{"id":42478,"date":"2025-08-12T05:19:30","date_gmt":"2025-08-12T05:19:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/42478\/"},"modified":"2025-08-12T05:19:30","modified_gmt":"2025-08-12T05:19:30","slug":"perche-vogliamo-leggere-un-romanzo-come-una-vita-come-tante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/42478\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 vogliamo leggere un romanzo come Una vita come tante?"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 questo romanzo, intricato e doloroso come una tortura condotta in modo scientifico e scrupoloso, a cui penso spesso. Un romanzo che, per certi versi, mi dico non dovrei consigliare, eppure lo consiglio sempre a tutti<\/p>\n<p><strong>Una vita come tante <\/strong><strong>di<\/strong><strong> <\/strong><strong>Hanya Yanagihara, il romanzo che non smette di infiammare il booktok<\/strong><\/p>\n<p>Una vita come tante \u00e8 stato pubblicato per la prima volta in Italia nel 2016 da Sellerio mentre negli Stati Uniti \u00e8 uscito l\u2019anno precedente, \u00e8 stato finalista sia al Booker Prize sia al National Book Award e ha vinto il Kirkus, ha venduto tre milioni di copie, passa le mille pagine e l\u2019ha scritto la statunitense Hanya Yanagihara. Nel nostro Paese \u00e8 un caso editoriale da un paio d\u2019anni \u2013 pure grazie ai ragazzi di TikTok che lo leggono per piangere; lo fanno davvero per questo: perch\u00e9 vogliono piangere \u2013, nel resto del mondo \u00e8 gi\u00e0 un cult e io ne sono ossessionato.\u00a0<\/p>\n<p>Ragazzi, adolescenti che si riprendono mentre leggono il romanzo Una vita come tante documentando il loro stato d\u2019animo cento pagine alla volta. Video con la descrizione cosa vivevo mentre leggevo questo libro o Leggi con me Una vita come tante immortalano i lettori piangere e struggersi per le vicende raccontate da Hanya Yanagihara. Una messa in scena di emozioni, tristezza e dolore soprattutto. La viralit\u00e0 del romanzo ci fa capire quanto i giovani oggi siano intrappolati nelle loro emozioni, quanto facciano fatica ad esternarle e che la letteratura (cartacea) \u00e8 ancora un mezzo valido per indagare se stessi.\u00a0<\/p>\n<p><strong>La sfilata di Valentino dedicata a <\/strong><strong>Una vita come tante <\/strong><strong>di<\/strong><strong> <\/strong><strong>Hanya Yanagihara \u2013 un ideale maschile che abbraccia la fragilit\u00e0 umana<\/strong><\/p>\n<p>Pier Paolo Piccioli, nella scorsa sfilata di Valentino andata in scena alla Statale di Milano ha omaggiato il romanzo di Hanya Yanagihara. La sfilata intitolata The Narratives, aveva come protagonista il romanzo Una vita come tante, come si \u00e8 visto anche nella campagna di comunicazione che ha preceduto la sfilata. Le citazioni del romanzo sono state riportate sugli abiti per emozionare e creare un ideale di maschile diverso, che ammette le proprie fragilit\u00e0 umane e abbraccia le proprie sofferenze. \u00abWe are so old, we have become young again\u00bb. Per la sfilata \u00e8 stata stampata anche un\u2019edizione di Una vita come tante firmata da Valentino.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 leggere <\/strong><strong>Una vita come tante <\/strong><strong>di<\/strong><strong> <\/strong><strong>Hanya Yanagihara<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 questo romanzo, intricato e doloroso come una tortura condotta in modo scientifico e scrupoloso, a cui penso spesso. Un romanzo che, per certi versi, mi dico non dovrei consigliare, eppure lo consiglio sempre a tutti; l\u2019ho persino regalato a due amici. C\u2019\u00e8 questo romanzo che in s\u00e9 ha una sofferenza rude, pesante, patetica e, a pensarci, superflua. Un romanzo che nella sua storia ti ci fa scivolare lentamente e tu, inerme, incosciente, d\u2019un tratto, ti trovi nella pancia del mostro senza sapere quando o come ci sei finito. <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 questo romanzo che mette paura e inquietudine, strazia, fa soffrire, mostra la luce dorata in fondo al tunnel solo per azzopparti quando sei quasi arrivato. Un romanzo che ho detestato entrambe le volte che l\u2019ho letto ma penso che lo rilegger\u00f2 sotto Natale. C\u2019\u00e8 questo romanzo che io davvero non capisco \u2013 non capisco perch\u00e9 funzioni cos\u00ec bene, per quale ragione continui ad attrarmi tanto, come sia stato scritto \u2013 e che sento la necessit\u00e0 di capire.