{"id":431200,"date":"2026-04-06T22:23:21","date_gmt":"2026-04-06T22:23:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/431200\/"},"modified":"2026-04-06T22:23:21","modified_gmt":"2026-04-06T22:23:21","slug":"il-caso-del-nunzio-la-croce-di-leone-il-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/431200\/","title":{"rendered":"il caso del Nunzio, la croce di Leone \u2013 Il Tempo"},"content":{"rendered":"<p>            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/065212668-14c409d7-5348-4034-ae71-946f443a7bff.jpg\" class=\"lazy\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"\" class=\"author\">Luigi Bisignani<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t05 aprile 2026<\/p>\n<p>Le vie della Croce. C\u2019\u00e8 una croce nella domenica di Pasqua che non appartiene solo al rito del Venerd\u00ec Santo, ma ad ogni giorno di questo nuovo pontificato di Leone XIV, segnato da guerre che incendiano il mondo, a partire dalla Terra Santa. Il Papa \u00e8 tornato a portarla nella Via Crucis, una tradizione che, nel 1964, Paolo VI riprese dopo un viaggio in Terra Santa, e il gesto non \u00e8 soltanto memoria, ma segno concreto. \u00c8 una croce silenziosa, fatta di decisioni, pressioni e tensioni che si accumulano e di una Curia ancora segnata dall\u2019impronta del predecessore.<\/p>\n<p>Tra istanze riformiste che sollecitano cambiamenti e richiami alla tradizione che invocano continuit\u00e0, Leone XIV, gi\u00e0 molto amato dai fedeli per il suo sorriso e la sua disarmante immediatezza, adotta uno stile sobrio e riflessivo, segnando una discontinuit\u00e0 pacata rispetto a Papa Francesco. Un pontificato non si misura nella brevit\u00e0 dei suoi inizi, ma nel tempo lungo della Chiesa, dove le scelte maturano nel discernimento e portano frutto oltre l\u2019immediatezza. E le ultime nomine lo confermano. Applausi per il bergamasco Paolo Rudelli, 53 anni, enfant prodige della diplomazia vaticana, gi\u00e0 nunzio in Colombia, chiamato al ruolo strategico di Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, dove succede al chiacchieratissimo venezuelano Edgar Pe\u00f1a Parra, 65 anni, nominato nel 2018 &#8211; al posto di Angelo Becciu &#8211; e ora destinato alla nunziatura in Italia dopo essere stato anche nunzio in Mozambico e Honduras.<\/p>\n<p>Pe\u00f1a Parra lascia dietro di s\u00e9 polemiche mai sopite. Nei Sacri Palazzi lo chiamano \u00abMaracaibo\u00bb, per la disinvoltura mostrata nella gestione \u00absudamericana\u00bb del caso pi\u00f9 spinoso: quello del palazzo di Londra, operazione avviata da Becciu e finita, sotto la sua regia, in una Caporetto finanziaria. Una vicenda che pesa ancora oggi sul pontificato di Bergoglio. Lo stesso Nunzio, nel messaggio di commiato e in un\u2019intervista televisiva, l\u2019ha definita la sua \u00abvia crucis\u00bb. Forse perch\u00e9 non si \u00e8 mai ripreso dall\u2019episodio pi\u00f9 imbarazzante: a Londra davanti alla High Court of Justice, luglio 2024, presieduta da Justice Robin Knowles, per pi\u00f9 udienze, sudato e visibilmente in difficolt\u00e0, con accanto un bodyguard imponente e con le ciglia che parevano truccate, ammise di essere a conoscenza di fatture false pagate dal suo ufficio e di aver aperto la porta a investitori accreditati con leggerezza. Il giudice inglese esterrefatto assistette a quel penoso calvario. Il primo giorno Pe\u00f1a Parra rispose in inglese. Successivamente prefer\u00ec avere accanto un interprete, forse per prendere tempo nelle risposte, non riuscendo a districarsi nel pasticcio in cui si era ficcato. La situazione emerse poi chiaramente durante il processo vaticano, in cui gendarmeria e testimoni, sotto la regia, probabilmente della Segreteria di Stato, finirono per confondere perfino il Santo Padre. Un \u00abpapocchio\u00bb a cui Prevost sta cercando di porre rimedio, come del resto era del tutto evidente perfino durante il dibattito nelle Congregazioni Generali quando a sorpresa il Segretario di Stato parl\u00f2 di uno scritto di Bergoglio, mai prima ufficializzato, in cui veniva sorprendentemente chiesta la rinuncia di Becciu al Conclave.