{"id":418647,"date":"2026-03-29T19:00:13","date_gmt":"2026-03-29T19:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/418647\/"},"modified":"2026-03-29T19:00:13","modified_gmt":"2026-03-29T19:00:13","slug":"cuba-il-73enne-alejandro-e-un-regime-dopo-laltro-ora-meglio-trump-che-avere-fame-liberi-mai-ma-siamo-stati-felici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/418647\/","title":{"rendered":"Cuba, il 73enne Alejandro e un regime dopo l&#8217;altro: \u00abOra meglio Trump che avere fame. Liberi mai, ma siamo stati felici\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Sara Gandolfi<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La sua famiglia \u00e8 habanera da sempre: nato sotto la dittatura di Fulgencio Batista, ha vissuto il castrismo, la caduta dell&#8217;Urss e di tutte le sue illusioni. Ora assiste all&#8217;agonia dell&#8217;isola: \u00abQuesto \u00e8 il momento pi\u00f9 duro. Cosa vorrei? Un Paese libero, senza blackout, dove i giovani possano studiare\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abSono senza elettricit\u00e0 da oltre 30 ore. A Cuba bisogna avere pazienza\u00bb<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Alejandro Rivero <\/b>\u00e8 un cubano come tanti. In settantatr\u00e9 anni <b>ha vissuto decine di vite<\/b> e osservato la sua patria cambiare pelle decine di volte. \u00c8 passata la dittatura di <b>Fulgencio Batista<\/b>, la <b>Revoluci\u00f3n de los barbudos<\/b>, la fine dell&#8217;Urss e la crisi del Periodo Especial, le aperture di <b>Barack Obama<\/b> e le minacce di <b>Donald Trump<\/b>. <b>Fino all&#8217;oggi: \u00abIl momento pi\u00f9 duro, almeno per me\u00bb<\/b>.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cuba \u00e8 una pentola a pressione, ormai vicina all&#8217;ebollizione<\/b>. Asfissiata dall&#8217;embargo pluridecennale degli Usa e dalla cattiva gestione dell&#8217;apparato militar-burocratico che la governa, ha subito anche<b> il tracollo del turismo post-Covid e perso il sostegno vitale del Venezuela<\/b>. Dopo la cattura di Nicol\u00e1s Maduro, a gennaio, gli Stati Uniti hanno imposto <b>un blocco totale alle forniture di petrolio verso l&#8217;isola<\/b>, che \u00e8 sprofondata in una rapida agonia energetica. <b>Trump la definisce una \u00abnazione fallita\u00bb<\/b> e assicura:<b> \u00abAvr\u00f2 l&#8217;onore di prendere Cuba. Penso di poterci fare tutto quello che voglio\u00bb.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In realt\u00e0, il tycoon sarebbe disponibile ad un accordo con il regime comunista, lasciando quindi intatta la struttura di potere,cos\u00ec come ha fatto a Caracas. <b>Washington tratta con la Famiglia: l&#8217;interlocutore all&#8217;Avana \u00e8 Ra\u00fal Guillermo Rodr\u00edguez Castro, detto Raulito<\/b>, nipote e probabile successore del novantaquattrenne Ra\u00fal Castro. <b>Nel frattempo, l&#8217;isola resta al buio, travolta dagli apagones,i black out totali.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Alejandro si collega via whatsapp quando riesce, quando pu\u00f2<\/b>. La nostra chiacchierata tra Milano e L&#8217;Avana \u00e8 andata avanti cos\u00ec, a singhiozzo, per <b>una decina di giorni<\/b>, poche parole scambiate in diretta \u2013 la linea salta subito \u2013 e molte altre lasciate in <b>lunghi vocali densi di ricordi, inframmezzati da risate e qualche amarezza<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ad esempio, la fuga in massa dall&#8217;isola. \u00abL&#8217;emigrazione ci ha colpiti tutti, anche chi \u00e8 restato. <b>Io ho praticamente perso tutti i miei amici. Sono in Florida.