{"id":41835,"date":"2025-08-11T19:53:12","date_gmt":"2025-08-11T19:53:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/41835\/"},"modified":"2025-08-11T19:53:12","modified_gmt":"2025-08-11T19:53:12","slug":"alien-pianeta-terra-le-nostre-impressioni-sulle-prime-due-puntate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/41835\/","title":{"rendered":"Alien: Pianeta Terra &#8211; Le nostre impressioni sulle prime due puntate"},"content":{"rendered":"<p><strong>Gli elementi fondanti della saga di Alien si trovavano gi\u00e0 perfettamente racchiusi nel suo esordio del 1979, frutto di una sceneggiatura essenziale ma allo stesso tempo ricchissima di implicazioni<\/strong>, dove gli archetipi classici dell\u2019immaginario horror (il labirinto, la ragazza in fuga dal mostro, la solitudine, l\u2019oscurit\u00e0) convivevano con un discorso pi\u00f9 squisitamente fantascientifico sulla perdita di umanit\u00e0: la decadenza dell\u2019uomo, inteso indifferentemente come specie e genere, non poteva che trovare risposta in una serie di eroine, di donne, ultimo baluardo contro un nemico ispirato &#8211; per ammissione dello storico designer H.R. Giger \u2013 proprio a una trasfigurazione raccapricciante del fallo, quindi della virilit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"image screenshot\" data-position=\"0\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/01_d8dk.jpg\"  viewbox=\"0 0 16 9\"\/><br \/>\nla nuova eroina della saga \u00e8 interpretata da sidney chandler.<\/p>\n<p>In tutti gli episodi della saga, la sconfitta dell\u2019uomo si manifesta sempre nella combinazione di questi topos: la fragilit\u00e0 dei terrestri rispetto all\u2019alieno, la disumanit\u00e0 delle corporazioni che cercano di sfruttare la potenza distruttiva dello xenomorfo e la spietatezza dei &#8220;sintetici&#8221;, privi dei connotati pi\u00f9 rassicuranti con cui li aveva dipinti Asimov nei suoi racconti sui robot, oppure dell\u2019empatia di Data in Star trek. <strong>Nelle prime due puntate di Alien: Pianeta terra, che abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di vedere in anteprima, scopriamo infatti che la partita tra le multinazionali per il controllo del pianeta si gioca nell\u2019affermazione dei rispettivi modelli di androide<\/strong> (ne esistono tre tipologie diverse) a scapito di quelli rivali, attualizzandone la figura per intercettare il dibattito odierno sull\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Hell is us<\/p>\n<p>Le puntate iniziali di Alien: Pianeta terra non dimenticano queste basi teoriche ma proseguono la costruzione di una mitologia che ha interessato ogni capitolo della saga dopo il secondo, aggiungendo retroscena o spiegazioni non necessarie &#8211; forse addirittura controproducenti per preservare quel senso di mistero metafisico incarnato dallo xenomorfo &#8211; fino al disastro di Prometeus, dove la genesi del mostro \u00e8 stata spiegata pedissequamente e senza tener conto delle vere motivazioni dietro al suo fascino: l\u2019inconoscibilit\u00e0 del male, il confinamento delle vittime in uno spazio circoscritto e la paura della contaminazione, tutti ingredienti tipici del genere horror. <strong>La nuova serie creata da Noah Hawley (gi\u00e0 showrunner di Fargo e Legion) prefigura sin dal titolo l\u2019approdo dello xenomorfo nel nostro pianeta, imboccando una strada accostata in passato da un possibile quinto film del franchise<\/strong>, ma concretizzatosi solo ora con l\u2019idea di raccontare, attraverso un prequel, l\u2019&#8221;alienazione&#8221; di un mondo divenuto vittima delle corporazioni.<\/p>\n<p>Approfondisci<a href=\"https:\/\/it.ign.com\/alien-pianeta-terra\/220045\/gallery\/alien-pianeta-terra-una-galleria-di-immagini\" class=\"recirc_odd\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/ae-101-03r_ab8p.640.jpg\" alt=\"Alien: Pianeta Terra - Una galleria di immagini\"\/>Alien: Pianeta Terra &#8211; Una galleria di immagini<\/a><\/p>\n<p>Il titolo originale &#8220;Alien: Earth&#8221; appare in tal senso ancora pi\u00f9 indicativo, perch\u00e9 sembra aggettivare il nostro pianeta come qualcosa di ormai disumano e, appunto, alieno. <strong>I veri protagonisti delle prime due puntate sono infatti un cyborg della Weyland-Yutani incaricato di portare svariati esemplari dello xenomorfo sulla Terra, e un gruppo di &#8220;sintetici&#8221; creato dal leader\/enfant prodige di una nuova corporazione<\/strong>, capace di trasferire la mente di alcuni bambini &#8211; malati terminali &#8211; in androidi dotati di superpoteri. Quando l\u2019astronave piena di mostri si schianta contro un grattacielo della multinazionale, le ricerche vengono affidate a questa squadra di ibridi (piuttosto infantili e indisciplinati) cui la residua umanit\u00e0 non sembra regalare per\u00f2 alcun reale vantaggio rispetto ai sintetici tradizionali. Sebbene l\u2019esplorazione dell\u2019edificio pericolante riecheggi poi le operazioni di salvataggio dell\u201911 Settembre al World Trade Center, il parallelismo non regala particolari appigli metaforici e, anzi, le sfumature politiche del racconto si mantengono sempre su un livello molto leggero.<\/p>\n<p>Film, fumetto, cinecomic<\/p>\n<p>Un film di Alien avrebbe probabilmente introdotto l\u2019astronave della Weyland come un oggetto misterioso da esplorare per ricostruirne le sorti, mentre qui sappiamo gi\u00e0 tutto dell\u2019incidente e il focus si sposta immediatamente sull\u2019incontro inevitabile dei ragazzini con lo xenomorfo, bench\u00e9 lo sviluppo molto lineare dell\u2019azione non giustifichi il totale appiattimento dell\u2019elemento misterioso.<\/p>\n<p>L\u2019altro asse portante delle prime due puntate risiede invece nel rapporto controverso tra gli androidi e il proprio creatore, ennesima rilettura del vecchio archetipo di Frankenstein che per ora non \u00e8 parsa troppo prodiga di sorprese, anzi. <strong>In generale, l\u2019intreccio manca ancora della suspance necessaria per suscitare un interesse reale verso i personaggi principali, anche perch\u00e9 il dilemma etico posto dalla loro natura ibrida non viene affrontato col giusto spessore<\/strong> e le scene di tensione si affidano a formule fin troppo note.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"image screenshot\" data-position=\"1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/04_8ev4.jpg\"  viewbox=\"0 0 16 9\"\/><br \/>\nPER ESSERE UN &#8220;SINTETICO&#8221;, ha una sudorazione niente male!<\/p>\n<p>Nonostante la trama presenti tutti i crismi di un capitolo canonico e sfoggi una portata superiore all\u2019ultimo <a href=\"https:\/\/it.ign.com\/alien-romulus\/212847\/review\/alien-romulus-la-recensione\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Alien: Romulus<\/a> (il quale, in confronto, sembra un semplice spin-off), ampliandone gli orizzonti con un\u2019estetica rinnovata, <strong>la serie tradisce fin qui ambizioni principalmente espositive, spesso persino didascaliche: tutto viene spiegato, non esistono misteri n\u00e9 intrighi, sorvegliamo il punto di vista di ogni personaggio e abbiamo accesso a qualsiasi tipo di informazione prima ancora dei protagonisti<\/strong>; insomma, si prefigura un\u2019opera per completisti del franchise e non un nuovo viaggio nell\u2019ignoto in compagnia dello xenomorfo.<\/p>\n<p>La regia di Hawley ha saputo regalare fin qui alcuni momenti brillanti ma \u00e8 dalla sceneggiatura che ci aspettiamo un deciso salto di qualit\u00e0 per avvicinare i migliori film della saga, senza ripiegarsi solo sulle sue tante incursioni nel fumetto. Ricordiamo che le prime due puntate di Alien: Pianeta Terra sbarcheranno su Disney+ il 13 agosto, mentre le rimanenti sei saranno distribuite a cadenza settimanale fino al prossimo 24 settembre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gli elementi fondanti della saga di Alien si trovavano gi\u00e0 perfettamente racchiusi nel suo esordio del 1979, frutto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":41836,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1444],"tags":[203,204,1537,90,89,253],"class_list":{"0":"post-41835","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tv","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-tv"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41835","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41835"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41835\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41836"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41835"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41835"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41835"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}