{"id":42058,"date":"2025-08-11T22:56:15","date_gmt":"2025-08-11T22:56:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/42058\/"},"modified":"2025-08-11T22:56:15","modified_gmt":"2025-08-11T22:56:15","slug":"la-pressione-gomme-e-il-falso-problema-sul-consumo-del-fondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/42058\/","title":{"rendered":"la pressione gomme e il falso problema sul consumo del fondo"},"content":{"rendered":"<p>Ferrari ha sofferto diversi problemi al Gran Premio di Ungheria. Ancora ieri ne abbiamo parlato, ricordando i grattacapi relativi alla gestione della power unit. Oggi aggiungiamo alcuni dettagli al riguardo, per poi analizzare e chiarire il tema legato alle pressioni delle gomme. Si \u00e8 parlato molto di questa faccenda ma in maniera impropria, sostenendo che l\u2019ipotetica modifica fosse necessaria per non consumare il fondo. Non \u00e8 cos\u00ec.\n<\/p>\n<p>Poca benzina e gestione problematica della power unit<\/p>\n<p>Come sempre la nostra redazione ha seguito la gara in sella alle due Rosse. Tramite gli onboard \u00e8 possibile raccogliere una marea di informazioni, sia quelle che si ascoltano nella comunicazione tra pilota e ingegnere, sia altri accorgimenti che si possono verificare <strong>osservando la dashboard<\/strong> del volante. Uno strumento decisivo per realizzare un esame completo e veritiero con i fatti in evidenza.<\/p>\n<p>Sulla distanza dei 300 chilometri Ferrari ha patito la gestione della power unit, cos\u00ec come quella del carburante strettamente legata. \u00c8 da un po\u2019 di gare che la Rossa immette un quantitativo di carburante a bordo <strong>inferiore alla media<\/strong>. La ragione \u00e8 legata al peso. Si parte con dei chili in meno per avere una vettura pi\u00f9 performante. Farlo ovviamente \u00e8 rischioso, in quanto non \u00e8 detto che ci sia sempre una Safety Car per risparmiare benzina.<\/p>\n<p>Se non va in scena una momentanea neutralizzazione della gara, dove il consumo del carburante \u00e8 minimo, per tagliare il traguardo va necessariamente realizzato del <strong>lift and coast<\/strong>. In Belgio Hamilton \u00e8 rimasto <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/motor-sport\/formula-1\/gp-belgio-team-radio-hamilton-ha-rischiato-di-finire-la-benzina-cose-successo\/288702\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">quasi senza benzina<\/a> proprio per questo tipo di approccio. A Budapest, sulla vettura di Charles si sono riscontrati tagli di potenza nel primo stint, e il suddetto lift off \u00e8 stato gestito con una mappatura che non si vedeva da anni.<\/p>\n<p>Parliamo di una configurazione che suggerisce al pilota quando alzare il piede per risparmiare carburante, mossa che dal 2021 \u00e8 divenuta manuale con il supporto degli ingegneri. \u00c8. chiaro che qualcosa<strong> non ha funzionato<\/strong> come doveva. Senza dimenticare i problemi relativi all\u2019overboost K1. La somma di questi fattori ha in parte rallentato la Rossa. Inoltre c\u2019\u00e8 il tema pressioni su cui Vasseur \u00e8 stato possibilistico.<\/p>\n<p>Cambio di pressione per l\u2019attivazione delle gomme<\/p>\n<p>Da una mezza risposta fugace di Fred sono nate questioni legate al calo di performance relative alle pressioni degli pneumatici. Un dettaglio che certamente pu\u00f2 fare la differenza. Quando la pressione aumenta, il comportamento dei compound <strong>cambia sensibilmente<\/strong>: l\u2019attivazione della mescola diventa pi\u00f9 rapida, ad esempio, aspetto utile quando si effettua una sosta e con le gomme nuove serve entrare nella finestra di prestazione ottimale.