{"id":422115,"date":"2026-03-31T23:40:22","date_gmt":"2026-03-31T23:40:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/422115\/"},"modified":"2026-03-31T23:40:22","modified_gmt":"2026-03-31T23:40:22","slug":"virus-respiratorio-sinciziale-il-rischio-di-ricovero-e-maggiore-nei-primi-mesi-di-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/422115\/","title":{"rendered":"Virus respiratorio sinciziale: il rischio di ricovero \u00e8 maggiore nei primi mesi di vita"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Valentina Rorato<\/p>\n<p class=\"summary-art is--xlarge is-mr-b-25\">I casi gravi sono pi\u00f9 comuni nei piccolini e nei bambini con patologie preesistenti, ma anche le infezioni lievi possono causare problemi respiratori a lungo termine. L&#8217;importanza della campagna vaccinale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pi\u00f9 sono piccoli, pi\u00f9 il <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/virus-respiratorio-sinciziale\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>Virus Respiratorio Sinciziale <\/b>(VRS)<\/a> pu\u00f2 essere pericoloso. I neonati, infatti, che contraggono l\u2019infezione hanno un rischio di ricovero che tocca il 12,5% (e supera il 16% nei bambini di et\u00e0 inferiore a 6 mesi) con sintomi che possono persistere fino a un mese. \u00c8 quanto emerge da un importante studio italiano, coordinato dall\u2019Universit\u00e0 di Pisa e pubblicato su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S2666776226000645?via%3Dihub\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Lancet Regional Health \u2013 Europe<\/a>.\u00a0<br \/>Il VRS, come ormai sanno molti genitori, \u00e8 estremamente insidioso: si stima che entro <b>il secondo anno di vita la quasi totalit\u00e0 dei bambini lo abbia contratto almeno una volta<\/b>. I casi gravi sono pi\u00f9 comuni nei piccolini e nei bambini con patologie preesistenti, ma anche le infezioni lievi possono causare problemi respiratori a lungo termine. Sebbene la malattia da VRS sia ben documentata in ambito ospedaliero, la sua presentazione clinica e il rischio di ospedalizzazione nell\u2019assistenza primaria, il punto di accesso iniziale all\u2019assistenza sanitaria, rimangono poco chiari. I dati raccolti permettono di fare luce su quanto la variabile et\u00e0 sia decisiva e sui rischi epidemiologici.<\/p>\n<p>    I risultati\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La ricerca, che rientra nel <b><a href=\"https:\/\/www.cirinet.it\/index.php\/ricerca\/progetto-rsv-comnet\/\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">progetto europeo RSVComNet<\/a><\/b>, analizza i dati di pi\u00f9 di 1400 bambini con et\u00e0 compresa tra 0 e 5 anni con infezione respiratoria acuta, tra il 2019 e il 2024 (escludendo l\u2019anno della pandemia da Covid-19) in cinque regioni: Toscana, Lazio, Liguria, Lombardia e Puglia. Dall\u2019analisi emerge che la probabilit\u00e0 di ricovero ospedaliero \u00e8 massima subito dopo la nascita. Il VRS \u00e8<b> risultato responsabile dell\u2019infezione nel 40% circa dei casi<\/b>; il rischio di ospedalizzazione per i piccoli \u00e8 del 12,5%, per poi ridursi progressivamente con la crescita. In media, il 4,4% dei bambini risultati positivi al VRS ha necessitato di cure ospedaliere, con una degenza di circa cinque giorni.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Decorso, sintomi, prevenzione\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Uno degli aspetti pi\u00f9 rilevanti riguarda la durata dell\u2019infezione. Non si tratta di un\u2019influenza passeggera: <b>il decorso medio \u00e8 di 15 giorni<\/b>, con sintomi persistenti dopo due settimane in quasi il 41% dei bambini e, dopo 30 giorni, il 15% dei piccoli pazienti pu\u00f2 non essere ancora completamente guarito. Un dato clinico che sottolinea il peso non solo sanitario, ma anche sociale ed economico per le famiglie, costrette a una gestione prolungata della malattia.<br \/>Lo studio lancia anche un monito ai sistemi di sorveglianza epidemiologica. Spesso <b>il monitoraggio delle infezioni si basa sulla presenza della febbre;<\/b> tuttavia, i ricercatori hanno dimostrato che questo sintomo non permette di distinguere con certezza il VRS da altri virus respiratori. \u00abIl rischio &#8211; sottolineano gli esperti &#8211; \u00e8 che i sistemi basati sulla presenza obbligatoria di febbre non intercettino una quota significativa di casi, portando a una sottostima del reale impatto della malattia\u00bb.<br \/>\u00abQuesti risultati sono fondamentali per valutare l\u2019impatto clinico ed economico degli strumenti preventivi\u00bb, spiega <b>Caterina Rizzo<\/b>, docente dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa e coordinatrice della ricerca.\u00a0<br \/>Lo studio \u00e8 stato infatti condotto prima dell\u2019introduzione delle nuove campagne di immunizzazione (2024-2025) basate sui moderni<b> anticorpi monoclonali e sui vaccini per le donne in gravidanza<\/b>. Questi dati rappresentano dunque il \u00abpunto zero\u00bb, il termine di paragone essenziale per misurare quanto, nei prossimi anni, le nuove strategie di prevenzione riusciranno effettivamente a proteggere i pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-figli-genitori\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_salute\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1753719611_813_app.png\"\/><\/p>\n<p>L&#8217;App di <strong>Figli &amp; Genitori<\/strong>, il tuo supporto quotidiano per crescere un figlio<\/p>\n<p>SCOPRI E SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/components2.corriereobjects.it\/rcs_cor_corriere-genitori-figli-layout\/v1\/assets\/img\/ext\/fg.svg\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-31T06:40:07+02:00\">31 marzo 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Valentina Rorato I casi gravi sono pi\u00f9 comuni nei piccolini e nei bambini con patologie preesistenti, ma&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":422116,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[8152,788,157572,239667,239668,1045,42800,239669,9227,239670,239671,631,28242,8153,239672,239673,728,119506,9644,29114,2152,3614,946,239674,239,3617,14691,1537,90,89,370,4719,3522,101558,18837,2441,5389,240,373,2128,12629,3378,28512],"class_list":["post-422115","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-assistenza","tag-bambini","tag-bambini-eta","tag-bambini-patologie","tag-bambini-patologie-preesistenti","tag-casi","tag-casi-gravi","tag-casi-gravi-comuni","tag-causare","tag-causare-problemi","tag-causare-problemi-respiratori","tag-cinque","tag-clinico","tag-comuni","tag-comuni-piccolini","tag-comuni-piccolini-bambini","tag-dati","tag-decorso","tag-economico","tag-emerge","tag-eta","tag-febbre","tag-gravi","tag-gravi-comuni","tag-health","tag-infezione","tag-infezioni","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-malattia","tag-piccoli","tag-possono","tag-respiratori","tag-ricovero","tag-rischio","tag-risultati","tag-salute","tag-sintomi","tag-studio","tag-termine","tag-virus","tag-vrs"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/422115","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=422115"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/422115\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/422116"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=422115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=422115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=422115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}