<\/p>\n<p><strong>La sessualit\u00e0, tra i temi di <\/strong><strong>Una vita come tante<\/strong><strong> di Hanya Yanagihara<\/strong><\/p>\n<p>I protagonisti sono quattro ragazzi che si danno molto da fare a New York per costruirsi. Ex compagni di universit\u00e0, sono amici da tanti anni e si aiutano nel percorso verso l\u2019et\u00e0 adulta. Willem \u00e8 dolce, gentile, benvoluto da tutti, \u00e8 bello, in modo inconsapevole e vuole fare l\u2019attore. JB \u00e8 furbo, sa essere cattivo e fa il fotografo. Malcom sembra sempre frustrato, nel suo modo di vivere c\u2019\u00e8 un malumore che lo sfibra, ma di cui non riesce a far a meno, \u00e8 architetto per uno degli studi pi\u00f9 importanti della citt\u00e0, per\u00f2 le mansioni non lo appagano. Infine c\u2019\u00e8 Jude, bello come Willem ma molto magro, cupo, parla poco e racconta di s\u00e9 pure meno, fa l\u2019avvocato, e la sua sessualit\u00e0 \u00e8 sfuggente.\u00a0<\/p>\n<p>Li seguiamo dagli anni successivi alla laurea alla mezza et\u00e0, mentre sono presi a edificare le loro vite, tra esplorazione sessuale e rapporti tossici, tra impieghi falliti e feste, tra politica e lotta agli stereotipi, ma pian piano viene pure narrato, tramite lunghi flashback, quel che \u00e8 capitato a Jude da bambino; violenze, abusi che passano per orfanotrofi, casefamiglia e che lo portano a un autolesionismo feroce. E presto a prevalere \u00e8 lui, Jude, che diviene protagonista.<\/p>\n<p><strong>Descrivere l\u2019esistenza umana attraverso il dolore: il romanzo di Hanya Yanagihara<\/strong><\/p>\n<p>Sebbene i personaggi principali siano quattro non \u00e8 un vero e proprio romanzo corale. Le vite dei ragazzi, vengono raccontate, affrontandosi a blocchi separati, da un narratore onnisciente che si focalizza su ognuno in modo scrupoloso, ma dopo il primo capitolo il lettore viene infilato nell\u2019esistenza di Jude, su cui lo sguardo resta incollato fino alla fine del libro: il protagonista \u00e8 lui. Gli altri nello spazio di poche centinaia di pagine sbiadiscono. La sua non \u00e8 una vita come tante, anzi. Qual \u00e8, quindi, l\u2019esistenza comune a cui fa riferimento il titolo?\u00a0<\/p>\n<p>Dapprincipio, mi sono detto Yanagihara l\u2019avesse scelto per antitesi, l\u2019originale \u00e8 A little life, ma la risposta non mi convinceva. Alla seconda lettura ho trovato una spiegazione che mi \u00e8 parsa pi\u00f9 azzeccata: le vite come tante sono quelle degli altri protagonisti, Willem e JB e Malcom, e Jude, vero personaggio principale, non \u00e8 che il loro specchio. Cos\u00ec come \u201cIl mare non riflette il mare\u201d \u2013 scrive Anna Maria Ortese -, Willem e JB e Malcom non sono capaci, da soli, di raccontare la loro storia, troppo simile a quella di milioni di altre, e per farlo Yanagihara usa un\u2019esistenza pi\u00f9 alta, specifica: usa il dolore di Jude come superficie riflettente che dice e al tempo distorce.<\/p>\n<p><strong>La vita tra orgasmo e dolore: la copertina di <\/strong><strong>Una vita come tante<\/strong><strong> di Hanya Yanagihara<\/strong><\/p>\n<p>Un martirio, quello di Jude, che pare ritratto gi\u00e0 in copertina, dove campeggia l\u2019immagine di un giovane che sembrerebbe provare un forte dolore. La foto \u00e8 di Peter Hujar, scattata nel 1969, e in realt\u00e0 mostra un ragazzo nel momento di un orgasmo. Quella in copertina non \u00e8 sofferenza ma neanche piacere, \u00e8 la fine del godimento: Una vita come tante racconta la fine delle illusioni di un gruppo di ragazzi che, abbandonata la terra della giovinezza, avanza lungo quella dell\u2019adultit\u00e0.