dispositivi prodotti all\u2019estero siano state sfruttate per attacchi informatici, attivit\u00e0 di spionaggio e furti di propriet\u00e0 intellettuale. Il salto di qualit\u00e0 sta nell\u2019equiparazione implicita con altri strumenti gi\u00e0 considerati sensibili, come i <b>droni di produzione straniera<\/b>, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_settembre_24\/droni-provocazioni-firma-indecifrabile-a4c2862e-1333-4a73-8a7a-c9d3ca4eexlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">oggetto di restrizioni negli ultimi mesi<\/a>. Chi vorr\u00e0 continuare a vendere router negli Stati Uniti dovr\u00e0 ora affrontare un percorso pi\u00f9 complesso: autorizzazioni specifiche, trasparenza sugli investitori stranieri e, soprattutto, un piano credibile per spostare la produzione sul suolo americano. Un cambio di paradigma che va oltre la semplice sicurezza e tocca direttamente la catena globale dell\u2019elettronica.<\/p>\n<p>    Il caso TP-Link e l\u2019allarme politico<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questo contesto si inserisce il caso che ha contribuito a far esplodere la questione a livello mediatico: quello dei <b>router TP-Link<\/b>. Il marchio, tra i pi\u00f9 diffusi nelle piattaforme di e-commerce e nelle case americane, \u00e8 diventato negli ultimi mesi il simbolo di un problema pi\u00f9 ampio.\u00a0Alcuni esponenti del Congresso infatti hanno sollevato dubbi sulla sicurezza dei dispositivi, parlando di vulnerabilit\u00e0 anomale e di possibili legami con <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/innovazione\/cybersecurity\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">strategie pi\u00f9 ampie di <b>cyberattacco<\/b><\/a>. Il sospetto, mai dimostrato in modo definitivo, \u00e8 che infrastrutture apparentemente innocue possano essere utilizzate come leva per operazioni su larga scala.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel 2024 i deputati Raja Krishnamoorthi e John Moolenaar hanno inviato una lettera al Dipartimento del Commercio statunitense, dando il via a una serie di indagini e appelli per vietare i <b>router TP-Link<\/b>. La lettera, <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/politics\/national-security\/us-ban-china-router-tp-link-systems-7d7507e6\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">riportata inizialmente dal Wall Street Journal<\/a>, segnalava \u00abvulnerabilit\u00e0 inusuali\u00bb nei dispositivi e criticava l&#8217;obbligo di conformit\u00e0 alle leggi cinesi, definendole preoccupanti. \u00abQuando queste vulnerabilit\u00e0 si combinano con l&#8217;uso quotidiano da parte del governo cinese di router SOHO [Small Office\/Home Office] come i <b>TP-Link<\/b> per perpetrare attacchi informatici su vasta scala negli Stati Uniti, il rischio diventa estremamente allarmante\u00bb, si legge nella lettera. Nonostante le preoccupazioni sollevate, finora non erano state intraprese azioni concrete. Il dato che colpisce \u00e8 la penetrazione del marchio.\u00a0Secondo i dati citati da Krishnamoorthi, <b>TP-Link detiene il 65% del mercato dei router negli Stati Uniti<\/b>. Il successo del marchio \u00e8 attribuibile a una strategia gi\u00e0 adottata dalla Cina in altri settori tecnologici: produrre dispositivi in eccesso, esportare il surplus a prezzi competitivi, e &#8211; secondo le accuse &#8211; utilizzare la tecnologia per accedere a dati sensibili o causare interruzioni. Non a caso i\u00a0<b>router TP-Link<\/b> sono stati gi\u00e0 associati a episodi di hacking in Europa, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/23_maggio_25\/attacco-hacker-cinesi-telecomunicazioni-stati-uniti-guam-taiwan-possibili-bersagli-9b2c79ea-fad5-11ed-876d-083a9cec1423.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">come gli attacchi Typhoon Volt<\/a>, e a violazioni dei dati di funzionari europei. Tuttavia, il problema non si limita al governo federale. Krishnamoorthi ha avvertito che anche le utenze statali e locali, cos\u00ec come i privati cittadini che usano questi dispositivi a casa, potrebbero essere vulnerabili. Non \u00e8 un caso che il confronto richiami precedenti recenti. Il riferimento implicito \u00e8 alle misure adottate contro altri giganti tecnologici cinesi, in particolare nel settore delle telecomunicazioni. Il modello \u00e8 quello del cosiddetto rip and replace, con cui Washington ha imposto la sostituzione di apparecchiature considerate a rischio. Applicarlo ai router significherebbe aprire un fronte molto pi\u00f9 ampio e capillare.<\/p>\n<p>    I rischi invisibili della rete domestica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il nodo centrale resta la natura stessa dei router. A differenza di altri dispositivi, non sono percepiti come strumenti sensibili. Eppure gestiscono ogni flusso di dati: navigazione, comunicazioni, accesso a servizi pubblici e privati. In altre parole, rappresentano un archivio potenziale di informazioni personali e professionali. Le autorit\u00e0 americane temono che l\u2019accesso non autorizzato a questi dispositivi possa consentire operazioni difficili da individuare e da tracciare. Non solo intercettazione di dati, ma anche manipolazione del traffico, interruzione di servizi e infiltrazione in reti pi\u00f9 ampie. Il rischio, nella lettura di Washington, non \u00e8 limitato al singolo