<\/b> Sono loro, con quello che riescono a mandare, che ci permettono di sopravvivere\u00bb. Circa due milioni di cubani vivono fuori da Cuba, quasi un quinto della popolazione totale dell&#8217;isola. Lun ed\u00ec, per la prima volta, l&#8217;Avana ha dato loro il via libera ad investire in patria.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando chiedo ad Alejandro perch\u00e9 non se n&#8217;\u00e8 andato anche lui, glissa. \u00abCi ho provato<\/b>, nell&#8217;1980 e di nuovo nel 1992, ma a quanto pare non era il mio destino\u00bb. Poi, si mette a raccontare della sua famiglia. Sar\u00e0 quello il motivo per cui alla fine \u00e8 rimasto? La famiglia Rivero \u00e8 \u00abhabanera\u00bb da sempre,e da sempre abita nel barrio Lawton, con le case di legno che hanno vissuto tempi migliori e le strade ripide da cui si godono panorami spettacolari sulla capitale, gi\u00f9 fino al mare. Lo stesso quartiere dove oggi, nella parrocchia Santa Clara de As\u00eds, Alejandro a volte partecipa agli incontri del dissidente<b> Movimiento Cristiano Liberaci\u00f3n<\/b>. \u00abAlla fine degli Anni 50, almeno cos\u00ec raccontavano imiei genitori, potevi sparire se ti facevi coinvolgere troppo in politica o se infastidivi Batista. Ma all&#8217;Avana, economicamente parlando, si stava bene. Se non t&#8217;immischiavi, non vivevi nella paura. <b>Della mia infanzia mi manca tutto. Il mio universo era il quartiere. <\/b>In un isolato c&#8217;erano tre bodegas (piccoli negozi di alimentari), un barbiere, una caffetteria, una rosticceria, una bancarella di frutta e una di guarapo, il succo di canna dazucchero. Poi, <b>negli Anni 60 scomparvero tutte le attivit\u00e0 commerciali.<\/b> Rimasero solo alcune bodegas statali, molto poco fornite. Oggi sono consentite alcune attivit\u00e0 private, che vendono prodotti importati di ottima qualit\u00e0, persino dagli Stati Uniti, ma a prezzi molto alti, troppo per lo stipendio di un cubano medio\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Con lo stipendio statale oggi a Cubanon si sopravvive pi\u00f9<\/b>. L&#8217;anno scorso si contavano 9.900 aziende private, che impiegavano oltre il 30% dei 10 milioni di abitanti. Sono loro i nuovi ricchi e chi riceve le rimesse dagli esuli di Miami, che ora potranno anche essere proprietari di aziende private sull&#8217;isola.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ai tempi di Batista la disuguaglianza era abnorme. Alejandro era solo un bambino ma ricorda ancora quella gita in macchina con lo zio fino al ponte di Bacunayagua, il pi\u00f9 lungo di Cuba, che unisce le province dell&#8217;Avana edi Matanzas: \u00abMi diede una moneta da 25 centesimi da regalare ad una bambina molto povera, che stava in piedi davanti a casa sua. Io ero un ragazzo di condizioni modeste ma avevo il mio braccialetto d&#8217;oro a 18 carati, la mia catenina, che era un lusso. Quando diedi la moneta a quella bambina, mi vergognai tantissimo, per la differenza tra lei e me\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tolto quel momento di \u00abgrande imbarazzo\u00bb, <b>i ricordi di Alejandro sono pura nostalgia<\/b>. <b>Il luna park del quartiere, il circo itinerante, l&#8217;\u00abimpeccabile\u00bb nonno paterno<\/b>, Jes\u00fas Rivero San Roman, che lavorava in uno studio di avvocati, e <b>il pi\u00f9 passionale nonno materno,<\/b> Zenon Pamplona che \u00abveniva dallo Yucat\u00e1n, elasera andava in un club privato a ballare il danz\u00f3n\u00bb, un ballo da sala, elegante e sensuale, nato a Cuba alla fine del XIX secolo. Erano una famiglia come tante, non ricca ma neppure povera. Ogni anno si riunivano per\u00abla magia del Natale, con le cosce di maiale e il torrone, ed eravamo felici\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dopo il 1959, quel mondo \u00e8 crollato. Nessuno, nel quartiere Lawton, stava con Batista<\/b>: \u00abTutti