{"id":428863,"date":"2026-04-05T08:25:15","date_gmt":"2026-04-05T08:25:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/428863\/"},"modified":"2026-04-05T08:25:15","modified_gmt":"2026-04-05T08:25:15","slug":"alex-manninger-intervista-dallarsenal-di-wenger-alla-juve-con-del-piero-buffon-e-conte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/428863\/","title":{"rendered":"Alex Manninger intervista: dall&#8217;Arsenal di Wenger alla Juve con Del Piero, Buffon e Conte"},"content":{"rendered":"<p>                                L\u2019ex portiere racconta: &#8220;Un onore fare il secondo di Buffon. Conte mi apprezzava, fu l&#8217;unico all&#8217;inizio a credere allo Scudetto. Firenze? Fu una scelta sbagliata, ogni giorno sapevamo di poter fallire. Adesso sto costruendo una casa sui monti e mi godo la mia semplicit\u00e0&#8221;<\/p>\n<p>            <a class=\"image is-50x50\" href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/redazione\/lorenzo-cascini\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                <img decoding=\"async\" class=\"is-rounded\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/lorenzo-cascini_avatar.png\" alt=\"Lorenzo Cascini\"\/><br \/>\n            <\/a><\/p>\n<p>Giornalista<\/p>\n<p>                    5 aprile &#8211; 09:18  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Dopo un paio di minuti di telefonata cade la linea. &#8220;Mi scusi, sono in montagna e sto costruendo una casa. Non prende molto bene il cellulare&#8221;. Tempo mezz\u2019ora e richiama lui. &#8220;Sono sceso, adesso ci sono&#8221;. Alexander Manninger risponde dall\u2019Austria col sorriso: l\u2019ex portiere ha smanacciato in calcio d\u2019angolo riflettori e pressioni ed \u00e8 tornato a fare quello che faceva prima di diventare un calciatore. &#8220;Fare il falegname mi ha insegnato l\u2019importanza del sudore e dei sacrifici. Sia Conte che Klopp, nel tempo, hanno apprezzato questo aspetto. Mi dicevano che ero fondamentale per trasmettere ai pi\u00f9 giovani l\u2019attitudine al lavoro&#8221;. Oggi \u00e8 uscito dal calcio, ma quando ne parla la voce gli sorride ancora. Quando parte non si ferma pi\u00f9, racconta e si perde nei ricordi: dai successi ad Highbury con la maglia dell\u2019Arsenal di Wenger, alla Juventus con Buffon e Del Piero.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Alex Manninger, l\u2019Europa impara a conoscerla in Premier con la maglia dell\u2019Arsenal. Erano i primi anni di Wenger e i Gunners giocavano ancora ad Highbury. Ricordi?<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Mi emoziona anche solo pensarci. Avevo 20 anni, ero un ragazzino. Wenger voleva portare una dimensione internazionale nel club e puntare sui giovani. Io ero uno di quelli. Arsene introdusse anche il ritiro, una cosa inusuale per la Premier di allora. Devo dire che, a dispetto dell\u2019et\u00e0, in porta mi sentivo tranquillo, davanti avevo un mostro sacro come Tony Adams. Mi ha insegnato tanto. Ho solo un rimpianto: essere andato via troppo presto. Ma sa&#8230; volevo giocare&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Gi\u00e0 e fu una decisione sbagliata. Trovai una situazione assurda, era il 2001 e la societ\u00e0 era sull\u2019orlo del fallimento. Per diversi mesi non abbiamo preso lo stipendio. L\u2019allenatore era Mancini e ogni tanto ci diceva. &#8216;Chiss\u00e0 se ci alleniamo domani&#8217;. Scherzava, ma sapevamo tutti che potevamo fallire da un momento all\u2019altro. Molti, in pi\u00f9, non erano abituati a una situazione del genere: c\u2019era chi voleva mettere in mora la societ\u00e0, chi andava via, insomma un gran casino&#8230;&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Ma la Serie A era nel suo destino. Girer\u00e0 un po\u2019, fino a consacrarsi a Siena.<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Che citt\u00e0, che pace. Siena \u00e8 casa mia. Sono stato benissimo e mi hanno trattato da re. Ogni volta che torno mi ricoprono d\u2019affetto. Devo per\u00f2 spendere un grazie per Enrico Chiesa. Avevamo giocato insieme a Firenze \u2014 dove eravamo vicini di casa \u2014 e mi ha aiutato parecchio all\u2019inizio. Mi diceva &#8216;oggi vieni a cena da me&#8217;. Io potevo solo accettare, senn\u00f2 si arrabbiava. Ma quanto era forte Enrico, mamma mia. Ricordo che si fermava le ore a calciare, fino a che non gli riusciva tutto non andava via dal campo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Uno simile sotto questo aspetto era Del Piero&#8230;<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Altroch\u00e9! Quando ero il secondo di Gigi Buffon a fine allenamento mi teneva le ore. E quante sfide. Mi stupiva soprattutto nei rigori: un cecchino. E poi quante risate. Ale \u00e8 pure un grande golfista, ogni tanto ci sentiamo per parlarne. Prima o poi ci sfideremo, come facevamo su rigori e punizioni alla Juventus&#8221;.