{"id":42255,"date":"2025-08-12T01:23:15","date_gmt":"2025-08-12T01:23:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/42255\/"},"modified":"2025-08-12T01:23:15","modified_gmt":"2025-08-12T01:23:15","slug":"scoperto-un-pianeta-gigante-a-circa-4-anni-luce-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/42255\/","title":{"rendered":"Scoperto un pianeta gigante a circa 4 anni luce \u2013 MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alfa_Centauri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Alpha Centauri<\/a> \u00e8 composto dalla binaria <strong>Alpha Centauri A<\/strong> e <strong>Alpha Centauri B<\/strong>, entrambe stelle simili al Sole, e dalla debole <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nana_rossa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">nana rossa<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Proxima_Centauri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Proxima Centauri<\/a>. Alpha Centauri A \u00e8 la <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/List_of_brightest_stars\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">terza stella pi\u00f9 luminosa del cielo notturno<\/a>, visibile nel cielo australe. Mentre \u00e8 noto che ci siano <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2022\/02\/10\/pianeta-proxima-d\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">tre pianeti in orbita attorno a Proxima Centauri<\/a>, la presenza di altri mondi che circondano Alpha Centauri A e Alpha Centauri B si \u00e8 rivelata difficile da confermare. Ora, nuove osservazioni effettuate dallo strumento Miri (Mid-Infrared Instrument) del <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/jwst\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">telescopio spaziale Webb<\/a> hanno fornito l\u2019evidenza a oggi pi\u00f9 forte dell\u2019esistenza di un gigante gassoso che orbita attorno ad Alpha Centauri A. La scoperta verr\u00e0 presto pubblicata su The Astrophysical Journal Letters. Se confermato, il pianeta sarebbe <strong>il pi\u00f9 vicino alla Terra che orbita nella zona abitabile di una stella simile al Sole<\/strong>. Tuttavia, poich\u00e9 si tratta di un <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gigante_gassoso\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">gigante gassoso<\/a>, non si ritiene sia in grado di sostenere la vita, cos\u00ec come la conosciamo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/collage-1.png\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1571240793\" data-slb-internal=\"0\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1771655\" class=\"wp-image-1771655 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"430\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/collage-1-e1754915285404.png\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1771655\" class=\"wp-caption-text\">Questa immagine mostra il sistema stellare di Alfa Centauri ripreso da diversi osservatori terrestri e spaziali: il Digitized Sky Survey (Dss), il Telescopio Spaziale Hubble e il Telescopio Spaziale James Webb. Alfa Centauri A \u00e8 la terza stella pi\u00f9 luminosa del cielo notturno e la stella simile al Sole pi\u00f9 vicina alla Terra. L\u2019immagine ottenuta da terra con il Dss mostra il sistema triplo come un\u2019unica sorgente luminosa, mentre Hubble riesce a distinguere le due stelle simili al Sole che lo compongono, Alfa Centauri A e Alfa Centauri B. L\u2019immagine acquisita con lo strumento Miri di Webb, che utilizza una maschera coronografica per bloccare il bagliore intenso di Alfa Centauri A, rivela un potenziale pianeta in orbita attorno alla stella. Crediti: Nasa, Esa, Csa, Aniket Sanghi (Caltech), Chas Beichman (Nexsci, Nasa\/Jpl-Caltech), Dimitri Mawet (Caltech), Joseph DePasquale (Stsci)<\/p>\n<p>\u00abVisto che questo sistema \u00e8 cos\u00ec vicino a noi, qualsiasi esopianeta scoperto rappresenterebbe la nostra migliore opportunit\u00e0 per raccogliere dati su sistemi planetari diversi dal nostro. Tuttavia, si tratta di osservazioni incredibilmente difficili da effettuare, anche con il telescopio spaziale pi\u00f9 potente al mondo, perch\u00e9 queste stelle sono molto luminose, vicine e si muovono rapidamente nel cielo\u00bb, dice\u00a0<strong>Charles Beichman<\/strong> del <a href=\"https:\/\/www.jpl.nasa.gov\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Jet Propulsion Laboratory<\/a> e dell\u2019<a href=\"https:\/\/nexsci.caltech.