{"id":419739,"date":"2026-03-30T12:10:13","date_gmt":"2026-03-30T12:10:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/419739\/"},"modified":"2026-03-30T12:10:13","modified_gmt":"2026-03-30T12:10:13","slug":"ultimo-banco-di-davenia-che-cosa-aspettate-alessandro-davenia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/419739\/","title":{"rendered":"Ultimo Banco di D&#8217;Avenia | Che cosa aspettate? | Alessandro D&#8217;Avenia"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abSono giunto alla conclusione che non posso pi\u00f9 vivere una vita cos\u00ec.<\/b> Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalit\u00e0. Sono stanco di tutto questo, quindi ho deciso che la soluzione \u00e8 prendere in mano la situazione. <a href=\"https:\/\/bergamo.corriere.it\/notizie\/cronaca\/26_marzo_30\/la-professoressa-accoltellata-a-trescore-in-elicottero-ho-sentito-ancora-pochi-minuti-e-la-perdiamo-sono-salva-grazie-ai-20209fa1-a533-44db-911d-6b82da336xlk.shtml\" title=\"La professoressa accoltellata a Trescore: \u00abIn elicottero ho sentito: ancora pochi secondi e la perdiamo. Salvata da un altro alunno che ha rischiato la vita\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Uccider\u00f2 la mia insegnante di francese<\/a>\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cos\u00ec dichiarava il tredicenne<\/b>, mercoled\u00ec 25, prima di compiere il crimine ideato nel dettaglio grazie a un fenomeno sempre pi\u00f9 diffuso: il <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/25_marzo_23\/nessuna-vita-ha-importanza-cos-e-764-la-rete-online-che-idolatra-la-morte-ed-e-gia-tra-le-minacce-terroristiche-59acf8df-db1a-4f6c-a284-2c8d78351xlk.shtml\" title=\"L&#039;accoltellamento di Bergamo e la rete online \u00abNo lives matter\u00bb che idolatra la morte\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nihilistic Violent Extremism<\/a> (Nve: Estremismo Nichilista Violento). Una costellazione di gruppi o soggetti singoli che promuovono e compiono violenza fine a se stessa, online e offline, usando i minori come vittime o carnefici.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Attraggono soggetti vulnerabili attraverso piattaforme di gioco e applicazioni di messaggistica<\/b>, e li spingono all\u2019uso di droghe, alla condivisione di immagini intime, alla produzione di materiale pedopornografico, all\u2019incesto e allo stupro, alla tortura di animali, ad autolesionismo, suicidio o omicidio in diretta.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Abbiamo donato ai bambini il cellulare,<\/b> ma adesso sappiamo che \u00e8 come aver dato loro una macchina, dell\u2019alcol, una pistola o della droga, non uno strumento neutro che dipende da come e da chi lo usa, ma uno strumento che ti usa.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mi rivolgo adesso ai politici, perch\u00e9 il problema \u00e8 politico.<b> Che cosa aspettate?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nella mia esperienza di insegnante cominciata nel 2000 ho assistito a una <b>mutazione antropologica.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lo\u00a0smartphone ha determinato l\u2019adultizzazione e quindi l\u2019adulterazione dell\u2019infanzia<\/b>, destrutturando una tappa della crescita con conseguenze di salute per tutta la vita successiva.\u00a0<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ho studenti di 14 anni che conoscono cose che a quell\u2019et\u00e0 mi sognavo, e per fortuna, <b>perch\u00e9 non sarei stato pronto<\/b>, cos\u00ec come loro non sono preparati a sostenerne il contenuto emotivo e di senso. Ripeto, \u00e8 come regalare loro le chiavi della macchina o una cassa di vino.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci vuole una rivoluzione dal basso, <b>dobbiamo ribellarci a questo abuso dei minori<\/b>, di cui purtroppo siamo diventati complici inconsapevoli (che ebbrezza quando abbiamo riempito la scuola di device che adesso dobbiamo vietare&#8230;).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Proprio in questi giorni si \u00e8 concluso a Los Angeles un procedimento legale in cui per la prima volta i manager di Instagram e YouTube hanno dovuto testimoniare. Un maxi-processo con 1.600 querelanti intentato a Google e Meta, a partire dalla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_marzo_26\/chi-e-kaley-g-m-la-ventenne-che-ha-vinto-la-causa-contro-meta-e-youtube-sulla-dipendenza-da-social-f56cb676-1ade-4cc7-b0a0-b012f6163xlk.shtml\" title=\"Chi \u00e8 Kaley G.M., la ventenne che ha vinto la causa contro Meta e YouTube sulla dipendenza da social\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">denuncia della ventenne Kaley G.M<\/a>., che ha cominciato a soffrire di <b>ansia, depressione e pensieri suicidi a causa dell\u2019uso precoce dei social<\/b>. Il verdetto ha stabilito che le piattaforme che Kaley frequenta da quando era bambina sono colpevoli dei suoi disturbi. Anche TikTok e SnapChat erano stati