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Lui, quasi sempre. Era di un\u2019altra categoria. A golf forse ce la giochiamo&#8221;.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Citava lei Buffon, come \u00e8 stato il rapporto con Gigi?<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Fantastico, davvero. Non mi ha mai fatto pesare la sua grandezza. Mi stupivo per la tranquillit\u00e0 che aveva. &#8216;Ma come fai Gigi?&#8217;, gli chiedevo sempre. Sono onorato di aver giocato con lui e in generale nella Juventus. Che poi, per me \u00e8 stata un po\u2019 la chiusura di un cerchio&#8221;.<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Eh, i bianconeri mi avevano praticamente preso dieci anni prima. Feci anche un paio di allenamenti col gruppo, poi arriv\u00f2 Van der Sar e io andai all\u2019Arsenal. Tornarci era il mio obiettivo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"text\">Conte mi colp\u00ec subito: ricordo che all&#8217;inizio era l&#8217;unico a credere nella vittoria dello scudetto<\/p>\n<p>Alexander Manninger<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Il suo ultimo anno alla Juventus fu il primo di Conte da allenatore. Ci racconta che rapporto avete avuto?<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Antonio mi colp\u00ec gi\u00e0 dal  ritiro. Mi prese da parte e mi disse che apprezzava il mio modo di lavorare e che voleva gi\u00e0 prendermi quando era a Siena. Ricordo che all\u2019inizio era l\u2019unico a credere nella vittoria dello scudetto. Noi venivamo da due settimi posti e da una serie di scelte societarie sbagliate e confuse. Lui ha rimesso la chiesa al centro del villaggio. Dite cos\u00ec voi italiani, no?&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>A proposito di grandi tecnici. L\u2019ultimo ballo l\u2019ha fatto a Liverpool con Jurgen Klopp in panchina. Come \u00e8 nato il trasferimento in Premier?<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Tutto parti da una telefonata. Jurgen sapeva tutto di me, due anni prima avevo battuto il suo Dortmund con l\u2019Ausburg. &#8216;Voglio quel portiere l\u00ec. Quel giorno ci hai parato tutto, devi farlo anche con me&#8217;. In realt\u00e0 poi non ho mai giocato, ma avevo quarant\u2019anni. Lasciare il calcio salutando i tifosi della Kop \u00e8 stata un\u2019emozione&#8221;.<\/p>\n<p class=\"text\">Sono felice nella mia semplicit\u00e0. Adesso negli spogliatoi si pensa pi\u00f9 ai post da fare che a lavorare sodo. Ah, come mancano figure come Del Piero, Buffon e compagnia<\/p>\n<p>Alexander Manninger<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Qualcuno nel calcio che l\u2019ha delusa?<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Deluso no, ma sono rimasto dispiaciuto da quello che \u00e8 successo a Brescia nel 2004. Gi\u00e0 dal ritiro estivo De Biasi aveva deciso che non avrei giocato. Senza un reale motivo e senza darmi una possibilit\u00e0. Ero stato messo in mezzo a uno scambio di giocatori, ma non mi volevano. Cos\u00ec ho preso e sono andato via. Grazie al cielo direi&#8230; io sono andato a Siena e poi mi sono guadagnato la Juventus, loro sono retrocessi&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Oggi \u00e8 tornato a fare il falegname. Il lavoro che faceva prima che il viaggio iniziasse.<\/b><\/p>\n<p><a class=\"is-partner-link\" href=\"https:\/\/abbonamenti.gazzetta.it\/gall-promo-130anni-gazzetta\/?pwcmp=cta&amp;forceBrowser=true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Festeggia i 130 anni de La Gazzetta dello Sport! Abbonati a G ALL a solo 1,30\u20ac\/mese. Valida per pochi giorni!<\/a><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Mi ha insegnato il sudore e la fatica. E oggi sono felice. Il calcio di oggi \u00e8 solo moda e business, io invece non ho nemmeno Instagram, pensi un po\u2019. Sono felice nella mia pace e nella semplicit\u00e0. Adesso negli spogliatoi si pensa pi\u00f9 ai capelli e ai post da fare che a lavorare sodo. Ah, come mancano figure come Del Piero, Buffon e compagnia&#8230;&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019ex portiere racconta: &#8220;Un onore fare il secondo di Buffon. 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