{"id":42431,"date":"2025-08-12T04:25:29","date_gmt":"2025-08-12T04:25:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/42431\/"},"modified":"2025-08-12T04:25:29","modified_gmt":"2025-08-12T04:25:29","slug":"linghilterra-sta-al-debiross-mi-perdo-nei-libri-di-austen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/42431\/","title":{"rendered":"L\u2019Inghilterra sta al Debiross, mi perdo nei libri di Austen"},"content":{"rendered":"<p>Domenica scorsa<\/p>\n<p>Sbrigo la posta arretrata prima di fare il bagno sulla spiaggetta del Debiross, che fu il primo stabilimento balneare di Bocca di Magra. Perfettamente conservato. Sembra di entrare negli <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/anni Sessanta\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">anni Sessanta<\/a>. \u00c8 un luogo letterario. Qui erano di casa Vittorio Sereni ed Elio Vittorini.<\/p>\n<p>Scrive Alessia Rivano: \u00abHo incontrato da poco i libri di Sasha Naspini, mi piacerebbe avere una sua valutazione, sapendo che quella sui libri di Chiara Valerio mi ha fatto schiattare\u00bb.<\/p>\n<p>Mi spiace, gentile amica, ma non conosco i libri di cui mi chiede. In questi giorni, oltre a Dagospia, consultato ogni mattina come l\u2019oroscopo, e a Cosenza nel \u2019900 di Paride Leporace, libro che sto centellinando perch\u00e9 \u00e8 la mia ricerca del tempo perduto, leggo quasi esclusivamente <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/jane-austen-romanzi-traduzioni-tuzw7y90\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Jane Austen<\/a> e mi perdo nelle vicissitudini di Fanny Price, dapprima brutto anatroccolo, poi Cenerentola e poi&#8230;<\/p>\n<p>Sarebbe bello aprire una scuola estiva di scrittura e di tenere i corsi proprio qui al Debiross, tra un bagno e l\u2019altro e con Sapore di sale di Gino Paoli in sordina nel jukebox. Gli allievi godrebbero dei benefici dell\u2019aria di mare e degli echi delle presenze lontane e suggestive di Sereni e Vittorini.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/jane-austen-romanzi-traduzioni-tuzw7y90\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Jane Austen<\/a> definisce la memoria la facolt\u00e0 umana \u00abpi\u00f9 stupefacente\u00bb di tutte. E aggiunge che c\u2019\u00e8 qualcosa di \u00abineffabilmente misterioso\u00bb nella memoria sia quando \u00e8 forte, sia quando \u00e8 fallace, sia quando \u00e8 incoerente. Il mistero di come la memoria possa essere, a volte, \u00abprecisa, servizievole, ubbidiente\u00bb, ma anche \u00abdebole e confusa\u00bb, e, infine, \u00abtirannica e incontrollabile!\u00bb, sembra a Jane \u00abuna sfida alla nostra intelligenza\u00bb.<\/p>\n<p>Non era Graham Greene a dire che la memoria \u00e8 l\u2019unico capitale di uno scrittore?<\/p>\n<p>Ho deciso. Alla scuola estiva di scrittura preferisco lo snorkeling. E poi ho gi\u00e0 abbastanza da fare con la posta arretrata.<\/p>\n<p>Scrive Fiorella Coccolo: \u00abChe dire. L\u2019ho scoperta stanotte. Quale sorpresa. E sul Mottarello sono perfettamente d\u2019accordo! Altro che Magnum\u00bb.<\/p>\n<p>Gentile Fiorella, stiamo mettendo in subbuglio le graduatorie gerarchiche della gelateria italiana. E vorrei ricordare che \u00e8 stato Silvano Calzini a perorare in questa rubrica la causa del Mottarello.<\/p>\n<p> Luned\u00ec<\/p>\n<p>Se amate come me Capote non perdetevi il grande romanzo che Truman avrebbe dovuto scrivere e non ha mai scritto. Il kit per farvelo da soli \u00e8 gentilmente fornito su Dagospia dal grande Dago in persona con il titolo Ravello nights!