{"id":420451,"date":"2026-03-30T22:46:18","date_gmt":"2026-03-30T22:46:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/420451\/"},"modified":"2026-03-30T22:46:18","modified_gmt":"2026-03-30T22:46:18","slug":"la-nuova-visione-di-milano-di-paolo-asti-cosi-torre-velasca-e-piu-vicina-ai-cittadini-scommetto-sulla-rinascita-delle-corti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/420451\/","title":{"rendered":"La (nuova) visione di Milano di Paolo Asti: \u00abCos\u00ec Torre Velasca \u00e8 pi\u00f9 vicina ai cittadini. Scommetto sulla rinascita delle corti\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Elena Papa<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">L\u2019architetto che ha ristrutturato la Torre tra i simboli della citt\u00e0 pensa che   il  riuso adattivo offra agli edifici storici  il giusto ruolo  nel presente. La potenzialit\u00e0 dei cortili \u00absegreti\u00bb come quello cinquecentesco di Palazzo Borromeo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo sprawl urbano e il progressivo abbandono del patrimonio edilizio hanno imposto una svolta: il \u00abriuso adattivo\u00bb. Un approccio che rigenera l\u2019esistente riconvertendolo a nuove funzioni, senza disperderne il valore storico. In questo scenario, gli edifici dismessi smettono di essere passivit\u00e0 a bilancio per diventare asset strategici. Il dialogo tra antico e nuovo si trasforma in una necessit\u00e0 economica per reintegrare volumi obsoleti nel tessuto vivo della citt\u00e0.<b>  Cardine di questa trasformazione \u00e8 la corte lombarda, modello distributivo storico che oggi si reinventa come motore di socialit\u00e0<\/b>. Una sfida che trasforma il vincolo della preesistenza in opportunit\u00e0 progettuale, ottimizzando spazi e funzioni. Questa \u00abchirurgia urbana\u00bb  trova nel metodo dell\u2019architetto milanese Paolo Asti una sintesi efficace, capace di scegliere la via della non-demolizione per fare della preesistenza il motore di una nuova idea di citt\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 il riuso adattivo \u00e8 pi\u00f9 etico dell\u2019abbattere e ricostruire?\u00a0<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab\u00c8 una questione di responsabilit\u00e0 verso la citt\u00e0. Milano \u00e8 fatta di stratificazioni e ogni palazzo porta con s\u00e9 un\u2019energia gi\u00e0 spesa, quello che tecnicamente chiamiamo &#8220;embodied carbon&#8221;. Demolire significa sprecare risorse e cancellare la memoria. Interpretare l\u2019esistente richiede uno sforzo intellettuale maggiore, bisogna ascoltare l\u2019edificio e capirne le potenzialit\u00e0 latenti. Non \u00e8 un ripiego, ma l\u2019evoluzione logica di un organismo che mantiene intatto il suo valore testimoniale. \u00c8 un atto di rispetto per il passato con lo sguardo rivolto al futuro\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In progetti come Corte Italia, come trasforma gli spazi senza cancellarne il valore originale?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIn Corso Italia 19 abbiamo operato una trasformazione profonda partendo da una preesistenza che era stata snaturata nel dopoguerra. Abbiamo rimosso la vecchia copertura opaca a 5 metri d\u2019altezza per portarla a 20 metri, creando una grande piazza coperta completamente trasparente. Il lessico \u00e8 quello della luce e della permeabilit\u00e0, un gioco di elementi architettonici che danno qualit\u00e0 al vuoto. Gli ambienti si affacciano su questa hall centrale che diventa il generatore della vita del palazzo. Si passa da un mondo consolidato, espressione dell\u2019italianit\u00e0, a un linguaggio internazionale fatto di frame metallici e vetri, che gli investitori oggi apprezzano molto perch\u00e9 radica l\u2019edificio nel presente\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come si integra la tecnologia in involucri storici inefficienti?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abOggi la tecnologia sa adattarsi. Usiamo la geotermia, che \u00e8 invisibile e sfrutta il calore del terreno, eliminando macchinari rumorosi dai tetti. Dove non possiamo usare cappotti esterni per non deturpare le facciate, lavoriamo su serramenti ad altissime prestazioni. L\u2019obiettivo \u00e8 uno sforzo enorme per far apparire che nessun lavoro sia mai stato fatto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La corte da spazio privato a ecosistema sociale. Come cambia pelle?