{"id":430361,"date":"2026-04-06T10:01:17","date_gmt":"2026-04-06T10:01:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/430361\/"},"modified":"2026-04-06T10:01:17","modified_gmt":"2026-04-06T10:01:17","slug":"luomo-che-sussurra-a-cicogne-e-gufi-ho-lasciato-la-citta-per-dedicarmi-allornitologia-faccio-il-giardiniere-sveglia-alle-5-al-rientro-in-casa-ho-12-gradi-ma-sono-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/430361\/","title":{"rendered":"L\u2019uomo che sussurra a cicogne e gufi: \u00abHo lasciato la citt\u00e0 per dedicarmi all&#8217;ornitologia. Faccio il giardiniere: sveglia alle 5, al rientro in casa ho 12 gradi, ma sono felice\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di\u00a0Lorenza Cerbini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Vita da neorurale. Elia Serafini, 32 anni, ha fatto mille lavori prima di riuscire, come giardiniere, a coltivare il suo amore per l\u2019ornitologia. Ha lasciato Prato per Ponte alla Piera: la sua esistenza \u00e8 scandita dai ritmi di falchi e pappagalli, sempre seguito dalla gru Iso. Il prezzo da pagare? Una casa con molti spifferi: \u00abMa per il prossimo inverno mi regaler\u00f2 la stufa a pellet\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Catherine Birmingham, Nathan Trevallion e i loro tre bambini hanno scelto una vita di isolamento in un casolare a Palmoli, in Abruzzo: mesi fa sono finiti al centro della cronaca dopo l\u2019intervento del tribunale dei minori che ha deciso di allontanare i figli. La vicenda della \u201cfamiglia nel bosco\u201d ha riportato l\u2019attenzione sul mondo dei neuorurali cio\u00e8 di chi decide di restare lontano dalle citt\u00e0 e, spesso, dai servizi di base. Sono storie molto diverse, ispirate da un obiettivo comune, quello di costruirsi esistenze alternative.\u00a0Ecco i racconti di alcuni \u201cneorurali\u201d, tra utopie e scelte di vita controcorrente.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCiao Ciao \u00e8 un piccolo mascalzone dal becco robustissimo. Quando viveva a Prato era libero di volare e si divertiva a giocare con i vasi da fiori, li faceva cadere gi\u00f9 dai balconi. Alcuni sono piombati sui cofani delle automobili parcheggiate e i proprietari si sono parecchio arrabbiati. <b>Il bricconcello si divertiva pure a rovinare le selle dei motorini, gli piaceva tirare fuori la gomma piuma. Un altro disastro ed \u00e8 finito in gabbia.<\/b> Soffriva, era stressato e cos\u00ec me lo hanno regalato\u00bb.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Elia Serafini<\/b>, 32 anni, passeggia con le zampette di Ciao Ciao poggiate sulla spalla. \u00ab\u00c8 un pappagallo cacatua dal ciuffo giallo. Qui a Ponte alla Piera adesso \u00e8 felice, non pu\u00f2 fare danni. Il borgo \u00e8 piccolo. Intorno ci sono solo campi, boschi e tanti amici pennuti\u00bb, dice Serafini.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>UNA NUOVA CASA<\/b><br \/>Ciao Ciao ha per casa la natura e una voliera che condivide con una decina di pappagalli. \u00abSono tutti nati in cattivit\u00e0\u00bb, spiega Serafini che <b>ha lasciato \u00abla civilt\u00e0 cittadina, il rito dell\u2019aperitivo, il pettegolezzo, il traffico e i rumori\u00bb per dedicarsi alla sua passione: l\u2019ornitologia<\/b>. Accudisce una quindicina di specie di uccelli addestrati al volo libero. \u00abAttraverso uno specifico allenamento, cerco di riavvicinarli al loro istinto\u00bb, dice in un pomeriggio di met\u00e0 febbraio, il sole che va e che viene, i prati intrisi di pioggia. Le voliere si trovano sul pendio di una collinetta e pure a ridosso di un\u2019area boscosa.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCiascuna ospita una specie animale ed \u00e8 adattata alle esigenze della specie stessa\u00bb. Ciao Ciao &amp; partner si divertono tra corde, grossi tronchi e giochetti. Volano. Si arrampicano. Amoreggiano. E gli altri? Le aquile stridono. I nibbi trillano. I gufi bubolano. Sui loro tralicci le cicogne schiamazzano, battendo i becchi come in un canto. Una gru del paradiso le accompagna con un onomatopeico kru kru. Una piccola arca di No\u00e8, mancano solo i due unicorni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>LA SCELTA DI LASCIARE LA CITTA&#8217;:\u00a0\u00abQUI MI SENTO A MIO AGIO\u00bb<\/b><br \/>\u00abSono nato e cresciuto a Prato dove i miei genitori gestivano una piccola azienda tessile\u00bb spiega. \u00abFin da bambino ho provato una profonda attrazione per gli uccelli e il loro volo. Ricordo la felicit\u00e0 di quando in estate venivo quass\u00f9, a trovare i nonni materni in campagna\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quass\u00f9 \u00e8 Ponte alla Piera, un borgo antico situato a circa sette chilometri da Anghiari (Arezzo).  