{"id":422792,"date":"2026-04-01T10:58:19","date_gmt":"2026-04-01T10:58:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/422792\/"},"modified":"2026-04-01T10:58:19","modified_gmt":"2026-04-01T10:58:19","slug":"ci-sara-una-crisi-energetica-mondiale-perche-dipende-dalla-durata-della-guerra-gli-effetti-del-conflitto-su-gas-petrolio-e-altro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/422792\/","title":{"rendered":"Ci sar\u00e0 una crisi energetica mondiale? Perch\u00e9 dipende dalla durata della guerra: gli effetti del conflitto su gas, petrolio (e altro)"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Stefano Agnoli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Stretto di Hormuz e Golfo non sono solo un punto di transito cruciale per il sistema dell\u2019energia. Ecco come si trasmettono i rincari dell\u2019energia sui vari settori dell\u2019economia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 focalizzarsi solo su oil &amp; gas non chiarisce a sufficienza la rilevanza globale dello Stretto di Hormuz e del conflitto in corso?<\/b><br \/>Il petrolio, s\u00ec, il gas naturale, certamente. Ma non solo. Dopo il primo mese di guerra l\u2019opinione pubblica mondiale sta scoprendo a proprie spese che lo Stretto di Hormuz e il Golfo non sono solo un punto di transito cruciale per il sistema dell\u2019energia, di per s\u00e9 altamente sensibile sul ciclo economico, i prezzi e l\u2019inflazione. Emerge con sempre maggior evidenza che petrolio e gas non sono le sole commodities strategiche che passano per lo Stretto, definibile come un vero e proprio corridoio industriale multicommodity. Nell\u2019energia in senso pi\u00f9 stretto bisogna considerare anche i gas di petrolio liquefatti (gpl) e gli altri combustibili raffinati; ma anche tutte le materie prime utilizzate dall\u2019industria petrolchimica (i \u201cpetrochemical feedstocks\u201d); poi l\u2019elio, che serve per l\u2019industria elettronica; infine, i fertilizzanti, da cui dipende l\u2019industria alimentare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quali sono nel dettaglio i beni pi\u00f9 a rischio, e in quale misura?<\/b><br \/>Partendo dall\u2019energia, del petrolio e del gas si \u00e8 abbondantemente riferito: in gioco ci sono circa 20 milioni di barili al giorno di greggio, pari al 20% del consumo globale di petrolio e al 30% di quello trasportato via nave. Per il gas si tratta anche in questo caso di circa il 20% del Gas Naturale Liquefatto (Lng) mondiale, quasi tutto dal Qatar. Nel caso del Gas di Petrolio Liquefatto (Gpl o Lpg) si calcola che all\u2019incirca il 25-30% dell\u2019export mondiale provenga dai Paesi del Golfo e nutra il consumo domestico e industriale principalmente di Cina, India, Corea del Sud e Giappone, ma anche di alcuni Paesi dell\u2019Unione Europea (Belgio e Olanda). Non bisogna poi dimenticare i prodotti petroliferi raffinati, ovvero diesel, jet fuel e nafta, esportati dalle raffinerie locali: alcuni milioni di barili al giorno (3-4) questa volta pi\u00f9 orientati verso l\u2019Occidente piuttosto che l\u2019Asia.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quali sono gli impatti non strettamente energetici?<\/b><br \/>Principalmente sono tre i comparti pi\u00f9 interessati: chimico, alimentare, elettronico. Il primo riguarda i cosiddetti \u201cpetrochemical feedstocks\u201d, ovvero le materie prime di base \u2013 derivate appunto da petrolio e gas \u2013 da cui l\u2019industria petrolchimica ricava le molecole per produrre plastiche, solventi, fertilizzanti, fibre sintetiche, prodotti per il packaging, l\u2019elettronica e l\u2019automotive. <br \/>Dal Golfo Persico, poi, passa all\u2019incirca il 35-40% dell\u2019offerta mondiale di fertilizzanti. La base \u00e8 appunto il gas naturale, che l\u00ec \u00e8 lavorato: viene \u201cspaccato\u201d per produrre idrogeno, che una volta combinato con l\u2019azoto preso dall\u2019aria atmosferica si combina in ammoniaca, a sua volta base per tutti i fertilizzanti azotati, come l\u2019urea. Curiosamente, legata alla produzione di ammoniaca c\u2019\u00e8 anche la CO2 \u201cindustriale\u201d, che si cattura come sottoprodotto del processo, e che viene utilizzata nell\u2019industria alimentare per la gasatura di bevande o il confezionamento protettivo di alcuni alimenti. <br \/>\u00c8 un \u201csottoprodotto\u201d del gas naturale anche l\u2019elio, che il Qatar produce in quantit\u00e0 pari a 60-65 milioni di metri cubi l\u2019anno, pari a circa un terzo dell\u2019output mondiale. Le sue propriet\u00e0 fisiche lo rendono vitale nel raffreddamento dei superconduttori, e in medicina per le risonanze magnetiche, la diagnostica e la ricerca scientifica.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9, quindi, diventa sempre pi\u00f9 rilevante la durata del conflitto?<\/b><br \/>Perch\u00e9 dopo un mese di guerra le interruzioni di forniture di beni energetici e non energetici non sono pi\u00f9 solo ipotetiche, ma iniziano a diventare realt\u00e0. La prospettiva per i prossimi trimestri \u00e8 di passare dalla fase di \u201cshock di mercato\u201d a quella durante la quale i vincoli operativi diventano sempre pi\u00f9 stringenti e si propagano simultaneamente a diverse catene del valore: agricoltura, manifattura, trasporto, hi-tech, salute, ricerca, beni di consumo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 il caso dei fertilizzanti \u00e8 esemplare?<\/b><br \/>Perch\u00e9 per le caratteristiche dei cicli agricoli \u2013 come evidenzia il think-tank californiano Brg &#8211; l\u2019effetto delle interruzioni nel Golfo potrebbe prodursi a distanza di qualche mese: l\u2019acquisto dei fertilizzanti si verifica prima della stagione di semina. Quando i prezzi dei fertilizzanti schizzano al rialzo i coltivatori rispondono tagliando gli acquisti, piuttosto che farsene carico. Una reazione che qualche trimestre dopo si concretizza in raccolti di quantit\u00e0 inferiore. Un tema, quello della sicurezza alimentare, gi\u00e0 in evidenza dopo l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina e che si prospetta drammatico specialmente per Paesi come Sudan, Yemen, Etiopia, Somali e Afghanistan.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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