utente, ma pu\u00f2 estendersi a infrastrutture critiche. Negli ultimi due anni, alcune campagne di cyberattacco hanno alimentato queste preoccupazioni. Episodi attribuiti a gruppi legati alla sfera cinese avrebbero sfruttato vulnerabilit\u00e0 nei router per colpire reti americane. Nomi in codice come <b>Volt<\/b>, <b>Flax<\/b> e <b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/24_ottobre_26\/cosa-sappiamo-dell-hackeraggio-cinese-dei-telefoni-di-trump-jd-vance-e-dello-staff-di-harris-ea60fe4e-6dcf-4d2c-b052-8e5457f82xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Salt Typhoon<\/a><\/b> sono entrati nel lessico della sicurezza informatica, diventando il simbolo di una minaccia persistente. Il problema, tuttavia, non riguarda solo gli apparati governativi. La diffusione dei router domestici li rende un bersaglio ideale per operazioni distribuite, in cui migliaia di dispositivi vengono utilizzati come nodi di una rete pi\u00f9 ampia.\u00a0 Per questo motivo il dibattito ha progressivamente coinvolto anche cittadini e amministrazioni locali.<\/p>\n<p>    La risposta delle aziende e la questione geopolitica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dal lato delle aziende, la reazione \u00e8 stata prudente ma ferma. <b>TP-Link<\/b> ha respinto le accuse, sostenendo l\u2019assenza di vulnerabilit\u00e0 nei propri prodotti e sottolineando la struttura separata delle sue operazioni destinate al mercato americano. La societ\u00e0 che gestisce le attivit\u00e0 negli Stati Uniti ha evidenziato la produzione in Vietnam e la volont\u00e0 di collaborare con le autorit\u00e0 per dimostrare la solidit\u00e0 delle proprie pratiche di sicurezza. La questione, per\u00f2, va oltre il singolo marchio. La quasi totalit\u00e0 dei router venduti negli Stati Uniti \u00e8 prodotta all\u2019estero, spesso in Asia. Anche aziende americane progettano i dispositivi internamente ma si affidano a catene produttive globali. La nuova linea della <b>FCC<\/b> mette quindi in discussione un modello consolidato, basato su costi ridotti e distribuzione internazionale.<br \/>La decisione americana sui router si inserisce comunque in un quadro pi\u00f9 ampio, in cui la tecnologia \u00e8 diventata terreno di confronto geopolitico. Il caso dei social network, le restrizioni sui semiconduttori, le tensioni sulle piattaforme digitali: tutti segnali di una competizione che si gioca ormai su pi\u00f9 livelli. Il punto \u00e8 il controllo delle infrastrutture digitali. La mossa della FCC indica una direzione chiara: ridurre la dipendenza da fornitori esteri in settori considerati strategici. \u00c8 una logica che richiama dinamiche gi\u00e0 viste in altri ambiti, ma che nel caso dei <b>router<\/b> assume una dimensione pi\u00f9 capillare.<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-24T12:41:20+01:00\">26 marzo 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dalla stretta della FCC ai sospetti su TP-Link, Washington accelera sulla sicurezza digitale domestica. Sullo sfondo, la sfida&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":414738,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[2748,509,178,4717,6508,536,176035,10557,34377,787,89687,1498,917,5609,177,75683,727,356,384,4081,483,1064,2491,42359,236261,728,1368,4916,8792,2147,20688,59118,1230,5427,9999,55409,1174,951,28098,1537,90,89,236258,2698,4781,17754,12552,6726,1412,2506,273,50184,892,12581,10471,7962,1885,3708,236262,3741,494,860,980,9878,2518,15313,7301,2441,236255,236263,236259,236260,236264,37186,863,236256,236257,338,3414,4079,3714],"class_list":["post-414737","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-accesso","tag-accuse","tag-affari","tag-americana","tag-americane","tag-americano","tag-ampie","tag-ampio","tag-assume","tag-attacchi","tag-attacchi-informatici","tag-attivita","tag-autorita","tag-aziende","tag-business","tag-capillare","tag-case","tag-cina","tag-cinese","tag-cinesi","tag-cio","tag-cittadini","tag-confronto","tag-considerati","tag-cyberattacco","tag-dati","tag-decisione","tag-digitale","tag-digitali","tag-dispositivi","tag-domestica","tag-domestici","tag-episodi","tag-estero","tag-fcc","tag-informatici","tag-infrastrutture","tag-ingresso","tag-inserisce","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-krishnamoorthi","tag-lettera","tag-linea","tag-link","tag-locali","tag-marchio","tag-mercato","tag-modello","tag-nuova","tag-office","tag-operazioni","tag-piattaforme","tag-preoccupazioni","tag-privati","tag-problema","tag-prodotti","tag-prodotti-estero","tag-produzione","tag-punto","tag-questione","tag-quotidiano","tag-restrizioni","tag-rete","tag-reti","tag-riguarda","tag-rischio","tag-router","tag-router-domestici","tag-router-tp","tag-router-tp-link","tag-router-uniti","tag-sensibili","tag-sicurezza","tag-tp","tag-tp-link","tag-ultimi","tag-uniti","tag-vulnerabilita","tag-washington"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/414737","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=414737"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/414737\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/414738"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=414737"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=414737"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=414737"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}