{"id":416534,"date":"2026-03-28T09:34:12","date_gmt":"2026-03-28T09:34:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/416534\/"},"modified":"2026-03-28T09:34:12","modified_gmt":"2026-03-28T09:34:12","slug":"il-luogo-piu-puzzolente-della-galassia-scoperto-un-nuovo-pianeta-fuori-dal-sistema-solare-ricoperto-da-un-oceano-di-magma-e-zolfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/416534\/","title":{"rendered":"\u00abIl luogo pi\u00f9 puzzolente della Galassia\u00bb: scoperto un nuovo pianeta fuori dal sistema solare ricoperto da un oceano di magma e zolfo"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">La diversit\u00e0 dei mondi nella nostra galassia potrebbe essere maggiore di quanto pensato finora. Lo testimonia il nuovo tipo di pianeta: si chiama L 98-59 d, e potrebbe essere il primo di un insieme molto pi\u00f9 ampio di pianeti ricchi di gas, zolfo e magma<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un oceano di lava che si estende per migliaia di chilometri sotto al quale sono immagazzinate enormi quantit\u00e0 di zolfo: con queste caratteristiche, c\u2019\u00e8 gi\u00e0 chi lo ha soprannominato il \u00ab<b>luogo pi\u00f9 puzzolente della galassia<\/b>\u00bb. Si tratta di un nuovo tipo di pianeta, nominato L 98-59 d, che gli astronomi hanno osservato guardando attraverso <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/argomenti\/james-webb-telescope\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">il telescopio spaziale James Webb<\/a> e che potrebbe appartenere a <b>una classe finora sconosciuta<\/b>. Non \u00e8 la destinazione ideale per <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/argomenti\/turismo-spaziale\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">il turismo spaziale<\/a>, ma<b> la sua scoperta mette in discussione le classificazioni planetarie utilizzate finora<\/b>. L 98-59 d sembrerebbe non essere n\u00e9 un pianeta roccioso n\u00e9 uno gassoso. Lo studio, condotto dall\u2019Universit\u00e0 di Oxford, \u00e8 stato pubblicato <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41550-026-02815-8\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">su Nature Astronomy<\/a>.<\/p>\n<p>    Dove si trova e com\u2019\u00e8 fatto<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019esopianeta (termine che indica i pianeti che orbitano attorno a una stella al di fuori del nostro Sistema Solare) <b>orbita attorno a una nana rossa a circa 35 anni luce dalla Terra<\/b>. \u00c8 stato osservato sia attraverso il telescopio James Webb che da diversi telescopi sulla Terra. Hanno collaborato anche la Nasa, l\u2019Agenzia Spaziale Europea e Canadese.<br \/>I dati raccolti indicano <b>un pianeta soggetto a continui scambi chimici tra l\u2019interno fuso e l\u2019atmosfera<\/b>. La luce ultravioletta proveniente dalla nana rossa attorno a cui orbita il pianeta innesca reazioni che producono gas volatili, che vengono \u201cimmagazzinati\u201d nel magma sottostante. Il risultato \u00e8 un mondo dalle caratteristiche insolite: nonostante le dimensioni pari a circa 1,6 volte quelle terrestri, ha una densit\u00e0 relativamente bassa e un\u2019atmosfera ricca di idrogeno, con gas solforati come l\u2019idrogeno solforato.<br \/>Secondo le ricostruzioni <b>avrebbe circa cinque miliardi di anni <\/b>e sarebbe ricoperto da un mantello costituito da silicati fusi, simili alla lava terrestre. Un oceano di magma si estenderebbe fin in profondit\u00e0 per migliaia di chilometri. Simulazioni al computer suggeriscono che in origine fosse simile a un piccolo Nettuno, nel tempo si sarebbe contratto e raffreddato, e avrebbe perso parte della sua atmosfera.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Una nuova categoria di pianeta<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I ricercatori credono che non si tratti di un caso isolato: <b>L 98-59 d potrebbe essere il primo membro a essere identificato di un insieme molto pi\u00f9 ampio di pianeti ricchi di gas, zolfo e magma<\/b>.\u00a0<br \/>Oggi i pianeti di piccole dimensioni vengono generalmente distinti tra mondi rocciosi con un\u2019atmosfera di idrogeno, o pianeti ricchi d\u2019acqua, caratterizzati da oceani profondi e ghiaccio. L 98-59 d non pu\u00f2 essere incasellato in nessuna di queste categorie. <a href=\"https:\/\/www.ox.ac.uk\/news\/2026-03-16-researchers-reveal-new-class-molten-planet\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Secondo l\u2019autore principale della ricerca<\/a>, il dottor Harrison Nicholls del dipartimento di Fisica dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford: \u00ab<b>Questa scoperta suggerisce che le categorie attualmente utilizzate dagli astronomi per descrivere i pianeti di piccole dimensioni potrebbero essere troppo semplici. Sebbene sia improbabile che questo pianeta fuso possa ospitare forme di vita, esso riflette l&#8217;ampia diversit\u00e0 dei mondi che esistono al di l\u00e0 del Sistema Solare.<\/b> Ci si potrebbe quindi chiedere: quali altri tipi di pianeti attendono di essere scoperti?\u00bb. Bisognerebbe quindi aggiungere una nuova classe, per i pianeti caratterizzati dalla presenza di molecole di zolfo pesante.<\/p>\n<p>    Il passato della Terra<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In una fase iniziale, anche la Terra e Marte erano probabilmente formati da oceani di magma, cos\u00ec come tutti i pianeti rocciosi. Attraverso lo studio di questo pianeta, gli studiosi sperano di acquisire <b>nuove conoscenze anche sugli stadi iniziali del nostro mondo<\/b>.\u00a0<br \/>Per il coautore dello studio, il professor Raymond Pierrehumbert del dipartimento di Fisica dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford: \u00abCi\u00f2 che \u00e8 entusiasmante \u00e8 che <b>possiamo utilizzare modelli al computer per svelare l\u2019interno nascosto di un pianeta che non potremo mai visitare<\/b>. Sebbene gli astronomi possano misurare solo le dimensioni, la massa e la composizione atmosferica di un pianeta da lontano, <b>questa ricerca dimostra che \u00e8 possibile ricostruire il passato remoto di questi mondi alieni e scoprire tipi di pianeti che non hanno equivalenti nel nostro Sistema Solare<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-21T18:42:29+01:00\">28 marzo 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La diversit\u00e0 dei mondi nella nostra galassia potrebbe essere maggiore di quanto pensato finora. 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