{"id":428763,"date":"2026-04-05T06:45:11","date_gmt":"2026-04-05T06:45:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/428763\/"},"modified":"2026-04-05T06:45:11","modified_gmt":"2026-04-05T06:45:11","slug":"loncologo-giuseppe-curigliano-per-il-paziente-la-speranza-e-un-motore-non-deve-mai-perderla-contro-il-cancro-ci-sara-una-cura-era-un-mio-sogno-gia-da-piccolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/428763\/","title":{"rendered":"L&#8217;oncologo Giuseppe Curigliano: \u00abPer il paziente la speranza \u00e8 un motore, non deve mai perderla. Contro il cancro ci sar\u00e0 una cura, era un mio sogno gi\u00e0 da piccolo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Aldo Cazzullo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">\u00abPer prevenire bisogna vivere pi\u00f9 lentamente. L&#8217;AI oggi \u00e8 gi\u00e0 un nostro grande alleato\u00bb. Curare sempre? \u00abS\u00ec, se mi chiedessero un&#8217;eutanasia io obietterei\u00bb. Sul maestro Veronesi: \u00abTi guardava sempre negli occhi, sapeva convincerti che il mondo si poteva cambiare\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Giuseppe Curigliano, 58 anni a maggio, \u00e8 il presidente degli oncologi<\/b> europei, ordinario alla Statale e vicedirettore scientifico dell\u2019Ieo di Milano. Con lui il Corriere comincia una serie di interviste ai grandi medici, coloro che padroneggiano i segreti della longevit\u00e0 e della malattia, della vita e della morte.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Professor Curigliano, qual \u00e8 il suo primo ricordo?<\/b><br \/>\u00abVivevo a Noranda, un centro siderurgico in Canada, pieno di italiani, polacchi, francesi che lavoravano come metalmeccanici. Tutti immigrati. Abitavamo in un seminterrato. Le finestre si alzavano spingendo verso l\u2019alto. Quel giorno mi cadde la finestra sul braccio. Era il 1971. Mamma chiam\u00f2 il pronto soccorso, arrivarono questi medici, verificarono che non mi fossi rotto nulla&#8230;\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Non sembra una scena della sanit\u00e0 italiana.<\/b><br \/>\u00abIn Canada i bambini hanno una grande importanza sociale. Vige lo ius soli. Per i canadesi \u00e8 importante avere persone di prima generazione, nate l\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma voi Curigliano siete calabresi.<\/b><br \/>\u00abCalabresi di Monterosso, piccolo paese in provincia di Vibo. Generazioni di emigranti. Anche il padre di mio padre era emigrato in America. Quando feci un periodo di formazione a Harvard, mi chiesero di tenere una conferenza sulla mia ricerca. La prima slide che proiettai era la foto del nonno in uno studio fotografico di Boston, con il fucile in pugno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come si chiamava?<\/b><br \/>\u00abOvviamente Giuseppe, come me. Torn\u00f2 dagli Usa a sessant\u2019anni, con il gruzzolo per comprare un terreno e costruire la casa. Si spos\u00f2 con Caterina, molto pi\u00f9 giovane di lui. Mio padre Vincenzo nacque in Calabria. Ma alla fine degli anni 50 la vita era impossibile. Cos\u00ec part\u00ec per cercare lavoro in Canada, con mia madre Rosina. Sono cresciuto bilingue. Siamo tornati che avevo dieci anni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando decise di fare il medico?<\/b><br \/>\u00abFin da bambino. Fu decisiva quell\u2019esperienza al pronto soccorso: i camici, il trauma, lo stress, la guarigione. Giocavo al piccolo medico, cliccavi sull\u2019organo e si accendeva la luce\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Laurea in medicina a Roma.<\/b><br \/>\u00abAlla Cattolica che offriva borse di studi ed alloggio agli studenti meritevoli. Fu un\u2019esperienza bellissima. La Roma a cavallo tra gli anni 80 e 90 era una citt\u00e0 dinamica e tollerante, che miglior\u00f2 ancora quando divennero sindaci Rutelli e Veltroni. Si parlava di tutto, e si sognava. La mia generazione ha sognato moltissimo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qual era il suo sogno?