{"id":41692,"date":"2025-08-11T18:09:11","date_gmt":"2025-08-11T18:09:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/41692\/"},"modified":"2025-08-11T18:09:11","modified_gmt":"2025-08-11T18:09:11","slug":"margherita-vaccari-21-anni-e-la-sua-guerra-vinta-contro-lanoressia-nervosa-non-capivo-proprio-che-cosa-dovessi-curare-anche-se-ero-arrivata-a-pesare-meno-di-40-chili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/41692\/","title":{"rendered":"Margherita Vaccari, 21 anni, e la sua guerra vinta contro l&#8217;anoressia nervosa: \u00abNon capivo proprio che cosa dovessi curare, anche se ero arrivata a pesare meno di 40 chili\u00bb"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-dropcap\">\u00ab\u00c8 l\u2019inverno del 2020, a marzo scoppia la <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/20-anni-vanity-fair-ricordo-tempi-della-pandemia\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">pandemia<\/a> e arriva il <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/lifestyle\/bambini\/2021\/04\/05\/covid-19-impatto-psicologico-lockdown-generazione-alpha\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">lockdown<\/a>. Per Emma \u00e8 una fortuna, non deve pi\u00f9 andare a <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/topic\/scuola\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">scuola<\/a> e condividere lo spazio con quei ragazzi per niente simpatici. Chiusa in casa, con il fardello della <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/mybusiness\/news-mybusiness\/2020\/06\/09\/didattica-distanza-competenze-insegnanti-scuola\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">didattica a distanza<\/a>, \u00e8 costretta a fare molto i conti con se stessa: si osserva, si ascolta, si vede gonfia e non si piace. Si impone allora una <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/topic\/dieta\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dieta<\/a> e inizia ad allenarsi in camera. Ha solamente 15 anni, \u00e8 nel pieno dello sviluppo: sarebbe normale vedersi diversa, <strong>il suo corpo sta passando da quello di una bambina a quello di una donna, ma Emma non riesce ad accettarlo<\/strong>, si sente pesante, un sasso gettato in un fiume. Vuole essere leggera, rapida, scivolare su tutto e tutti, per dimenticare sguardi e parole pungenti\u00bb.<\/p>\n<p>Nel libro, una vita reale<a class=\"BaseWrap-sc-gzmcOU BaseText-eqOrNE BaseLink-eTpkqh UnifiedProductEmbedImageLink-hoXjFT deqABF heeucv ebobO hsGXfw image\" href=\"https:\/\/cna.st\/p\/7PpuYtEvLfvb3LnmTXnSEo8N1L13S92ubGusCjpQ66xLJ6EVaJhjw19myEYhpzvNfed4Td4pRRrL4etdEsxCkycJLsB59AmbTaN3fmt7TUGjc9M2aFqBM7n56s4d1cEfeMsMPkdYH2BVLjXyWskG7w5bWoLW9rK7zuCjjJT12Y3Rcaizt1AGWhoD3Ti3omS7vLBTvGsrs5HvmWExjnNiTSk716H9985Yw9N5cH7VsaTyo4Kp8kg8XwucsDNDDKn2pXDMzVCB4VDjESJnGJ7g\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener sponsored nofollow\" tabindex=\"-1\" data-offer-url=\"https:\/\/www.amazon.it\/sospeso-guerra-vinta-contro-lanoressia\/dp\/8892246879\" data-aps-asin=\"8892246879\" data-aps-asc-tag=\"\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" alt=\"\" class=\"ResponsiveImageContainer-eNxvmU cfBbTk responsive-image__image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/31QAc1fvt3L._SL500_.jpg\"  \/><\/a><\/p>\n<p id=\"upc_6899b9653c760b77c8450dcf\" type=\"embed\" class=\"BaseWrap-sc-gzmcOU BaseText-eqOrNE UnifiedProductCardName-jDmuEE deqABF ijcmYY dEa-DCN\">\u00abUn filo sospeso. La mia guerra vinta contro l&#8217;anoressia\u00bb di Margherita Vaccari<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un passaggio di <a data-offer-url=\"https:\/\/www.amazon.it\/sospeso-guerra-vinta-contro-lanoressia\/dp\/8892246879\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/www.amazon.it\/sospeso-guerra-vinta-contro-lanoressia\/dp\/8892246879&quot;}\" href=\"https:\/\/www.amazon.it\/sospeso-guerra-vinta-contro-lanoressia\/dp\/8892246879\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" data-aps-asin=\"8892246879\" data-aps-asc-tag=\"\">Un Filo Sospeso &#8211; La mia guerra vinta contro l&#8217;anoressia<\/a>, San Paolo Edizioni, il libro scritto in terza persona da <strong>Margherita Vaccari<\/strong>, 21 anni, che racconta le sue vicissitudini personali e la sua lotta contro una <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/topic\/malattia\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">malattia<\/a> subdola attraverso il personaggio di Emma.