{"id":431374,"date":"2026-04-07T01:02:14","date_gmt":"2026-04-07T01:02:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/431374\/"},"modified":"2026-04-07T01:02:14","modified_gmt":"2026-04-07T01:02:14","slug":"la-pagella-del-mereghetti-bouchet-e-un-finale-che-sembra-gia-scritto-ma-non-e-mai-troppo-tardi-per-cambiare-voto-7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/431374\/","title":{"rendered":"La pagella del Mereghetti: Bouchet e un finale che sembra gi\u00e0 scritto. Ma non \u00e8 mai troppo tardi per cambiare (voto 7)"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Paolo Mereghetti<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il nuovo film di Emanuela Piovano, presentato al Bif&amp;st, \u00e8 un racconto intimo tra memoria, desiderio e seconde possibilit\u00e0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gi\u00e0 l\u2019idea di raccontare <b>la storia di una ottantenne<\/b>, senza per forza caricarle addosso le malattie per cui quell\u2019et\u00e0 \u00e8 frequentata dal cinema (Alzheimer, demenza, immobilit\u00e0 et similia) merita <b>l\u2019apprezzamento<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cos\u00ec come scegliere di farla interpretare da <b>Barbara Bouchet<\/b>, regina indimenticata del B-movie italiano (e non solo B, visto che ha recitato per Scorsese, Risi, Salce, Bolognini, Di Leo e ne dimentico), <b>troppe volte sottovalutata <\/b>(ma non dalla giuria del \u00abBif&amp;st per il cinema italiano\u00bb, che le ha dato il premio \u2014 meritato \u2014 come miglior attrice protagonista).    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E se a questo si aggiunge <b>il tema del fine vita<\/b> e del diritto di essere la sola a doverlo decidere, ecco che Finale: Allegro di <b>Emanuela Piovano<\/b> mette gi\u00e0 in campo una serie di argomenti che dovrebbero <b>attirare l\u2019attenzione dello spettatore<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A cui va aggiunta <b>la delicatezza di tocco<\/b> con cui la regista ha saputo guidare tutto il film, che naturalmente non parla solo di come decidere del proprio destino, perch\u00e9 affronta lateralmente ma neanche troppo almeno un altro paio di temi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ed ecco che questo film diventa <b>una delle piccole belle sorprese<\/b> di una stagione non molto gratificante per il cinema italiano.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">All\u2019origine c\u2019\u00e8 il libro di Margherita Giacobino L\u2019et\u00e0 ridicola (Mondadori) che per\u00f2 la sceneggiatura della regista (a cui hanno collaborato Cristina Borsatti, C\u00e9line Gailleurd e Olivier Bohler) asciuga e concentra, <b>eliminando i flashback sul passato della protagonista<\/b> e unendo le due sue amiche in una, cos\u00ec da concentrarsi su <b>sei mesi della vita di Karina<\/b> (Barbara Bouchet), pianista di fama e insegnante al conservatorio che proprio all\u2019inizio del film riceve un premio, come a dimostrare che <b>il suo nome \u00e8 ancora ammirato<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo per\u00f2 non la ferma: \u00e8 decisa a <b>mettere fine a una vita<\/b> che sembra dover affrontare da sola e verso cui <b>non dimostra pi\u00f9 alcun interesse<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma \u00e8 proprio vero che Karina \u00e8 cos\u00ec sola? A mettere in discussione questa apparenza c\u2019\u00e8 <b>l\u2019entrata in scena di Elena<\/b> (Anna Bonasso), esuberante amica che sembra non volersi arrendere a <b>una demenza che la insidia<\/b> e che ci fa capire \u2014 senza gridarlo, ma quasi di soppiatto: altra bella idea di regia \u2014 come tra le due donne ci sia stato <b>un grande amore<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un amore scandaloso<\/b> si direbbe visto che Elena era sposata e suo figlio Marco (Diego Casalis) non vede di buon\u2019occhio le visite che Karina le fa nella<b> casa di cura dove \u00e8 ricoverata<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma dal passato di Karina sbuca anche un vecchio amico, Max (Luigi Diberti), con cui la donna deve aver <b>condiviso pi\u00f9 di un\u2019amicizia<\/b> e sicuramente una militanza: lui \u00e8 venuto a recuperare i libri e le riviste che aveva lasciato nella sua soffitta, pubblicazioni che testimoniano come entrambi dovessero aver <b>molto lottato per il femminismo <\/b>e una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Con l\u2019una (e qualche momento di simpatica \u00abfollia\u00bb) e con l\u2019altro <b>ritorna un passato<\/b> che Karina non ha certo abiurato ma che sembra non darle pi\u00f9 l\u2019energia necessaria a guardare con fiducia nel futuro: Max torner\u00e0 presto sulla Costa Azzurra dove si \u00e8 trasferito e <b>Elena non sembra avere molta vita<\/b> <b>ancora davanti a s\u00e9<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma c\u2019\u00e8 un terzo \u00abincomodo\u00bb che vuole <b>mettere in discussione le decisioni d Karina<\/b>: \u00e8 la giovane georgiana Suliko (Nutsa Khubulava), che fa le pulizie a casa sua, che ha un promesso sposo (Luca Chikovani) con cui non si sente molto in sintonia e che trover\u00e0 in Karina <b>un\u2019alleata non facilissima <\/b>da abbracciare (\u00abquelle come te \u2014 le dice \u2014 nel mio Paese le mandano a morte\u00bb).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tutto questo e come evolver\u00e0, <b>trova nella musica<\/b> (n\u00e9 poteva essere diversamente) <b>un elemento non solo d\u2019accompagnamento<\/b> ma capace di interloquire con il film e la sua narrazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A volte sembra quasi che la regia lasci alle parole delle <b>canzoni di Gianmaria Testa<\/b> il compito di rispondere alle domande che il film solleva, altre volte sono le<b> sonate settecentesche di Hyacinthe Jadin<\/b> a fare da eco ai sussurri del film, altrove \u00e8 la voce di Fran\u00e7oise Hardy che canta Le Large a dialogare oppure la bella esecuzione di Futura cantata e suonata da Frida Bollani Magoni: <b>un intreccio di note e parole che sanno conquistare<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-06T21:07:56+02:00\">6 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        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