volevano che se ne andasse. Ricordo che il 1\u00b0 gennaio 1959 venne a svegliarmi un amico, <b>Fidel era entrato all&#8217;Avana, c&#8217;era una gioia cos\u00ec grande per le strade\u2026\u00bb<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La festa non \u00e8 durata a lungo, almeno per la famiglia Rivero. \u00abI sostenitori di Castro smisero di frequentare chi non lo era. Mio padre Anibal era un socialista convinto, anche prima della rivoluzione. Era un verniciatore di mobili ma dopo il trionfo di Fidel ha avuto diversi incarichi istituzionali. \u00c8 stato anche amministratore del porto di Cienfuegos. Era un fervente filo-sovietico, ancor pi\u00f9 che filo-castrista, e vietava a mia madre di praticare la sua fede. <b>Essere cattolici a quei tempi era anti-rivoluzionario<\/b>\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quando \u00e8 scoppiata la Perestrojka, il risveglio \u00e8 stato durissimo. <b>\u00abMi diceva, riferendosi alla Russia: \u201cEra tutta una bugia, Ale\u201d\u00bb<\/b>.<b> Triste e deluso, allontanato dalla sua stessa famiglia, si \u00e8 tolto la vita.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I turbolenti Anni 60 e 70 furono il periodo peggiore per la famiglia Rivero. \u00abMio padre ci abbandon\u00f2, mia madre, C\u00e1ndida, vendeva ricami per strada, io facevo qualsiasi lavoro riuscissi a trovare. Ho iniziato giovanissimo, lavori pessimi. L&#8217;ultimo, per il governo, era fare la guardia in una fabbrica di vernici. <b>Mi hanno licenziato perch\u00e9 dicevano che ero un vero parassita. Avevo i capelli troppo lunghi\u2026\u00bb<\/b>. La casa del barrio Lawton si deterior\u00f2, aveva dei puntelli di legno per evitare che il tetto crollasse. Come scrive Abilio Est\u00e9vez in Palazzi lontani, \u00able travi tentano di evitare un crollo che sembra comunque imminente\u00bb in un&#8217;Avana che \u00absuscita due impressioni allo stesso tempo: quella di una citt\u00e0 bombardata, che aspetta solo uno scroscio di pioggia, uno sbuffo di vento per disfarsi in un mucchio di pietre; e quella di una citt\u00e0 sontuosa ed eterna, appena sorta, eretta come lascito a future immortalit\u00e0\u00bb. Una citt\u00e0 dove, con il passare del tempo, <b>la miseria \u00e8 diventata normalit\u00e0<\/b>, anche per la famiglia Rivero, o quel che ne restava.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abPassammo 13 anni senza frigorifero e altri 13 senza tv, solo con una radio e un giradischi\u00bb<\/b>. Ma erano anche <b>gli anni delle feste, della musica americana e delle scoperte<\/b>. Alejandro suonava la chitarra, ogni tanto si esibiva nei night club o alle quinceaneras, i compleanni delle quindicenni che in America latina valgono pi\u00f9 di una laurea, con gli amici andava nei locali del Fontanal, che prima della rivoluzione era il quartiere dei ricchi. Nostante tutto, si divertiva. <b>Poi ha scoperto di essere un asso nelle immersioni in apnea<\/b>, per combattere l&#8217;asma che lo tormentava, e ancora oggi i suoi idoli sono italiani, Umberto Pelizzari e Alessia Zecchini.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abLa mia giovinezza \u00e8 stata segnata dalla scarsit\u00e0, ma \u00e8 stata gioiosa<\/b>, con gli amici e la musica dei Beatles, anche se il film A Hard Day&#8217;sNight del 1964 qui non lo abbiamo visto fino al 1992. <b>Non avevamo quasi nulla, ma non c&#8217;erano differenze di classe sociale.<\/b> <b>Tutti i giovani si vestivano male, ma ci vestivamo tutti allo stesso modo.<\/b> <b>E mia madre trasformava vecchi pantaloni per farli a zampa d&#8217;elefante\u00bb<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anni dopo, quando i Rolling Stones sbarcarono a Cuba per lo storico concerto Havana Moon, la sorella di Alejandro, Marianela, riusc\u00ec a sentirli cantare dal vivo e rimase a bocca aperta. Era il 2016, gli anni della distensione fra Usa e Cuba voluti dal presidente <b>Barack Obama.