{"id":43054,"date":"2025-08-12T11:47:13","date_gmt":"2025-08-12T11:47:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/43054\/"},"modified":"2025-08-12T11:47:13","modified_gmt":"2025-08-12T11:47:13","slug":"wall-street-e-le-altre-perche-le-borse-continuano-a-salire-dopo-i-dazi-ed-e-una-vittoria-di-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/43054\/","title":{"rendered":"Wall Street e le altre, perch\u00e9 le Borse continuano a salire dopo i dazi (ed \u00e8 una vittoria di Trump)"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Walter Riolfi<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">C\u2019\u00e8 chi ritiene poco significativo l\u2019impatto delle tariffe, chi predice stagnazione e chi pensa che pagheranno soprattutto i consumatori americani<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Trump<\/b> ha vinto su tutti i fronti. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_agosto_08\/le-tariffe-di-trump-come-cambia-il-mondo-ecco-chi-paga-piu-dazi-agli-stati-uniti-35a6b2b5-f2a2-4c29-9f61-7e4d431c4xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ha imposto dazi al mondo intero<\/a> e li ha fissati alla massima convenienza per gli <b>Stati Uniti<\/b>. Ha preteso investimenti per migliaia di miliardi da<b> Europa <\/b>e<b> Giappone <\/b>e ha ottenuto l\u2019impegno dall\u2019Unione europea ad acquistare armi ed energia per 750 miliardi. S\u2019\u00e8 assicurato entrate tariffarie stimabili attorno ai 400 miliardi all\u2019anno, sufficienti a compensare i tagli delle tasse contenuti nella sua \u00abgrande e bellissima legge finanziaria\u00bb. In questo modo, ha costretto il resto del mondo a finanziare, ancor pi\u00f9 del passato, le finanze e l\u2019economia del suo paese. Infine, ha guadagnato consenso politico interno e fatto credere che le tariffe siano davvero una bella cosa, perch\u00e9 fanno bene all\u2019economia e a <b>Wall Street<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p>    Il solito paradosso<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il paradosso \u00e8 che, nei giorni seguenti agli accordi, sono state le <b>Borse di Tokyo<\/b> e d\u2019Eurozona a festeggiare con corposi rialzi. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/diretta-live\/25_agosto_12\/dazi-le-ultime-notizie-in-diretta-trump-firma-la-proroga-della-tregua-con-cina-per-altri-90-giorni.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">E Tokyo ha toccato addirittura i massimi di sempre<\/a>. Le vittime ringraziano.<br \/>Eppure, l\u2019accordo accettato da <b>Ursula Von der Leyen<\/b> \u00e8 \u00abmolto asimmetrico\u00bb, commentano gli economisti di Unicredit: non un buon accordo, perch\u00e9 le tariffe applicate dagli Stati Uniti sono pi\u00f9 alte di quelle imposte dall\u2019Unione europea. Certo il 15% \u00e8 meglio del 30% minacciato, ma l\u2019impegno ad acquistare energia e armamenti per 750 miliardi di $, sommato ai 600 miliardi in investimenti, non \u00e8 poca cosa ed equivale a oltre il 4% del Pil americano. \u00abAsimmetrico\u00bb e una \u00absconfitta per la Ue\u00bb, l\u2019ha giudicato Olivier Blanchard, ex capo economista del Fmi. Una \u00abumiliazione\u00bb, hanno aggiunto altri economisti e la stampa tedesca, perch\u00e9 accentua la nostra dipendenza tecnologica e militare dall\u2019America.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una lettura diversa arriva dagli analisti di Carmignac: \u00abPi\u00f9 che da motivazioni economiche, il dietrofront di Bruxelles \u00e8 stato guidato da un calcolo strategico\u00bb, sostengono, perch\u00e9 rafforza \u00abl\u2019impegno di Trump verso l\u2019Ucraina\u00bb. L\u2019accordo permetterebbe dunque di \u00abcontinuare a fornire armi all\u2019Ucraina tramite acquisti finanziati dall\u2019Ue\u00bb. Inoltre, la promessa d\u2019investire 600 miliardi di dollari in America e importare energia per altri 750 sembra \u00abpi\u00f9 di facciata\u00bb: perch\u00e9, pur \u00absaturando le esportazioni (di energia) statunitensi, si arriverebbe a malapena a 150 miliardi di dollari\u00bb. <br \/>Ci\u00f2 che pi\u00f9 