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Exoplanet Science Institute<\/a> della Nasa, presso l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ipac.caltech.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Ipac del Caltech<\/a>.<\/p>\n<p>Diversi cicli di osservazioni meticolosamente pianificati dal telescopio Webb, un\u2019attenta analisi da parte del team e un\u2019ampia modellazione al computer hanno permesso di stabilire che la sorgente visibile nell\u2019immagine di Webb \u00e8 probabilmente un pianeta, e non un oggetto sullo sfondo (come una galassia), in primo piano (come un asteroide di passaggio) o un artefatto del rilevatore o dell\u2019immagine.<\/p>\n<p>Le prime osservazioni del sistema sono state effettuate nell\u2019agosto 2024, utilizzando la maschera coronografica a bordo di Miri per bloccare la luce di Alpha Centauri A. Sebbene la luminosit\u00e0 della vicina Alpha Centauri B abbia complicato l\u2019analisi, il team \u00e8 riuscito a sottrarre la luce di entrambe le stelle per rivelare un oggetto <strong>oltre 10mila volte pi\u00f9 debole di Alpha Centauri A<\/strong>, separato dalla stella da una distanza pari a circa <strong>due volte quella tra il Sole e la Terra<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/collage-2.png\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1081626780\" data-slb-internal=\"0\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1771657\" class=\"wp-image-1771657 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"460\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/collage-2-e1754915528694.png\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1771657\" class=\"wp-caption-text\">Nel primo pannello si vede il bagliore di Alfa Centauri A e B; nel secondo, una maschera coronografica riduce la luminosit\u00e0 della stella principale, sebbene restino schemi di luce complessi dovuti all\u2019ottica e alla vicina Alfa Centauri B. Nel terzo pannello, la rimozione di questi artefatti tramite algoritmi rivela sorgenti deboli, incluso un possibile pianeta. Crediti: Nasa, Esa, Csa, Aniket Sanghi (Caltech), Chas Beichman (Nexsci, Nasa\/Jpl-Caltech), Dimitri Mawet (Caltech), Joseph DePasquale (Stsci)<\/p>\n<p>Sebbene la scoperta iniziale sia stata entusiasmante, il team di ricerca aveva bisogno di ulteriori dati per giungere a una conclusione definitiva. Tuttavia, ulteriori osservazioni del sistema effettuate nel febbraio 2025 e nell\u2019aprile 2025 non hanno rivelato alcun oggetto simile a quello identificato nell\u2019agosto 2024.<\/p>\n<p>\u00abCi siamo trovati davanti al caso di un pianeta scomparso! Per indagare su questo mistero, abbiamo utilizzato modelli computerizzati per simulare milioni di potenziali orbite, incorporando le conoscenze acquisite quando abbiamo visto il pianeta e quando non l\u2019abbiamo visto\u00bb, spiega <strong>Aniket Sanghi<\/strong> del <a href=\"https:\/\/www.caltech.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Caltech<\/a> di Pasadena, California.<\/p>\n<p>In queste simulazioni, \u00e8 stato preso in considerazione sia l\u2019avvistamento del 2019 del potenziale candidato esopianeta da parte del <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/vlt\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Very Large Telescope<\/a> dell\u2019Osservatorio europeo australe, sia i nuovi dati di Webb, e sono state considerate le orbite che sarebbero gravitazionalmente stabili in presenza di Alpha Centauri B.<\/p>\n<p>Secondo i ricercatori, la mancata rilevazione nella seconda e terza tornata di osservazioni con Webb non deve sorprendere. \u00abAbbiamo scoperto che nella met\u00e0 delle possibili orbite simulate, il pianeta si avvicinava troppo alla stella e non sarebbe stato visibile a Webb sia nel febbraio che nell\u2019aprile 2025\u00bb, dice Sanghi.