Un luogo isolato e ancora originale.<b> A ovest dominano i Monti Rognosi (dal 1998 riserva naturale), pietrosi e aspri, nel nome conservano le loro insidie e nei resti delle miniere di rame una storia che affonda fino agli etruschi. <\/b>A est gli Appennini che separano la Toscana da Emilia Romagna e Marche. Il torrente Sovara divide il paese in due parti. Emblema del luogo \u00e8 il ponte a dorso d\u2019asino punto di transito dell\u2019antica via Ariminensis, in epoca romana collegava i municipi di Arezzo e Rimini.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A fine agosto, Ponte alla Piera si riempie di attori e turisti per la Festa del Contrabbandiere, una rievocazione storica basata sullo scambio della polvere da sparo prodotta in Casentino col tabacco tifernate.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abQui mi sento a mio agio\u00bb, dice Serafini. \u00abA Prato, mi ero iscritto ad Agraria, ma ho lasciato dopo due anni. Non mi piace prendere ordini e avvertivo una certa costrizione. Dovevo anche studiare matematica che non fa per me. <b>Alla scuola ho preferito il lavoro e ho fatto di tutto, anche il falegname e le consegne con un furgoncino. <\/b>La felicit\u00e0? Solo quando mi dedicavo all\u2019ornitologia\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un giorno a Prato comparve una cicogna. \u00abUn evento. Grandi titoli sui giornali e grandi foto. Mi feci portare sulla piana a vederla cacciare gli insetti. Rimasi ammaliato\u00bb. Oggi di cicogne ne ha cinque. \u00abTutte regalate da alcuni allevatori che mi conoscono e sanno che pratico volo libero. Adesso, le facciamo alzare\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Escono dalla voliera una ad una. Cacciano gli insetti tra le zolle umide. Spiccano il volo, volteggiano sopra i tetti delle case, sopra la valle, per poi planare dolcemente ai piedi di Serafini. Basta un fischio per richiamarle alla base. E non migrano. Possibile? \u00abLe cicogne sono animali eleganti e pacifici. Tendono a tornare e a nidificare dove sono nate. <b>Qui non hanno ragione per volare in Africa. La temperatura \u00e8 mite anche in inverno e hanno cibo continuo e a volont\u00e0.<\/b> Il pesce lo compro per loro\u00bb. E l\u2019intrusa? \u00abNon amo dare un nome ai miei animali, ma Iso \u00e8 speciale. \u00c8 una gru del paradiso. Mi \u00e8 stata regalata da un allevatore di Foligno. La specie \u00e8 difficile da riprodurre in cattivit\u00e0 e solo dopo anni e molti tentativi di accoppiamento, i suoi genitori deposero un uovo, solo un uovo. Per timore di perdere il nascituro, l\u2019allevatore ricorse all\u2019incubatrice. Iso \u00e8 con me da quando ha un mese e mezzo. Vive con le cicogne cos\u00ec non si sente sola\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ogni uccello ha la sua personalit\u00e0. <\/b>Iso \u00e8 docile e curiosa, accompagna Serafini nelle lunghe passeggiate nel bosco. Ha il passo elegante e leggero di una ballerina di danza classica.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDedico tutto il mio tempo libero ai miei animali\u00bb, dice Serafini. <b>\u00abNon potrei vivere senza le mie cicogne e i miei gufi\u00bb. <\/b>Un amore cresciuto frequentando la Fondazione Paolo Malenotti, nata dopo la scomparsa di questo studioso di rettili e anfibi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCon altri ragazzi, mi presi cura della sua collezione. L\u00ec conobbi Massimiliano, appassionato e allevatore di rapaci. <b>Un giorno, un suo gufetto di circa un mese cadde dal nido e la madre non se ne cur\u00f2 pi\u00f9. Che fare? Insistetti a tal punto da adottarlo. <\/b>Lo portai a casa, lo misi in una grande scatola vicino al mio letto. Feci i turni per dargli da mangiare ogni quattro ore. Gli portavo la carne migliore. Poi, quando inizi\u00f2 a volare, cominciai a portarlo fuori. Lo feci alzare prima nel giardino dell\u2019azienda di mamma, poi nelle colline intorno alla citt\u00e0\u00bb. <b>Quel piccoletto \u00e8 adesso un maestoso gufo reale<\/b>, con le zampe robuste, gli occhi furbi di un arancio brillante, il piumaggio morbido, le orecchie dritte e pelosette.