{"id":420982,"date":"2026-03-31T07:19:16","date_gmt":"2026-03-31T07:19:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/420982\/"},"modified":"2026-03-31T07:19:16","modified_gmt":"2026-03-31T07:19:16","slug":"cosi-nasce-unicona-la-mostra-a-bologna-a-palazzo-pepoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/420982\/","title":{"rendered":"cos\u00ec nasce un\u2019icona. La mostra a Bologna a Palazzo Pepoli"},"content":{"rendered":"<p>Bologna, 31 marzo 2026 \u2013 Si \u00e8 aperta a Bologna, nelle <strong>sale di Palazzo Pepoli<\/strong>, la mostra \u2019Frida Kahlo. Lo sguardo come identit\u00e0\u2019, una serie di 70 fotografie originali firmate da <strong>Edward Weston<\/strong>, <strong>Lucienne Bloch<\/strong>, <strong>Lola Alvarez Bravo<\/strong>, <strong>Julien Levy<\/strong>, <strong>Nickolas Muray<\/strong>,<strong> Giselle Freund<\/strong>, <strong>Imogen Cunningham<\/strong>, <strong>Leo Matiz<\/strong>, <strong>Bernard Silberstein<\/strong> e <strong>Graciela Iturbide<\/strong>. Scatti che ci restituiscono la celebre artista e attivista messicana \u2013 la sua riscoperta \u00e8 avvenuta negli anni Ottanta del Novecento \u2013 divenuta col tempo un\u2019icona spesso svuotata di contenuto, ma poi ripresa nella sua sfaccettata ricchezza per divenire riflessione su identit\u00e0, genere, rappresentazione del s\u00e9. La mostra segna anche il <strong>ritorno di Ono Arte<\/strong> \u2013 realt\u00e0 ancora radicata a Bologna ma operante da tempo fuori dalle mura \u2013 alla curatela nella nostra citt\u00e0, di un progetto sulla fotografia, come racconta Vittoria Mainoldi.<\/p>\n<p><strong>Mainoldi, che mostra proponete su Frida Kahlo, artista di cui gi\u00e0 vi siete occupati?<\/strong> \u201c\u00c8 vero, ce ne siamo occupati e a voler essere sinceri, forse troppo. Perch\u00e9 Frida \u00e8 una figura amatissima ma un po\u2019 inflazionata. La prima mostra che facemmo dedicata a lei, con le foto di Leo Matiz, fu 10 anni fa e ci apr\u00ec le porte al \u2019fenomeno Kahlo\u2019, pi\u00f9 come persona che artista. Negli anni abbiamo curato varie esposizioni in Italia, lavorato con l\u2019archivio di Nickolas Muray, e tutte le volte ci confrontavamo col mondo che gira attorno a lei. Potrei parlare, senza esagerare, di <strong>fermento religioso<\/strong>: \u00e8 come se il suo pubblico affezionato fosse una setta. La sua immagine si \u00e8 un po\u2019 appiattita, la Frida Kahlo Foundation ha affermato recentemente che la sua figura \u00e8 stata estremamente sfruttata a livello commerciale, in un\u2019esagerata produzione di merchandising. Noi ci siamo quindi chiesti se la stessa Frida Kahlo, da viva, avesse in qualche modo contribuito alla mitizzazione di se stessa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Che risposta vi siete dati?<\/strong> \u201cLa mostra lascia la domanda aperta all\u2019interpretazione degli storici e del pubblico, ma noi ci sentiamo di suggerire una risposta: perch\u00e9 in effetti amava essere fotografata, e faccio fatica a pensare a personaggi del mondo dell\u2019arte \u2013 a parit\u00e0 di periodo storico \u2013 che siano stati immortalanti da un obiettivi quanto lei. Ed era molto diversa a seconda dell\u2019occhio che la fotografava. Era figlia di un fotografo e gi\u00e0 davanti all\u2019obiettivo del padre ha imparato il potere dell\u2019immagine. \u00c8 una donna che dell\u2019autoritratto e del costume\u00a0ha fatto largo uso nella sua arte\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ha certamente anticipato la moda oggi dilagante.<\/strong> \u201cProprio cos\u00ec e forse un\u2019altra risposta che ci viene suggerita \u00e8 che fosse veramente avanti coi tempi, e la sua riscoperta negli anni Ottanta, \u00e8 probabilmente avvenuta perch\u00e9 era per i tempi gi\u00e0 contemporanea. E la mostra vuole ragionare quindi che s\u00ec, Frida \u00e8 diventata un\u2019icona, \u00e8 dappertutto, ma in qualche modo la creazione di questo risiede in lei stessa. Una mostra cos\u00ec la proponiamo per la prima volta a Bologna\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quindi la mostra non avr\u00e0 merchandising.<\/strong> \u201cNo, non ne avr\u00e0. Ci sar\u00e0 dell\u2019editoria e forse, pi\u00f9 avanti, una sorpresa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come avete scelto i fotografi da esporre?<\/strong> \u201cSono<strong> tra i pi\u00f9 importanti del Novecento<\/strong>, e anche nomi che sono legati particolarmente all\u2019artista, come Mouray, Alvarez Bravo, Julien Levy che \u00e8 stato anche il primo gallerista di Frida e la immortal\u00f2 in foto molto intime. E poi l\u2019unica fotografa ancora vivente, con cui concludiamo la mostra in assenza di Frida Kahlo, ovvero la grande fotografa messicana <strong>Graciela Iturbide<\/strong> che ha immortalato la stanza da bagno della Casa Azul, rimasta chiusa per 50 anni, dove lei aveva chiesto di conservare tutti i suoi beni, dalla protesi ai bustini e fino alla camicia da casa macchiata di sangue\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Bologna, 31 marzo 2026 \u2013 Si \u00e8 aperta a Bologna, nelle sale di Palazzo Pepoli, la mostra \u2019Frida&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":420983,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,586,1612,203,129999,24031,204,1537,90,89,133560,632,2672,330,237992,1567],"class_list":["post-420982","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-bologna","tag-design","tag-entertainment","tag-frida","tag-icona","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-kahlo","tag-mostra","tag-nasce","tag-palazzo","tag-pepoli","tag-storia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116322576993340563","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/420982","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=420982"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/420982\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/420983"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=420982"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=420982"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=420982"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}