{"id":41698,"date":"2025-08-11T18:12:12","date_gmt":"2025-08-11T18:12:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/41698\/"},"modified":"2025-08-11T18:12:12","modified_gmt":"2025-08-11T18:12:12","slug":"antitrust-contro-whatsapp-e-non-solo-minaccia-per-le-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/41698\/","title":{"rendered":"Antitrust contro Whatsapp e non solo: &#8220;Minaccia per le persone&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019Antitrust contro l\u2019app pi\u00f9 popolare del mondo, ovvero WhatsApp \u2013 di propriet\u00e0 di Meta \u2013 cosa sta succedendo.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Autorit\u00e0 Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) italiana ha aperto un\u2019istruttoria contro il gruppo Meta, in relazione all\u2019integrazione dell\u2019assistente digitale Meta AI all\u2019interno di WhatsApp.<\/p>\n<p>Questo intervento rappresenta un significativo sviluppo estivo nel panorama della regolamentazione digitale, affiancandosi all\u2019indagine parallela del Garante per la protezione dei dati personali.<\/p>\n<p>L\u2019indagine Antitrust su Meta AI e WhatsApp: abuso di posizione dominante e tying<\/p>\n<p>Con il provvedimento adottato il 22 luglio 2025, l\u2019<strong>Antitrust<\/strong> ha avviato un procedimento per sospetto abuso di posizione dominante ai sensi dell\u2019articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell\u2019Unione europea. L\u2019accusa si concentra sull\u2019integrazione tecnica e commerciale dell\u2019<strong>assistente digitale Meta AI<\/strong> all\u2019interno di WhatsApp, che si traduce nell\u2019inserimento di un\u2019icona distintiva e nella funzione \u201cChiedi a Meta AI\u201d direttamente nella barra di ricerca dell\u2019app. L\u2019Autorit\u00e0 ha inquadrato l\u2019operazione sotto la lente del <strong>tying<\/strong>, una pratica economica per cui l\u2019impresa dominante vincola l\u2019accesso a un prodotto principale all\u2019adozione obbligata di un servizio secondario, di norma collocato in un mercato distinto.<\/p>\n<p>Nel caso specifico, la posizione di forza di Meta nel mercato delle app di messaggistica istantanea (WhatsApp conta quasi la totalit\u00e0 degli utenti digitali italiani) viene utilizzata per estendere tale potere al mercato emergente dell\u2019<strong>intelligenza artificiale generativa<\/strong>. Attraverso questa strategia, Meta impone di fatto la sua soluzione AI come preinstallata, immediatamente accessibile e senza alcuna procedura di attivazione volontaria. Ogni utente WhatsApp si trova dunque esposto in modo frontale a questa nuova funzione, che diventa parte integrante dell\u2019esperienza quotidiana senza mediazioni.<\/p>\n<p>L\u2019Antitrust evidenzia come questo meccanismo consenta a Meta di ottenere un vantaggio competitivo esclusivo, in quanto l\u2019<strong>assistente AI<\/strong> si alimenta direttamente dagli scambi testuali e dalle interazioni quotidiane, accumulando dati fondamentali per il continuo addestramento del modello linguistico. Ci\u00f2 genera una forma di <strong>leveraging sistemico<\/strong> che rafforza la posizione dominante di Meta, creando una barriera strutturale all\u2019ingresso per eventuali competitor. L\u2019istruttoria richiama importanti precedenti giuridici, come il caso Microsoft\/Media Player e la decisione Google Shopping, dove l\u2019Antitrust ha stabilito che l\u2019abbinamento forzato di prodotti pu\u00f2 limitare la competizione se non garantisce autonomia distributiva al servizio secondario.<\/p>\n<p> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3732799 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Persona-smartphone-20250807-Blitzquotidiano.it-.jpg\" alt=\"Persona smartphone\" width=\"1200\" height=\"800\"  \/>Cosa sta succedendo tra Antitrust e WhatsApp e cosa rischia Meta \u2013 Blitzquotidiano.it<\/p>\n<p>Un elemento cruciale nell\u2019inchiesta riguarda la <strong>memoria progressiva delle interazioni<\/strong> di Meta AI: il sistema conserva tracce delle conversazioni, apprende lo stile linguistico dell\u2019utente e personalizza le risposte in modo sempre pi\u00f9 efficace. Questo legame sintattico e contestuale rende l\u2019assistente un\u2019entit\u00e0 quasi irrinunciabile, creando un vincolo operazionale che, pur non essendo imposto esplicitamente, si manifesta come una dipendenza funzionale. L\u2019effetto sul mercato degli assistenti generativi \u00e8 pertanto dirompente: l\u2019accesso esclusivo alla base utenti di WhatsApp e alle risorse computazionali di Meta si traduce in un dominio che non pu\u00f2 essere replicato da operatori esterni, alterando la neutralit\u00e0 e la contendibilit\u00e0 del settore.<\/p>\n<p>Parallelamente all\u2019indagine Antitrust, il <strong>Garante per la protezione dei dati personali<\/strong> ha avviato un\u2019istruttoria focalizzata sul rispetto del <strong>Regolamento (UE) 2016\/679 (GDPR)<\/strong> da parte di Meta AI. Le criticit\u00e0 maggiori riguardano la persistenza delle conversazioni, l\u2019utilizzo delle interazioni a fini di addestramento e le difficolt\u00e0 per l\u2019utente di disattivare o comprendere appieno il funzionamento del servizio. Il Garante solleva dubbi sull\u2019adeguatezza del consenso informato (articolo 7 GDPR), sulla trasparenza (articoli 13 e 14) e sulla liceit\u00e0 del trattamento, in particolare in riferimento ai principi di minimizzazione, correttezza e limitazione delle finalit\u00e0 (articolo 5).<\/p>\n<p>Si mette inoltre in discussione la sicurezza del trattamento (articolo 32) e la conformit\u00e0 alla protezione dei dati fin dalla progettazione (articolo 25). Un punto nodale \u00e8 la continuit\u00e0 ambientale tra la comunicazione personale e l\u2019interazione computazionale con Meta AI: la transizione avviene senza una soglia percettibile per l\u2019utente, sfruttando abitudini visive e cognitive consolidate, e ponendo una questione interpretativa sui limiti dell\u2019estrazione di dati relazionali per finalit\u00e0 di addestramento algoritmico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Antitrust contro l\u2019app pi\u00f9 popolare del mondo, ovvero WhatsApp \u2013 di propriet\u00e0 di Meta \u2013 cosa sta succedendo.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":41699,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-41698","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41698","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41698"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41698\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41699"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41698"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41698"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41698"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}