<\/p>\n<p>Ma occorre fare un passo indietro nel settembre del 2020. In occasione dell\u2019udienza in cui Becciu fu dimissionato da Francesco, l\u2019elemento pi\u00f9 anomalo non fu tanto la coincidenza con l\u2019uscita dell\u2019articolo su L\u2019Espresso, quanto il fatto che le informazioni pare fossero giunte al pontefice attraverso un militare della Guardia di Finanza, poi trasmesse pare proprio anche a Pe\u00f1a Parra. L\u2019Ufficio del Sostituto sembra avesse un report gi\u00e0 sei mesi prima dell\u2019avvio formale delle indagini vaticane, contenente anche informazioni provenienti da accessi illeciti effettuati da Pasquale Striano, il finanziere sotto inchiesta dell\u2019indagine \u00abDossieropoli\u00bb, al centro di mille intrighi su numerosi soggetti poi coinvolti nel processo contro il porporato di Pattada. Tra i nomi \u00abattenzionati\u00bb figuravano politici, imprenditori e figure pubbliche. Tutti i dubbi su questa opaca vicenda, che sembra un plot di Dan Brown tra spie, Mata Hari all\u2019ombra dell\u2019Aise e apparecchiature di criptazioni israeliane, potranno forse essere chiariti dopo il deposito integrale di tutti gli atti di indagine ordinato dalla Corte di appello vaticana all\u2019Ufficio del promotore di giustizia. La questione \u00e8 incandescente e quindi non \u00e8 da escludere che la richiesta della Corte non sar\u00e0 rispettata, con conseguente invalidit\u00e0 dell\u2019intero processo per grave violazione del diritto alla difesa, diritti sacrosanti che proprio Prevost ha ribadito solennemente in due occasioni pubbliche.<\/p>\n<p>Durante il pontificato di Francesco, Pe\u00f1a Parra \u00e8 stato di fatto l\u2019uomo pi\u00f9 potente della Curia. Il Sostituto vedeva quotidianamente il Papa, portando le carte e ritirando le decisioni. Ma, a parere di molti, Francesco dedicava a questi incontri pochi minuti, limitandosi spesso a un \u00abVa bene, fai tu\u00bb. In questo spazio si consolid\u00f2 il potere del Sostituto, con gesti, decisioni e dossier anche senza un controllo pieno del pontefice, che generavano tensioni e contraddizioni, con provvedimenti talvolta smentiti o raddrizzati dallo stesso Papa. Ne derivarono anni difficili anche per il Segretario di Stato Pietro Parolin, formalmente superiore ma troppo spesso costretto a subire decisioni prese altrove. Non \u00e8 un caso che, dopo il conclave, fosse chiaro l\u2019intento di riequilibrare questa dinamica. Il trasferimento di Pe\u00f1a Parra alla nunziatura in Italia \u00e8 apparso da subito anomalo. La richiesta di gradimento alla Farnesina \u00e8 rimasta inevasa per mesi, ben oltre i tempi usuali tra Italia e Santa Sede.<\/p>\n<p>Pesano, a sentir gli spifferi della terza loggia del Palazzo Apostolico, le ombre su modalit\u00e0 operative e su rapporti maturati in quegli anni: contatti con il Tribunale e ambienti della gendarmeria vaticana, interlocuzioni con apparati di intelligence e legami con settori della Guardia di Finanza, in un intreccio mai chiarito fino in fondo. Elementi che in parecchi funzionari, dell\u2019una e dall\u2019altra parte, sollevano pi\u00f9 di una perplessit\u00e0 sulla sua idoneit\u00e0 a rappresentare la Santa Sede proprio in Italia. A ci\u00f2 si aggiungono la gestione dei fondi della Segreteria di Stato e i danni economici rilevanti, tra cui i costi legali &#8211; nell\u2019ordine di decine di milioni di euro tra avvocati e informatori a vario titolo &#8211; legati alla vicenda londinese.<\/p>\n<p>Pe\u00f1a Parra \u00e8 comunque, almeno in questo, il primo Sostituto del dopoguerra a non aver ricevuto la porpora e uno dei pochi a essere stato di fatto rimosso per essere destinato a una nunziatura. Resta altres\u00ec una questione di fondo: questa nomina rischia di esporre il governo italiano a un evidente imbarazzo, costringendolo a vigilare da subito sui rapporti del nuovo nunzio con gli apparati pi\u00f9 delicati dello Stato. E se a ci\u00f2 si sommano le tensioni gi\u00e0 aperte con il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, percepito come tutt\u2019altro che neutrale &#8211; gi\u00e0 protagonista di attriti con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per le riforme istituzionali e la gestione dell\u20198 per mille &#8211; il dubbio smette di essere un\u2019ipotesi e diventa interrogativo politico: a Prevost \u00e8 stato davvero rappresentato fino in fondo il quadro italiano? Eppure, \u00e8 proprio qui che torna il senso della Pasqua: non come fuga dalla croce, ma come verit\u00e0 che la attraversa. Anche nelle pieghe pi\u00f9 opache dei Sacri Palazzi, dove il potere assume talvolta forme meno evangeliche di quanto si vorrebbe, la croce continua a restare l\u00ec, silenziosa. In attesa che qualcuno la prenda davvero sulle spalle.<br \/>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Luigi Bisignani 05 aprile 2026 Le vie della Croce. 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