{"id":426864,"date":"2026-04-04T00:37:13","date_gmt":"2026-04-04T00:37:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/426864\/"},"modified":"2026-04-04T00:37:13","modified_gmt":"2026-04-04T00:37:13","slug":"oriente-occidente-di-rampini-un-anno-fa-i-dazi-di-trump-e-ora-la-destra-maga-ha-nostalgia-di-quel-donald","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/426864\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Un anno fa i dazi di Trump. E ora la destra Maga ha nostalgia di \u00abquel\u00bb Donald"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019economia americana torna a creare occupazione a un ritmo sostenuto<\/b>: +178.000 posti di lavoro aggiuntivi sono stati creati a marzo (nuove assunzioni, al netto dei licenziamenti), una ripresa sul mercato del lavoro che fa scendere il tasso di disoccupazione. La buona notizia \u00e8 oscurata dalla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_aprile_03\/iran-usa-news-diretta.shtml\" title=\"Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta | Abbattuto un caccia Usa: \u00abSalvato uno dei due piloti\u00bb. Al Jazeera: \u00abColpito anche l&#039;elicottero che li stava cercando\u00bb. Trump: \u00abUn po&#039; di tempo e prenderemo Hormuz e il petrolio\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">guerra in Iran<\/a> e dall\u2019ultimo colpo di scena: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_aprile_03\/iran-abbattuto-jet-usa-in-iran-piloti-ffb9315e-4e38-4682-8c0d-d64de2eeaxlk.shtml\" title=\"Jet Usa abbattuto in Iran, cosa sappiamo finora | Teheran: \u00abAiutateci a trovare i piloti\u00bb. Fonti Usa: uno \u00e8 stato recuperato\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l\u2019abbattimento di un jet militare Usa<\/a>. Gli sviluppi drammatici in Iran faranno passare in secondo piano il fatidico anniversario di domani: <b>il 4 aprile del 2025 fu il Liberation Day<\/b>, l\u2019annuncio dei <b>superdazi <\/b>di Trump. Molta acqua \u00e8 passata sotto i ponti, compresa la sentenza costituzionale che ha bocciato una parte dei dazi. Trump li ha reintrodotti usando altre leggi, e ieri <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/26_aprile_02\/dazi-usa-pronti-a-tariffe-del-100-su-alcuni-farmaci-per-le-aziende-che-non-hanno-accordi-con-gli-usa-1e1f1a45-020d-426c-b7e3-a7f24ba22xlk.shtml\" title=\"Usa verso dazi del 100% sui farmaci a chi non ha accordi: a rischio tutte le aziende italiane\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ne ha annunciato uno nuovo, del 100%, contro le importazioni farmaceutiche<\/a>. Preoccupa <b>l\u2019Italia<\/b> che in questo settore \u00e8 una grossa esportatrice verso gli Stati Uniti. Il dazio si riduce molto, per\u00f2, se un paese dimostra di investire negli Usa.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se si prescinde dagli aspetti caotici della politica trumpiana, <b>\u00e8 possibile fare un bilancio freddo e spassionato di questo anno?<\/b>\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vale la pena prestare attenzione al lungo saggio con cui l\u2019anniversario del Liberation Day viene celebrato <b>da uno dei massimi teorici del protezionismo, l\u2019economista Oren Cass<\/b>. \u00c8 una <b>difesa vigorosa dei dazi, ma contiene un finale severo<\/b>: <b>la guerra in Iran \u00e8 una pericolosa deviazione dalla strategia giusta. <\/b>Ve ne offro una sintesi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cass da un lato ricorda il <b>fallimento delle previsioni catastrofiste degli economisti ortodossi<\/b>; dall\u2019altro inserisce quei dazi dentro una trasformazione pi\u00f9 ampia del paradigma economico americano, che mette in discussione trent\u2019anni di globalizzazione. Descrive la reazione della maggioranza degli economisti come una sorta di isteria collettiva, evocando ironicamente l\u2019espressione <b>\u00abtariff derangement syndrome\u00bb<\/b>, coniata da Jason Furman (che pure fu il capo dei consiglieri economici di Obama). Secondo lui, il rifiuto dei dazi non era una critica tecnica a singole misure, ma un rigetto ideologico: per molti economisti il problema non \u00e8 se i dazi funzionino o meno, bens\u00ec il fatto stesso di considerarli uno strumento legittimo. Alla base di questa reazione c\u2019\u00e8 <b>una fede dogmatica nella globalizzazione, vista come un processo inevitabile e benefico<\/b>. Adam Posen aveva parlato di \u00abfollia\u00bb e previsto una recessione accompagnata da inflazione e declino della produzione. Larry Summers aveva evocato uno shock stagflazionistico con perdita di milioni di posti di lavoro. Mark Zandi aveva previsto un aumento significativo dell\u2019inflazione e una contrazione economica. Paul Krugman riteneva probabile una recessione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><br \/>Nessuna di queste previsioni si \u00e8 avverata<\/b> e alcuni indicatori del settore manifatturiero hanno dato segnali di ripresa. In particolare, l\u2019aumento degli ordini di beni capitali, il miglioramento della produttivit\u00e0 industriale e una inversione di tendenza nella produzione dopo anni di declino. Cass non sostiene che i dazi siano stati l\u2019unica causa di questi risultati. Tuttavia, ritiene che il test della realt\u00e0 abbia smentito due critiche fondamentali: che i dazi avrebbero causato costi macroeconomici insostenibili nel breve periodo e che avrebbero ostacolato, anzich\u00e9 favorire, la reindustrializzazione. A suo giudizio, entrambe le obiezioni non hanno riscontro nei dati.