<\/p>\n<p>Fine della giovinezza, del piacere, delle illusioni; in una corsa indefessa. Nel gioco di luci e ombre, nel rimpallo perenne di vite che si lambiscono, che si sfiorano e s\u2019incrociano e s\u2019incastrano il lettore cade, cade in una rete da cui non riesce pi\u00f9 a venir fuori. Difatti il grande pregio di Una vita come tante, il dettaglio che pi\u00f9 di ogni altro mi fa dannare \u2013 da lettore e da scrittore, \u00e8 questo: \u00e8 immersivo in modo totalizzante, assoluto; caleidoscopio, ipnotizza e cattura. Una volta cominciato a leggerlo, diventa difficile separarsene. Non succede solo per gli incastri delle vite raccontate, n\u00e9 soltanto per il dolore messo in atto, la storia del racconto, la caratterizzazione di personaggi, posti, scene. Credo abbia a che fare soprattutto con il tempo.<\/p>\n<p><strong>La vita sospesa di <\/strong><strong>Una vita come tante<\/strong><strong>: riusciamo ad immedesimarci nel romanzo di Hanya Yanagihara perch\u00e9 non ci sono riferimenti temporali certi<\/strong><\/p>\n<p>Yanagihara racconta una storia sospesa, e racchiusa in una bolla. I personaggi vivono in un presente continuo la cui epoca non \u00e8 definita, potrebbe essere un contemporaneo qualunque: diventano adulti poi invecchiano ma non sul serio, cambiano le loro vite e i loro spazi ma mai radicalmente, fanno quella cosa o quell\u2019altra ma senza avanzare tanto. I piani temporali sono due, il presente del gruppo e il passato di Jude, per\u00f2 non sono davvero specifici.\u00a0<\/p>\n<p>Ogni cosa accade in una concatenazione perpetua, che crea un tutto, un ammasso intricato di eventi, privo di tempo determinato. Appunto: la storia \u00e8 sospesa nel tempo. Un impianto favolistico, tanto, tanto tempo fa in una terra lontana viveva una principessa, che \u00e8 uno dei punti di forza del libro. La mancata determinazione di un\u2019epoca e di un arco narrativo fanno fluttuare la vicenda in un incanto, un artificio che siamo chiamati ad abitare. A essere sospeso non \u00e8 solo il tempo, lo sono pure i giudizi.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 il dolore ci piace tanto? Il masochismo di Yanagihara in Una vita come tante<\/strong><\/p>\n<p>Una vita come tante mostra un dolore che difficilmente si \u00e8 capaci di digerire, e di certo, se ci si riesce, lo si fa con una domanda: perch\u00e9? Perch\u00e9 Yanagihara fa soffrire cos\u00ec il suo protagonista? Perch\u00e9 si accanisce tanto su di lui, non gli d\u00e0 pace? Jude trascorre l\u2019infanzia, raccontata in flashback lunghissimi che, in effetti, compongono un romanzo a s\u00e9, tra orfanotrofi religiosi, case famiglia e motel, sempre picchiato, abusato, costretto a prostituirsi. Le violenze vengono narrate senza lasciare niente alla fantasia, le immagini di ci\u00f2 che viene inflitto sono nitide in maniera eccessiva e davvero troppe \u2013 e il motivo di una quantit\u00e0 tale di efferatezza il lettore se lo chiede.<\/p>\n<p><strong>La pornografia del dolore in Una vita come tante: violenza, stupri, sofferenza e i tentativi di fuga da un passato doloroso<\/strong><\/p>\n<p>Jude viene abbandonato quand\u2019\u00e8 in fasce, poi preso da una confraternita, dove \u00e8 sistematicamente stuprato dai frati, scappa con uno di loro, che lo obbliga a prostituirsi nei motel, quando la polizia li scopre \u00e8 dato ai servizi sociali dove viene ancora violentato, \u00e8 poi affidato a una famiglia e viene ancora picchiato e abusato. Ecco: \u00e8 tutto troppo. C\u2019\u00e8 una pornografia del dolore evidente, e una geometria della sofferenza che proprio non funziona, esagerata, sopra le righe.\u00a0<\/p>\n<p>Malgrado tutto andiamo avanti \u2013 non possiamo farne a meno: s\u2019innesca un meccanismo che ci fa assuefare al suo dolore, e che ci porta a domandarci se una salvezza possa esserci, per questo disgraziato. Non per ragioni narrative, ma esistenziali. Esistono vie di fuga da un passato che ci macella, una salvezza per chi dentro ha sensi di colpa inenarrabili, un perdono per chi sente un s\u00e9 cos\u00ec marcescente e orrido? La storia di Jude pungola le parti pi\u00f9 viscerali di ciascuno di noi, l\u00ec dove risiede la colpa: vogliamo scoprire se esiste una salvezza, una felicit\u00e0 nonostante.