<\/p>\n<p>Emma \u00e8 nata in Italia, ha vissuto in Brasile per tornare in Italia alla soglia dell\u2019adolescenza. Si \u00e8 appena abituata alla vita a <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/topic\/torino\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Torino<\/a>, quando per motivi familiari deve lasciare tutto per trasferirsi in Germania. Prima di partire, per\u00f2, cambia scuola, si iscrive a un liceo internazionale appena fuori Torino per essere pronta a studiare in Germania. In questo frangente scoppia la pandemia da Covid-19 e la giovane comincia ad avere in testa solo allenamento e dieta.\u00a0A stretto giro, come ancora si legge nel libro \u00abdopo qualche mese ottiene il suo risultato tanto agognato: \u201cMa sei dimagrita?\u201d, \u201cCome stai bene ora\u201d. I giudizi sono finalmente positivi ed Emma sente di essere brava in qualcosa; non riesce a non pensare che, pur essendo sempre stata una brava studentessa, nessuno, n\u00e9 i <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/topic\/genitori\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">genitori<\/a> n\u00e9 i professori, le ha mai dato i crediti che si meritava, dando tutto per scontato. Arriva in Germania si trova subito molto bene con la scuola, i professori e i compagni, con cui crea in fretta un forte legame, ma il cibo e l\u2019allenamento continuano a dominare la sua vita e le sue giornate. Continua a seguire la sua dieta rigorosa e i suoi rigidi, lunghissimi allenamenti\u2026 All\u2019inizio del secondo anno, Emma tocca il fondo: il gruppo di <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/topic\/amici\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">amici<\/a> con cui ha tanto legato inizia a sgretolarsi. Ha bisogno di avere qualcosa sotto controllo, e siccome non riesce a farlo con gli <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/topic\/eventi\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">eventi<\/a> che segnano la sua vita, i trasferimenti, la perdita delle amicizie a lei care, le citt\u00e0 e la scuola, decide di controllare il proprio peso. Le sembra la cosa pi\u00f9 facile\u00bb.<\/p>\n<p>Una malattia che per Emma non c\u2019\u00e8<\/p>\n<p>\u00abMia madre si \u00e8\u00a0accorta dopo anni che ero malata di <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/anoressia-dca-disturbi-nascosti-come-riconoscerli\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">anoressia nervosa<\/a>: accettarlo\u00a0\u00e8 stato davvero difficile, ma quando ne ha preso piena coscienza a fine liceo, dalla Germania mi ha riportato in Italia per curarmi. Io che non capivo proprio cosa dovessi curare, anche se ero arrivata a pesare meno di 40 kg, ero convinta che dopo l\u2019<a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/topic\/estate\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">estate<\/a> sarei partita per frequentare l\u2019universit\u00e0 all\u2019estero\u00bb, racconta direttamente Margherita, che oggi frequenta l&#8217;universit\u00e0 a Madrid.\u00a0\u00abSono stata ricoverata in una struttura privata, dove per\u00f2 non ho trovato assolutamente un\u2019equipe in grado di gestirmi, anzi mi hanno isolato dai miei affetti e per tutta risposta ho iniziato a dire a tutti che volevo solo morire: il mio rifiuto del cibo era un modo per dire che rifiutavo di vivere e per questo tentavo, sia pur non pienamente consapevole, di autodistruggermi: nascondevo il cibo durante i pasti, sputavo l\u2019integratore che mi veniva dato nel lavandino, camminavo tutto il giorno nei due metri di stanza e soffrivo, soffrivo tanto. Fino a quando per strapparmi alla morte hanno iniziato ad alimentarmi con un sondino. Dopo 4 mesi in questa struttura sono stata ricoverata all\u2019ospedale di Torino\u00bb.