{"id":426047,"date":"2026-04-03T13:23:16","date_gmt":"2026-04-03T13:23:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/426047\/"},"modified":"2026-04-03T13:23:16","modified_gmt":"2026-04-03T13:23:16","slug":"dubai-addio-cosi-la-guerra-in-iran-sta-travolgendo-il-golfo-i-miliardari-in-fuga-il-mercato-immobiliare-che-crolla-e-la-scoperta-su-trump-dellemiro-del-qatar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/426047\/","title":{"rendered":"Dubai, addio: cos\u00ec la guerra in Iran sta travolgendo il Golfo. I miliardari in fuga, il mercato immobiliare che crolla (e la scoperta su Trump dell&#8217;emiro del Qatar)"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Francesco Battistini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Migliaia di droni e centinaia di missili balistici: questo il messaggio dell\u2019Iran ai 7 \u00abvicini di casa\u00bb dall\u2019inizio del conflitto con Usa e Israele. Petrolio e minacce al sistema idrico a parte, le ferite pi\u00f9 profonde saranno altre: le mille luci delle cattedrali nel deserto appaiono pi\u00f9 fioche<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il clero che sclera.<\/b> Raccontano che la cosa che pi\u00f9 faceva arrabbiare la Guida Suprema Al\u00ec Khamenei, prima d\u2019essere ammazzata, non fosse il fatto di non poter mai uscire dall\u2019Iran. E nemmeno che le ragazze di Teheran non volessero pi\u00f9 saperne del velo. No. <b>L\u2019Ayatollah in Chief non si capacitava che fuori dalla Persia non si parlasse pi\u00f9 il persiano. <\/b>Che la lingua usata per secoli in mezz\u2019Asia fosse diventata, oltreconfine, una lingua morta. Che grandi nazioni come l\u2019India avessero cambiato i nomi farsi d\u2019alcuni villaggi. Che Paesi confinanti e sunniti, dal Pakistan alla Turchia, avessero proibito nelle scuole l\u2019iraniano degli sciiti. E terre come la Bosnia o l\u2019Albania, dove ai tempi degli Ottomani si produceva grande letteratura persiana, ne avessero cancellato ogni traccia. Che perfino molti afghani, ormai, preferissero usare l\u2019inglese. Un declino inevitabile. Riassumibile in una sola domanda: ma perch\u00e9 tutti i vicini odiano l\u2019Iran?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>PETROLIO IN FIAMME<\/b><br \/>Marzo di guerra. Sull\u2019orizzonte di Hormuz e sullo skyline del Burj Khalifa, cadono droni e qualche goccia. Marziali nuvole nere di petrolio in fiamme. Nuvolaglia grigia di pioggia marzolina. Gli allarmi squillano per abitudine, i superyacht galleggiano vuoti per inerzia, le escort fanno sconti sul piacere, le mille luci di Dubai scintillano solo per dovere. <b>Nei ristoranti finto-mediorientali non ci sono abbastanza turisti per l\u2019ayyala, l\u2019antica danza dei bastoni che simula le battaglie.<\/b> Qui e ora, \u00e8 battaglia vera. Ogni tanto compare sul display un\u2019allerta che sembra scritta da Tajani \u2013 \u201cpotential missile threats, stay away from windows and doors\u201d, bombardano, alla larga da porte e finestre \u2013, e si fa tutti finta di nulla, ma no, non sar\u00e0 certo un drone a farla padrone, si sta come d\u2019autunno i datteri e le foglie e dunque business as usual: tutti, tranne le ottomila aziende e i 150mila iraniani che stanno negli Emirati. E preparano le valigie: il governo emiratino ha deciso che le quattro scuole di persiano vanno chiuse e i 2.500 studenti se ne devono tornare rapidamente a Teheran. Sono state sospese le attivit\u00e0 social dell\u2019Iranian Club di Dubai, famoso per le sue feste di fine Ramadan. Sloggia l\u2019ospedale della Mezzaluna Rossa iraniana, uno dei pi\u00f9 antichi: \u00abLa polizia ci ha ordinato di dimettere i pazienti\u00bb. Sono Dies Iran. Nel carcere di Abu Dhabi, finiscono decine di sciiti accusati di \u00abfomentare l\u2019opinione pubblica diffondendo false voci\u00bb e sedici hezbollah che \u00abcercavano di destabilizzare il Paese\u00bb. Succedono cose simili in Kuwait e nel Bahrein. <b>L\u2019Arabia Saudita, che tre anni fa era tornata a scambiarsi gli ambasciatori con gli ayatollah, adesso d\u00e0 ai diplomatici iraniani 24 ore di tempo per lasciare il regno.