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un punto centrale del suo ragionamento \u00e8 che <b>i dazi non vanno considerati isolatamente<\/b>. Essi fanno parte di una strategia pi\u00f9 ampia di politica industriale: sussidi ai semiconduttori, sostegni ai minerali critici, alleanze internazionali per la cantieristica navale, restrizioni ai riacquisti di azioni proprie per i contractor della difesa. In altre parole, un tentativo di ricostruire capacit\u00e0 produttive in settori considerati strategici. (Alcune di queste politiche peraltro risalgono all\u2019Amministrazione Biden).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I dazi, in questo schema, hanno una duplice funzione. In alcuni casi diventano permanenti e servono a deviare la domanda verso la produzione domestica. In altri, sono strumenti temporanei per ridefinire i rapporti commerciali e preparare nuovi accordi. Questa nuova architettura commerciale dovrebbe favorire un aumento degli investimenti diretti esteri negli Stati Uniti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cass individua due grandi cambiamenti nel consenso economico e politico americano. Il primo riguarda la <b>globalizzazione<\/b>. Per decenni, \u00e8 stata presentata come una forza inevitabile, paragonabile a fenomeni naturali. Cass cita dichiarazioni emblematiche di Alan Greenspan e Bill Clinton, secondo cui il protezionismo non era pi\u00f9 un\u2019opzione e i mercati globali avrebbero progressivamente sostituito le decisioni politiche nazionali. Ma i mercati non sono entit\u00e0 autonome, sono strumenti che devono servire la comunit\u00e0 nazionale. Cita una frase di <b>Marco Rubio: la nazione non esiste per servire il mercato, ma il contrario<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La globalizzazione non \u00e8 irreversibile: \u00e8 una scelta politica, come tale pu\u00f2 essere modificata.<br \/><\/b><br \/>Il secondo cambiamento riguarda il <b>ruolo degli economisti<\/b>. Cass attacca una \u00e9lite tecnocratica che ha esercitato un potere sacerdotale, imponendo modelli teorici come verit\u00e0 scientifiche indiscutibili. Secondo lui, questi modelli si basavano su ipotesi discutibili e servivano a giustificare preferenze politiche travestite da analisi neutrale. Cita come esempio il comportamento di Krugman, che in passato aveva invitato a ridicolizzare gli scettici del libero scambio. Ora questa autorit\u00e0 \u00e8 in crisi. Gli stessi economisti sono costretti a rivedere le proprie posizioni. Krugman ha ammesso che la sua fiducia nell\u2019autocorrezione dei deficit commerciali era ingenua. Summers ha perso terreno nel dibattito accademico. Persino figure del mondo finanziario, come John Arnold, hanno iniziato a sostenere apertamente politiche tariffarie generalizzate. L\u2019idea di politica industriale, un tempo marginale o stigmatizzata, \u00e8 diventata centrale nel dibattito globale, come dimostrerebbe anche l\u2019apertura della World Bank a questo approccio e le dichiarazioni del pi\u00f9 grande banchiere americano, Jamie Dimon.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cass introduce una nota di cautela.<b> I dazi sono solo un mezzo, non un fine.<\/b> Il loro obiettivo \u00e8<b> stimolare investimenti nell\u2019industria americana<\/b>, e su questo fronte i risultati sono ancora incerti. L\u2019autore cita dati che mostrano una situazione ambivalente: da un lato, ci sono impegni significativi da parte di paesi come Giappone, Corea del Sud, Taiwan e di industrie strategiche; dall\u2019altro, molti di questi investimenti non si sono ancora concretizzati.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci sono delle cause dietro questa esitazione.\u00a0<br \/><b>La prima \u00e8 l\u2019instabilit\u00e0 della politica commerciale<\/b>, caratterizzata da cambiamenti frequenti nei livelli dei dazi e nei termini degli accordi. La seconda \u00e8 l\u2019<b>assenza di una legislazione stabile<\/b> che renda permanente l\u2019orientamento protezionista. La terza \u00e8 <b>l\u2019ambiguit\u00e0 di Trump verso la Cina<\/b>, con la possibilit\u00e0 di un grande accordo che includa anche investimenti cinesi negli Stati Uniti: questa incertezza induce molte imprese ad adottare un atteggiamento attendista.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da qui deriva l\u2019<b>agenda per il secondo anno.<\/b> Cass elenca una serie di priorit\u00e0: stabilizzare il regime tariffario, rafforzare le relazioni con gli alleati, chiarire la strategia verso la Cina, coinvolgere il Congresso per rendere strutturali le nuove politiche, trasformare gli impegni di investimento in progetti concreti, migliorare le infrastrutture e affrontare i vincoli burocratici ed energetici.