<\/b> \u00abLa gente era molto favorevole a un riavvicinamento tra i due Paesi. Ma io ero pessimista, anche se pensavo che Obama fosse una brava persona, molto schietta e onesta, in grado di trattare con il governo cubano\u00bb. E oggi che musica si ascolta a Cuba? Dietro si sente la voce del pronipote. \u00abIl reggaeton\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Torniamo indietro agli anni Ottanta. <b>Con l&#8217;aiuto di Mosca, a Cuba le cose migliorarono, e si torn\u00f2 a mangiare bene anche a casa Rivero<\/b>. \u00abFu il periodo migliore del socialismo. C&#8217;era tre volte pi\u00f9 repressione di adesso, ma a nessuno importava. Perch\u00e9 <b>non c&#8217;erano i blackout, c&#8217;era cibo a sufficienza per tutti e i mezzi di trasporto funzionavano<\/b>\u00bb. L&#8217;Unione Sovietica era un alleato solido, che non faceva mancare quasi nulla all&#8217;alleato Fidel Castro.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel 1988 Alejandro si \u00e8 sposato. <b>Un matrimonio durato quindici anni, \u00abi migliori della mia vita\u00bb <\/b>anche se nel frattempo l&#8217;Urss si era sgretolata econ la fine degli aiuti sovietici Cuba \u00e8 piombata in una crisi durissima, il famigerato Periodo Especial. La coppia di sposi, per\u00f2, non se la cavava poi troppo male. Lui lavoravacome fotografo, lei come cuoca nella mensa ufficiali della Forza Aeronautica Rivoluzionaria. \u00abQuando ci siamo lasciati, nel 2003, io sono tornatoa casa e mi sono preso cura di mia nipote, la figlia di mia sorella minore Katie, che non poteva pi\u00f9 occuparsi di lei per problemi di salute. In seguito, mia nipote Yaima ha avuto due figli, un maschio e una femmina, che sono diventati come figli miei\u00bb. Si sente l&#8217;orgoglio da padre acquisito: \u00abLei ha dodici anni e studia alle medie, lui ne ha 18 eappena finir\u00e0 il servizio militare comincer\u00e0 gli studi di ingegneria\u00bb. Altalene della vita,oggi \u00e8 Yaima che si occupa dell&#8217;anziano zio Alejandro, e lo mantiene, con l&#8217;aiuto di parenti e amici emigrati in Florida.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In famiglia non manca nulla, \u00abanche se i prezzi sono schizzati alle stelle, perfino una bibita gassata \u00e8 un lusso\u00bb<\/b>. Alejandro a tratti si emoziona. Ammette, \u00abnon ho mai parlato di me e della mia famiglia prima d&#8217;ora, nemmeno con gli amici\u00bb. Ma con 7 ha voglia di raccontare, le sue paure ele sue speranze sono le incertezze di un popolo. <b>\u00abNon sappiamo cosa succeder\u00e0 domani. E lagente ha fame\u00bb<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cuba rischia di diventare una prigione da cui molti vogliono fuggire. Chi resta sogna altri mondi possibili. <b>\u00abNon ho mai viaggiato fuori dall&#8217;isola. Il pi\u00f9 grande desiderio dei miei ragazzi \u00e8 vivere all&#8217;estero.<\/b> Io, almeno, da giovane amavo leggere e quello mi distraeva. Mia nipote ha iniziato Viaggio al centro della Terra e ha smesso a met\u00e0\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c1lejandro critica perfino i fiori all&#8217;occhiello del castrismo: <b>la scuola per tutti e la sanit\u00e0 pubblica<\/b>. \u00abDa bambino frequentavo una piccola scuola privata nel quartiere. Gli insegnanti erano molto bravi e c&#8217;era rispetto reciproco tra studenti e professori. Ora non pi\u00f9. <b>Ai giovani manca l&#8217;accesso ad una maggiore conoscenza. C&#8217;\u00e8 tutta questa roba di internet, ma guardano solo giochi e gossip\u00bb.