<\/b> Mettete il bavaglio al sabotatore, invocano sui social arabi, perch\u00e9 lo diceva anche il vecchio re Feysal: \u00e8 dall\u2019albero dei persiani che dipende la tranquillit\u00e0 di tutto il frutteto, quindi sci\u00f2, tutti via.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 scoppiata solo la terza Guerra del Golfo. \u00c8  scoppiata la prima Guerra nel Golfo. E non pi\u00f9 la Guerra Fredda sciiti-sunniti che divideva l\u2019Islam da cinquant\u2019anni: una guerra rovente. \u00abLa pi\u00f9 grande minaccia alla sicurezza energetica globale della storia\u00bb (Fatih Birol, capo dell\u2019Agenzia internazionale dell\u2019energia). Peggio dello choc petrolifero negli Anni 70 o della catastrofe ucraina nel 2022. \u00abIl pi\u00f9 duro attacco nella nostra breve storia, che pure \u00e8 fatta di lunghe resistenze ai conflitti, alle crisi finanziarie e al Covid\u00bb, scrivono gli opinionisti del National di Abu Dhabi. \u00c8 vero: in Kuwait ci furono l\u2019Operazione \u201cTempesta del Deserto\u201d di Bush padre coi pozzi incendiati da Saddam, anno 1991, e accadde che il generale Schwarzkopf comandasse le truppe da Doha; c\u2019\u00e8 stata l\u2019invasione dell\u2019Iraq, nel 2003, con Bush figlio che chiedeva agli arabi del Golfo di prestare basi e porti. Ma \u00abnon ci era mai capitato di finire in prima linea come oggi\u00bb: <b>i sette Emirati sono stati i pi\u00f9 colpiti dall\u2019Iran \u2013 pi\u00f9 di duemila droni e quasi 300 missili balistici, al 97 per cento intercettati dai Patriot e dalla contraerea \u2013 e non \u00e8 andata meglio al Kuwait e poi al Bahrein, all\u2019Arabia Saudita, al Qatar e all\u2019Oman, in media una ventina di raid al giorno.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una guerra sospesa, trattenuta, asimmetrica: l\u2019Iran ha bloccato Hormuz, s\u00ec, ma per settimane emiri e sceicchi si son limitati a proteggere gl\u2019impianti e a fornire basi agli americani, senza muovere un soldato. Erano tutti pi\u00f9 o meno contrari all\u2019\u201cEpica Furia\u201d di Trump, un mese fa, e a un conflitto che non avevano chiesto, n\u00e9 approvato: \u00abQuesta guerra illegale \u00e8 un grave errore di valutazione\u00bb, diceva Badr Abulsaidi, ministro degli Esteri omanita, \u00abqualunque sia la vostra opinione sugl\u2019iraniani, non \u00e8 comunque colpa loro\u00bb. Ora, no: qualcosa \u00e8 cambiato. Solo due governi, Bahrein ed Emirati, hanno aderito alla Coalizione dei Ventidue che Donald Trump ha messo insieme per liberare lo Stretto dal blocco iraniano, ma il silenzio degli altri \u00e8 suonato come un assenso. \u00abTeheran ci ha colpito perch\u00e9 pensava che la nostra pressione, di noi firmatari degli Accordi di Abramo, avrebbe convinto Usa e Israele a desistere\u00bb, spiega Anwar Gargash, consigliere diplomatico dello sceicco emiratino Bin Zayed: \u00abIn realt\u00e0 questa folle strategia ha reso Israele meno minaccioso e l\u2019Iran, ai nostri occhi, molto pi\u00f9 pericoloso\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>A cambiare postura, hanno certo aiutato i duemila miliardi di riserve sovrane e i 1.400 miliardi d\u2019investimenti che Abu Dhabi e Qatar condividono con gli Usa.<\/b> E il 18 marzo, due attacchi nel Golfo in poche ore: quello israeliano alle piattaforme iraniane di South Pars, il pi\u00f9 grande giacimento di gas del mondo (che appartiene anche al Qatar); la risposta di Teheran sul gigantesco impianto qatarino di Ras Laffan, che produce un quinto del gas liquido mondiale e si calcola, dopo la distruzione, perder\u00e0 estrazioni per 100 miliardi di dollari. \u00c8 stato da quel terz\u2019ultimo giorno di Ramadan che la monarchia saudita, custode della Mecca e grande nemica dell\u2019Iran, settimo Paese al mondo per spesa militare, ha detto basta e ha convocato le grandi tuniche di Doha, di Muscat, di Manama, d\u2019Abu Dhabi, di Kuwait City. Nei saloni dorati di Riad, una protesta: \u00abDove sono finite le istituzioni che dovrebbero aiutarci?