<\/p>\n<p>Vi si racconta quando nel 1953 John Huston gir\u00f2 da quelle parti Il tesoro dell\u2019Africa, sceneggiatura di Capote, protagonisti Gina Lollobrigida e Humphrey Bogart, fotografo di scena <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/la-campana-suonava-sempre-per-le-foto-di-robert-capa-rf0ri4p3\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Robert Capa<\/a>, cio\u00e8 l\u2019autore della pi\u00f9 bella immagine di guerra mai scattata (The Falling Soldier, il miliziano caduto).<\/p>\n<p>Sul set e fuori dal set accadde di tutto: Bogart perse tutti i denti davanti in un incidente di macchina; sempre Bogey ingaggi\u00f2 un furioso braccio di ferro con Capote e perse ignominiosamente; Capote raccont\u00f2 di aver visto il re d\u2019Egitto Faruk che si esibiva all\u2019alba in un ballo hawaiano nella camera da letto di Bogart.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la parte slapstick, la farsa piena di gag e sbronze colossali del romanzo mai scritto da Capote, che prosegue, quasi un decennio dopo e sempre a Ravello, con una storia d\u2019amore, il pazzo flirt agostano tra l\u2019allora first lady Jackie Kennedy e Gianni Agnelli (si ringrazia l\u2019Hotel Caruso per aver fornito l\u2019alcova). Una storia d\u2019amore ma anche di morte, avrebbe notato sicuramente Capote: alla tragedia di Dallas mancava poco pi\u00f9 di un anno.<\/p>\n<p> Marted\u00ec<\/p>\n<p>Ho fatto caso al particolare che Jane Austen non indugiava mai nei suoi romanzi \u00absu colpe e tristezze\u00bb (cose su cui, invece, amano bivaccare i lugubri e un po\u2019 jettatori romanzieri contemporanei, le romanziere soprattutto). Il prima possibile Jane abbandonava colpe e tristezze, \u00abquesti temi odiosi\u00bb, impaziente di riportare i personaggi dei suoi romanzi, che non fossero proprio irrecuperabili, \u00aba un relativo benessere\u00bb. \u00c8 questo, credo, uno dei segreti del grande realismo dei suoi romanzi.<\/p>\n<p>Si \u00e8 fatta l\u2019ora della merenda. Cosa non pagherei per un Mottarello e, magari, origliare per qualche minuto i discorsi che facevano Sereni e Vittorini seduti sulle loro sdraio.<\/p>\n<p>Sulla spiaggia al tramonto mi torna in mente un detto marinaro: \u00abNavi di legno uomini di ferro, navi di ferro uomini di legno, navi di plastica uomini di plastica\u00bb.<br \/>E subito dopo una delle citazioni preferite da Toni Servillo. \u00c8 un pensiero di Marlon Brando e, secondo me, ribadisce il concetto espresso dal detto marinaro: \u00abIl teatro \u00e8 degli attori, il cinema \u00e8 dei registi, la televisione \u00e8 dei residui\u00bb.<\/p>\n<p>Mentre il sole tramonta in mare (ma senza emettere alla fine il famoso raggio verde) penso che oltre che alla marineria e alla recitazione, lo schema \u00e8 applicabile alla storia della letteratura: ci sono stati i romanzi scritti con la penna (scrittori di ferro), poi quelli con la macchina da scrivere (scrittori di legno), infine quelli con il computer (scrittori di plastica?). Se uno fa un giro in libreria tra le novit\u00e0 editoriali gli verrebbe da pensarla cos\u00ec almeno per la stragrande maggioranza di quello che viene pubblicato.<\/p>\n<p> Mercoled\u00ec<\/p>\n<p>Ho avuto l\u2019idea per un bel romanzo. Mando un Whatsapp a Paride Leporace: \u00abCaro Paride, a quanto capisco dalla tua pagina Facebook c\u2019\u00e8 gi\u00e0 il primo spin off di Cosenza nel \u2019900. Titolo: La vera storia di Ciccio Fred Scotti, una storia quasi in stile Cronaca di una morte annunciata di <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/ci-vediamo-in-agosto-il-libro-postumo-di-gabriel-garcia-marquez-xgb7w583\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Garc\u00eda M\u00e1rquez<\/a> con molte trame e sottotrame che si intrecciano smentendosi reciprocamente. Posso cercare di dare un mio contributo provando a sbrogliarle? Un abbraccio\u00bb.