{"id":425410,"date":"2026-04-03T03:25:18","date_gmt":"2026-04-03T03:25:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/425410\/"},"modified":"2026-04-03T03:25:18","modified_gmt":"2026-04-03T03:25:18","slug":"croce-di-einstein-riscrive-la-formazione-galattica-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/425410\/","title":{"rendered":"Croce di Einstein riscrive la formazione galattica \u2013 MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p>Un team di ricerca guidato dall\u2019Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) ha individuato una rara e spettacolare <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lente_gravitazionale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">lente gravitazionale<\/a> nota come \u201c<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Croce_di_Einstein\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">croce di Einstein<\/a>\u201d. L\u2019oggetto, una galassia ellittica denominata J1453g, \u00e8 la prima lente gravitazionale a grande distanza per cui sia stata misurata la distribuzione di massa della galassia con alta precisione che deflette la luce di un quasar ancora pi\u00f9 lontano. Lo <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41550-026-02819-4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">studio<\/a>, pubblicato sulla rivista Nature Astronomy, rivela che la composizione di questa galassia primordiale, risalente a circa 8 miliardi di anni fa, \u00e8 sorprendentemente simile a quella della Via Lattea. Questa evidenza mette in discussione i classici modelli di formazione ed evoluzione delle galassie ellittiche, suggerendo processi di crescita molto pi\u00f9 complessi di quanto ipotizzato finora.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1779471\" class=\"wp-image-1779471 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"1721\" height=\"1734\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/data_image.jpg\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1779471\" class=\"wp-caption-text\">Immagine della croce di Einstein, con al centro la galassia J1453g (indicata nel cerchio ciano). L\u2019osservazione \u00e8 stata effettuata con lo strumento Eris installato sul Vlt. La capacit\u00e0 di distinguere un oggetto cos\u00ec compatto \u00e8 stata resa possibile dal sistema di ottica adattiva sviluppato dall\u2019Inaf di Firenze. Crediti: Quirino D\u2019Amato<\/p>\n<p>Grazie a un allineamento quasi perfetto, la galassia lente J1453g esercita una forza gravitazionale tale da deflettere e sdoppiare la luce di un <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/quasar\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">quasar<\/a> \u2013 ovvero una galassia attiva molto luminosa \u2013 ancora pi\u00f9 remoto, creando la caratteristica configurazione a croce composta da quattro immagini distinte della sorgente di fondo. Questa particolare configurazione ha permesso di ottenere con una precisione senza precedenti la distribuzione della massa delle stelle della galassia lente al momento della loro nascita \u2013 in un ambiente e a una distanza finora del tutto inesplorati.<\/p>\n<p>Secondo i modelli teorici attuali, i nuclei di galassie ellittiche (i cosiddetti <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bulge\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">bulge<\/a>) dovrebbero formarsi in tempi rapidissimi ed essere dominati da stelle di piccola massa (come prevede il modello di Salpeter). Al contrario, i dati raccolti su J1453g mostrano una configurazione analoga a quella della nostra galassia (descritta dal modello di Chabrier), che invece \u00e8 di tipo spirale barrata. Questo suggerisce che il cuore delle galassie ellittiche possa essere cresciuto in modo lento e graduale, o che sia stato trasformato da violenti eventi di fusione (merger) nelle prime fasi della sua evoluzione.<\/p>\n<p>\u00abLa scoperta di questo oggetto eccezionale ci ha permesso di studiare in maniera accurata la natura delle stelle al centro di una galassia ellittica in un\u2019epoca remota dell\u2019universo, quando la galassia era ancora giovane\u00bb, commenta <b>Quirino D\u2019Amato<\/b> ricercatore dell\u2019Inaf di Roma e primo autore del lavoro svolto all\u2019Inaf di Firenze. \u00abIl fatto che la loro composizione sia molto simile a quella che vediamo oggi nella Via Lattea, in un ambiente e un\u2019epoca completamente diversi, \u00e8 sorprendente. Questo ci dice che siamo ancora lontani dal comprendere a fondo i processi di formazione ed evoluzione delle galassie, e rappresenta un punto importante per lo sviluppo dei futuri