<\/b><br \/>\u00abAiutare i malati grazie a <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/sportello_cancro\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">una conoscenza migliore del cancro<\/a>, di cui non si sapeva quasi nulla. L\u2019unica cura era la chemioterapia. Il mio professore di medicina interna, Gasbarrini, che ora ha due nipoti medici importanti, definiva l\u2019oncologia la branca \u201cignorante\u201d della medicina interna. L\u2019unico vero oncologo era il chirurgo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cos\u00ec lei and\u00f2 in America.<\/b><br \/>\u00abA specializzarmi a Charleston, Sud Carolina, con Mariano La Via, italoamericano di origine napoletana, che si occupava di una tecnica nuova: la citofluorimetria\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pu\u00f2 tradurre?<\/b><br \/>\u00abUn modo rivoluzionario di studiare le cellule tumorali. Fu una grande esperienza. Imparai il metodo scientifico: generare ipotesi, avere strumenti per confermarle, e traslarle nella pratica clinica\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cio\u00e8?<\/b><br \/>\u00abFare in modo che la tua idea di laboratorio possa rispondere a un quesito clinico: di cosa ha bisogno il paziente? Come gestire, ad esempio, gli effetti collaterali di una terapia ormonale? Come trovare una soluzione ad un bisogno clinico? Come curare quando non esiste una terapia disponibile?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qual \u00e8 la risposta esatta?<\/b><br \/>\u00abFare il meno possibile quando si pu\u00f2, ovvero il minimo indispensabile. Chirurgia conservativa o durata pi\u00f9 breve per terapie mediche. Parlare ogni giorno con il paziente. Ascoltare la sua domanda di salute\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel 2003 Umberto Veronesi mi disse: \u00abNessun malato mi ha mai chiesto di morire. Tutti mi hanno sempre chiesto di guarire\u00bb.<\/b><br \/>\u00abLo confermo in pieno. La prima domanda che fanno sempre \u00e8: cosa posso fare per sopravvivere?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma quando non si pu\u00f2 guarire, lei cosa risponde?<\/b><br \/>\u00abIl paziente non deve mai perdere la speranza. Mai. Perch\u00e9 la speranza \u00e8 il motore del malato. \u00c8 ci\u00f2 che gli consente di affrontare il percorso di cura\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ripeto: ma quando non si pu\u00f2 guarire?<\/b><br \/>\u00abBisogna fare tutto il possibile perch\u00e9 quella persona possa convivere con la malattia. Senza perdere mai la speranza che un giorno possa arrivare una scoperta scientifica che cambi la storia naturale di quella malattia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando sar\u00e0 quel giorno?<\/b><br \/>\u00abNon lo so. Ma arriver\u00e0. Per tante altre malattie la risposta definitiva \u00e8 arrivata. Se arrivasse anche per il cancro, diventeremmo quasi immortali. Scoprire la cura per il cancro potrebbe significare scoprire il codice della vita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9, come diceva Oriana Fallaci, il cancro \u00e8 un alieno che ti cresce nel corpo e vuole essere immortale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando scopriremo la cura definitiva?<\/b><br \/>\u00abTemo non nei prossimi cento anni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Allora continueremo a morire.<\/b><br \/>\u00abSempre meno. Perch\u00e9 molte nuove cure specifiche stanno nascendo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ci faccia un esempio.<\/b><br \/>\u00abCon le tecnologie di oggi si pu\u00f2 intercettare il cancro. Scoprirlo prima significa identificarlo in uno stadio precoce e guarirlo. Oggi utilizziamo la biopsia liquida, troviamo tracce del Dna tumorale nel sangue periferico. Oggi per vedere il tumore noi abbiamo la Tac, la Risonanza magnetica, la Pet con glucosio. Per la Pet inietti zucchero, la cellula tumorale se lo mangia, e si illumina. Ma lo zucchero \u00e8 aspecifico, non riesce sempre ad identificare bene le cellule tumorali. Con le nuove tecnologie inietti pept\u00ecdi, piccoli frammenti di proteine che raggiungono selettivamente le cellule tumorali e le illuminano, ci permettono di capire dove sono. Si chiama diagnostica nucleare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Fin qui la diagnostica. Ma la cura?