<\/p>\n<p>Nel caso specifico, <strong>Leclerc<\/strong> era davanti a <strong>Piastri<\/strong> subito dopo il pit stop, e quattro coperture pronte erano necessarie per proteggerlo da un <strong>attacco immediato<\/strong>. Il tutto tenendo presente che, rispetto alla McLaren, la SF-25 tarda almeno 4 o 5 tornate per stabilizzare la temperatura di esercizio. Ma ogni scelta in Formula 1 comporta dei chiari compromessi che non possono essere sottovalutati.<\/p>\n<p>Una pressione pi\u00f9 alta riduce <strong>l\u2019impronta a terra<\/strong> dello pneumatico, e di riflesso riduce il grip meccanico a disposizione. I tecnici stimano che un incremento di un solo psi possa tradursi in una perdita del 1-2% di aderenza. Non solo: una minore superficie di contatto favorisce anche un surriscaldamento pi\u00f9 rapido del battistrada, sopratutto in circuiti tecnici e lenti come l\u2019Hungaroring, dove la gestione termica diventa cruciale.<\/p>\n<p>Questa impostazione potrebbe in parte spiegare il <strong>calo di prestazione<\/strong> accusato dal monegasco a partire dal giro 42. Per il resto \u00e8 importante sottolineare che se la scuderia ha davvero deciso di alzare la pressione, lo ha fatto con un\u2019intenzione ben precisa: ottimizzare la fase iniziale dello stint con gomma dura, la pi\u00f9 ostica da mandare in temperatura tra le tre mescole disponibili per la corsa.<\/p>\n<p>Le condizioni atmosferiche pi\u00f9 fresche del previsto potrebbero aver spinto gli ingegneri a realizzare questa scelta. Ricordiamo che ogni set di gomme pu\u00f2 essere regolato all\u2019interno di un intervallo stabilito da Pirelli, e un piccolo aggiustamento poteva <strong>facilitare l\u2019innesco<\/strong> del compound a banda bianca nei primi giri del run finale. Una piccola modifica orientata al compromesso tra vantaggi immediati e possibili effetti negativi nel medio periodo.<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi pressione non ha nulla a che vedere con l\u2019usura del fondo<\/p>\n<p>Secondo alcuni, per\u00f2, la mossa della Ferrari era associata a un\u2019altra esigenza: quella di sollevare leggermente la vettura per evitare un\u2019eccessiva <strong>usura del fondo<\/strong>. Un\u2019ipotesi che non trova conferme. \u00c8 assolutamente vero che alzare la pressione pu\u00f2 teoricamente alzare la monoposto di circa 1-1,5 mm. Ma si tratta di un effetto marginale, e ancor meno significativo se si considera la rigidit\u00e0 della mescola Hard.<\/p>\n<p>Inoltre, decisioni simili vengono realizzate prima del via, quando la monoposto \u00e8 carica di carburante, pi\u00f9 vicina al suolo, e il rischio di <strong>danneggiare il fondo<\/strong> \u00e8 maggiore. Intervenire sul gonfiaggio delle gomme nel secondo pit stop per motivi legati alla protezione del fondo, di fatto, non <strong>avrebbe alcun senso<\/strong>: a quel punto della gara, con serbatoio scarico, eventuali danni sarebbero gi\u00e0 stati accumulati.<\/p>\n<p>A conferma di quanto detto, ascoltando i team radio di <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/motor-sport\/formula-1\/charles-leclerc-eta-profilo\/270445\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Leclerc<\/a>, non c\u2019\u00e8 alcun tipo di riferimento che lasci intendere particolari precauzioni nell\u2019utilizzo dei cordoli, parte della pista che usura maggiormente il pavimento. Insomma, se davvero c\u2019\u00e8 stato un aggiustamento sulle pressioni degli pneumatici, l\u2019obiettivo era esclusivamente <strong>di tipo prestazionale<\/strong>. Compromesso che, senno di poi sotto braccio, non ha affatto pagato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ferrari ha sofferto diversi problemi al Gran Premio di Ungheria. 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