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMilano ha una specificit\u00e0 di privatezza diversa dalle altre citt\u00e0. Le sue corti interne vanno scoperte. Lo aveva capito bene Stendhal nel 1802. Per lo scrittore i cortili e i portoni di Milano erano i pi\u00f9 belli d\u2019Europa. Scrigni segreti celati dietro cancellate in ferro battuto, capaci di custodire una maestosit\u00e0 asburgica lontano dal rumore della strada. Tuttavia, nel tempo, questo legame si \u00e8 incrinato. L\u2019edilizia post-bellica ha spesso declassato l\u2019interno a semplice retro tecnico, smarrendo quel concetto di intimit\u00e0. Noi cerchiamo di recuperare quel rapporto, trasformando la corte in un filtro tra pubblico e privato. Inserire una teca vetrata non significa snaturare l\u2019anima del cortile ottocentesco, ma attualizzarne la vocazione sociale. Se la pioggia rende un cortile scoperto un semplice luogo di passaggio frettoloso, la creazione di una piazza coperta invita la citt\u00e0 a entrare rendendo il palazzo parte integrante del quartiere\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come si convince la Soprintendenza che un tocco contemporaneo pu\u00f2 valorizzare il patrimonio invece di sfregiarlo?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCon il rispetto reciproco. L\u2019esaltazione di un immobile \u00e8 un obiettivo comune. Spesso un elemento contemporaneo mette in risalto la parte storica per contrasto. La Soprintendenza capisce che un edificio, per restare in vita, deve poter ospitare funzioni moderne\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Questo vale anche per un\u2019icona come la Torre Velasca?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCertamente. Per cinquant\u2019anni la Velasca \u00e8 stata un\u2019icona da ammirare da lontano, una cattedrale nel deserto. Sistemando l\u2019attacco a terra e creando trasparenza, abbiamo ricucito lo strappo con il quartiere. L\u2019architettura vince solo quando torna a far parte della vita quotidiana dei cittadini\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In via Santa Margherita e via Nizzoli lei opera diversamente sugli interni. Qual \u00e8 il limite?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abBisogna avere il coraggio di dire che vecchio non \u00e8 sempre bello. In via Nizzoli 8, edificio postmoderno discutibile, abbiamo messo a nudo la struttura per darle un nuovo linguaggio. In via Santa Margherita 11, invece, il rispetto dell\u2019involucro neoclassico \u00e8 totale, ma all\u2019interno la flessibilit\u00e0 \u00e8 massima. Si pu\u00f2 ricostruire l\u2019interno per dare prestazioni moderne, purch\u00e9 l\u2019impatto esterno rimanga coerente con la storia della citt\u00e0\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quale materia salva la rigenerazione dal rischio di una gentrificazione priva di memoria?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abPi\u00f9 che un materiale costruttivo, per me l\u2019elemento irrinunciabile \u00e8 il verde. In ogni mio progetto c\u2019\u00e8 una parte piccola o grande di natura, e quasi sempre degli ulivi. \u00c8 diventata un po\u2019 la mia firma. L\u2019ulivo ha una capacit\u00e0 di adattamento straordinaria, richiede poco spazio per le radici e resiste bene anche nell\u2019ambiente ostile della citt\u00e0. Inserire un elemento vivo nel cuore minerale di un palazzo significa umanizzarlo. Gli ulivi oggi resistono bene al nuovo clima milanese e sono la prova visibile di una citt\u00e0 che cambia\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019\u00e8 una corte milanese che rappresenta la sua visione?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa corte di Palazzo Borromeo. Un luogo segreto con decori del \u2018500 che ritraggono scene quotidiane. Rappresenta l\u2019anima milanese. Un ingresso sobrio che si apre su un interno inaspettato. \u00c8 quel senso di stupore che cerco di replicare: la corte deve essere il punto in cui la citt\u00e0 ti accoglie e ti sorprende\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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