citati in giudizio ma hanno patteggiato, chiudendo con un accordo privato e un risarcimento non dichiarato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La strategia usata dagli avvocati delle vittime \u00e8 stata quella degli anni \u201990 <b>contro l\u2019industria del tabacco<\/b> che nascondeva le conseguenze del fumo. Le compagnie dovettero risarcire 206 miliardi di dollari e sospendere la pubblicit\u00e0 (ricorderete film come Insider e Thank you for smoking). Allo stesso modo<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_marzo_25\/perche-la-sentenza-in-new-mexico-contro-meta-puo-rappresentare-l-inizio-della-fine-dei-social-come-li-conosciamo-00a952e1-0ee2-4e3a-ac64-a70268e0cxlk.shtml\" title=\"Meta, in 24 ore due condanne storiche: perch\u00e9 possono segnare l&#039;inizio della fine dei social\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> la sentenza del 26 marzo 2026 contro le big-tech \u00e8 storica<\/a>: non solo non fanno abbastanza per i minori, ma fanno male.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il caso del tredicenne italiano non \u00e8 diverso<\/b>: la sua rabbia, invece di essere accolta dalle figure adulte vicine, viene intercettata dagli attori del Nve, come in tanti casi simili avvenuti in giro per il mondo di recente. <b>Si tratta di ragazzini problematici o \u00e8 un effetto dell\u2019architettura dei social?<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel 2017 la 14enne inglese <b>Molly Rose<\/b> si era uccisa dopo aver assorbito migliaia di immagini di autolesionismo. La fondazione a lei dedicata ha pubblicato di recente una ricerca che mostra come, nonostante i proclami delle piattaforme, <b>non sia cambiato nulla<\/b>. \u00c8 stato simulato il profilo TikTok e Instagram di una 15enne depressa: il 95% dei video proposti dall\u2019algoritmo \u00abper te\u00bb sono risultati dannosi, <b>il 55% relativi ad autolesionismo e suicidio, <\/b>il 16% a modi per togliersi la vita.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il libro fenomeno globale di Jonathan Haidt, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_marzo_28\/il-mondo-vieta-i-social-agli-adolescenti-la-mappa-dei-divieti-e-la-situazione-in-italia-ad44b00a-87cc-4571-a03d-9a85a5bacxlk.shtml\" title=\"Il mondo vieta i social agli adolescenti: la mappa dei divieti (e la situazione in Italia)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u00abLa generazione ansiosa. Come i social hanno rovinato i nostri figli\u00bb<\/a>, che tutti gli educatori dovrebbero leggere (in Italia sta facendo altrettanto Alberto Pellai che, con Barbara Tamborini, ha pubblicato di recente l\u2019ottimo \u00abEsci da quella stanza\u00bb), raccoglie le evidenze scientifiche dopo 20 anni di esposizione al cellulare di bambini e adolescenti: <b>dipendenza, frammentazione dell\u2019attenzione, destrutturazione della socialit\u00e0, perdita del sonno<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quattro elementi letali per la crescita<\/b>, un abuso in piena regola: su soggetti fragili (bambini e adolescenti lo sono per definizione) questi mezzi portano pi\u00f9 danni che benefici, \u00e8 la kryptonite dell\u2019infanzia. Che fare?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sull\u2019esempio dell\u2019Australia<\/b> che ha disattivato i profili degli under 16 e vieta l\u2019iscrizione senza un documento di identit\u00e0, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_marzo_28\/social-media-e-divieti-per-i-minori-la-mappa-interattiva-la-situazione-nel-mondo.shtml\" title=\"Social media e divieti per i minori, la mappa interattiva: la situazione nel mondo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">molti governi stanno legiferando<\/a>. In Francia, Portogallo, Uk, Danimarca e Spagna sono state approvate leggi simili ma l\u2019iter operativo \u00e8 ancora in corso. Brasile e Norvegia stanno varando la legge, la Germania la sta discutendo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In Italia? Pur essendoci mossi in anticipo con una proposta bipartisan la legge \u00e8 rimasta in stallo<\/b>, forse perch\u00e9 un provvedimento del genere non porta consenso, non \u00e8 gradito alle big-tech o perch\u00e9 siamo impastoiati in un sistema che mette altre cose prima dell\u2019educazione e della salute dei ragazzi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Bisogna allora intanto agire dal basso. <\/b>Per questo partecipo a un progetto, ideato da professionisti di vari ambiti e in rapida espansione, per promuovere l\u2019educazione digitale e preservare la salute dei ragazzi: <b>\u00abI patti digitali\u00bb<\/b>. Accordi che, in comunit\u00e0 di diversa entit\u00e0, vengono stretti da<b> genitori, insegnanti e altre figure educative<\/b>, per stabilire poche e semplici regole condivise in quella comunit\u00e0 (et\u00e0 giusta per lo smartphone, opportunit\u00e0 delle chat di classe, sia dei genitori che dei ragazzi, modi d\u2019uso del registro elettronico, validit\u00e0 dei compiti online&#8230;) e smontare il cos\u00ec fan tutti: \u00abSi sentirebbe fuori dal mondo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Se in una comunit\u00e0 sono tutti d\u2019accordo viene meno il senso di inferiorit\u00e0<\/b>, la pressione sociale e la scorciatoia comoda per sedare i figli (anche nel XIX secolo si usavano gli oppiacei per calmare i bambini, ma si finiva con l\u2019avvelenarli).