\u00bb, alzava il dito il consigliere Gargash, \u00abdove sono la Lega Araba, l\u2019Organizzazione della Cooperazione Islamica, gli altri Paesi arabi e musulmani? Noi li abbiamo sempre aiutati. E che cosa fanno loro, in un momento cos\u00ec difficile? Tanto vale sostenere l\u2019attacco all\u2019Iran fino alla fine!\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ogni petromonarchia ha i suoi conti da regolare, con la teocrazia. L\u2019Aramco saudita ha dovuto bloccare la met\u00e0 della sua produzione di greggio. Il Bahrein, unico a fronteggiare in questi anni una rivolta sciita, s\u2019\u00e8 trovato in emergenza idrica dopo l\u2019attacco all\u2019impianto di desalinizzazione: se gli iraniani decidessero di colpire altri impianti, il 90 per cento del Golfo rimarrebbe senz\u2019acqua.<b> L\u2019Oman \u00e8 l\u2019unico a cercare un dialogo con Teheran, per riaprire almeno in parte Hormuz.<\/b> L\u2019Adnoc emiratina e la Kpc kuwaitiana non han potuto partecipare alla pi\u00f9 grande conferenza internazionale sull\u2019energia, questo mese a Houston: tutti i dirigenti sono impegnati nell\u2019emergenza delle raffinerie distrutte. L\u2019emiro del Qatar \u00e8 quello che nella guerra sta perdendo pi\u00f9 soldi: si preparava a un nuovo boom economico sulla spinta del gas e di un\u2019immagine rilucidata coi Mondiali di calcio, con la fine dell\u2019appoggio a Isis e Hamas, con la forza propagandistica della tv Al Jazeera, con la mediazione nelle grandi crisi internazionali a Gaza, in Afghanistan o in Venezuela. Credeva di supplire ai deteriorati rapporti con Israele di puntare su un\u2019amicizia privilegiata con gli Usa. Mai fidarsi di Trump: l\u2019emiro Al Thani ha scoperto che, a guadagnare di pi\u00f9 sulla guerra, sono gli esportatori americani di gas naturale, i suoi concorrenti.<\/p>\n<p>    <b>LA METAMORFOSI<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gementi e piangenti, in questo Golfo di lacrime. Gli choc energetici ci diedero le centrali nucleari, cambiarono le nostre rotte commerciali, ci spinsero sui veicoli elettrici, ci riportarono al carbone. Il primo effetto di questa guerra \u00e8 la fine del Golfo come l\u2019abbiamo conosciuto, prevede il New York Times. <b>Dubai e i suoi fratelli, sorti dal nulla e immersi in una geografia del nulla, sono \u00abprobabilmente troppo grandi per fallire\u00bb.<\/b> Ma quella \u201cdubaification\u201d della vita \u2013 rassicurante mondo di metropoli globali senza radici, altissime torri senza fondamenta, non luoghi fatti di mall e di strade a 12 corsie, di lussuosa alienazione e di capitali al sicuro da guerre e pestilenze \u2013, \u00e8 forse destinata a cambiare. Sembra svanita la sensazione che \u00abnulla potrebbe andare storto, quando hai un Nobu e una boutique di Louis Vuitton nelle vicinanze\u00bb. <b>Il risveglio \u00e8 traumatico. Quando cascano i frammenti dei droni, a morire sono i tassisti bangla, i rider africani, i domestici nepalesi che vagano per le strade semivuote.<\/b> Ma la strategia dei pasdaran \u2013 rovinare il brand della sicurezza dubaiana \u2013 ha messo nel mirino Google, Microsoft, Palantir, Ibm, Nvidia, Oracle, tutto ci\u00f2 che nel Golfo sappia d\u2019America. E cos\u00ec finanziarie, hedge fund, studi legali, grandi banche chiedono agl\u2019impiegati di stare lontani dai grattacieli e di lavorare da casa, meglio ancora dall\u2019estero.<\/p>\n<p>    <b>I SIMBOLI<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La ruota panoramica pi\u00f9 grande del mondo, \u00abobbiettivo simbolico e sensibile\u00bb, \u00e8 ferma dal 28 febbraio. Dal primo marzo, per limitare eventuali \u00abdanni collaterali dovuti all\u2019emergenza\u00bb, nei condominii si controlla che tutti i materiali di rivestimento siano ignifughi. Anche Al Wedad, la grande associazione saudita che raccoglie l\u2019elemosina \u2013 uno dei cinque obblighi d\u2019ogni buon musulmano \u2013, quest\u2019anno consiglia di non andare alla moschea: per il versamento della zakat, \u00e8 pi\u00f9 sicuro usare l\u2019app.