<\/p>\n<p><strong>Una vita come tante: Yanagihara ci spiega come ricercare la felicit\u00e0 anche attraverso il dolore dell\u2019esistenza e l\u2019amore<\/strong><\/p>\n<p>Questo romanzo, \u00e8 un racconto sulla ricerca della felicit\u00e0 nonostante: nonostante il senso di colpa per quel che abbiamo fatto o ci \u00e8 stato fatto o per come siamo fatti, nonostante l\u2019inadeguatezza davanti chi ci ama e per la vita stessa, nonostante la lingua non sappia formulare le parole per dire ci\u00f2 che \u00e8 stato. Ciascuno di noi \u00e8 abitato dai suoi nonostante, e Jude li accoglie tutti, facendoci sentire meno soli nella ricerca che ognuno conduce di un porto sicuro cui abbandonarci, meta che da chiamare casa, occhi in cui scorgere ci\u00f2 che tutti chiamano amore. \u00c8 l\u2019amore tra Jude e Willem, alla fine, ad avvinghiarci davvero.<\/p>\n<p>\u00abSei Jude St Francis. Il mio amico pi\u00f9 caro, l\u2019amico di una vita intera. Un newyorchese. Abiti a SoHo. Offri assistenza legale volontaria ad artisti, e sei nel consiglio di amministrazione di una mensa per poveri. Sei un ottimo nuotatore. Sai cucinare. Adori leggere. Hai una voce bellissima, anche se non canti pi\u00f9. Sei un pianista eccellente. Collezioni opere d\u2019arte. Mi scrivi messaggi bellissimi, quando sono fuori per lavoro. Sei paziente. Generoso. Il miglior ascoltatore che io conosca. Sei la persona pi\u00f9 intelligente che io conosca, e la pi\u00f9 coraggiosa, da tutti i punti di vista\u00bb. <\/p>\n<p>A parlare \u00e8 Willem, che si rivolge a Jude \u2013 verso la fine del romanzo. Qui, nel modo pi\u00f9 onesto concesso alla parola, torna il gioco di specchi di cui parlavo: Willem si annulla di fronte a Jude \u2013 che \u00e8 prima amico, poi fidanzato \u2013 e lascia che si veda attraverso s\u00e9 stesso. L\u2019atto d\u2019amore pi\u00f9 grande che si possa fare.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il lettore di <\/strong><strong>Una vita come tant<\/strong><strong>e \u00e8 nudo allo specchio mentre legge le proprie debolezze, soprattutto non \u00e8 solo<\/strong><\/p>\n<p>Forse la bellezza di questo romanzo, la sua capacit\u00e0 di attrarre e incantare, risiede in questo: nel fare da specchio a chi lo legge \u2013 sempre senza tempi e giudizi, e con amore. Raccontando una storia cos\u00ec dura, dolorosa, Yanagihara ci convince a deporre le armi, ad abbassare la guardia \u2013 Jude \u00e8 nudo davanti a te, dice, ti concede di vederlo nei suoi punti pi\u00f9 osceni, e di cui si vergogna, quindi tu sta\u2019 tranquillo e non nasconderti e porta a galla i tuoi, di punti osceni. Yanagihara ci convince a leggere questa storia senza alcuna armatura addosso, facendo s\u00ec che i dolori, i nonostante che abbiamo dentro, salgano in superficie. E quando quei dolori e quei nonostante sono affiorati, Jude ci fa da specchio: sto soffrendo pure io, dice, proprio come stai soffrendo tu, e va bene \u2013 non sei solo.<\/p>\n<p>Non siamo soli.<\/p>\n<p><strong>Mattia Insolia<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 questo romanzo, intricato e doloroso come una tortura condotta in modo scientifico e scrupoloso, a cui penso&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":42479,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,10515,1609],"class_list":{"0":"post-42478","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-letteratura","15":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42478","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42478"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42478\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/42479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}