<\/b> Vorrei dirgli che \u00e8 cos\u00ec anche in Italia, ma lui aggiunge: <b>\u00abL&#8217;istruzione \u00e8 molto politicizzata, la storia cubana \u00e8 manipolata\u00bb<\/b>. E la sanit\u00e0? \u00abIo non ci vedo bene, ho la cataratta,ma mi posso scordare le medicine gratuite. Lo Stato non ti fa pagare, ma non pu\u00f2 offrire pi\u00f9 nulla. Un medico privato, invece, costa caro\u2026\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Contro i black out, la fame, la scuola e la sanit\u00e0 che non funzionano, contro un Paese che sta affondando, per la gioia del cinico Trump,<b> i cubani hanno cominciato a protestare, spontaneamente, vincendo la paura<\/b>. Quasi ogni sera nelle strade buie dell&#8217;Avana e di molte altre citt\u00e0 si sente<b> il rumore delle pentole che sbattono<\/b>. \u00c8 il cacerolazo, la forma di contestazione pi\u00f9 diffusa in un&#8217;isola asfissiata dall&#8217;embargo pluridecennale degli Usa e dalla cattiva gestione dell&#8217;apparato militar-burocratico che governa il Paese.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Proteste che 13marzo, poche ore dopo <b>l&#8217;\u00abammissione\u00bb del presidenteMiguel Diaz-Canel sui negoziati in corso con gli Stati Uniti<\/b>, sono sfociati in rivolta nella cittadina di Mor\u00f3n, dove alcuni dimostranti hanno fuoco alla sede locale del Partito Comunista. \u00abS\u00ec, ci sono proteste con pentole sbattute, e<b> siccome la spazzatura non viene raccolta e si accumula per le strade, la gente la incendia. Anche quello \u00e8 un modo per contestare\u00bb<\/b>, conferma Alejandro.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Trump non ha dimenticato L&#8217;Avana, hasoltanto rinviato la \u00absoluzione\u00bb<\/b>. Dai canali non ufficiali,<b> filtra la mediazione continua della Chiesa cattolica, che ha convinto il governo a scarcerare decine di detenuti<\/b>, ma anche l&#8217;inasprimento della repressione: il regime ha aumentato le operazioni e i controlli di polizia in tutto il Paese per evitare nuove manifestazioni.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma cosa vuole il popolo cubano? \u00abPosso dirti l&#8217;unica cosa che tutti i cubani non vogliono: lo spargimento di sangue. <\/b>La gente comune, non coinvolta con il governo, <b>non vede l&#8217;ora che arrivino gli americani<\/b>. A molti non importa se si tratter\u00e0 di un intervento armato o pacifico, se si instaurer\u00e0 un governo democratico o se Cuba entrer\u00e0 a far parte dell&#8217;Unione, oaddirittura se diventer\u00e0 uno stato libero associato. In breve, <b>il 90% concorda sul fatto che sia necessaria un&#8217;alleanza con gli Stati Uniti per poter avere un Paese prospero<\/b>\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alejandro \u00e8 pragmatico. <b>\u00abAlla gente non interessa la libert\u00e0 di espressione. Piuttosto, vuole mettere il cibo in tavola\u00bb<\/b>. E tu, cosa vuoi? <b>\u00abIo voglio un Paese libero, dove non ci siano blackout e dove i ragazzi abbiano opportunit\u00e0 di studiare e immaginare unfuturo<\/b>. Un Paese dove le persone possano esprimersi liberamente, dove ci siano partiti politici acui puoi appartenere,<b> dove gli anziani non debbano fare la fila per comprare il pane<\/b>. Quello che voglio per imiei nipoti \u00e8che tutto questo cambi\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non hai paura a parlare cos\u00ec con una giornalista straniera? \u00abNon ti preoccupare, scrivi pure il tuo articolo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-29T18:59:12+02:00\">29 marzo 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Sara Gandolfi La sua famiglia \u00e8 habanera da sempre: nato sotto la dittatura di Fulgencio Batista, 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