{"id":423666,"date":"2026-04-02T00:10:25","date_gmt":"2026-04-02T00:10:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/423666\/"},"modified":"2026-04-02T00:10:25","modified_gmt":"2026-04-02T00:10:25","slug":"eventi-da-non-perdere-da-milano-a-roma-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/423666\/","title":{"rendered":"eventi da non perdere da Milano a Roma"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-709065\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/f1e01c9e-db01-f111-8406-002248a38c09.jpeg\" alt=\"Ad aprile ci sono tantissime mostre da vedere, da Vico Magistretti a Marcel Duchamp\" width=\"1400\" height=\"934\"  \/>Cao Fei, \u201cDash\u201d (still), 2026. Courtesy Cao Fei, Vitamin Creative Space, and Spr\u00fcth Magers. Opera prodotta da Fondazione Prada<\/p>\n<p>Cao Fei, \u201cDash\u201d (still), 2026. Courtesy Cao Fei, Vitamin Creative Space, and Spr\u00fcth Magers. Opera prodotta da Fondazione Prada<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Aprile<\/strong> entra nel vivo con un fitto calendario di fiere, grandi mostre e progetti diffusi.\u00a0Tra retrospettive, collettive e nuove produzioni, <strong>le mostre da vedere questo mese<\/strong>\u00a0attraversano memoria e progetto, fino a intercettare le urgenze dei nostri giorni.<\/p>\n<p><strong>MILANO-TORINO, TRA FIERE E FESTIVAL<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Sono le citt\u00e0 a dettare il ritmo. A Milano,<strong> Miart<\/strong> celebra i trent\u2019anni e si conferma piattaforma centrale tra mercato e ricerca, ampliando il proprio raggio con<strong>\u00a0Milano Art Week<\/strong>, che trasforma la citt\u00e0 in un sistema diffuso di mostre e aperture.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Torino rilancia con <strong>EXPOSED Torino Photo Festival<\/strong> che espande la fotografia nello spazio urbano: musei, portici e luoghi inattesi costruiscono un percorso che mette in relazione sguardi storici e pratiche contemporanee, ridefinendo il rapporto tra immagine e citt\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-709473 size-full lazyload\" alt=\"Ad aprile ci sono tantissime mostre da vedere, da Vico Magistretti a Marcel Duchamp\" width=\"1512\" height=\"1890\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/hangar-bicocca-3.jpg\" loading=\"lazy\"  data-\/>Rirkrit Tiravanija, Untitled 2026 (demo station no. 9), 2026, Pirelli HangarBicocca, Milano. Courtesy l\u2019artista e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto Agostino Osio<\/p>\n<p>Rirkrit Tiravanija, Untitled 2026 (demo station no. 9), 2026, Pirelli HangarBicocca, Milano. Courtesy l\u2019artista e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto Agostino Osio<\/p>\n<p><strong>RIVOLUZIONI PROGETTUALI TRA MODA, DESIGN E ARCHITETTURA<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto diventa rivoluzione. A Londra,\u00a0la retrospettiva dedicata ad <strong style=\"font-weight: 400\">Elsa Schiaparelli<\/strong>\u00a0al\u00a0<strong>Victoria and Albert Museum<\/strong>\u00a0manda in corto circuito moda e arte con un immaginario ancora oggi spiazzante. A Pistoia, Io sono un architetto riapre il cantiere di\u00a0<strong>Ettore Sottsass<\/strong>: 1.400 opere per smontare l\u2019idea stessa di design come risposta e restituirlo come interrogativo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-709218 size-full lazyload\" alt=\"magistretti\" width=\"1500\" height=\"1000\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/magistretti.jpg\" loading=\"lazy\"  data-\/>Ritratto di Vico Magistrettia Tokyo, met\u00e0 anni \u201880. \u00a9 Archivio Studio Magistretti, Fondazione Vico Magistretti<\/p>\n<p>Ritratto di Vico Magistrettia Tokyo, met\u00e0 anni \u201880. \u00a9 Archivio Studio Magistretti, Fondazione Vico Magistretti<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">A Milano, alla\u00a0<strong>Fondazione studio museo Vico Magistretti<\/strong>, il dialogo con il Giappone rivela un\u2019altra traiettoria possibile del progetto: essenziale, misurata, costruita per sottrazione <a href=\"https:\/\/living.corriere.it\/design\/luci-davide-groppi-mostra-volumnia-piacenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-wpel-link=\"internal\">mentre a\u00a0Piacenza, <strong>Davide Groppi\u00a0<\/strong>lavora sull\u2019invisibile e trasforma la luce in esperienza<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Si conclude con <strong>ADI Design Museum<\/strong> dove il Compasso d\u2019Oro ADI fotografa un presente in cui progettare significa assumersi una responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>GAZA E LE ALTRE COLLETTIVE<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Le collettive alzano il tiro. A Torino, alla\u00a0<strong>Fondazione Merz,<\/strong> Gaza torna a essere storia e memoria: archeologia e contemporaneo si intrecciano nelle opere di artisti come\u00a0<strong>Wael Shawky,<\/strong> aprendo una riflessione urgente sul presente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Al\u00a0<strong>MAXXI<\/strong>, Tragicomica attraversa oltre settant\u2019anni di arte italiana