<\/b><br \/>\u00abLo stesso pept\u00ecde che svela le cellule tumorali lo puoi caricare di pi\u00f9 per ucciderle\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come funziona?<\/b><br \/>\u00abIl pept\u00ecde porta una piccola carica nucleare: sono piccole particelle che emettono radiazioni. \u00c8 una cosa che avr\u00e0 un grande futuro, gi\u00e0 si usa per la prostata e i tumori neuro-endocrini, forme rare che colpiscono il polmone o il tratto gastrointestinale. Ed \u00e8 una scoperta italiana, la si deve a un fisico nucleare torinese, Stefano Buono. Dicono che Steve Jobs sia venuto in Italia a chiedere una seconda opinione. Ora avremo l\u2019accelerazione dell\u2019intelligenza artificiale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In che modo l\u2019IA ci aiuter\u00e0?<\/b><br \/>\u00abNoi ragioniamo su tre dimensioni. L\u2019analisi multidimensionale dell\u2019IA elaborer\u00e0 molti pi\u00f9 dati e svilupper\u00e0 algoritmi per conoscere meglio la malattia. Un\u2019alleanza enorme\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gi\u00e0 la usate?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. Quando sequenziamo il genoma di un tumore, vengono fuori 70 o 80 mutazioni del Dna. Qual \u00e8 la pi\u00f9 importante? Qual \u00e8 quella da bersagliare per prima? L\u2019IA te lo dice. E ti suggerisce il farmaco\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quali sono i suoi consigli per la prevenzione?<\/b><br \/>\u00abUno stile di vita sano. Pi\u00f9 rallentato, meno stressante. Non a caso i pi\u00f9 longevi sono nei paesini della Calabria e della Sardegna: ultracentenari che fanno sempre le stesse cose, sono metodici\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E poi?<\/b><br \/>\u00abL\u2019attivit\u00e0 fisica. Almeno trenta minuti al giorno allungano la vita, riducono il rischio di tumori e il rischio cardiovascolare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9 il moto riduce lo stato infiammatorio del corpo e gli consente di recuperare il suo equilibrio. Stress, intossicazione alimentare, inquinamento ambientale sono tutti fattori di rischio. Poi servono gli screening\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quali?<\/b><br \/>\u00abRicerca di sangue occulto nelle feci e colonscopia dopo i 50 anni. Per le donne, mammografia e Pap test ogni anno. Per gli uomini, visita urologica. Per grandi fumatori, Tac ad alta risoluzione, che scopre tumori ancora molto piccoli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E i marker?<\/b><br \/>\u00abOggi ci sono marker che ti dicono se hai un tumore; domani ci saranno marker che ci segnalano un pericolo. La novit\u00e0 pi\u00f9 interessante \u00e8 la biopsia liquida: la ricerca del Dna di cellule tumorali nel sangue. Adesso serve a correggere la terapia per migliorare la possibilit\u00e0 di guarigione; in futuro ci permetter\u00e0 di scoprire il cancro prima che si manifesti. Si chiama \u201cinterception\u201d: intercetti la malattia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E il cibo?<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 sbagliata l\u2019idea che il cibo sia una cura. Certo, puoi usare vitamine, prodotti antiossidanti, ma devi farlo in modo scientifico, per ridurre gli effetti collaterali e farlo sempre nell\u2019ambito di studi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E per prevenire?<\/b><br \/>\u00abBisogna mangiare di meno. Penso che il digiuno intermittente abbia molto senso. Mio nonno saltava la cena, o mangiava molto poco e molto presto, ed \u00e8 arrivato a quasi cento anni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 funziona?<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9 stimola il sistema immunitario e riduce l\u2019infiammazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa va evitato?<\/b><br \/>\u00abIl fumo, eccedere con carni rosse, insaccati ed alcool\u00bb.<br \/>Veronesi era vegetariano, ma un po\u2019 di vino lo beveva.<br \/>\u00abAnch\u2019io lo bevo, ma non pi\u00f9 di mezzo bicchiere a pasto. Al ristorante con mia moglie ordiniamo una bottiglia, ma non la beviamo mai tutta. Purtroppo l\u2019alcol, in quantit\u00e0 importanti, \u00e8 cancerogeno ed aumenta il rischio per i tumori del fegato e della mammella\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I cibi da preferire?