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nella sua visione, gli Stati Uniti hanno gi\u00e0 compiuto progressi significativi: hanno iniziato a correggere gli errori della globalizzazione e a costruire una \u00abscala\u00bb per uscire dalla dipendenza da catene di approvvigionamento esterne. Tuttavia, questo processo \u00e8 ancora fragile. Senza una strategia coerente e senza un\u2019accelerazione degli investimenti e della formazione della forza lavoro, il rischio \u00e8 di arretrare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il testo si chiude con un elemento che introduce una dimensione geopolitica: <b>la guerra con l\u2019Iran<\/b>. Cass sostiene che <b>questo conflitto sta distraendo risorse e attenzione dalle priorit\u00e0 interne,<\/b> mettendo a rischio il progetto di reindustrializzazione. In modo polemico, osserva che molti oppositori dei dazi \u2013 inclusi ambienti come l\u2019American Enterprise Institute o il Wall Street Journal \u2013 sembrano pi\u00f9 ostili alle politiche commerciali che non all\u2019impegno militare, nonostante quest\u2019ultimo comporti costi enormi e consumi risorse industriali che gli Stati Uniti faticano a rimpiazzare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ricostruire la base industriale nazionale, secondo Cass, dovrebbe essere un obiettivo strategico primario<\/b>, anche per ragioni di sicurezza. Ma se Trump si lascia trascinare in un conflitto prolungato, rischia di compromettere proprio quel progetto. I dazi, lungi dall\u2019aver provocato il disastro annunciato, avrebbero contribuito a cambiare il clima economico e politico, riaprendo lo spazio per una politica industriale attiva e per una ridefinizione della globalizzazione. Tuttavia, <b>il successo definitivo dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 di consolidare questi cambiamenti, trasformarli in investimenti reali e proteggerli da instabilit\u00e0 politica e distrazioni geopolitiche fatali.<\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-03T19:12:30+02:00\" content=\"2026-04-03\">3 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019economia americana torna a creare occupazione a un ritmo sostenuto: +178.000 posti di lavoro aggiuntivi sono stati creati&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":398850,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[86070,1471,178,1495,4717,536,11889,30826,118,2109,737,2333,1033,177,7402,1039,210760,242090,925,356,319,3715,3710,394,42359,3524,728,4084,3706,20944,2727,2494,1102,767,6018,9644,242091,33352,5965,19267,112636,77,1151,8675,6939,14804,3711,6990,68665,165898,78862,5430,764,1537,90,89,242089,20014,20015,3716,1412,794,5919,2508,809,477,108870,4396,332,16002,5065,29031,26060,405,3741,2851,20174,64683,203569,8213,16940,242092,53241,7301,13783,2441,10332,5389,44357,861,177695,8971,8756,9899,242093,242094,379,3414,410],"class_list":["post-426864","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-abbattimento","tag-accordi","tag-affari","tag-altre","tag-americana","tag-americano","tag-ampia","tag-anniversario","tag-annunciato","tag-attenzione","tag-aumento","tag-base","tag-bilancio","tag-business","tag-cambiamenti","tag-capacita","tag-cass","tag-cass-sostiene","tag-centrale","tag-cina","tag-cita","tag-commerciale","tag-commerciali","tag-conflitto","tag-considerati","tag-costi","tag-dati","tag-day","tag-dazi","tag-dazi-trump","tag-declino","tag-dibattito","tag-dichiarazioni","tag-difesa","tag-dovrebbe","tag-economico","tag-economico-politico","tag-economista","tag-economisti","tag-favorire","tag-globalizzazione","tag-guerra","tag-guerra-iran","tag-impegni","tag-industriale","tag-inevitabile","tag-inflazione","tag-iniziato","tag-instabilita","tag-instabilita-politica","tag-introduce","tag-investimenti","tag-iran","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-krugman","tag-liberation","tag-liberation-day","tag-mercati","tag-mercato","tag-militare","tag-modelli","tag-nuove","tag-obiettivo","tag-politica","tag-politica-industriale","tag-politiche","tag-politico","tag-posti","tag-previsioni","tag-previsto","tag-priorita","tag-processo","tag-produzione","tag-progetto","tag-proprie","tag-protezionismo","tag-protezionista","tag-reazione","tag-recessione","tag-reindustrializzazione","tag-ricostruire","tag-riguarda","tag-ripresa","tag-rischio","tag-risorse","tag-risultati","tag-servire","tag-settore","tag-significativi","tag-sostiene","tag-strategia","tag-strumenti","tag-summers","tag-teorici","tag-trump","tag-uniti","tag-usa"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/426864","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=426864"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/426864\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/398850"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=426864"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=426864"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=426864"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}