{"id":417656,"date":"2026-03-29T02:33:16","date_gmt":"2026-03-29T02:33:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/417656\/"},"modified":"2026-03-29T02:33:16","modified_gmt":"2026-03-29T02:33:16","slug":"a-60-anni-dal-reportage-gli-italiani-di-barbey-in-mostra-a-villa-mussolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/417656\/","title":{"rendered":"a 60 anni dal reportage, &#8220;Gli Italiani&#8221; di Barbey in mostra a Villa Mussolini"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n     &#13;<br \/>\n        &#13;<\/p>\n<p>Il 4 aprile, a Villa Mussolini, apre al pubblico \u201cBruno Barbey. Gli Italiani\u201d, una grande mostra dedicata al celebre fotografo dell\u2019agenzia Magnum e al suo straordinario reportage realizzato nell\u2019Italia degli anni Sessanta. La Villa, ormai consolidata come importante spazio culturale della citt\u00e0, diventa cornice ideale di un percorso nella memoria visiva del nostro paese, in una stagione in cui si sovrappongono le conseguenze della seconda guerra e le premesse del boom economico.<\/p>\n<p>La mostra, curata da Caroline Thi\u00e9not-Barbey e Alberto Rossetti, offre ai visitatori l\u2019opportunit\u00e0 di confrontarsi con uno dei pi\u00f9 completi e significativi affreschi fotografici dell\u2019Italia dei primi anni Sessanta, a sessant\u2019anni dalla realizzazione del reportage di Bruno Barbey, effettuato tra il 1961 e il 1964.<\/p>\n<p>All\u2019epoca studente di fotografia in Svizzera, Barbey attraversa pi\u00f9 volte il confine con il suo Maggiolino per attraversare tutta l\u2019Italia con la sua macchina fotografica, dando vita a un lungo reportage capace di cogliere l\u2019anima di un Paese sospeso tra le ferite della guerra e le nuove speranze: il Sud impegnato nella difficile ricostruzione e il Nord proiettato verso il sogno metropolitano. Mendicanti, aristocratici, suore, bambini di strada, contadini, operai e borghesi popolano immagini dense di umanit\u00e0 in cui emergono teatralit\u00e0, senso di comunit\u00e0, resilienza e gioia di vivere.\u00a0<\/p>\n<p>Le fotografie in bianco e nero, selezionate dallo stesso Barbey poco prima della sua scomparsa, restituiscono tutti gli strati della societ\u00e0: l\u2019Italia delle cerimonie religiose e delle feste di paese, del boom economico e delle tradizioni antiche, degli operai e dei contadini, dei nuovi ricchi e, soprattutto, degli umili che con la loro fierezza incarnano la pi\u00f9 profonda identit\u00e0 italiana. In molti scatti sembra di intravedere i personaggi di una moderna commedia dell\u2019arte, gli stessi che popolavano anche il cinema di Pasolini, Visconti e Fellini. Nella visione in bianco e nero di Barbey riaffiora cos\u00ec la memoria di un\u2019Italia che, dopo la guerra, cercava di ricostruire non solo le citt\u00e0 ma soprattutto una rete di relazioni, legami e storie capaci di tenere unito un popolo.\u00a0<\/p>\n<p>Il percorso espositivo si apre con la proiezione di un video di dieci minuti curato da Caroline Thi\u00e9not-Barbey, moglie dell\u2019artista e accompagnato dalle musiche di Nino Rota che evocano il mondo di Federico Fellini. Le fotografie di Barbey sono accostate tematicamente e dialogano con citazioni di grandi scrittori e intellettuali &#8211; da Pier Paolo Pasolini a Elsa Morante, da Cesare Pavese a Italo Calvino, da Alberto Moravia a Natalia Ginsburg, fino a Michelangelo Antonioni e allo stesso Fellini &#8211; che restituiscono lo spirito di un Paese gi\u00e0 attraversato da profonde trasformazioni.<\/p>\n<p>Con il titolo Les Italiens, Barbey aveva presentato il progetto all\u2019editore francese Robert Delpire, che avrebbe voluto pubblicarlo come terzo volume di una ideale trilogia, dopo Les Am\u00e9ricains di Robert Frank (1958) e Les Allemands di Ren\u00e9 Burri (1962). Le circostanze dell\u2019epoca impedirono la realizzazione del libro. Il portfolio fu comunque determinante: nel 1964 convinse la prestigiosa agenzia Magnum Photos a invitarlo a collaborare. Il progetto editoriale vedr\u00e0 la luce solo molti anni dopo, nel 2002, grazie alle Editions de La Martini\u00e8re e, nel 2022, in Italia con il volume postumo \u201cGli Italiani\u201d pubblicato da Contrasto.<\/p>\n<p>Una mostra interattiva: scatti dagli album di famiglia\u00a0<\/p>\n<p>Accanto al percorso espositivo \u201cGenerazione Riviera\u201d, un\u2019iniziativa partecipativa ispirata all\u2019Italia degli ultimi decenni, a partire da quella raccontata da Barbey. Cittadini e turisti sono invitati a contribuire alla costruzione di una memoria condivisa della vita a Riccione e in Riviera a partire da quegli anni. Potranno portare in mostra fino a tre fotografie analogiche provenienti dai propri<strong> <\/strong>album di famiglia: le immagini saranno digitalizzate e ristampate per entrare a far parte di una raccolta in progress esposta, intorno a una realizzazione artistica dell\u2019Associazione Amarea, in uno spazio dedicato all\u2019interno della Villa, visitabile gratuitamente. Ai partecipanti sar\u00e0 riservato l\u2019ingresso alla mostra con biglietto ridotto.<\/p>\n<p>In copertina: Palermo, Sicily, Italy, 1963. \u00a9 Bruno Barbey Magnum Photos.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p> &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Il 4 aprile, a Villa Mussolini, apre al pubblico \u201cBruno Barbey. 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