{"id":429419,"date":"2026-04-05T17:15:16","date_gmt":"2026-04-05T17:15:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/429419\/"},"modified":"2026-04-05T17:15:16","modified_gmt":"2026-04-05T17:15:16","slug":"gregory-peck-110-anni-fa-nacque-luomo-dal-vestito-grigio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/429419\/","title":{"rendered":"Gregory Peck, 110 anni fa nacque l\u2019\u00abuomo dal vestito grigio\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Paolo Mereghetti<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Attore leggendario di film leggendari, Gregory Peck nacque il 5 aprile 1916. Pi\u00f9 educato che affascinante, pi\u00f9 elegante che rubacuori. Sempre custode di segreti inconfessabili, non \u00e8 stato un eroe infallibile<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo articolo \u00e8 stato pubblicato su\u00a0\u00abla Lettura\u00bb #749 del 5 aprile 2026.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Strano destino quello di Gregory Peck, che <b>proprio oggi, 5 aprile, avrebbe potuto compiere centodieci anni.<\/b> Strano destino, perch\u00e9 nonostante il suo fascino indiscusso, si port\u00f2 dietro per tutta la vita il titolo del film che, pur quando era gi\u00e0 conosciuto, gli si appiccic\u00f2 addosso, quasi fosse il segno di un destino fino ad allora evitato: l\u2019\u00abuomo dal vestito grigio\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non era certo un novellino ai tempi. Nel 1956, quando usc\u00ec il film di Nunnally Johnson con quel titolo, aveva gi\u00e0 incrociato la sua strada con Alfred Hitchcock, con William Wyler, con Elia Kazan, con il western, i film di guerra o di avventure, persino con i kolossal biblici, eppure quel buon marito e buon padre, che vuole assecondare le ambizioni sociali della moglie e decide di inventarsi come scrittore radiofonico, perfetta incarnazione dell\u2019americano medio, <b>mediamente onesto e vestito con la scontata mediet\u00e0 della flanella grigia, fagocit\u00f2 la sua immagine<\/b>. Perch\u00e9 se si esclude Duello al sole, dove le ambizioni di David O. Selznick (produttore e sceneggiatore) lo costrinsero a vestire gli abiti del malvagio sciupafemmine che strappa l\u2019irrequieta Jennifer Jones al fratello Joseph Cotten e finisce per condannare s\u00e9 stesso e lei a una resa dei conti tanto infuocata quanto esagerata (qualche critico parl\u00f2 del film come di \u00abun\u2019operetta pompata a dimensioni wagneriane\u00bb e non aveva tutti i torti), se si dimentica quel film \u00e8 vero che anche nei personaggi che aveva interpretato prima non era mai stato un uomo dalle grandi passioni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Era bello, questo non si poteva discutere, ma <b>forse era pi\u00f9 educato che affascinante, pi\u00f9 elegante che rubacuori<\/b>. Certamente sapeva infondere sicurezza e comprensione ma in maniera sommessa, a mezza voce. Alto e compunto, volonteroso e gentile, era l\u2019attore con cui molte donne sognavano di avere un appuntamento, ma poi forse non di andare molto pi\u00f9 avanti. Come aveva detto qualche malalingua, era il fidanzato ideale&#8230; ma per le mamme, che potevano star sicure che la figlia sarebbe rientrata all\u2019ora prevista. \u00c8 stato il merito e il limite di tutta la carriera di Gregory Peck, questa scelta di mediocrit\u00e0 che gli ha aperto molti ruoli e che gli ha fatto lasciare un segno in molti cuori, ma che gli ha anche chiuso altrettanti percorsi professionali. Peck aveva bisogno di personaggi complessi, sofferti, costretti a misurarsi con qualcosa che cercano di dimenticare: era l\u2019uomo delle passioni accumulate e represse, non di quelle pirotecniche ed esplosive.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pensiamo al suo John Ballantyne, il direttore di una clinica psichiatrica che Alfred Hitchcock ci presenta in Io ti salver\u00f2: all\u2019origine c\u2019\u00e8 un romanzo gotico, ma nella sceneggiatura di Ben Hecht si perde quanto di fiammeggiante e lugubre poteva avere per diventare il percorso di una salvezza che passa attraverso l\u2019amore (quello di Ingrid Bergman) e offrirci il ritratto di un uomo tormentato da una colpa che lo ossessiona e da cui non riesce a liberarsi. Perch\u00e9 Peck non incarnava mai un personaggio solare, capace di guardare in faccia il futuro e le sfide che comportava. No, lui non era mai un uomo tutto d\u2019un pezzo. Non era un eroe infallibile, come John Wayne o Henry Fonda; <b>era qualcuno che si teneva dentro un segreto inconfessabile, da non far trapelare, foss\u2019anche solo a s\u00e9 stesso<\/b>. E che finiva per fare i conti con quella parte oscura che cercava di nascondere. Un meccanismo che Hitchcock sfrutt\u00f2 anche nel successivo Il caso Paradine, dove l\u2019avvocato Anthony Keane deve difendere un\u2019imputata (dal fascino