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abSiamo insieme da dodici anni. Lo faccio volare tutti i giorni\u00bb, dice Serafini.<\/b> \u00abLui ha le sue abitudini e segue l\u2019istinto degli animali notturni, predilige il crepuscolo e l\u2019alba. Di giorno ama riposare nella sua voliera dove si sente al sicuro\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"L\u2019uomo che sussurrava alle cicogne e ai gufi: \u00abLa mia vita da neorurale\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/69ccefb925b7c.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/69ccefb925b7c.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>LE GIORNATE:\u00a0\u00abSVEGLIA ALLE 5, IN INVERNO\u00a0\u00c8 BUIO PESTO\u00bb<\/b><br \/>Intanto, i pappagalli snocciolano delle arachidi. Sono golosi. \u00abMantenere tutto questo ha un costo. Spendo circa 600 euro al mese in cibo per i miei animali. Hanno bisogno di prodotti adeguati alla loro biologia. Compro online o nei negozi specializzati. Poi, c\u2019\u00e8 da pagare il veterinario quando ce n\u2019\u00e8 bisogno.<b> Non sono ricco, faccio il giardiniere. Amo stare all\u2019aria aperta, sentire sulla pelle il cambiamento delle stagioni, il freddo in inverno, il sudore in estate<\/b>\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La sua giornata \u00e8 lunga. \u00abSveglia alle cinque. In inverno c\u2019\u00e8 un buio pesto qui, si vedono le stelle.<b> Vado nelle voliere e controllo che i miei animali stiano bene. Cambio l\u2019acqua. Aggiungo del cibo. <\/b>Apro porte e cancelletti che richiuder\u00f2 al ritorno dal lavoro. In estate, le giornate sono lunghe e a rotazione porto i miei uccelli a volare nei luoghi pi\u00f9 adatti. Adesso liberiamo l\u2019aquila e il falco, sono animali diurni. Li portiamo lontano, vedrai\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019auto, un\u2019utilitaria grigia da strade di campagna, \u00e8 attrezzata per il loro trasporto. Ceste, guanti, radio e il \u201clogoro\u201d uno strumento usato per allenare i rapaci in volo. \u00abLe aquile hanno bisogno di quote e correnti particolari. Le porto sulle vette dei Monti Rognosi, pi\u00f9 in alto possibile. I falchi, invece, preferisco liberarli su una collina che guarda verso la Val Tiberina\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019istinto naturale degli uccelli viene supportato dalla tecnologia. \u00ab<b>Di recente, \u00e8 capitato che un falco sia volato lontano e non sia rientrato. L\u2019ho individuato grazie alla radio trasmittente e sono andato a riprenderlo. Mi aspettava su un albero<\/b>\u00bb. Serafini ruota il logoro velocemente. \u00c8 un volo controvento quello del falco, con picchiate rapide sulla preda che cattura in aria. \u00abSta arrivando, scatta!\u00bb. Clic. Preso.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019ambiente \u00e8 antropizzato e per ridurre lo stress visivo, Serafini copre col chaperon (cappuccio) la testa del suo falco. \u00ab<b>Gli uccelli non possono essere sottomessi come i cani, addomesticati in un processo millenario. Tutto quello che si pu\u00f2 instaurare \u00e8 un rapporto paritario basato su affezione, opportunismo, fiducia e in alcuni casi amicizia.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tutto dipende dal loro ordine sociale. I pappagalli, ad esempio, vivono in stormi e possono stabilire un rapporto di affezione con l\u2019uomo. Io sono il loro punto di riferimento e la voliera non \u00e8 un luogo di detenzione, ma la loro confort zone, dove si sentono tranquilli, lontani dai predatori\u00bb. La relazione con i rapaci? \u00abDi opportunismo, li cibo. E di fiducia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Da due anni mamma Alice ha raggiunto Elia a Ponte alla Piera. <\/b>\u00ab\u00c8 tornata per prendersi cura di nonna che oggi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Viviamo vicini, ma separati. La mia casa \u00e8 piccola. Pago l\u2019affitto allo zio Nevio, uno scapolo incallito che da piccolo mi ha fatto da baby-sitter. Era