\u00a0<b>Sulla spiaggia di Jumeirah, i gin tonic e le jellab restano nei frigoriferi, le McLaren s\u2019impolverano nei garage sotterranei di Dubai Marina, i camerieri dei ristoranti finiscono in aspettativa o licenziati.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si fermano i tornei di tennis Atp a Dubai, il calcio dei Cristiano Ronaldo in Arabia, il golf internazionale del Qatar, la Formula Uno e il MotoGp del Bahrein. Crolla il mercato immobiliare: in marzo, le transazioni sono scese del 49 per cento e i prezzi al metro quadro, in posti dove un bilocale costava 4 milioni di dollari, calano del 15 per cento. <b>Nove residenti su dieci sono stranieri e chi pu\u00f2, se ne va. Possono in tanti: solo a Dubai ci sono venti persone con reddito personale sopra il miliardo di dollari, <\/b>duecento che possiedono pi\u00f9 di cento milioni, 81mila che ne hanno almeno dieci. Se poi il pi\u00f9 trafficato aeroporto del mondo chiude qualche ora, causa esplosioni, nessun problema: ecco i jet privati da 15mila dollari a posto, assicurati con franchigie speciali da 50mila dollari a volo. Qualcuno ancora arriva, come no: gli ultimi atterrano dall\u2019Ucraina e sono i militari mandati da Zelensky, esperti nella difesa. Insegnano una nuova parola, dronification, e non \u00e8 in persiano.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-03T12:48:23+02:00\">3 aprile 2026 ( modifica il 3 aprile 2026 | 12:48)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Francesco Battistini Migliaia di droni e centinaia di missili balistici: questo il messaggio dell\u2019Iran ai 7 \u00abvicini&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":426048,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[20628,241789,241790,34165,2916,241791,241792,16519,241793,241794,25968,17340,3357,3358,107659,3830,226800,226801,89643,37898,14,164,165,26271,64951,4467,28281,18185,10736,1149,77,62467,764,849,150782,241785,241786,3088,3075,61,241787,10476,89647,166,7,15,177826,9864,241788,8637,18147,142573,140009,7315,1686,1567,142575,993,11,167,12,168,18640,161,162,163],"class_list":["post-426047","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-abitudine","tag-abitudine-superyacht","tag-abitudine-superyacht-galleggiano","tag-abu","tag-abu-dhabi","tag-abu-dhabi-finiscono","tag-abu-dhabi-vero","tag-accadde","tag-accadde-schwarzkopf","tag-accadde-schwarzkopf-comandasse","tag-accusati","tag-arabi","tag-arabia","tag-arabia-saudita","tag-ayatollah","tag-bahrein","tag-bahrein-arabia","tag-bahrein-arabia-saudita","tag-balistici","tag-bush","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-deserto","tag-dhabi","tag-droni","tag-dubai","tag-emirati","tag-fiamme","tag-golfo","tag-guerra","tag-guerra-golfo","tag-iran","tag-iraniani","tag-kuwait","tag-kuwait-bahrein","tag-kuwait-bahrein-arabia","tag-lingua","tag-luci","tag-mille","tag-mille-luci","tag-missili","tag-missili-balistici","tag-mondo","tag-news","tag-notizie","tag-persiano","tag-petrolio","tag-petrolio-fiamme","tag-qatar","tag-saudita","tag-sciiti","tag-scoppiata","tag-scuole","tag-social","tag-storia","tag-sunniti","tag-teheran","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-vicini","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/426047","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=426047"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/426047\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/426048"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=426047"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=426047"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=426047"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}