<\/p>\n<p>Sulla base della luminosit\u00e0 del pianeta nelle osservazioni nell\u2019infrarosso medio e delle simulazioni orbitali, i ricercatori affermano che potrebbe trattarsi di <strong>un gigante gassoso con una massa approssimativamente pari a quella di Saturno<\/strong>, che orbita attorno ad Alpha Centauri A con un percorso ellittico che varia tra 1 e 2 volte la distanza tra il Sole e la Terra.<\/p>\n<p>\u00abSe confermato, il potenziale pianeta visibile nell\u2019immagine di Webb di Alpha Centauri A rappresenterebbe una nuova pietra miliare per gli sforzi di imaging degli esopianeti\u00bb, sottolinea Sanghi. \u00abTra tutti i pianeti osservati direttamente, questo sarebbe il pi\u00f9 vicino alla sua stella mai visto finora. \u00c8 anche il pi\u00f9 simile per temperatura ed et\u00e0 ai pianeti giganti del nostro sistema solare e il pi\u00f9 vicino alla nostra casa, la Terra\u00bb, aggiunge. \u00abLa sua stessa esistenza in un sistema di due stelle molto vicine tra loro metterebbe in discussione la nostra comprensione di come i pianeti si formano, sopravvivono ed evolvono in ambienti caotici\u00bb.<\/p>\n<p>Se confermati da ulteriori osservazioni, i risultati potrebbero trasformare il futuro della scienza degli esopianeti.\u00abQuesto diventerebbe un oggetto di riferimento per la scienza degli esopianeti, con molteplici opportunit\u00e0 di caratterizzazione dettagliata da parte di Webb e di altri osservatori\u00bb, conclude Beichman.<\/p>\n<p>Ad esempio, il telescopio spaziale <a href=\"https:\/\/roman.gsfc.nasa.gov\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Nancy Grace Roman<\/a> della Nasa, il cui lancio \u00e8 previsto per il 2027, tester\u00e0 nuove tecnologie per osservare sistemi binari come Alpha Centauri alla ricerca di altri mondi. I dati in luce visibile acquisiti da Roman andranno a integrare le osservazioni nell\u2019infrarosso di Webb, fornendo informazioni uniche sulle dimensioni e sulla riflettivit\u00e0 del pianeta.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su arXiv il pre-print dell\u2019articolo in uscita su The Astrophysical Journal Letters \u201c<a href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/2508.03814\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Worlds Next Door: A Candidate Giant Planet Imaged in the Habitable Zone of \u03b1 Cen A. I. Observations, Orbital and Physical Properties, and Exozodi Upper Limits<\/a>\u201d di Charles Beichman, Aniket Sanghi, Dimitri Mawet, Pierre Kervella, Kevin Wagner, Billy Quarles, Jack J. Lissauer, Max Sommer, Mark Wyatt, Nicolas Godoy, William O. Balmer, Laurent Pueyo, Jorge Llop-Sayson, Jonathan Aguilar, Rachel Akeson, Ruslan Belikov, Anthony Boccaletti, Elodie Choquet, Edward Fomalont, Thomas Henning, Dean Hines, Renyu Hu, Pierre-Olivier Lagage, Jarron Leisenring, James Mang, Michael Ressler, Eugene Serabyn, Pascal Tremblin, Marie Ygouf e Mantas Zilinskas<\/li>\n<li>Leggi su arXiv il pre-print dell\u2019articolo in uscita su The Astrophysical Journal Letters \u201c<a href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/2508.03812\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Worlds Next Door: A Candidate Giant Planet Imaged in the Habitable Zone of \u03b1 Cen A. II. Binary Star Modeling, Planet and Exozodi Search, and Sensitivity Analysis<\/a>\u201d di Aniket Sanghi, Charles Beichman, Dimitri Mawet, William O. Balmer, Nicolas Godoy, Laurent Pueyo, Anthony Boccaletti, Max Sommer, Alexis Bidot, Elodie Choquet, Pierre Kervella, Pierre-Olivier Lagage, Jarron Leisenring, Jorge Llop-Sayson, Michael Ressler, Kevin Wagner e Mark Wyatt<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Alpha Centauri \u00e8 composto dalla binaria Alpha Centauri A e Alpha Centauri B, entrambe stelle simili al Sole,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":42256,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-42255","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42255","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42255"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42255\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/42256"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42255"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42255"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42255"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}