<\/p>\n<p>Un nuovo ricovero<\/p>\n<p>\u00abIn ospedale potevo finalmente ricevere visite quotidiane e ogni giorno avevo sedute con lo psichiatra. Ho ricominciato a mangiare e mi hanno staccato il sondino. Sembrava che stessi meglio e sono stata dimessa. Il ritorno a casa, per\u00f2, non ha segnato per me quella svolta positiva che ci aspettavamo: tutti erano impegnati, io non avevo nulla da fare, ho cominciato ad avvertire un forte senso di <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/topic\/solitudine\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">solitudine<\/a> e a sentirmi inutile. Per cercare di dominare queste sensazioni ho ricominciato a controllare l\u2019unica cosa che potevo, ovvero il cibo e ho ricominciato a non mangiare e a buttare o nascondere gli integratori. Sono stata ricoverata nuovamente in ospedale dopo due mesi dalle dimissioni, per interrompere quella perdita di peso che poteva solo portarmi alla morte. In reparto hanno deciso di mettermi in lista di attesa per entrare in una comunit\u00e0 di Bologna anche se io non volevo minimamente andarci, soprattutto perch\u00e9 <strong>non mi sentivo pronta a dire addio all\u2019anoressia che ormai era diventata la mia compagna fidata<\/strong>\u00bb, ricostruisce ancora Margherita.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 a Bologna<\/p>\n<p>\u00abAll\u2019inizio l\u2019esperienza in comunit\u00e0 \u00e8 stata molto altalenante, ma poi dopo quasi due mesi ho preso coscienza, sicuramente grazie alle sedute di psicoterapia e all\u2019\u00e9quipe che mi ha preso in carico che a causa dell\u2019anoressia avevo buttato via gi\u00e0 pi\u00f9 di tre anni della mia vita\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abArriva sempre il momento in cui una paziente coglie che la sua anoressia oltre ad avere un significato protettivo ha anche un lato brutale, cannibalico, egemonico. Quel momento \u00e8 il punto di coraggio che inverte la <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/topic\/tendenza\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">tendenza<\/a> di una storia che smette di puntare alla morte e si orienta alla guarigione\u00bb, sottolinea <strong>Leonardo Mendolicchio<\/strong>, medico psichiatra e psicoterapeuta specializzato nella cura dei disturbi alimentari.<\/p>\n<p>E infatti come racconta ancora Margherita\\Emma: \u00abDopo 6 mesi dall\u2019ingresso in comunit\u00e0 ho seriamente ripreso in mano la mia esistenza: tutta l\u2019equipe \u00e8 stata concorde nel dimettermi e infatti ho potuto iscrivermi all\u2019universit\u00e0 come desideravo. Il disturbo alimentare mi ha fatto <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/topic\/crescere\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">crescere<\/a> molto come persona ma, soprattutto, mi ha permesso di vedere la vita con <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/topic\/occhi\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">occhi<\/a> diversi, di apprezzarne ogni momento e di viverne ogni attimo\u00bb.<\/p>\n<p>La lettera a cuore aperto della mamma<\/p>\n<p>\u00abSono stata troppo severa? Troppo poco? Ho sbagliato a chiederti di cambiare Paese, scuola e amici cos\u00ec tante volte? Ancora oggi non ho risposte e nessuno le avr\u00e0 mai, \u00e8 impossibile riavvolgere il <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/topic\/film\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">film<\/a> della nostra vita e cambiare direzione davanti ai bivi che troviamo\u00bb. Lo scrive a fine libro in una lettera a cuore aperto la mamma di Margherita che aggiunge anche: \u00abMi ricorder\u00f2 sempre il giorno in cui tuo pap\u00e0 ti ha dato un aut aut: o tornavi in ospedale (dopo il primo ricovero) o ti trovavi una casa perch\u00e9 nella nostra non voleva che morissi. Sul momento ho pensato che avesse perso la ragione, ma credo che fossero le parole di cui avevi bisogno, perch\u00e9 ti sei fatta ricoverare di nuovo e mettere in lista di attesa per una residenza dove si curano i disturbi alimentari. La residenza \u00e8 stata la tua salvezza, piano piano hai ricominciato a vivere lottando con tutte le tue forze ed eccoci qua\u00bb.<\/p>\n<p>Il libro \u00e8 proprio la testimonianza della volont\u00e0 di Margherita di tornare alla vita e vuol essere un racconto di speranza per chi si imbatte in un disturbo del comportamento alimentare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00ab\u00c8 l\u2019inverno del 2020, a marzo scoppia la pandemia e arriva il lockdown. 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