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questi anni abbiamo riempito le aule di <b>strumenti digitali<\/b>, convinti che avrebbero rivoluzionato la didattica, salvo scoprire che aiutano l\u2019apprendimento solo in superficie, anzi <b>hanno provocato lo sviluppo della cosiddetta \u00abmente da cavalletta\u00bb<\/b>, incapace di attenzione e di tenuta, <b>sempre alla ricerca della ricompensa, e una soglia della noia bassissima<\/b> (soggetti del tutto manipolabili): <b>bisogna quindi tornare alla scrittura a mano, alla calligrafia, alla lettura ad alta voce, all\u2019ascolto attivo, all\u2019attenzione mirata<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non si tratta di vietare (i ragazzi sanno poi come fregarci), ma di dare alternative: nelle comunit\u00e0 che adottano i patti digitali cresce di pari passo la frequentazione di biblioteche, attivit\u00e0 sportive e sociali. Possono essere gruppi di genitori, <b>singole scuole o gruppi di scuole<\/b>, intere comunit\u00e0 cittadine a siglare un patto e ricevere l\u2019aiuto degli esperti, senza appesantire una vita gi\u00e0 assai complessa.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il 13 aprile prossimo alle 14.30 terremo l\u2019incontro <b>\u00abEducazione e protezione digitale\u00bb<\/b>, dal vivo e in collegamento, nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati (si potr\u00e0 seguire la diretta). Ci saranno esponenti della Fondazione dei Patti, testimoni dei Patti gi\u00e0 avviati e figure politiche dell\u2019intero arco parlamentare impegnate da tempo nelle proposte di legge per regolamentare l\u2019uso della rete da parte dei minori, cito solo Marco Gui, docente di Sociologia dei media all\u2019Universit\u00e0 di Milano-Bicocca, Stefano Vicari, direttore di Neuropsichiatria Infantile del Bambino Ges\u00f9, Elena Bozzola, coordinatrice della commissione Dipendenze Digitali della Societ\u00e0 Italiana di Pediatria, Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, Stefania Garassini, giornalista e docente universitaria di Content management e Digital Journalism, Anna Scavuzzo, assessore all\u2019Educazione del Comune di Milano, Marianna Madia (Pd), Lavinia Mennuni (FdI), Giulia Pastorella (Azione), Giorgia Latini ed Erika Stefani (Lega), Devis Dori (Verdi, gi\u00e0 M5S).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Chiedo alla premier <b>Meloni <\/b>che ha una figlia, a cui sicuramente non ha dato n\u00e9 dar\u00e0 a breve un cellulare: <b>varate una legge in questa legislatura.<\/b> Il manifesto del tredicenne attentatore, evidentemente copia-incollato dai contenuti del gruppo Nlm (<b>No Lives Matter<\/b>, Nessuna vita conta, che diffonde anche un manuale per l\u2019uso efficace di lame e armi) \u00e8 un\u2019ottima radiografia del nostro mondo adulto: \u00abMi sento superiore a tutti i miei coetanei. Mi sento molto pi\u00f9 intelligente di loro e indossare un\u2019uniforme dimostra la mia superiorit\u00e0 rispetto ai comuni mortali. Non sono pi\u00f9 uno di loro, ho l\u2019intelligenza di capire che nessuno difende veramente noi e i nostri bisogni&#8230; non mi riconosco in nessuna ideologia ben definita perch\u00e9 l\u2019unica cosa che conta sono io, nessun altro conta, nessuna vita ha importanza al di fuori della mia. La vita \u00e8 priva di senso se decidi di viverla come un topo, seguendo una routine quotidiana come uno schiavo&#8230; Sono stanco di essere un tipo banale, di dover fare sempre le stesse cose\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Queste parole girate al rovescio nascondono un bisogno profondo: \u00abGuardatemi! <\/b>Aiutatemi a scoprire che sono unico, a capire le mie emozioni e a non subirle, a conoscere il mondo e gli altri, a sperimentare che la (mia) vita ha senso e vale. <b>Toglietemi il cellulare. Liberatemi! Lasciatemi vivere i miei 13 anni.<\/b> Voglio vivere!\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La realt\u00e0 ci parla attraverso un caso eclatante. Ma <b>questo non \u00e8 un caso isolato e nemmeno un caso, \u00e8 la conseguenza di un processo di abuso continuo che avvelena le anime e i corpi dei ragazzi e contro cui non stiamo facendo abbastanza<\/b>.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-30T13:18:00+02:00\" content=\"2026-03-30\">30 marzo 2026, 06:46  &#8211; modifica il 30 marzo 2026 | 13:18<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abSono giunto alla conclusione che non posso pi\u00f9 vivere una vita cos\u00ec. 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