{"id":419907,"date":"2026-03-30T14:50:20","date_gmt":"2026-03-30T14:50:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/419907\/"},"modified":"2026-03-30T14:50:20","modified_gmt":"2026-03-30T14:50:20","slug":"la-guerra-sottomarina-del-pacifico-pechino-utilizza-42-navi-e-centinaia-di-sensori-per-sfidare-gli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/419907\/","title":{"rendered":"La guerra (sottomarina) del Pacifico, Pechino utilizza 42 navi e centinaia di sensori per sfidare gli Usa"},"content":{"rendered":"<p>La competizione tra <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/cina\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cina<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/stati-uniti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Stati Uniti<\/a> si gioca sempre pi\u00f9 sotto la superficie del mare. Negli ultimi anni <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/pechino\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pechino<\/a> ha costruito una vasta rete di raccolta dati oceanici, <a href=\"https:\/\/www.armyrecognition.com\/news\/navy-news\/2026\/china-deploys-42-ships-and-hundreds-of-oceanic-sensors-to-prepare-for-submarine-warfare-against-the-us-navy#google_vignette\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">impiegando almeno 42 navi di ricerca e centinaia di sensori distribuiti tra Pacifico<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/oceano-indiano\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Oceano Indiano<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/artico\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Artico<\/a>. Il fine non \u00e8 solo scientifico: questa infrastruttura serve a migliorare le capacit\u00e0 cinesi nella guerra sottomarina e nel confronto con la <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/us-navy\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">US Navy<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Una campagna lunga anni<\/strong>. L\u2019attivit\u00e0, emersa attraverso il monitoraggio di missioni condotte per oltre cinque anni, mostra una strategia coerente e continuativa. Le navi cinesi hanno operato in aree di alto valore militare come le acque vicine a <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/taiwan\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Taiwan<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/guam\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Guam<\/a>, lo Stretto di Malacca e altri passaggi cruciali per i movimenti navali statunitensi e alleati. Accanto ai rilievi in mare, la Cina ha posizionato sensori fissi e boe per monitorare in modo costante le condizioni dell\u2019ambiente subacqueo.<\/p>\n<p> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/8a3ab7a30deb0de25f127ce3ea0ce20e443b462da46bc6bc6f55ca8b6ff4a7b1.jpg\"\/>  Perch\u00e9 i dati dei fondali contano <\/p>\n<p>Nella guerra sottomarina conoscere il mare \u00e8 decisivo quanto avere una flotta moderna. La forma dei fondali, la temperatura dell\u2019acqua, la salinit\u00e0 e le correnti influenzano direttamente il comportamento del suono e quindi l\u2019efficacia dei sonar. Disporre di dati dettagliati significa poter prevedere dove un <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/sottomarino\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sottomarino<\/a> possa nascondersi meglio, dove i sensori siano pi\u00f9 efficaci e quali rotte siano pi\u00f9 sicure in caso di operazioni militari.<\/p>\n<p><strong>Mappare per nascondersi e per colpire<\/strong>. Le informazioni raccolte servono a due scopi complementari. Da un lato aiutano i sottomarini cinesi a navigare con maggiore sicurezza, sfruttando rilievi e condizioni acustiche favorevoli per ridurre il rischio di essere individuati. Dall\u2019altro migliorano anche la capacit\u00e0 di cercare, seguire o intercettare i battelli avversari. In sostanza, la stessa rete di dati rafforza sia la difesa sia l\u2019offesa nel dominio subacqueo.<\/p>\n<p> Il ruolo delle navi scientifiche <\/p>\n<p>Una parte rilevante di questa attivit\u00e0 passa attraverso missioni formalmente civili o scientifiche. Navi impegnate in ricerche climatiche, geologiche o oceanografiche raccolgono per\u00f2 dati che hanno anche un impiego militare diretto. \u00c8 il caso, per esempio, della Dong Fang Hong 3, che tra il 2024 e il 2025 ha operato ripetutamente in aree sensibili tra <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/taiwan\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Taiwan<\/a>, Guam e l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/oceano-indiano\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Oceano Indiano<\/a>. La ripetizione delle rotte e dei rilievi suggerisce un lavoro sistematico di mappatura, pi\u00f9 che una semplice esplorazione.<\/p>\n<p><strong>Sensori nei punti chiave<\/strong>. Alle missioni delle navi si affianca una rete di sensori installati in punti considerati strategici. Le aree a est del <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/giappone\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Giappone<\/a>, delle <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/filippine\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Filippine<\/a> e attorno a Guam, cos\u00ec come diversi tratti dell\u2019Oceano Indiano, coincidono con corridoi di transito e chokepoint di grande importanza. Qui il monitoraggio continuo consente di aggiornare i dati ambientali e di costruire una conoscenza molto pi\u00f9 precisa del teatro operativo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/sottomarini2_30112830.jpg\"\/><\/p>\n<p>Una sfida diretta agli Stati Uniti <\/p>\n<p>La geografia delle attivit\u00e0 cinesi non lascia molti dubbi sul bersaglio strategico. I rilievi si concentrano in zone che interessano da vicino la proiezione militare americana nel Pacifico e nell\u2019Indo-Pacifico. Taiwan, Guam, la prima catena di isole, <strong>ma anche tratti pi\u00f9 lontani come l\u2019Artico<\/strong>, rientrano in una visione pi\u00f9 ampia in cui Pechino cerca di ridurre il vantaggio storico degli Stati Uniti nella guerra sottomarina.<\/p>\n<p><strong>Il vero salto di qualit\u00e0<\/strong>. Il punto centrale non \u00e8 solo il numero di navi o di sensori impiegati, ma il fatto che la <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/cina\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cina<\/a> stia costruendo un sistema integrato. Fondali, correnti, temperatura, salinit\u00e0 e rilevamento continuo vengono trasformati in una banca dati operativa capace di ridurre l\u2019incertezza nelle missioni subacquee. \u00c8 questo il salto di qualit\u00e0: passare da una conoscenza generale dell\u2019oceano a una conoscenza puntuale, aggiornata e utilizzabile in chiave militare.<\/p>\n<p><strong>Una forza moltiplicatrice per la flotta cinese<\/strong>. In prospettiva, questa rete di dati pu\u00f2 diventare un moltiplicatore di forza per la componente subacquea cinese. Se la flotta di sottomarini di <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/pechino\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pechino<\/a> continuer\u00e0 a crescere come previsto, poter contare su mappe ad alta risoluzione e su modelli ambientali costantemente aggiornati offrir\u00e0 un vantaggio concreto nella pianificazione, nell\u2019occultamento e nell\u2019intercettazione. La sfida tra Cina e Stati Uniti, insomma, si gioca sempre pi\u00f9 anche sul controllo invisibile del mare.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La competizione tra Cina e Stati Uniti si gioca sempre pi\u00f9 sotto la superficie del mare. Negli ultimi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":419908,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[356,14,164,165,77,166,7,15,242,243,11,167,12,168,17214,161,162,163],"class_list":{"0":"post-419907","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cina","9":"tag-cronaca","10":"tag-dal-mondo","11":"tag-dalmondo","12":"tag-guerra","13":"tag-mondo","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-stati-uniti","17":"tag-ultima-ora","18":"tag-ultime-notizie","19":"tag-ultime-notizie-di-mondo","20":"tag-ultimenotizie","21":"tag-ultimenotiziedimondo","22":"tag-usa-cina","23":"tag-world","24":"tag-world-news","25":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116318688163781048","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/419907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=419907"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/419907\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/419908"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=419907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=419907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=419907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}