lui a viziarmi. Mi portava a pescare, a camminare nei boschi e a vedere le rane nei fossi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La porta di casa avrebbe bisogno di una sistematina. \u00abCi passa il vento e dovrei decidermi a costruirne una nuova\u00bb. Si apre sulla cucina. Nel camino il fuoco che arde. Un divanetto, una piccola tv non databile (\u00abfunzionano solo tre canali, non la guardo mai, alle nove sono a dormire\u00bb), i fornelli vanno a metano (\u00abl\u2019unica vera comodit\u00e0\u00bb), sui fuochi una padella con un pasticcio di patate e cipolle. <b>\u00abSono vegetariano\u00bb, dice Serafini. \u00abSeguo regole alimentari precise. Ho eliminato zucchero, sale e fritture, niente soffritto. Olio solo a crudo. La spesa? Una volta ogni quindici giorni. <\/b>Preferisco ci\u00f2 che produco: melanzane, peperoni, patate, fagioli, cavoli per l\u2019inverno\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Zio Nevio lo aiuta a fare l\u2019orto. \u00abPiantiamo almeno duecento piante di pomodoro e finisce che ne regaliamo i frutti a tutto il vicinato\u00bb. \u00c8 mamma Alice che trasforma le verdure in sottaceti, conserve e passate. Poi ci sono le castagne. \u00ab<b>Abbiamo un piccolo castagneto, pulito, potato e rimesso a frutto.<\/b> Al mattino faccio colazione con i pancake di farina di marroni che usiamo anche per pasta e dolci. Quando \u00e8 terminata mi rifornisco in un negozio di prodotti biologici, vende anche farine di grani antichi\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il vento passa attraverso le fessure. <b>\u00abNon ho i termosifoni. Mi riscaldo con il camino e una stufetta. Faccio io la legna. Quando torno dal lavoro la casa \u00e8 freddina, non pi\u00f9 di dodici gradi e sinceramente sono un po\u2019 stufo.<\/b> Stando tutto il giorno all\u2019aperto, vorrei trovare un po\u2019 di tepore\u00bb. Gli amici? I social? \u00abMi muovo di rado. Vengono loro. I social li evito. Vi si leggono tante idiozie, soprattutto sugli animali selvatici\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il fine settimana, arriva da Firenze la fidanzata Caterina. \u00ab\u00c8 lei la studiosa, laureata in Scienze Faunistiche\u00bb. Le ferie le trascorrono a Ponte alla Piera.<\/b> \u00abGli animali regalano affetto e stima, ma richiedono molte attenzioni. Mangiano e vanno puliti ogni giorno. Non esistono pause, neppure se abbiamo la febbre\u00bb, dice Caterina. \u00abSono una naturalista a tutti gli effetti. Sto facendo un dottorato di ricerca in gestione sostenibile delle risorse agrarie, forestali e alimentari. A Elia do consigli sulla gestione dei nostri animali e ho un rapporto di amicizia soprattutto con Iso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I PROGETTI FUTURI:\u00a0\u00abUN&#8217;ASSOCIAZIONE PER FAR CAPIRE CHE GLI ANIMALI NON SONO GIOCATTOLI INERTI\u00bb<\/b><br \/>Con l\u2019amico Tommaso Bellisario, Elia e Caterina hanno dato vita all\u2019associazione \u201cA Bird\u2019s life\u201d, per trasmettere passione e conoscenze con l\u2019obiettivo di \u00abfar capire alla gente che gli animali non sono giocattoli inerti. <b>Non si pu\u00f2 tenere un gufo legato in salotto. Non si possono comprare dei pappagallini per moda. <\/b>Sono contrario alle fiere dove centinaia di animali sono venduti a persone che non sanno come trattarli e farli vivere bene. Oggi, siamo di fronte ad un commercio fuori luogo e smisurato. Chi ne fa veramente le spese sono gli animali stessi che, maltrattati o malnutriti, muoiono oppure vengono abbandonati. Una vera crudelt\u00e0\u00bb. A Ponte alla Piera, in estate, Elia e Caterina accolgono nel loro piccolo zoo famiglie e amici che arrivano dalle cittadine vicine per una passeggiata nei sentieri circostanti in compagnia di Iso e Ciao Ciao. \u00abSono momenti di relax e di socializzazione\u00bb. Il futuro? <b>\u00abVorrei poter dedicare tutto il mio tempo ai miei animali e tenere dei corsi conoscitivi. Intanto, penso che per il prossimo inverno mi prender\u00f2 una stufa a pellet con l\u2019accensione automatica. Un lusso per me\u00bb<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-06T07:42:26+02:00\">6 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di\u00a0Lorenza Cerbini Vita da neorurale. 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