{"id":420737,"date":"2026-03-31T03:16:32","date_gmt":"2026-03-31T03:16:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/420737\/"},"modified":"2026-03-31T03:16:32","modified_gmt":"2026-03-31T03:16:32","slug":"nino-springolo-a-treviso-mostra-al-museo-bailo-intervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/420737\/","title":{"rendered":"Nino Springolo a Treviso, mostra al Museo Bailo, intervista"},"content":{"rendered":"<p>        di <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/2851p_noemi-capoccia.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Noemi Capoccia<\/a>, pubblicato il 27\/03\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/8c_interviste.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Interviste        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/novecento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Novecento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-moderna.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte Moderna<\/a> <\/p>\n<p>Dal 14 marzo al 1\u00b0 novembre 2026 il Museo Bailo di Treviso dedica una grande mostra a Nino Springolo, pittore appartato ma centrale del primo Novecento veneto. Circa cento opere raccontano una ricerca autonoma, in dialogo con Gino Rossi e Arturo Martini. Ci parlano di lui i due curatori, Eleonora Drago e Manlio Leo Mezzacasa.<\/p>\n<p>Dal 14 marzo al 1 novembre 2026, il <strong>Museo Bailo di Treviso<\/strong> ospita la mostra\u00a0Nino Springolo (1886\u20131975) e \u201ci due compagni\u201d, curata da <strong>Fabrizio<\/strong> <strong>Malachin<\/strong>, <strong>Eleonora<\/strong> <strong>Drago<\/strong> e <strong>Manlio<\/strong> <strong>Leo<\/strong> <strong>Mezzacasa<\/strong>. L\u2019esposizione, promossa dai <strong>Musei Civici del Comune di Treviso <\/strong>e realizzata con il patrocinio della <strong>Provincia di Treviso<\/strong>, il contributo della <strong>Camera di Commercio Treviso \u2013 Belluno Dolomiti<\/strong> e il supporto del Main Sponsor <strong>Generali Valore Cultura<\/strong>, propone un approfondimento sull\u2019opera di Springolo, artista centrale ma appartato del panorama veneto del primo Novecento.<\/p>\n<p>La mostra viene presentata in occasione del <strong>Cinquantenario della morte<\/strong> e del 140\u00b0 anniversario della nascita di Nino Springolo, con l\u2019obiettivo di restituire al pubblico e alla critica la complessit\u00e0 della sua ricerca pittorica. L\u2019artista\u00a0emerge come figura indipendente, distinta dalle avanguardie storiche e dal contesto artistico trevigiano, caratterizzato negli stessi anni da una vivace generazione di artisti tra Treviso e Venezia, in particolare legata a Ca\u2019 Pesaro.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo comprende <strong>circa cento opere<\/strong> provenienti da collezioni pubbliche e private e racconta un artista fedele a una rigorosa onest\u00e0 artistica, lontano dalle mode e dalle adesioni programmatiche. Springolo studia il cromatismo sezionato dei\u00a0<strong>postimpressionisti<\/strong>, sperimenta soluzioni divisioniste, assimila la lezione di <strong>C\u00e9zanne<\/strong> e riflette sulla tradizione dei maestri antichi, fino a sviluppare, nelle opere pi\u00f9 tarde, una pittura dai <strong>tratti quasi na\u00eff<\/strong>. Ogni influenza viene rielaborata in chiave personale, in linea con il consiglio ricevuto da Cesare Laurenti nel 1909: \u201cRicerchi sempre s\u00e9 stesso\u201d, monito che accompagna l\u2019intera produzione dell\u2019artista.