{"id":416477,"date":"2026-03-28T08:41:11","date_gmt":"2026-03-28T08:41:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/416477\/"},"modified":"2026-03-28T08:41:11","modified_gmt":"2026-03-28T08:41:11","slug":"oriente-occidente-di-rampini-la-crisi-energetica-portera-alla-recessione-perche-i-segnali-oggi-sono-cosi-negativi-spiegato-da-un-non-catastrofista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/416477\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | La crisi energetica porter\u00e0 alla recessione? Perch\u00e9 i segnali oggi sono cos\u00ec negativi (spiegato da un non catastrofista)"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Lo storico dell\u2019economia<b> Niall Ferguson <\/b>non appartiene alla schiera dei pessimisti cronici, eppure oggi<b> evoca lo shock petrolifero del 1973<\/b>, quello che trasform\u00f2 una crisi regionale in una recessione globale. La sua tesi \u00e8 semplice e inquietante: <b>stiamo gi\u00e0 percorrendo lo stesso sentiero.<\/b> Secondo lui lo schema si ripete con una regolarit\u00e0 quasi meccanica.\u00a0<br \/>Prima un\u2019azione militare americana a sostegno di Israele. Poi la reazione dell\u2019avversario \u2014 oggi l\u2019Iran \u2014 che non si limita al campo di battaglia ma colpisce il cuore dell\u2019economia globale: <b>il petrolio<\/b>. Infine, <b>quando i mercati iniziano a tremare, arriva il riflesso condizionato della Casa Bianca: rallentare, negoziare, guadagnare tempo<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_marzo_28\/guerra-in-iran-le-ultime-notizie-in-diretta.shtml\" title=\"Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta | Attacco iraniano contro base Usa in Arabia Saudita, 12 soldati americani feriti. Missile dallo Yemen verso Israele. Trump: \u00abDobbiamo colpire ancora 3.554 obiettivi\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Iran, la guerra in diretta<\/a>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 una dinamica che Ferguson interpreta con la lente della<b> teoria dei giochi<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Donald Trump non \u00e8 un leader prevedibile: realizza circa met\u00e0 delle minacce che pronuncia<\/b>. Questo basta a renderlo credibile. Ma allo stesso tempo introduce un elemento di instabilit\u00e0 permanente: <b>i suoi avversari non possono sapere quando bluffa e quando no<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In un contesto del genere, <b>la risposta pi\u00f9 razionale \u00e8 quella di reagire sempre, e spesso con maggiore forza<\/b>. \u00c8 quello che l\u2019Iran sta facendo. Non solo colpendo obiettivi americani o israeliani, ma allargando il conflitto all\u2019intera regione del Golfo. \u00c8 una strategia deliberata: <b>trasformare una guerra militare in una crisi sistemica<\/b>, coinvolgendo infrastrutture energetiche, traffico marittimo, sicurezza delle rotte.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il punto di svolta \u00e8 lo <b>Stretto di Hormuz<\/b>.<b> Non serve chiuderlo completamente: basta renderlo insicuro.<\/b> I premi assicurativi per le petroliere salgono, le compagnie evitano il passaggio, i flussi si riducono.<b> Il risultato \u00e8 immediato: una contrazione dell\u2019offerta globale di petrolio<\/b>. Secondo le stime citate da Ferguson, fino al 10% della produzione mondiale \u00e8 gi\u00e0 fuori mercato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Qui entra in gioco la <b>memoria storica<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p>\n    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n[an error occurred while processing this directive]&#8221;&gt;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel 1973 Nixon e Kissinger sottovalutarono il potere dei produttori arabi. <\/b>Pensavano che l\u2019Occidente potesse ancora controllare il mercato energetico. <b>Si sbagliavano.<\/b> L\u2019embargo petrolifero fece quadruplicare i prezzi e spinse l\u2019economia globale in recessione. Oggi il contesto \u00e8 diverso, ma la vulnerabilit\u00e0 resta. Anche se gli Stati Uniti sono diventati esportatori di energia,<b> il sistema economico globale \u00e8 ancora dipendente dal petrolio<\/b>. E soprattutto \u00e8 interconnesso: uno shock in Medio Oriente si trasmette rapidamente ovunque.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ferguson insiste su un punto: <b>gli shock energetici sono tra le cause pi\u00f9 frequenti delle recessioni. <\/b>Negli ultimi tre secoli, circa met\u00e0 delle recessioni anglo-americane \u00e8 stata innescata da crisi energetiche.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il meccanismo \u00e8 duplice. Sul lato della domanda, l\u2019aumento dei prezzi dell\u2019energia riduce il reddito disponibile delle famiglie e aumenta l\u2019incertezza, frenando i consumi. Sul lato dell\u2019offerta, colpisce le imprese pi\u00f9 energivore, riducendo produzione e occupazione. A questo si aggiunge la reazione delle <b>banche centrali<\/b>, che tendono ad alzare i tassi per contenere l\u2019inflazione, aggravando il rallentamento.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 una tempesta perfetta. E Ferguson avverte che siamo gi\u00e0 dentro i suoi primi effetti.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La lista dei danni \u00e8 lunga e crescente.\u00a0<br \/>La produzione di carburanti raffinati in Asia \u00e8 in calo. <b>I fertilizzanti diventano pi\u00f9 costosi, con effetti sull\u2019agricoltura globale<\/b>. I metalli critici aumentano di prezzo, creando tensioni nelle catene industriali. <b>Le aziende accumulano scorte<\/b> per paura di interruzioni, <b>alimentando ulteriormente la pressione sui prezzi.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Anche se la guerra finisse domani, il sistema non tornerebbe subito alla normalit\u00e0. <\/b>Servirebbero settimane \u2014 forse mesi \u2014 per riaprire completamente le rotte energetiche e ripristinare i livelli produttivi. I mercati, nel frattempo, continuerebbero a incorporare l\u2019incertezza nei loro prezzi. Questo \u00e8 il punto cruciale: <b>non conta solo la durata reale dello shock, ma quella percepita. <\/b>Se gli operatori temono che la crisi si prolunghi, gli effetti economici si amplificano.