stupisce sono le ridotte stime dei danni che America ed Europa subirebbero da questa globale guerra doganale: conseguenze negative del tutto marginali, sia per la crescita economica, sia per l\u2019inflazione. \u00abIl peggio \u00e8 passato\u00bb scrive Ubs, pur riconoscendo che l\u2019attuale livello delle tariffe \u00e8 \u00absei volte superiore a quello stimato prima di aprile\u00bb. Secondo la banca svizzera, il pil dell\u2019area euro potrebbe ridursi dello 0,2-0,4% e per gli Stati Uniti, l\u2019accordo sar\u00e0 solo \u00ableggermente inflattivo\u00bb. Per Unicredit, i danni di tariffe pi\u00f9 alte delle attese saranno compensati da un \u00abpi\u00f9 benigno umore\u00bb, e il Pil d\u2019Eurozona crescer\u00e0 dell\u20191%, pi\u00f9 di quanto si stimasse mesi fa.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a0Secondo S&amp;P Global, i dazi \u00abdifficilmente condizioneranno in modo significativo l\u2019attivit\u00e0 economica\u00bb. E, a sentire Julian Hinz del Kiel Institute, il risultato di tutta questa guerra commerciale sarebbe una riduzione del pil tedesco dello 0,13%, ossia nulla. Pi\u00f9 attendibile pare l\u2019analisi di Nicola Mai di Pimco, per il quale la crescita d\u2019Eurozona si ridurrebbe di \u00abquasi un punto percentuale\u00bb, che equivale a una stagnazione. <b>Una voce discordante, ma autorevole, \u00e8 quella di Lorenzo Codogno: i perdenti di questa guerra commerciali saranno i consumatori americani che, nel giro di tre mesi, si troveranno a pagare molto pi\u00f9 care le merci importate.<\/b><\/p>\n<p>    La stima dei danni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure, gi\u00e0 prima di aprile, gli economisti delle banche d\u2019investimento prefiguravano danni economici di almeno un punto percentuale al pil Usa e di poco inferiori per l\u2019Eurozona, accompagnati da un\u2019inflazione in forte ascesa, specie in America. E allora si prospettavano tariffe non superiori al 5%, non al 20% medio (universale) come parrebbero adesso. Per capire il rapido mutamento d\u2019umore degli economisti ci viene in soccorso la psicologia e l\u2019ultimo sondaggio del WSJ ne \u00e8 la prova. <b>Il 47% degli intervistati ritiene l\u2019economia americana \u00abeccellente o buona\u00bb, una percentuale di 11 punti superiore ad aprile, la pi\u00f9 alta dal 2021<\/b>. Cala di poco persino la schiera di chi giudica negative le politiche commerciali di Trump, cosicch\u00e9 il grado di approvazione del presidente resta stabile al 46%. <br \/>Questa ondata di ritrovato ottimismo s\u2019\u00e8 formata a met\u00e0 aprile, quando Trump fece un\u2019apparente marcia indietro sulle tariffe. Ma stupisce che tanta fiducia sia rimasta intatta con dazi ora negoziati quasi allo stesso livello di quelli minacciati nel \u00abGiorno della liberazione\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Siccome non pare che l\u2019economia americana sia migliorata, si deve concludere che una borsa, cresciuta pi\u00f9 del 28% dal 9 aprile, sia l\u2019artefice di tanto ottimismo. Wall Street si direbbe inebriata dall\u2019euforia. JPMorgan dice che c\u2019\u00e8 troppa \u00abcompiacenza\u00bb sul mercato; Deutsche Bank accusa i piccoli investitori di insensata speculazione; Ubs punta il dito contro gli algoritmi che seguitano a comprare azioni quando la volatilit\u00e0 \u00e8 bassa; e Goldman Sachs calcola un livello di speculazione pari quasi a quello della bolla degli anni 1998-2001.<br \/>E di nuovo <b>Goldman incolpa la clientela \u00abal dettaglio\u00bb, e mostra come il paniere dei titoli amati dai piccoli investitori (quasi tutti appartenenti a societ\u00e0 che non producono utili) siano volati di oltre il 50% da aprile.<\/b> Avverte che, quando in passato s\u2019era manifestata una insana euforia, l\u2019indice aveva generato ritorni deludenti nei mesi a seguire. Vero. Ma perch\u00e9 Goldman e le altre grandi case d\u2019investimento continuano ad additare obiettivi per l\u2019S&amp;P sempre pi\u00f9 alti?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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