<\/p>\n<p>L\u2019approccio di Springolo alla pittura si distingue dunque per un\u2019intensa ricerca interiore, mirata a un rapporto meditato con l\u2019osservatore. La lentezza esecutiva, cinque o sei quadri all\u2019anno ricordano Biason e Buzzati, non rappresenta un limite, bens\u00ec un metodo: come sottolineava lo stesso artista, \u201cHo prodotto poco perch\u00e9 ho sempre lavorato tanto\u201d. La mostra al Museo Bailo restituisce cos\u00ec un quadro completo della sua autonomia creativa e del percorso di un pittore che, pur radicato nel contesto europeo, ha seguito un itinerario artistico profondamente personale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nino Springolo,\u00a0Ritratto di giovane signora (1930; olio su tavola, 62 \u00d7 51,5 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/nino-springolo-ritratto-di-giovane-signora.jpg\" width=\"750\" height=\"904\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNino Springolo,\u00a0Ritratto di giovane signora (1930; olio su tavola, 62 \u00d7 51,5 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nino Springolo,\u00a0Ragazzetto fiero con cravatta rossa (1921; olio su cartone, 59 \u00d7 49,5 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/nino-springolo-ragazzetto-fiero-con-cravatta-rossa.jpg\" width=\"750\" height=\"897\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNino Springolo,\u00a0Ragazzetto fiero con cravatta rossa (1921; olio su cartone, 59 \u00d7 49,5 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p>A illustrare obiettivi e prospettive della mostra sono i curatori Eleonora Drago e Manlio Leo Mezzacasa, che, intervistati da Finestre sull\u2019Arte, hanno spiegato\u00a0le motivazioni alla base della scelta di dedicare oggi un\u2019esposizione a Nino Springolo.<\/p>\n<p data-start=\"192\" data-end=\"287\"><strong>NC. Perch\u00e9 dedicare oggi una mostra a Nino Springolo, a cinquant\u2019anni dalla sua scomparsa?<\/strong><\/p>\n<p>ED. Questa mostra si inserisce in un filone di esposizioni che negli ultimi anni il Museo Bailo di Treviso ha dedicato alla valorizzazione degli artisti trevigiani del Novecento. Si parte dai nomi pi\u00f9 celebri, come Canova e Arturo Martini, per arrivare a figure come Antonio Carlini, Juti Ravenna e Nino Springolo. Anche per Juti Ravenna, come spesso accade, l\u2019occasione di un anniversario rappresenta un buon momento per riscoprire e approfondire nuovi aspetti dell\u2019opera, rispetto a quanto gi\u00e0 mostrato nelle mostre precedenti. Lo stesso vale per Nino Springolo. In collaborazione con la famiglia, che possiede gran parte della collezione di opere di Springolo, e con altri collezionisti privati, \u00e8 stato realizzato un progetto che va oltre la semplice monografica. La mostra comprende anche i cosiddetti \u201cdue compagni\u201d di Springolo, ossia quegli artisti trevigiani dei primi decenni del Novecento che hanno condiviso un percorso vicino al suo, come Gino Rossi e Arturo Martini, pur mantenendo ciascuno caratteristiche artistiche distintive.<\/p>\n<p>MLM. I musei di Treviso possiedono una raccolta importanti di opere di Springolo e la mostra ha offerto l\u2019occasione di mostrare al pubblico numerosi lavori che solitamente non sono accessibili, essendo conservati in collezioni private.<\/p>\n<p>ED. La mostra comprende anche lavori di Gino Rossi e di Arturo Martini. L\u2019iniziativa ha portato inoltre all\u2019istituzione di un deposito, poich\u00e9 la mostra durer\u00e0 sei mesi, e contestualmente \u00e8 stato avviato un comodato biennale di opere di Arturo Martini. L\u2019inserimento si colloca in un percorso gi\u00e0 avviato negli ultimi due anni, con l\u2019ampliamento a lungo termine della collezione Furlan di Montebelluna, anch\u2019essa dedicata a Martini. Il Museo Bailo, gi\u00e0 detentore della vasta collezione pubblica di opere di Martini, arricchisce cos\u00ec ulteriormente il suo patrimonio. L\u2019ultima sezione della mostra, dedicata a Martini, presenta tra le novit\u00e0 gli ultimi arrivi in comodato, che resteranno al museo anche dopo la conclusione dell\u2019esposizione. Tra queste opere, alcune provengono dalla collezione della seconda compagna dell\u2019artista, un dettaglio che aggiunge ulteriore valore storico e umano alla sezione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nino