{"id":418961,"date":"2026-03-29T23:31:13","date_gmt":"2026-03-29T23:31:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/418961\/"},"modified":"2026-03-29T23:31:13","modified_gmt":"2026-03-29T23:31:13","slug":"il-golfo-si-spacca-dopo-5-609-colpi-punire-liran-o-cercare-il-dialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/418961\/","title":{"rendered":"Il Golfo si spacca dopo 5.609 colpi: punire l\u2019Iran o cercare il dialogo?"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Guido Olimpio<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Riad e Abu Dhabi temono che una tregua rafforzi Teheran. Oman, Qatar e Kuwait  puntano alla pace<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Guerra o pace. <\/b>Le monarchie sunnite sono ad un bivio, divise su cosa fare. Mentre l\u2019Iran sa bene come agire, come rivelano i numeri degli strike: dall\u2019inizio della crisi i pasdaran hanno tirato contro i regni del Golfo e la Giordania <b>oltre 5.609 \u00abproiettili\u00bb<\/b>, di cui 4.422 droni-kamikaze e 1.187 missili.<\/p>\n<p>    Strategia d&#8217;attrito<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il bilancio, che sar\u00e0 superato tra qualche ora da <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_marzo_29\/quanti-missili-sono-rimasti-iran-26ced8b7-b66e-4906-86a5-d3f6ddb6fxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">nuovi colpi,<\/a> rivela la strategia d\u2019attrito attuata da Teheran nei confronti dei vicini, anche quelli con cui ha avuto buoni rapporti. Li punisce perch\u00e9 ospitano le basi americane, sfrutta il momento per condizionare il traffico ad Hormuz, punta a definire un nuovo \u00absistema\u00bb regionale dove la Repubblica islamica ha il ruolo predominante grazie all\u2019arsenale e alla geografia.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La linea Bin Salman<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli emiri hanno assunto atteggiamenti diversi. L\u2019Arabia Saudita, che aveva assicurato che il suo spazio aereo era precluso per un eventuale assalto Usa, ha permesso l\u2019uso delle installazioni da parte statunitense. E successivamente ha minacciato di partecipare alle operazioni offensive, linea ancora pi\u00f9 accentuata \u2014 secondo indiscrezioni difficili da verificare \u2014 su <b>una presunta richiesta del principe Bin Salman a Donald Trump<\/b>: Epic Fury deve andare avanti. Per neutralizzare il regime dei mullah oppure indebolirlo a un punto tale che non sia in grado di dettare condizioni. <b>Altrettanto decisa la visione degli Emirati<\/b>. Nelle scorse ore hanno denunciato l\u2019aggressione e il tradimento da parte dell\u2019Iran. Anwar Gargash, consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed, ha accusato l\u2019Iran di aver ingannato i suoi vicini, dunque \u00e8 diventato una minaccia da sventare. In sintesi: <b>i due Paesi temono che una eventuale tregua favorisca gli ayatollah<\/b>, ancora pi\u00f9 convinti dopo aver tenuto testa all\u2019asse Israele-Stati Uniti.<\/p>\n<p>    Il rischio Houthi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Salman e Zayed sono consapevoli che un intervento diretto esporrebbe il loro territorio ad attacchi ancora pi\u00f9 massici, coinvolgendo maggiormente le infrastrutture. Inoltre, c\u2019\u00e8 il rischio che vengano presi di mira dagli <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_marzo_28\/minacce-houthi-usa-163a0d1c-bc5b-4d4c-a885-87881c5e3xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Houthi yemeniti,<\/a> un fronte che si \u00e8 rivelato temibile in passato. La linea dura \u00e8 appoggiata anche dal <b>Bahrein, Paese con tre problemi<\/b>: la popolazione a maggioranza sciita, l\u2019esposizione intensa ai bombardamenti, la paura di sommovimenti interni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono tra il prudente e il contrario all\u2019opzione bellicista <b>l\u2019Oman, il Qatar e il Kuwait<\/b>. Domenica il governo di Muscat ha diffuso un comunicato particolare: stiamo indagando per capire chi sia il responsabile degli attacchi sul porto di Salalah. Precisazione che sembra prendere per buona la smentita di Teheran su un suo raid malgrado i Guardiani abbiano sostenuto di aver preso di mira una nave appoggio statunitense in acque non lontane dal Sultanato. I distinguo rappresentano l\u2019indizio di <b>una scelta tradizionalmente impostata sul dialogo per evitare un conflitto <\/b>che non \u00e8 l\u2019interesse dell\u2019Oman. I qatarini, gi\u00e0 vittime delle ritorsioni iraniane nei precedenti scontri, sono in una morsa: ospitano uno snodo formidabile del Pentagono, godono di rapporti privilegiati con Washington ma questo non ha evitato conseguenze di lungo termine.<\/p>\n<p>    Il ponte con gli europei<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I tre \u00abpossibilisti\u00bb non sono in grado di rivoluzionare completamente il gioco di alleanze, probabile che allarghino legami gi\u00e0 solidi con gli europei (Italia, Francia, Gran Bretagna) e la Turchia, per\u00f2 sperano di ottenere migliori rapporti con la Repubblica islamica. Come tutti in questa crisi si affidano a una scommessa e necessariamente dipendono da scelte altrui: ieri sera il Qatar ha dovuto respingere una nuova incursione di droni lanciati dagli iraniani.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-29T23:12:14+02:00\">29 marzo 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Guido Olimpio Riad e Abu Dhabi temono che una tregua rafforzi Teheran. 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