<\/p>\n<p>Ottenuta la benedizione di Leporace, comincio a immaginare La vera storia di Ciccio Fred Scotti, domatore di leoni e cantante di canzoni della mala cosentina, sulla base delle testimonianze fornite dai follower di Leporace sui social.<\/p>\n<p>Gioved\u00ec<\/p>\n<p>Ore 10 del mattino. Videochiamata di mio figlio in partenza per la Colombia. Si trova nella libreria dell\u2019aeroporto a Linate e mi chiede qualcosa da leggere. Cent\u2019anni di solitudine, Cronaca di una morte annunciata, L\u2019amore ai tempi del colera, gli dico. \u00abTutti non disponibili\u00bb gli rispondono alla cassa.<\/p>\n<p>Pomeriggio dedicato a La vera storia di Ciccio Fred Scotti, custode di leoni e cantante di canzoni della mala cosentina (un po\u2019 come Ornella Vanoni quando cantava la mala milanese).<\/p>\n<p>Sulla base delle testimonianze dei follower social di Paride Leporace, comincerei con l\u2019identikit dell\u2019eroe. Si chiamava, in realt\u00e0, Francesco Scarpelli. Lo testimonia il cugino Salvatore Scarpelli. Fred Scotti era il nome d\u2019arte.<\/p>\n<p>Tra le canzoni interpretate da Fred c\u2019era Amici amici chi \u2019n Palermu jiti. Testimonianza del signor Bruno Orso.<\/p>\n<p>Fred Scotti vestiva di nero, portava occhiali da sole e stivaletti ai piedi (lo si evince dalle foto che lo ritraggono).<\/p>\n<p>Passiamo ai leoni, coprotagonisti della storia. Racconta il signor Gigetto Misasi che il leone all\u2019inizio era uno solo. Un cucciolo che si chiamava Eros (questo lo ricordo anche io) e fu regalato da un circo di passaggio alla citt\u00e0 di Cosenza. Sempre Misasi ricorda che Eros soffriva di cataratta a entrambi gli occhi (e questo, secondo me, \u00e8 il motivo per cui fu donato alla citt\u00e0), ma ne venne operato solo uno. All\u2019inizio Eros fu tenuto (narra sempre Misasi) in un magazzino al deposito dei mezzi del Comune vicino a piazza Riforma, intanto che veniva costruita la gabbia dove Fred Scotti l\u2019avrebbe tenuto in custodia.<\/p>\n<p>Secondo altre testimonianze, Eros aveva un occhio di vetro, probabilmente quello non operato, ed era senza denti (come Bogart a Ravello).<\/p>\n<p>La gabbia fu posta alla Villa Vecchia, il parco comunale, proprio sotto il glorioso campo in terra rossa del Tennis Club. Divent\u00f2 un rito cittadino negli anni Sessanta andare domenica dopo la messa a vedere Fred Scotti dar da mangiare ad Eros.<\/p>\n<p>Qualche tempo dopo, per alleviare la solitudine del leone gli fu trovata una compagna, una leonessa senza problemi agli occhi.<\/p>\n<p>Fine della prima parte della Vera storia di Ciccio Fred Scotti.<\/p>\n<p> Ieri<\/p>\n<p>Cosenza nel \u2019900\u00a0ha almeno dieci storie che possono diventare romanzi belli come quello di Fred Scotti. Volendo, anche film. Al posto di Leporace mi metterei subito al lavoro.<\/p>\n<p>Scrivete ad Antonio D\u2019Orrico a lettori@editorialedomani.it<\/p>\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Domenica scorsa Sbrigo la posta arretrata prima di fare il bagno sulla spiaggetta del Debiross, che fu il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":42432,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-42431","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42431","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42431"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42431\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/42432"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}