Springolo,\u00a0Il Sile d\u2019autunno (1935; olio su tavola, 63,5 \u00d7 77,8 cm; Musei Civici di Treviso)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/nino-springolo-sile-d-autunno.jpg\" width=\"750\" height=\"622\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNino Springolo,\u00a0Il Sile d\u2019autunno (1935; olio su tavola, 63,5 \u00d7 77,8 cm; Musei Civici di Treviso)&#13;<\/p>\n<p><strong>NC. Perch\u00e9 \u00e8 stato scelto il titolo\u00a0<\/strong><strong>Nino Springolo (1886\u20131975) e i due compagni<\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n<p>MLM. Il riferimento ai due compagni richiama un romanzo di\u00a0Giovanni Comisso, uno degli intellettuali pi\u00f9 rilevanti del Novecento, anche al di fuori del Veneto. Nel romanzo, i veri protagonisti si celano dietro i nomi dei personaggi letterari: si tratta proprio di Nino Springolo e dei suoi compagni di percorso artistico. In questa rappresentazione, Springolo appare in una sorta di commistione di figure: a volte con i tratti di Martini, a volte con quelli di Comisso stesso.<\/p>\n<p>ED. Va ricordato che Treviso \u00e8 anche la citt\u00e0 di\u00a0Giovanni Comisso, e che Comisso era cugino di Nino Springolo. Oltre agli scambi pi\u00f9 ufficiali e letterari, esisteva quindi un legame familiare che garantiva una conoscenza diretta e personale tra i due.<\/p>\n<p><strong>NC. I due compagni raccontano pi\u00f9 la societ\u00e0 o l\u2019interiorit\u00e0 solitaria dell\u2019artista?\u00a0In che modo l\u2019allestimento aiuta il pubblico a cogliere questa tensione?<\/strong><\/p>\n<p>MLM. La mostra si concentra sicuramente sulla personalit\u00e0 di Nino Springolo, peculiare all\u2019interno di un contesto in cui gli altri protagonisti risultano invece estremamente vivaci o segnati da esperienze di vita estreme, come nel caso di Gino Rossi, che trascorse molti anni in manicomio. Springolo, di origine borghese e con disponibilit\u00e0 economiche diverse, non visse le difficolt\u00e0 tipiche della vita del pittore; scelse la sua carriera con coerenza e la persegu\u00ec con un\u2019intimit\u00e0 e una dedizione che forse non si ritrovano negli altri compagni. Il titolo compagni serve a collocarlo all\u2019interno di un contesto artistico, ma anche sociale, ampio e variegato, quello della Treviso dei primi decenni del Novecento, che dialogava strettamente con Venezia, uno degli epicentri dello sviluppo artistico italiano in quegli anni. A supporto di questo quadro, il saggio di Eleonora illustra in modo dettagliato le partecipazioni di Springolo ai principali eventi espositivi a Ca\u2019 Pesaro.<\/p>\n<p>ED. Anche Venezia e gli artisti trevigiani dei primi decenni del Novecento erano spesso alla ricerca di visibilit\u00e0 e opportunit\u00e0, e le mostre di Ca\u2019 Pesaro rappresentavano per loro un\u2019occasione importante di carriera. Springolo, come Gino Rossi e Arturo Martini, partecip\u00f2 a queste esposizioni. Il legame con Rossi \u00e8 esemplificativo: dopo la Prima Guerra Mondiale, da cui entrambi tornarono profondamente cambiati, sfiduciati e alla ricerca di nuova ispirazione, fu l\u2019amicizia con Rossi e la frequentazione assidua che spinsero Springolo a tornare a esporre alle mostre di Ca\u2019 Pesaro. Dal 1923 in poi si pu\u00f2 considerare l\u2019inizio di un periodo di successo espositivo e critico, pur mantenendo Springolo la sua natura riservata e introversa, senza cercare mondanit\u00e0 come altri artisti. Questo rapporto con Rossi rappresent\u00f2 una vera svolta nella sua carriera e nella sua vita. La mostra evidenzia anche il contrasto tra i due percorsi: una sezione \u00e8 dedicata ai disegni e agli schizzi di Rossi realizzati durante il ricovero a Sant\u2019Artemio, all\u2019Istituto Gris e in altri istituti psichiatrici, opere che si distinguono per un\u2019estetica intensa e drammatica. Di fronte, i dipinti di Springolo del dopoguerra, soprattutto