{"id":417350,"date":"2026-03-28T22:01:14","date_gmt":"2026-03-28T22:01:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/417350\/"},"modified":"2026-03-28T22:01:14","modified_gmt":"2026-03-28T22:01:14","slug":"bosnia-italia-la-prima-volta-era-il-1996-ecco-come-e-andata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/417350\/","title":{"rendered":"bosnia italia la prima volta: era il 1996 ecco come \u00e8 andata"},"content":{"rendered":"<p>                                Era il 1996 e si gioc\u00f2 all&#8217;ora di pranzo: allo stadio\u00a0Kosevo di Sarajevo mancava l&#8217;illuminazione. Ma fu un giorno speciale, era infatti la prima partita in quello stadio dopo tanti anni di conflitto. Lo ricord\u00f2 anche il telecronista della gara: &#8220;I significati di questa partita vanno oltre l&#8217;evento sportivo&#8221;<\/p>\n<p>            <a class=\"image is-50x50\" href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/collaboratori\/lorenzo-topello\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                <img decoding=\"async\" class=\"is-rounded\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1761672371_630_omino.png\" alt=\"Lorenzo Topello\"\/><br \/>\n            <\/a><\/p>\n<p>Collaboratore<\/p>\n<p>                    28 marzo &#8211; 19:12  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">C\u2019\u00e8 un motivo se il 6 novembre 1996 Bosnia e Italia scendono in campo all\u2019ora della pausa pranzo: lo stadio \u00e8 privo di illuminazione. Nel bel mezzo degli anni Novanta la felicit\u00e0 pu\u00f2 trovare dimora in pi\u00f9 di un punto del mappamondo, ma sicuramente non ha fatto un pensierino a Sarajevo. Ma quel 6 novembre allo stadio Kosevo, gremito come non mai, il pallone torna a rotolare dopo quattro anni di guerra: il lungo assedio nella capitale \u00e8 giunto al termine. Anche se la citt\u00e0 sanguina ancora: il maxischermo dello stadio \u00e8 perforato dalle pallottole, cos\u00ec \u00e8 stato coperto da uno striscione che recita \u201cGrazie azzurri\u201d. S\u00ec, l\u2019Italia vicecampione del mondo ha avuto una splendida idea a visitare Sarajevo: la prima storica sfida fra gli azzurri e la Bosnia nasce qua.<\/p>\n<p>    dopo la guerra\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Lo mormora anche Bruno Pizzul, in apertura di telecronaca: \u201c\u00c8 quasi inutile sottolineare i significati di questa partita che vanno ben al di l\u00e0 dell\u2019episodio sportivo e calcistico\u201d. La guerra, a Sarajevo, non ha risparmiato neanche il calcio: nel \u201993 scoppia una bomba proprio durante una partita, e si contano 95 fra morti e feriti. Non c\u2019\u00e8 spazio per il pallone, nel mezzo a colpi di mortaio e minacce dei cecchini, cos\u00ec i migliori giocatori bosniaci sono costretti a far le valigie: Kapetanovic si fa conoscere al Wolfsburg, il giovanissimo Hasan Salihamidzic saluta la capitale a 15 anni per raggiungere l\u2019Amburgo. Per loro, come per i quarantamila che affollano le tribune, Bosnia-Italia \u00e8 speciale: dopotutto si tratta della prima volta della nazionale a Sarajevo.<\/p>\n<p>    gli azzurri e i bambini\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 un signor avversario, peraltro: Sacchi non ha potuto contare su interisti e juventini a causa del contemporaneo impegno di Coppa Italia (eccezion fatta per Torricelli), ma porta fra gli altri Toldo, Maldini, Chiesa, Dino Baggio e Zola. Alla vigilia il ct spiega: \u201cVogliamo dare serenit\u00e0 a questa gente. Giocare a Sarajevo dopo quattro anni significa che si sta tornando alla normalit\u00e0\u201d. La Nazionale saluta il corposo contingente di connazionali e soprattutto fa visita all\u2019ospedale psichiatrico della citt\u00e0 portando doni simbolici (sorrisi e un briciolo di conforto) e materiali (pennarelli, quaderni, matite, generi alimentari) ai piccoli ricoverati.<\/p>\n<p>    la partita\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Poi, alle 13.30, si scende in campo nel tripudio dello stadio Kosevo. Che nel giro di cinque minuti esulta: Salihamidzic (lo ricordate alla Juve, un decennio dopo?) approfitta di un\u2019incomprensione difensiva e batte a rete prima che Toldo riesca a tornare fra i pali dopo un\u2019uscita. Il pari azzurro arriva a stretto giro: lo sigla Chiesa, entrato nelle rotazioni durante l\u2019Europeo del giugno precedente e schierato titolare in Bosnia da Sacchi. L\u2019attaccante lucra su una svirgolata di un difensore bosniaco che gli lascia lo spazio per calciare. L\u2019Italia non alza il piede dall\u2019acceleratore e avrebbe pi\u00f9 di una chance per il raddoppio, ma viene beffata da Belic che fa 2-1: la Bosnia protegge compatta fino al triplice fischio. E poi fa festa coi quarantamila in tribuna: \u201c\u00c8 un risultato che rester\u00e0 negli annali\u201d commenta Pizzul a fine gara. Dalle tribune, raccontano gli inviati dell\u2019epoca, si vedono le colline adibite in buona parte a cimiteri. Ma almeno per due ore, a Sarajevo, ci si pensa un po\u2019 di meno.<\/p>\n<p><a class=\"is-partner-link\" href=\"https:\/\/abbonamenti.gazzetta.it\/calciatori-panini-2025\/?pwcmp_promo_panini_cta&amp;forceBrowser=true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gazzetta digital + Box Panini + Album a soli 80\u20ac, il modo pi\u00f9 veloce e conveniente per completare la collezione!<\/a><\/p>\n<p>    l&#8217;ultima di sacchi\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">La prima storica gara giocata dalla Bosnia nella capitale \u00e8 un trionfo. Salihamidzic e compagni fino a quel momento avevano disputato una sola sfida ufficiale \u201cin casa\u201d: un mese prima contro la Croazia, ma al Dall\u2019Ara di Bologna. Il risveglio dopo quattro anni di guerra sar\u00e0 lungo e non facile, prima dell\u2019estasi di un paio di decenni pi\u00f9 tardi: nel 2014 la nazionale guidata (come oggi) da Edin Dzeko si guadagna uno storico pass per il Mondiale brasiliano, come sogna di fare adesso. Il 6 novembre 1996 passa agli annali anche come l\u2019ultima partita di Arrigo Sacchi sulla panchina azzurra: il ct rassegna le dimissioni poche settimane dopo e si accasa di nuovo al Milan. Al suo posto viene promosso Cesare Maldini dall\u2019Under 21. Per un ciclo che inizia, in Bosnia, ne finisce uno storico in azzurro: il pallone \u00e8 cos\u00ec, e vale anche per le amichevoli.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Era il 1996 e si gioc\u00f2 all&#8217;ora di pranzo: allo stadio\u00a0Kosevo di Sarajevo mancava l&#8217;illuminazione. 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