{"id":415965,"date":"2026-03-27T23:42:13","date_gmt":"2026-03-27T23:42:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/415965\/"},"modified":"2026-03-27T23:42:13","modified_gmt":"2026-03-27T23:42:13","slug":"sciopero-dei-giornalisti-i-comunicati-di-fnsi-e-fieg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/415965\/","title":{"rendered":"Sciopero dei giornalisti, i comunicati di Fnsi e Fieg"},"content":{"rendered":"<p>\n                            Il punto serale sulle notizie del giorno<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n<p>Il sito Internet del Messaggero non viene aggiornato\u00a0dalle ore\u00a0<strong>00:00 alle ore 24:00 di venerd\u00ec 27 marzo\u00a0<\/strong>per lo sciopero indetto dalla Federazione nazionale della Stampa. Il giornale cartaceo non sar\u00e0 in edicola <strong>sabato 28\u00a0marzo<\/strong>. Di seguito la\u00a0nota\u00a0ufficiale della\u00a0Fnsi.<\/p>\n<p>Fnsi, il 27 marzo sciopero per il contratto<\/p>\n<p>Oggi le giornaliste e i giornalisti tornano a scioperare per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da dieci anni, unica categoria di lavoratori dipendenti in Italia. Questa \u00e8 la seconda giornata di sciopero di un pacchetto di cinque, la terza \u00e8 gi\u00e0 proclamata per il 16 aprile. Avere un contratto rinnovato non \u00e8 un privilegio. Essere pagati in modo dignitoso, dentro e fuori le redazioni, non \u00e8 un privilegio. Lavorare senza precariet\u00e0 permanente non \u00e8 un privilegio. Fare informazione libera, professionale e indipendente, senza ricatti economici, \u00e8 un diritto. Garantire condizioni dignitose per chi lavora, per chi entra nella professione e per chi ne esce \u00e8 un obbligo. Assicurare un futuro all\u2019informazione, bene comune tutelato dalla Costituzione, dall\u2019articolo 21 intimamente connesso all\u2019articolo 36, \u00e8 un dovere sociale. Gli editori, al contrario, preferiscono scaricare i costi del lavoro sulla collettivit\u00e0. I numeri parlano chiaro: tra il 2024 e il 2026 hanno ricevuto 162 milioni di euro di contributi pubblici per le copie cartacee vendute; nello stesso biennio altri 66 milioni per 1.012 prepensionamenti; tra il 2022 e il 2025 hanno risparmiato circa 154 milioni sull\u2019acquisto della carta, tra il 2024 e il 2026 avranno altri 17,5 milioni per investimenti in tecnologie innovative. Questi sono privilegi per pochissimi e per di pi\u00f9 a carico di tutti gli italiani. Dal 1\u00b0 aprile 2016, scadenza dell&#8217;ultimo contratto, \u00e8 cambiato tutto: carichi e ritmi di lavoro aumentati a dismisura, prestazioni su multipiattaforma, redazioni quasi fantasma. Le retribuzioni invece sono rimaste ferme, ulteriormente erose dall&#8217;inflazione o addirittura ridotte da forfettizzazioni selvagge. Riconoscere la dignit\u00e0 del lavoro \u00e8 il punto di partenza per un confronto serio. Invece viene descritto come un eccesso. \u00c8 una narrazione sbagliata e pericolosa, che mina dalle fondamenta il lavoro e la qualit\u00e0 dell\u2019informazione. Senza diritti e tutele, il giornalismo muore. <\/p>\n<p>E con esso la democrazia. Questo sciopero non difende privilegi. Difende un principio semplice, un diritto: il nostro lavoro vale.<\/p>\n<p><strong>Il comunicato della Fieg<\/strong><\/p>\n<p>In un contesto di grave crisi strutturale per aziende e lavoratori i contributi pubblici hanno consentito alle imprese editoriali di continuare a produrre e distribuire informazione di qualit\u00e0 e di affrontare le sfide del digitale e dell\u2019intelligenza artificiale.<br \/>&#13;<br \/>\nGli editori della Fieg, nonostante la riduzione delle copie medie giornaliere vendute da 2.500.000 del dicembre 2016 a poco pi\u00f9 di 1.000.000 oggi ed un dimezzamento dei ricavi nell\u2019ultimo decennio hanno impiegato ingenti risorse proprie per garantire il pluralismo dell\u2019informazione, gli investimenti sui prodotti e soprattutto la tutela dei posti di lavoro permettendo al comparto di essere uno dei pochi in Italia dove non si registrano licenziamenti collettivi.<br \/>&#13;<br \/>\nSi \u00e8 infatti riusciti a scongiurare i licenziamenti senza invocare privilegi, ma attraverso il ricorso alle norme di settore \u2013 che impongono sia rilevanti investimenti sia nuove assunzioni \u2013 e ci\u00f2 \u00e8 sempre avvenuto con il consenso del sindacato. I finanziamenti per il prepensionamento non sono stati \u201cricevuti\u201d dalle aziende, ma finanziano direttamente l\u2019accesso alla pensione anticipata dei giornalisti.<br \/>&#13;<br \/>\nLa situazione \u00e8 peggiorata con la concorrenza dei contenuti gratuiti diffusi dalle piattaforme digitali e dai social media che, senza avere la responsabilit\u00e0 e i costi degli editori, fanno s\u00ec che sempre pi\u00f9 utenti ricevano informazioni, spesso di dubbia qualit\u00e0, senza accedere direttamente ai siti editoriali provocando la diminuzione della base di utenti e dei ricavi pubblicitari. E anche in tal caso si \u00e8 perseguita la strada della responsabilit\u00e0 evitando interventi drastici sui livelli occupazionali.<br \/>&#13;<br \/>\nNonostante le gravi difficolt\u00e0 del settore, che certamente non sono imputabili agli editori, visto la presenza delle medesime criticit\u00e0 anche negli altri Paesi, ci troviamo di fronte ad un sindacato che non ha mostrato alcuna volont\u00e0 di sedersi al tavolo per affrontare la sfida della modernizzazione del contratto nazionale di lavoro, preferendo trincerarsi dietro richieste economiche di recupero dell\u2019inflazione che \u00e8 gi\u00e0 garantita dagli automatismi retributivi del contratto.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il punto serale sulle notizie del giorno Iscriviti e ricevi le notizie via email Il sito Internet del&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":8922,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[79],"tags":[236430,14,93,94,1537,90,89,7,15,140109,236638,11,84,91,12,85,92],"class_list":["post-415965","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-italia","tag-27-marzo","tag-cronaca","tag-cronaca-italiana","tag-cronacaitaliana","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-news","tag-notizie","tag-sciopero-giornalisti","tag-sciopero-giornalisti-27-marzo","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultime-notizie-italia","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotizieenewsdioggi","tag-ultimenotizieitalia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116303793093083707","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/415965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=415965"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/415965\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8922"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=415965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=415965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=415965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}