dagli anni Cinquanta, mostrano un tono molto diverso: nella villetta fuori le mura di Treviso, l\u2019artista dipinge i tranquilli e soleggiati sobborghi, in quella che era considerata la \u201cpiccola Atene\u201d trevigiana, un ambiente sereno e ordinato che riflette una quotidianit\u00e0 borghese e stabile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nino Springolo,\u00a0Canale presso la laguna (1913; lio su tela, 51 \u00d7 64 cm; Musei Civici di Treviso)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/nino-springolo-canale-presso-la-laguna.jpg\" width=\"750\" height=\"600\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNino Springolo,\u00a0Canale presso la laguna (1913; lio su tela, 51 \u00d7 64 cm; Musei Civici di Treviso)&#13;<\/p>\n<p><strong>Quali sono i temi principali che il percorso espositivo del Museo Bailo di Treviso intende evidenziare?<\/strong><\/p>\n<p>MLM. Il Museo Bailo possiede una vasta collezione, e chi visita la mostra ha anche la possibilit\u00e0 di godere della collezione permanente. L\u2019esposizione \u00e8 strutturata in sezioni tematiche, ordinate al loro interno in modo cronologico, per mostrare l\u2019evoluzione della pittura di Springolo nel corso dei decenni e per evidenziare le peculiarit\u00e0 dei diversi generi. Il paesaggio, forse il genere pi\u00f9 noto e anche pi\u00f9 ricercato, occupa un ruolo centrale. Nel secondo dopoguerra, Springolo ottenne un discreto successo commerciale, ma, grazie alla sua condizione familiare, non ricerc\u00f2 n\u00e9 fama n\u00e9 guadagni: si concesse di dipingere con grande libert\u00e0 e, di conseguenza, anche con una certa lentezza e parsimonia. Accanto ai paesaggi, la pittura di figura riveste per lui un\u2019importanza fondamentale. \u00c8 uno strumento tecnico per strutturare e dare consistenza ai paesaggi stessi. Le nature morte, pur collocate nello stesso ambiente, restano separate dai paesaggi: condividono in ogni caso un carattere intimo e familiare. Le figure ritratte appartengono all\u2019ambito pi\u00f9 vicino e personale dell\u2019artista: la moglie, il figlio, le donne di casa, le ragazze che frequentavano le domestiche, la figlia del medico che insegnava al figlio. Anche le nature morte, come si evidenzia nella mostra attraverso l\u2019uso di oggetti provenienti dalla casa di Springolo, raffigurano scorci della vita domestica, spazi intimi e quotidiani che l\u2019artista conosceva da vicino.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Gino Rossi,\u00a0Mestizia (1910; olio su cartone, 66 \u00d7 50 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/gino-rossi-mestizia.jpg\" width=\"750\" height=\"997\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGino Rossi,\u00a0Mestizia (1910; olio su cartone, 66 \u00d7 50 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><strong>NC. In che modo la capacit\u00e0 di Springolo di rielaborare influenze postimpressioniste, o la lezione di C\u00e9zanne, ha guidato la disposizione e il ritmo delle opere in mostra?<\/strong><\/p>\n<p>ED. Nel catalogo della mostra sono riportate lettere e testimonianze che integrano la visione espositiva, presentando un approfondimento complementare rispetto alla disposizione in sala, che segue un criterio tematico-cronologico. I pannelli stessi riportano citazioni che aiutano a comprendere i rapporti e gli scambi tra gli artisti, in particolare tra Springolo e Gino Rossi che si erano scambiati appunti proprio su C\u00e9zanne. \u00c8 documentato che i due si scambiavano appunti e riflessioni, ad esempio riguardo a\u00a0Biennale di Venezia del 1920. L\u2019esposizione ebbe un ruolo importante nella formazione di Springolo e di Rossi, ma \u00e8 bene ricordare che Springolo aveva gi\u00e0 avuto occasione di osservare alcune opere alla Secessione Romana, assimilando semi artistici fin dalla fase giovanile. Questo percorso di crescita \u00e8 evidente seguendo i dipinti in ordine cronologico: dopo la Prima Guerra Mondiale, con l\u2019avvio delle esposizioni, Springolo matura il suo stile definitivo, caratterizzato da una pittura meditata, colori vividi e luminosi e un segno asciutto, dove si percepisce chiaramente l\u2019influenza di C\u00e9zanne. Nei suoi esordi, sia nei paesaggi che nei ritratti, Springolo cerca ancora la propria strada. In questo periodo sviluppa un divisionismo personale, con sottili strisce di colore staccate tra loro. La sua formazione avvenne sotto la guida di\u00a0Cesare Laurenti, nell\u2019ambito di un tardo simbolismo interpretato in chiave veneziana di fine Ottocento. Solo dopo la Prima Guerra Mondiale emerge pienamente la sua assimilazione di C\u00e9zanne, visibile in tutte le opere successive.<\/p>\n<p>MLM. Come ricorda Eleonora, i materiali di sala contribuiscono a rendere l\u2019allestimento particolarmente coinvolgente: oltre ai dipinti, sono presenti gigantografie e materiali didattici, pensati per offrire un percorso pi\u00f9 tematico rispetto a una semplice successione cronologica delle opere. I pannelli includono citazioni tratte da scambi epistolari, poesie e illustrazioni che richiamano momenti specifici o vicende particolari della vita di Springolo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Gino Rossi,\u00a0Paese asolano (Monfumo) (1912; olio su tela, 71 \u00d7 59 cm; Musei Civici di Treviso)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/gino-rossi-paese-asolano-monfumo.jpg\" width=\"750\" height=\"887\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGino Rossi,\u00a0Paese asolano (Monfumo) (1912; olio su tela, 71 \u00d7 59 cm; Musei Civici di Treviso)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Arturo Martini,\u00a0Ritratto di Omero Soppelsa (1913; gesso, 55 \u00d7 63 cm; Musei Civici di Treviso)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/arturo-martini-ritratto-di-omero-soppelsa.jpg\" width=\"750\" height=\"948\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nArturo Martini,\u00a0Ritratto di Omero Soppelsa (1913; gesso, 55 \u00d7 63 cm; Musei Civici di Treviso)&#13;<\/p>\n<p><strong>NC. Quale opera presente in mostra ritienete pi\u00f9 rappresentativa per comprendere la cifra artistica di Springolo?<\/strong><\/p>\n<p>MLM. \u00c8 difficile selezionare un\u2019opera in particolare, perch\u00e9 a partire dal dopoguerra Springolo sviluppa un linguaggio pittorico ben definito, mentre nella prima fase della sua carriera si mostra molto pi\u00f9 sperimentatore. La mostra presenta quindi l\u2019opportunit\u00e0 di osservare l\u2019evoluzione della sua personalit\u00e0 artistica nel tempo.<\/p>\n<p>ED. Si pu\u00f2 inserire anche questa considerazione nell\u2019ambito della fortuna critica di Springolo. Dopo la sua morte, soprattutto a Treviso, l\u2019artista \u00e8 stato spesso ricordato come il pittore delle tranquille vedute trevigiane, degli scorci dei sobborghi, del fiume Sile e della campagna circostante, una immagine che riflette soprattutto la produzione a partire dal 1925. Ad ogni modo, durante la sua vita, Springolo partecip\u00f2 anche a importanti esposizioni, come la prima e la seconda mostra del Novecento italiano, e ricevette richieste per ritratti. In questi lavori, gi\u00e0 in quegli anni, emergeva uno stile asciutto e personale, come nel\u00a0Ritratto di ragazzo\u00a0o nel\u00a0Ritratto di Gigetta, opere che anticipano formalmente ci\u00f2 che sarebbe poi stato sviluppato nei paesaggi. In mostra \u00e8 possibile osservare anche confronti con coevi come Bepi Fabiano, artista attivo tra Venezia, Treviso e Padova, che partecip\u00f2 anch\u2019egli negli anni Venti a simili esposizioni. Questi accostamenti dimostrano come, negli anni del Novecento italiano e del cosiddetto ritorno all\u2019ordine, ciascun artista cercasse di interpretare questa tendenza in modo personale. Considerando tutta la fortuna critica di Springolo, \u00e8 quindi difficile individuare un\u2019opera pi\u00f9 rappresentativa di un\u2019altra. Per comprendere pienamente la sua arte, \u00e8 pi\u00f9 utile osservare le opere in relazione alle diverse fasi della sua carriera.