scegliendo ironia e paradosso come strumenti critici, mentre al\u00a0<strong>Castello di Miradolo<\/strong>\u00a0C\u2019\u00e8 oggi una fiaba riscrive i codici del racconto trasformandoli in esperienza immersiva tra simboli, immagini e metamorfosi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-709073 size-full lazyload\" alt=\"Ad aprile ci sono tantissime mostre da vedere, da Vico Magistretti a Marcel Duchamp\" width=\"1500\" height=\"1225\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/MAXXI_Paola_Pivi_SenzaTitoloasino2003_photo_HugoGlendinning.jpg\" loading=\"lazy\"  data-\/>Paola Pivi. Senza titolo (asino), 2003. Foto: Hugo Glendinning. Courtesy Massimodecarlo e Collezione Giuseppe Iannaccone<\/p>\n<p>Paola Pivi. Senza titolo (asino), 2003. Foto: Hugo Glendinning. Courtesy Massimodecarlo e Collezione Giuseppe Iannaccone<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">A Cesano Maderno, infine,\u00a0<strong>Palazzo Arese Borromeo<\/strong>\u00a0ospita 0\u201399. Design per gioco, che sposta lo sguardo sul gioco da tavolo come oggetto culturale e progetto condiviso.<\/p>\n<p><strong>MONOGRAFICHE, SGUARDI TRA PASSATO E PRESENTE<\/strong><\/p>\n<p>Qui il discorso si fa frontale, senza mediazioni. Al<strong style=\"font-weight: 400\"> MoMA,<\/strong> <strong>Marcel Duchamp<\/strong> torna a occupare il centro della scena, riportando in gioco l\u2019idea stessa di opera, mentre a <strong style=\"font-weight: 400\">Villa Panza<\/strong>,\u00a0<strong>Josef Albers<\/strong> trasforma il colore in campo di tensione percettiva. Si passa all\u2019arte intensa e stratificata di <strong>Jenny Saville<\/strong>, protagonista nella cornice veneziana di <strong style=\"font-weight: 400\">Ca\u2019 Pesaro<\/strong>, dove spinge la pittura sul limite del corpo, tra carne e immagine.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il tempo si incrina e si ricompone tra le figure rovesciate di <strong>Georg Baselitz,<\/strong> al\u00a0<strong>Museo Novecento<\/strong> di Firenze, e le architetture relazionali di <strong>Rirkrit Tiravanija<\/strong>, presso\u00a0<strong>Pirelli HangarBicocca <\/strong>a Milano, dove lo spazio diventa azione condivisa. Sempre in citt\u00e0 alla <strong>Fondazione Prada<\/strong>,<strong> Cao Fei<\/strong> proietta il presente nel futuro tecnologico, mentre a Villa Medici, <strong>Nicole Gravier<\/strong> smonta dall\u2019interno l\u2019immaginario mediatico, ribaltandone codici e promesse.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-709076 size-full lazyload\" alt=\"Ad aprile ci sono tantissime mostre da vedere, da Vico Magistretti a Marcel Duchamp\" width=\"800\" height=\"531\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1_Nicole-Gravier.jpg\" loading=\"lazy\"  data-\/>Nicole Gravier, Lo amer\u00f2 sempre. Serie Miti e clich\u00e9: fotoromanzi, 1976-1978. ERMES ERMES, Roma<\/p>\n<p>Nicole Gravier, Lo amer\u00f2 sempre. Serie Miti e clich\u00e9: fotoromanzi, 1976-1978. ERMES ERMES, Roma<\/p>\n<p><strong>INTERNI DOMESTICI<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La casa smette di essere rifugio e diventa campo di tensione. Alla\u00a0<strong>Fondazione ICA<\/strong> <strong>Milano<\/strong>, <strong>Dozie Kanu<\/strong> entra nel mondo di <strong>Marc<\/strong> <strong>Camille Chaimowicz<\/strong> e lo riattiva: stanze che non si limitano a essere abitate, ma assorbono memoria, identit\u00e0, desiderio. Spazi che trattengono tracce e le rilanciano, come superfici sensibili.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-709131 size-full lazyload\" alt=\"mostra di Davide Groppi\" width=\"1500\" height=\"2119\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Davide-Groppi.-Unora-di-luce_QUASILUCE_02.jpg\" loading=\"lazy\"  data-\/>Davide Groppi, Quasi luce. Foto: Fausto Mazza. Davide Groppi. Un\u2019ora di luce, galleria Volumnia di Piacenza<\/p>\n<p>Davide Groppi, Quasi luce. Foto: Fausto Mazza. Davide Groppi. Un\u2019ora di luce, galleria Volumnia di Piacenza<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">A pochi chilometri, negli spazi di\u00a0<strong>Dropcity<\/strong>, la casa cambia scala e significato: <a href=\"https:\/\/living.corriere.it\/architettura\/casa-bianca-mostra-milano-the-white-house-domestic-propaganda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-wpel-link=\"internal\">The White House. Domestic Propaganda la trasforma in macchina politica<\/a>. Qui interni, arredi e rituali non sono neutri, ma costruiscono immaginari, orientano percezioni, mettono in scena il potere.<\/p>\n<p>Di seguito, nel dettaglio, <strong>le mostre da vedere a aprile 2026<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>&gt;&gt;&gt; GUARDA ANCHE:<\/strong><br \/><a href=\"https:\/\/living.corriere.it\/arte\/card\/mostre-marzo-2026-arte-fotografia-design\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-wpel-link=\"internal\">La selezione delle mostre di marzo<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cao Fei, \u201cDash\u201d (still), 2026. Courtesy Cao Fei, Vitamin Creative Space, and Spr\u00fcth Magers. 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