{"id":424376,"date":"2026-04-02T12:30:20","date_gmt":"2026-04-02T12:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/424376\/"},"modified":"2026-04-02T12:30:20","modified_gmt":"2026-04-02T12:30:20","slug":"a-sinistra-e-gia-totopremiership","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/424376\/","title":{"rendered":"A sinistra \u00e8 gi\u00e0 totopremiership"},"content":{"rendered":"<p>Duecento pagine dense di modelli econometrici, scenari e proiezioni, assemblate da un consorzio di centri di ricerca pagati dalla Commissione, per dimostrare una tesi gi\u00e0 scritta in partenza, ovvero che la transizione verde \u00e8 finanziariamente sostenibile. Cio\u00e8 i governi possono attuare questo cambiamento senza far esplodere il debito pubblico. Evviva.<\/p>\n<p>Del resto, quando si chiede all\u2019oste se il vino \u00e8 buono non ci si pu\u00f2 aspettare una risposta diversa. Lo studio, per\u00f2, non pu\u00f2 evitare di riconoscere che la transizione \u00e8 sostenibile perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcuno che la paga: i cittadini.<\/p>\n<p>Il rapporto utilizza due grandi modelli macroeconomici, E3ME e GEM-E3, per stimare gli impatti della politica climatica europea sulle finanze pubbliche dei 27 Stati membri fino al 2050. Il punto di partenza \u00e8 la constatazione che la transizione produrr\u00e0 effetti profondi su entrate e uscite pubbliche. Infatti, da un lato essa ridurr\u00e0 progressivamente le entrate fiscali legate ai combustibili fossili (accise su carburanti, gas, carbone), dall\u2019altro richieder\u00e0 ingente spesa pubblica in sussidi alle energie rinnovabili, incentivi per i veicoli elettrici e sostegno alle famiglie nelle fasce di reddito pi\u00f9 basse.<\/p>\n<p>I due modelli economici usati dallo studio giungono a conclusioni diverse, e questa divergenza \u00e8 rivelatrice. <\/p>\n<p>Nel modello E3ME, di impostazione per cos\u00ec dire keynesiana, la transizione verde genera un effetto di stimolo sulla crescita economica. Secondo le ipotesi,  gli investimenti verdi trainano il Pil, le entrate fiscali aumentano e i governi si ritrovano perfino con dei surplus da redistribuire alle famiglie. Una pacchia. Peccato che questa conclusione ottimistica dipenda interamente da un\u2019ipotesi di partenza molto discutibile, ovvero che gli investimenti verdi abbiano un moltiplicatore keynesiano positivo. Lo studio ipotizza cio\u00e8 che ogni euro speso in pale eoliche e pompe di calore generi pi\u00f9 di 1 euro di crescita economica complessiva. Un\u2019ipotesi tutta da dimostrare.<\/p>\n<p>Nel modello GEM-E3, di impostazione pi\u00f9 restrittiva sulla spesa pubblica, lo scenario \u00e8 opposto. Gli investimenti nelle tecnologie a basse emissioni spiazzano altri investimenti produttivi, i costi di produzione aumentano, il Pil scende e gli Stati sono costretti ad alzare le tasse per mantenere stabile il rapporto debito\/Pil.<\/p>\n<p>Quindi, se il modello keynesiano ha ragione, niente tasse aggiuntive. Se ha torto, le tasse aumentano eccome. Lo studio presenta questa alternativa come una questione tecnica tra economisti, ma in realt\u00e0 \u00e8 una scommessa politica fatta con i soldi dei contribuenti.<\/p>\n<p>Lo studio per\u00f2 vincola esplicitamente i propri scenari al mantenimento di rapporti debito\/Pil \u00abstabili e compatibili con il percorso di riferimento\u00bb. Quindi i modelli sono calibrati affinch\u00e9 i conti tornino, non per verificare se i conti tornano davvero. \u00c8 proprio questo a viziare tutto lo studio, che vuole dimostrare la sostenibilit\u00e0 finanziaria non ottenendola come esito ma imponendola come input iniziale.<\/p>\n<p>Ora, ogni euro di spesa pubblica orientato verso la transizione Green \u00e8 1 euro sottratto ad altre voci di bilancio. Infatti, nel modello GEM-E3 dello studio, per mantenere la neutralit\u00e0 di bilancio nella fase pi\u00f9 intensa della transizione (2035-2045), i governi europei dovrebbero raccogliere tra 68 e 148 miliardi di euro aggiuntivi l\u2019anno attraverso aumenti di tasse indirette. <\/p>\n<p>La transizione verde non avviene nel vuoto, ma in economie dove la spesa per le pensioni pesa il 12-15% del Pil nell\u2019Europa continentale, la sanit\u00e0 pubblica \u00e8 sotto pressione, le infrastrutture (strade, scuole, ospedali) accumulano ritardi decennali.<\/p>\n<p>Quando lo studio prevede che i governi dovranno aumentare le entrate per finanziare la transizione \u00abmantenendo costante il rapporto debito\/Pil\u00bb, dunque, sta dicendo che queste risorse dovranno provenire da qualche parte. O da nuove tasse, con effetti regressivi documentati, o da tagli ad altre voci. Pensioni pi\u00f9 basse, meno investimenti in infrastrutture, meno spesa sanitaria, a scelta.<\/p>\n<p>N\u00e9 lo studio considera il costo opportunit\u00e0 di queste scelte. Un euro investito in transizione Green \u00e8 1 euro non investito in ricerca e sviluppo, nella scuola, in strade, porti, ponti, edilizia pubblica. Non \u00e8 detto che la destinazione \u00abverde\u00bb sia sempre la pi\u00f9 produttiva in termini di crescita a lungo termine. Anzi, lo stesso modello GEM-E3 nello studio suggerisce il contrario, poich\u00e9 nella simulazione certi investimenti verdi hanno rendimenti inferiori rispetto agli investimenti che sostituiscono.<\/p>\n<p>Lo studio dimostra che la transizione pu\u00f2 avvenire senza far esplodere il debito, a condizione di aumentare le tasse o tagliare i trasferimenti da qualche parte. Ci volevano duecento pagine per dirci questo?<\/p>\n<p>Dopo vent\u2019anni di politiche Green inefficaci (la dipendenza estera dell\u2019Eurozona per l\u2019energia resta sopra il 60% dal 2005), siamo ancora qui, con il Green deal che impone scelte politiche prese al di sopra del livello politico democratico, cio\u00e8 quello nazionale. Lo spieg\u00f2 anche Mario Monti anni fa, quando disse che l\u2019Unione europea serve a prendere decisioni \u00abal di fuori del processo elettorale\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Duecento pagine dense di modelli econometrici, scenari e proiezioni, assemblate da un consorzio di centri di ricerca pagati&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":424377,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[79],"tags":[14,93,94,1537,90,89,7,15,84580,7815,12699,11,84,91,12,85,92],"class_list":["post-424376","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-italia","tag-cronaca","tag-cronaca-italiana","tag-cronacaitaliana","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-news","tag-notizie","tag-premiership","tag-schlein","tag-sinistra-a-pezzi","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultime-notizie-italia","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotizieenewsdioggi","tag-ultimenotizieitalia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116335124761332633","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/424376","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=424376"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/424376\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/424377"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=424376"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=424376"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=424376"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}