seduttivo come Alida Valli) accusata di avere ucciso il marito: Keane si immedesima talmente nella missione da finire per innamorarsi della sua cliente e mettere in discussione matrimonio e carriera. Il guaio \u00e8 che  alla fine non sapr\u00e0 andare fino in fondo per questa strada e si ritrover\u00e0 addirittura accusato di avere spinto un teste al suicidio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I suoi personaggi nascondono sempre qualcosa da cui vogliono liberarsi senza riuscire a farlo<\/b>. Basta pensare al Jimmy Ringo di Romantico avventuriero, un cowboy perseguitato dalla fama di abile tiratore, costretto a difendersi con le armi da chi vuole continuamente sfidarlo, anche quando si tratta di un ragazzo, della cui fine si trasciner\u00e0 dietro il rimorso e la colpa. Oppure al protagonista di Bravados, il ranchero Jim Douglas, talmente sicuro delle proprie idee da inseguire quelli che crede gli assassini della moglie e trasformarsi, poco a poco, in un assassino lui pure, mentre il film cambia insieme a lui, da una convenzionale storia di vendetta a una riflessione sul tema del giustizialismo con cui Douglas dovr\u00e0 imparare a fare i conti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ecco il vero Gregory Peck, il pi\u00f9 autentico, quello per cui era lecito palpitare davanti allo schermo: <b>un attore che sapeva nascondere i propri tormenti, che non esibiva le macerazioni della propria coscienza <\/b>come i seguaci dell\u2019Actors Studio, ma che usava il suo sorriso rassicurante per mascherare una coscienza non proprio adamantina. In fondo persino a cavallo della Vespa in Vacanze romane aveva qualcosa da nascondere, quella doppiezza da giornalista che aveva gi\u00e0 sperimentato con Elia Kazan in Barriera invisibile (dove si fingeva ebreo per scrivere una serie di articoli sull\u2019antisemitismo) e che William Wyler stemper\u00f2 con una scanzonata rilettura di Cenerentola, ma che non cancellava del tutto il fatto che l\u2019ingenua principessa Audrey Hepburn avrebbe dovuto essere la preda di uno scoop scandalistico.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In fondo persino il suo personaggio pi\u00f9 famoso, l\u2019Atticus Finch di Il buio oltre la siepe (il film che gli fece vincere l\u2019Oscar dopo quattro nomination) ha qualcosa che lo tormenta, che gli rode dentro, e che la disinvoltura di Scout, con le sue intemperanze e le sue domande impertinenti, finisce per far venire a galla, dalle responsabilit\u00e0 della vedovanza al tormento per l\u2019ingiustizia che subisce Tom Robinson fino al confronto con la violenza repressa ma pronta a esplodere dei suoi concittadini assettati di vendetta. <br \/><b>\u00c8 un tema, quello della vendetta, che attraversa ambiguamente anche Il promontorio della paura<\/b>: qui il suo personaggio deve difendere la famiglia da un ex galeotto psicopatico (un notevole Robert Mitchum) deciso a fargli pagare la condanna che come avvocato aveva favorito, ma la difesa della rispettabilit\u00e0 e della tranquillit\u00e0 borghese non riesce a nascondere l\u2019istinto omicida che Peck rivela dentro di s\u00e9 pronto a usare addirittura la propria famiglia come esca per incastrare chi lo sta minacciando.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A conferma ancora una volta che dietro \u00abl\u2019uomo con il vestito grigio\u00bb si nasconde qualcosa di molto meno rispettabile e convenzionale (proprio come il figlio che, nel film del 1956, si scopriva aveva avuto in Italia durante la guerra e di cui non si era mai preoccupato): anche l\u2019uomo pi\u00f9 raffinato ed elegante pu\u00f2 nascondere qualcosa. Per questo non era molto a suo agio con le commedie. Il ritmo della sua recitazione era come rallentato, \u00abappesantito\u00bb, da quel segreto che si agitava in profondit\u00e0, frenato da un\u2019intensit\u00e0 espressiva che aveva bisogno di dialoghi pi\u00f9 meditati, pi\u00f9 riflessivi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quando si misur\u00f2 con la commedia sofisticata, nella Donna del destino, ne usc\u00ec una specie di rilettura ironica sul tema dello scontro tra marito e moglie (lei era Lauren Bacall), un\u2019interpretazione pi\u00f9 attenta alle sfumature psicologiche che al ritmo delle battute. Meglio il dramma per Gregory Peck, che chiede di esprimere le passioni attraverso poche e controllate espressioni del volto: un serrare di labbra, una ruga in pi\u00f9, uno sguardo che si acciglia. Cos\u00ec raggiungeva lo scopo (che troppi gesti non assicuravano) e arrivava direttamente al cuore.<br \/>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-04T19:23:31+02:00\">5 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Paolo Mereghetti Attore leggendario di film leggendari, Gregory Peck nacque il 5 aprile 1916. 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