modelli\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/lensing_outreach_big_galaxy.jpeg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"856952071\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1779474\" class=\"wp-image-1779474 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"1701\" height=\"1050\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/lensing_outreach_big_galaxy.jpeg\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1779474\" class=\"wp-caption-text\">Questo schema mostra come si forma una croce di Einstein, usando come modello proprio J1453g. La luce emessa da un quasar distante (in ciano) viene deviata dal campo gravitazionale di una galassia (in rosso), che si trova tra il quasar e la Terra. A causa di questa deflessione, i raggi luminosi convergono verso la Terra, producendo immagini multiple dello stesso quasar. Quando l\u2019allineamento tra sorgente, lente e osservatore \u00e8 particolarmente preciso, queste immagini appaiono disposte in una configurazione a croce attorno alla galassia centrale. Crediti: Quirino D\u2019Amato<\/p>\n<p>Lo studio \u00e8 frutto di un\u2019eccellenza tecnologica a forte impronta italiana. Il metodo di selezione dell\u2019oggetto \u00e8 stato sviluppato da un team a guida Inaf, mentre i dati sono stati ottenuti grazie allo strumento <a href=\"https:\/\/www.eso.org\/public\/teles-instr\/paranal-observatory\/vlt\/vlt-instr\/eris\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Eris<\/a>\/Nix, installato sul Very Large Telescope (<a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/vlt\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Vlt<\/a>) dell\u2019Eso \u2013 il cui modulo di ottica adattiva \u00e8 stato realizzato dall\u2019Inaf di Firenze \u2013 e allo strumento <a href=\"https:\/\/www.tng.iac.es\/instruments\/lrs\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dolores<\/a> presso il Telescopio nazionale Galileo (Tng) dell\u2019Inaf. Proprio riguardo al ruolo del Tng nella scoperta, emerge un dettaglio curioso di grande valore educativo: i dati necessari alla misura della distanza della lente sono stati raccolti materialmente da un gruppo di studenti e studentesse di un liceo di Telese Terme (Benevento). I giovani hanno operato sotto la supervisione di astronomi professionisti nell\u2019ambito della prima edizione del concorso nazionale \u201c<a href=\"https:\/\/www.tng.iac.es\/outreach\/giovani-astronomi-2026\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Giovani astronomi al Tng<\/a>\u201d organizzato dal Tng in collaborazione con il Ministero dell\u2019istruzione e del merito (Mim), la Societ\u00e0 astronomica italiana (Sait) e l\u2019Inaf.<\/p>\n<p>\u00abLa scoperta di questo oggetto \u00e8 stata resa possibile da un metodo rivoluzionario che abbiamo recentemente introdotto\u00bb, spiega <b>Filippo Mannucci<\/b>, dell\u2019Inaf di Firenze e coautore dello studio. \u00abUsiamo in maniera innovativa i dati del satellite <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/gaia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gaia<\/a> dell\u2019Agenzia spaziale europea, originariamente pensato per osservare le stelle della Via Lattea, ma che si comporta egregiamente anche su oggetti molto pi\u00f9 lontani. Grazie al suo potere di risoluzione e grande campo di vista, \u00e8 lo strumento ideale per trovare oggetti piccoli e rari come queste lenti gravitazionali\u00bb.<\/p>\n<p>Questa misura non solo rappresenta una delle pi\u00f9 robuste mai effettuate sulla formazione stellare in epoche remote, ma apre nuovi scenari sulla comprensione di come le strutture massicce dell\u2019universo si siano assemblate ed evolute nel tempo, suggerendo storie molto pi\u00f9 dinamiche e articolate di quanto ritenuto possibile finora.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un team di ricerca guidato dall\u2019Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) ha individuato una rara e spettacolare lente gravitazionale&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":425411,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-425410","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116338644081499869","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/425410","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=425410"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/425410\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/425411"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=425410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=425410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=425410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}