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ferguson introduce qui una seconda analogia: la crisi degli ostaggi del 1979<\/b>, subito dopo la cacciata dello Sci\u00e0 e nella fase iniziale di quella rivoluzione khomeinista che instaur\u00f2 la Repubblica islamica. Allora gli ostaggi erano i diplomatici americani a Teheran. <b>Oggi sono le economie del Golfo<\/b>. L\u2019Iran utilizza la minaccia alle infrastrutture energetiche come leva negoziale. Non deve necessariamente distruggere tutto: basta dimostrare di poterlo fare.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questo contesto, la scelta di Trump di alternare escalation e diplomazia non \u00e8 incoerente. \u00c8 parte di una strategia. Ma \u00e8 una strategia ad alto rischio. <b>La storia insegna che le guerre iniziano rapidamente e finiscono lentamente<\/b>. Kissinger impieg\u00f2 quattro mesi per risolvere la crisi del 1973, e gli Stati Uniti non erano nemmeno direttamente in guerra. Oggi la situazione \u00e8 pi\u00f9 complessa: Washington \u00e8 parte attiva del conflitto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il rischio, secondo Ferguson, \u00e8 che il sistema globale stia accumulando pi\u00f9 shock contemporaneamente.<\/b> Non solo l\u2019energia, ma anche tensioni nel credito privato, segnali di rallentamento nel mercato del lavoro, incertezze sulla politica monetaria. <b>\u00c8 la combinazione di questi fattori che nella storia ha prodotto le recessioni.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Qui l\u2019analisi assume una dimensione pi\u00f9 ampia. Ferguson cita Tyler Goodspeed: le recessioni non avvengono perch\u00e9 i periodi di crescita \u00abmuoiono di vecchiaia\u00bb, ma perch\u00e9 la crescita economica viene \u00abassassinata\u00bb. E spesso gli assassini sono molteplici. Come nel romanzo di Agatha Christie \u00abAssassinio sull\u2019Orient Express\u00bb, tutti hanno un movente. Oggi, sul treno dell\u2019economia globale, i sospetti sono numerosi. L\u2019energia \u00e8 il principale, non l\u2019unico.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La conclusione \u00e8 un monito storico. Negli anni Settanta non fu il Watergate a distruggere la presidenza di Nixon, ma lo shock petrolifero. Allo stesso modo, oggi <b>il vero rischio per Trump non \u00e8 politico ma economico<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La regina del dramma resta sempre la stessa: \u00abQueen Oil\u00bb. Una sovrana capricciosa, capace di rovesciare governi e destabilizzare economie. Anche in un\u2019epoca di transizione energetica, la dipendenza da petrolio e gas resta. E se la storia ha ancora qualcosa da insegnare, \u00e8 che quando l\u2019energia diventa arma, le conseguenze non restano mai confinate al campo di battaglia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(Questo testo \u00e8 apparso su Global, la newsletter di Federico Fubini: ci si pu\u00f2 iscrivere <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=48\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>)<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-28T09:08:40+01:00\" content=\"2026-03-28\">28 marzo 2026, 08:36  &#8211; modifica il 28 marzo 2026 | 09:08<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lo storico dell\u2019economia Niall Ferguson non appartiene alla schiera dei pessimisti cronici, eppure oggi evoca lo shock petrolifero&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":416478,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,2017,69325,236904,236905,2233,177,921,51974,3199,1073,394,879,1307,7714,23144,236906,31239,184,19674,9644,16955,2096,29477,78779,3566,98030,7168,236907,236908,4183,236909,1149,77,9874,1174,96719,16698,78862,764,1537,90,89,41643,3716,1412,3334,794,138205,138206,236910,78775,1413,813,236911,236912,13119,236913,236914,56478,9864,3792,3741,494,19791,16940,236903,1434,2441,27213,2099,1567,8756,379],"class_list":["post-416477","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-americani","tag-appartiene","tag-appartiene-schiera","tag-appartiene-schiera-pessimisti","tag-battaglia","tag-business","tag-campo","tag-campo-battaglia","tag-colpisce","tag-completamente","tag-conflitto","tag-contesto","tag-crescita","tag-crisi","tag-cronici","tag-cronici-evoca","tag-distruggere","tag-economia","tag-economia-globale","tag-economico","tag-economie","tag-effetti","tag-energetica","tag-energetiche","tag-energia","tag-evoca","tag-ferguson","tag-ferguson-appartiene","tag-ferguson-appartiene-schiera","tag-globale","tag-globale-petrolio","tag-golfo","tag-guerra","tag-incertezza","tag-infrastrutture","tag-infrastrutture-energetiche","tag-iniziano","tag-introduce","tag-iran","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-kissinger","tag-mercati","tag-mercato","tag-meta","tag-militare","tag-niall","tag-niall-ferguson","tag-niall-ferguson-appartiene","tag-nixon","tag-offerta","tag-ostaggi","tag-percorrendo","tag-percorrendo-sentiero","tag-pessimisti","tag-pessimisti-cronici","tag-pessimisti-cronici-evoca","tag-petrolifero","tag-petrolio","tag-prezzi","tag-produzione","tag-punto","tag-rallentamento","tag-recessione","tag-recessioni","tag-resta","tag-rischio","tag-shock","tag-sistema","tag-storia","tag-strategia","tag-trump"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/416477","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=416477"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/416477\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/416478"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=416477"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=416477"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=416477"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}