<\/b><br \/>\u00abFrutta, verdura. Una dieta ipocalorica, povera di calorie\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E il caff\u00e8?<\/b><br \/>\u00abQuello si pu\u00f2 bere. Anzi, due caff\u00e8 al giorno abbassano il rischio ed accendono il cervello\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il suo incontro con Veronesi come and\u00f2?<\/b><br \/>\u00abDopo tre anni e mezzo negli Usa, tornai per fare il servizio militare a Cameri, in aeronautica. Stava nascendo l&#8217;Ieo, l&#8217;Istituto Europeo di Oncologia. Chiesi di fare un colloquio, c&#8217;erano due borse di studio disponibili. Cos\u00ec incontrai Veronesi, che per noi oncologi era una divinit\u00e0 in terra.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa la colp\u00ec in lui?<\/b><br \/>\u00abChe ti guardava sempre negli occhi. Non tanti hanno questa attenzione. Veronesi ti faceva sentire la persona pi\u00f9 importante al mondo. Mi disse: \u201cTu devi venire a lavorare qui, nascer\u00e0 un istituto nuovo, davvero internazionale\u201d. E in effetti vennero primari da tutta Europa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Chi arriv\u00f2?<\/b><br \/>\u00abDalla Francia Jean Yves Petit, uno dei migliori chirurgi plastici al mondo. Dall\u2019Irlanda Peter Boyle, il grande epidemiologo. Dalla Svizzera Aron Goldhirsch, ebreo nato in un campo di concentramento dove il padre era morto, apolide, cresciuto in Israele. Veronesi aveva questa capacit\u00e0 di convincerti che si poteva cambiare il mondo. Del resto a settant\u2019anni aveva fondato un istituto, aveva cominciato una nuova vita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa pensa dell\u2019eutanasia?<\/b><br \/>\u00abCredo che ogni paziente abbia il diritto di scegliere. Io sarei un obiettore di coscienza: se un paziente mi chiedesse di praticargli l\u2019eutanasia, cercherei di fare di tutto per legarlo alla vita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In che modo?<\/b><br \/>\u00abMigliorando la sua condizione di vita. Alleviando il dolore fisico e la paura di morire. Serve quello che gli americani chiamano \u201chuman touch\u201d. L\u2019empatia. Dare sempre una speranza.  Ci sono alcuni giovani oncologi che non vogliono vedere il paziente. Ma allora cosa fai il medico a fare? Non si pu\u00f2 valutare tutto dalla cartella clinica. Non esiste solo la medicina scientifica, ma anche la medicina empatica\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che ricordo ha di Oriana Fallaci?<\/b><br \/>\u00abUna donna durissima. Piccolina, ma tutta d\u2019un pezzo. Non amava vedere gente nella sua stanza: molti bussavano, per fare gli amiconi, ma lei aveva una malattia complessa, aveva gravi sintomi. Io ero l\u2019ultimo arrivato.  Lei ascoltava tanto, e amava anche raccontare: quando si tolse il velo davanti a Khomeini, quando si finse morta a Citt\u00e0 del Messico sotto cumuli di cadaveri, e pi\u00f9 prosaicamente quando Arafat sputacchiava mentre parlava. Quando la dimisero, le portavo le medicine a casa, aveva un appartamento nella parallela di via Solferino, si cercava di alleviarle le sue sofferenze. Era una personalit\u00e0 enorme: difficile tenerle testa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei crede in Dio?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha paura della morte?<\/b><br \/>\u00abNo. \u00c8 soltanto l\u2019inizio di una vita diversa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come immagina l\u2019aldil\u00e0?<\/b><br \/>\u00abUn luogo dove potr\u00f2 rincontrare tutte le persone che hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia vita: mio padre, mia madre, il professor Veronesi e il mio primario Aron Goldhirsch\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-04T23:18:33+02:00\">5 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Aldo Cazzullo \u00abPer prevenire bisogna vivere pi\u00f9 lentamente. L&#8217;AI oggi \u00e8 gi\u00e0 un nostro grande alleato\u00bb. 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