<\/p>\n<p>MLM. Va sottolineato che, chiaramente, il centro della mostra resta Nino Springolo, ma la sala dedicata al confronto tra Rossi e Martini rappresenta un vero e proprio apice. Qui alcune opere di livello assoluto vengono messe in dialogo: ad esempio, il\u00a0Ritratto di Omero Soppelsa\u00a0di Martini a fianco al Bruto\u00a0di Gino Rossi, insieme ad altri ritratti, dopo aver seguito il percorso di vita e artistico di Springolo. L\u2019effetto \u00e8 quasi uno schiaffo: il visitatore si trova davanti a due pittori che hanno vissuto e discusso con Springolo, percorrendo ognuno un cammino radicalmente diverso. Il confronto evidenzia ancora di pi\u00f9 quanto la scelta di Springolo sia stata coerente: il suo stile, che alcuni potrebbero definire conservativo \u00e8 frutto di una decisione consapevole, espressione di un linguaggio personale e di una forte identit\u00e0 artistica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.danaeproject.com\/\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Danae Project\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Danae Project&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/danae728x90.gif\" alt=\"Danae Project - Da 20 anni strategie digitali\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Danae Project', 1);\" title=\"Danae Project - Da 20 anni strategie digitali\" class=\"banner_fsa\" fetchpriority=\"high\" id=\"banner_3\" width=\"728\" height=\"90\" style=\"width:728px\"\/><br \/>\n\t\t\t<\/a>\t<\/p>\n<p>\t\t\t\t<img decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/noemi-capoccia.jpg\" title=\"Noemi Capoccia\" alt=\"Noemi Capoccia\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autrice di questo articolo: <strong>Noemi Capoccia<\/strong><\/p>\n<p>Originaria di Lecce, classe 1995, ha conseguito la laurea presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2021. Le sue passioni sono l&#8217;arte antica e l&#8217;archeologia. Dal 2024 lavora in Finestre sull&#8217;Arte.\t\t<\/p>\n<p>                La consultazione di questo articolo \u00e8 e rimarr\u00e0 sempre gratuita. Se ti \u00e8 piaciuto o lo hai ritenuto interessante,<br \/>\n                iscriviti alla nostra newsletter gratuita!<br \/>\n            <br \/> Niente spam, una sola uscita la domenica, pi\u00f9 eventuali extra, per aggiornarti su tutte le nostre novit\u00e0!<\/p>\n<p class=\"claim\">La tua lettura settimanale su tutto il mondo dell&#8217;arte<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/newsletter.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER<\/a><\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Noemi Capoccia, pubblicato il 27\/03\/2026 Categorie: Interviste \/ Argomenti: Novecento &#8211; Arte Moderna Dal 14 marzo al&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":420738,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,11183,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,16631],"class_list":{"0":"post-420737","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arte-moderna","11":"tag-arteedesign","12":"tag-arts","13":"tag-arts-and-design","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy","20":"tag-novecento"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116321621672056414","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/420737","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=420737"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/420737\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/420738"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=420737"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=420737"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=420737"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}