{"id":417204,"date":"2026-03-28T19:33:12","date_gmt":"2026-03-28T19:33:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/417204\/"},"modified":"2026-03-28T19:33:12","modified_gmt":"2026-03-28T19:33:12","slug":"guerra-in-iran-costi-fino-a-30-miliardi-di-euro-per-le-pmi-se-il-conflitto-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/417204\/","title":{"rendered":"Guerra in Iran, costi fino a 30 miliardi di euro per le Pmi se il conflitto continua"},"content":{"rendered":"<p>Se la crisi nel Golfo Persico non si fermer\u00e0, le piccole imprese italiane rischiano di pagare un prezzo altissimo. Le stime elaborate da <strong>Cna<\/strong> sono chiare: un prolungamento del conflitto fino a dicembre potrebbe tradursi in <strong>30 miliardi di euro<\/strong> aggiuntivi di spesa energetica rispetto ai livelli attuali. Un impatto che metterebbe a rischio la sopravvivenza di circa 300mila aziende e oltre 1,5 milioni di lavoratori.\n<\/p>\n<p>Un sistema gi\u00e0 sotto pressione<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 storicamente tra i Paesi europei pi\u00f9 esposti agli <strong>shock<\/strong> <strong>energetici<\/strong>, e la situazione attuale lo conferma. Le tensioni nell\u2019area del Golfo hanno gi\u00e0 fatto risalire le quotazioni di <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/riserve-gas-petrolio-italia-marzo-2026\/960370\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">petrolio e gas<\/a>, con effetti diretti sui bilanci delle piccole imprese.<\/p>\n<p>Secondo Cna, se i prezzi attuali dovessero mantenersi fino a maggio, l\u2019aumento della spesa energetica rispetto all\u2019anno scorso sarebbe gi\u00e0 di circa <strong>6 miliardi di euro<\/strong> su base annua. Un dato significativo, ma comunque inferiore rispetto allo scenario peggiore: altri sei mesi di conflitto porterebbero infatti a quadruplicare l\u2019impatto.<\/p>\n<p>Dario Costantini, presidente di Cna, ha dichiarato:<\/p>\n<blockquote>\n<p>L\u2019Italia si conferma tra i paesi europei pi\u00f9 vulnerabili durante gli shock energetici. Il protrarsi del conflitto nel Golfo rischia di provocare una stangata da 30 miliardi di euro sulle imprese per i costi dell\u2019energia. Un aumento di costi insostenibile per circa 300mila piccole imprese. Servono misure di emergenza e riforme per tagliare i prezzi dell\u2019energia.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Chi rischia di pi\u00f9<\/p>\n<p>Le realt\u00e0 pi\u00f9 colpite sono le <strong>piccole<\/strong> <strong>imprese<\/strong>, per le quali il costo dell\u2019energia pesa tra il 12% e il 40% dei costi totali. Si tratta di aziende con margini ridotti e scarsa capacit\u00e0 di assorbire aumenti improvvisi e prolungati.<\/p>\n<p>Il settore pi\u00f9 esposto \u00e8 quello delle <strong>tinto<\/strong>\u2013<strong>lavanderie<\/strong>. Per le 14mila imprese attive, l\u2019energia ha gi\u00e0 inciso per il 35% sui costi nel 2025, con una spesa media di 17mila euro per azienda. Con i rincari in corso, questa cifra potrebbe salire fino a 22mila euro, un incremento difficilmente trasferibile sui prezzi senza perdere clientela. Situazione critica anche per i <strong>centri estetici<\/strong>, dove l\u2019utilizzo di tecnologie ad alto consumo porta il peso delle <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/guerra-iran-prezzo-energia-europa\/961424\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">bollette<\/a> tra il 23% e il 32% dei costi, con una spesa annua compresa tra 32mila e 46mila euro.<\/p>\n<p>Le 10mila imprese della <strong>concia del cuoio<\/strong> registrano un\u2019incidenza energetica tra il 15% e il 20%, simile a quella del settore ceramico e della lavorazione del ferro. Per le aziende vetrarie, gas ed elettricit\u00e0 possono arrivare a rappresentare fino al 30% dei costi, a seconda del tipo di lavorazione.<\/p>\n<p>Non sono immuni nemmeno i comparti apparentemente meno energivori:<\/p>\n<ul>\n<li>per panificatori e produttori di articoli da forno (oltre 40mila imprese), l\u2019energia \u00e8 al 14% dei costi;<\/li>\n<li>per autoriparatori l\u2019incidenza sfiora il 20%;<\/li>\n<li>sul settore lapideo \u2014 trasformazione oltre il 10%;<\/li>\n<li>trasformazione alimentare circa il 7%, con forte esposizione indiretta al costo delle materie prime;<\/li>\n<li>la meccanica \u00e8 al 4-5%, ma vulnerabile alle oscillazioni delle materie prime che arrivano a pesare il 30% dei costi di produzione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Cosa fare<\/p>\n<p>Il rischio concreto \u00e8 l\u2019innesco di una spirale fatta di <strong>chiusure<\/strong>, riduzione dell\u2019occupazione e perdita di competitivit\u00e0, proprio in settori come moda, artigianato e <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lifestyle\/food-economy\/agroalimentare-italia-export-2025\/954662\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">alimentare<\/a> che rappresentano il cuore manifatturiero del Paese. La crisi energetica del 2022 ha gi\u00e0 mostrato quanto fragile possa essere l\u2019equilibrio di queste realt\u00e0. Oggi lo scenario si ripresenta, con dimensioni potenzialmente pi\u00f9 ampie.<\/p>\n<p>Le associazioni di categoria chiedono <strong>interventi<\/strong> <strong>strutturali<\/strong>: dal potenziamento delle fonti rinnovabili alla revisione della componente fiscale delle bollette, fino a misure emergenziali di sostegno per le categorie pi\u00f9 esposte. Il tempo per intervenire, avvertono, si sta esaurendo.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DWWyICTirnF\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>\t<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se la crisi nel Golfo Persico non si fermer\u00e0, le piccole imprese italiane rischiano di pagare un prezzo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":417205,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[6],"tags":[14,184,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,131059,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":["post-417204","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ultime-notizie","tag-cronaca","tag-economia","tag-headlines","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-news","tag-notizie","tag-notizie-di-cronaca","tag-notizie-principali","tag-notiziedicronaca","tag-notizieprincipali","tag-pmi","tag-titoli","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-cronaca","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedicronaca","tag-ultimenotizieenewsdioggi"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116308476214503802","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417204","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=417204"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417204\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/417205"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=417204"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=417204"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=417204"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}