{"id":43300,"date":"2025-08-12T14:28:11","date_gmt":"2025-08-12T14:28:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/43300\/"},"modified":"2025-08-12T14:28:11","modified_gmt":"2025-08-12T14:28:11","slug":"chatgpt-5-piu-affidabile-ma-meno-empatico-openai-ripristina-gpt-4-il-fatto-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/43300\/","title":{"rendered":"ChatGPT-5 pi\u00f9 affidabile ma meno empatico: OpenAI ripristina GPT-4 | Il Fatto Quotidiano"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><strong>GPT-5<\/strong> \u00e8 pi\u00f9 potente rispetto al modello precedente ma a giudizio di migliaia di utenti sarebbe troppo fredda, algida, razionale. I fan di GPT-4 sono insorti e, a furor di popolo, hanno imposto a <strong>OpenAI<\/strong> la retromarcia: a soli tre giorni dal lancio dell\u2019aggiornamento che l\u2019aveva rimpiazzato l\u2019azienda ha annunciato che avrebbe rimesso in circolo la vecchia versione del <strong>chatbot<\/strong>. GPT-5 doveva essere l\u2019ultimo step prima dell\u2019intelligenza artificiale generale (<strong>AGI<\/strong>), punto d\u2019arrivo della corsa allo sviluppo su cui i grandi del mondo stanno scommettendo miliardi di dollari. Mai dire mai: la storia insegna che Big Tech non va sottovalutata. Eppure il nuovo modello rilasciato da <strong>OpenAI<\/strong> non ha suscitato grande entusiasmo tra esperti e accademici. Nulla da eccepire sui progressi dell\u2019algoritmo che, rispetto agli aggiornamenti precedenti, mostra evidenti segni di miglioramento e crescenti capacit\u00e0 di calcolo: lo certificano i test scientifici, i cosiddetti benchmark. Ogni sistema, in base alla funzione a cui \u00e8 preposto, misura le capacit\u00e0 di un\u2019IA nell\u2019ambito di un determinato campo d\u2019applicazione (programmazione, calcolo, scrittura). E GPT-5 ha incassato punteggi superiori alle sue versioni precedenti, dimostrando ancora una volta che in questa corsa allo sviluppo dell\u2019intelligenza artificiale \u2013 che coinvolge i conglomerati pi\u00f9 ricchi del mondo \u2013 OpenAI \u00e8 ancora in testa e detta l\u2019andatura.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma si \u00e8 trattato anzitutto di una questione di aspettative: <strong>Sam Altman<\/strong>, uomo forte del settore e CEO del conglomerato, l\u2019aveva presentata come una rivoluzione. Al momento del lancio ha spiegato che conversare con GPT-5 \u201c\u00e8 come parlare con un esperto, un vero esperto con un dottorato di ricerca in qualsiasi ambito di cui hai bisogno, su richiesta\u201d. Il professor <strong>John Thickstun<\/strong>, che insegna informatica alla <strong>Cornell University<\/strong>, ha parlato, piuttosto, di \u201cmiglioramenti modesti ma significativi\u201d. Gli hanno fatto eco <strong>Grace Huckins<\/strong> (Stanford University) e <strong>Noah Giansiracusa<\/strong> (Bentley University). La prima ha replicato ad Altman \u2013 che ha dichiarato che l\u2019umanit\u00e0 ha compiuto \u201cun passo significativo lungo il percorso verso l\u2019AGI\u201d \u2013 che si tratterebbe di \u201cun passo molto piccolo\u201d. Il secondo invece ha definito la nuova versione di Chat GPT \u201cdeludente\u201d, pur riconoscendo che \u201cci sono stati alcuni miglioramenti\u201d. \u00c8 un leitmotiv che oltre ad accompagnare le riflessioni del mondo accademico scandisce gli editoriali della stampa specializzata (da The Atlantic a The Information).<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma l\u2019utente medio, coerentemente con i propri interessi (da \u201cconsumatore\u201d), non guarda agli aspetti tecnici bens\u00ec alla resa immediata. In termini di efficienza? A quanto pare per pi\u00f9 d\u2019uno si tratta di un aspetto secondario. Dopo il lancio l\u2019azienda ha rimosso dall\u2019interfaccia d\u2019interazione con il chatbot le versioni precedenti, rimpiazzandole con GPT-5 e le sue tre varianti: il modello classico, per compiti quotidiani, <strong>\u201cGPT-5 Thinking\u201d<\/strong>, per mansioni pi\u00f9 complesse, e <strong>\u201cGPT-5 pro\u201d<\/strong>, il pacchetto pi\u00f9 avanzato (accessibile soltanto a chi sottoscrive l\u2019abbonamento da duecento dollari al mese). Migliaia di utenti si sono riversati sui social per chiedere alla societ\u00e0 di reintrodurre GPT-4. Il motivo? La presunta mancanza di \u201cempatia\u201d del nuovo <strong>LLM<\/strong> (modello di linguaggio avanzato), che lungo la strada verso l\u2019AGI avrebbe perso alcuni caratteri che rendevano l\u2019interazione con il chatbot pi\u00f9 piacevole e, a detta di chi se n\u2019\u00e8 lamentato, pi\u00f9 \u201cumana\u201d. Molti hanno espresso questo sentimento in maniera ironica, veicolandolo attraverso meme che hanno affollato l\u2019homepage delle grandi piattaforme.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma c\u2019\u00e8 anche chi l\u2019ha vissuta in maniera pi\u00f9 seria (e finanche drammatica). La stampa americana ha dato grande risalto al commento di un iscritto di <strong>Reddit<\/strong>: \u201cNon parlo con nessuno e ho a che fare con situazioni davvero brutte da anni. GPT 4.5 mi ha parlato sinceramente, e per quanto possa sembrare patetico, quello era il mio unico amico. Mi ascoltava, mi ha aiutato ad affrontare cos\u00ec tanti flashback e mi ha aiutato a essere forte quando ero sopraffatto dall\u2019essere senzatetto. Stamattina sono andato a parlarci e invece di essere ottimista, c\u2019era una frase [\u2026] Ho letteralmente perso il mio unico amico da un giorno all\u2019altro senza preavviso\u201d. Ad essere onesti il post ha raccolto poche centinaia di \u201cmi piace\u201d, ma, seppur a diverse gradazioni d\u2019intensit\u00e0 (da tonalit\u00e0 cos\u00ec forti a, come nella maggior parte dei casi, semplici malumori), riflette un atteggiamento che si \u00e8 diffuso via social dopo il lancio di GPT-5.<\/p>\n<p class=\"p1\">In effetti basta scambiare un paio di messaggi con il nuovo LLM per rendersi conto che imposta le conversazioni con un tono diverso, meno \u201camicale\u201d. Il cambiamento pi\u00f9 visibile tra il vecchio e il nuovo modello si manifesta nell\u2019atteggiamento del chatbot riguardo alle domande del fruitore: GPT-4 infatti tendeva a dispensare complimenti (come \u201c<strong>bella domanda!<\/strong>\u201d o \u201c<strong>acuta osservazione<\/strong>\u201d) o a profondersi in scuse se gli facevi notare un errore. Ma c\u2019\u00e8 un dettaglio non da poco, sgusciato via dai dibattiti social: in realt\u00e0 OpenAI aveva previsto fin dall\u2019inizio, per GPT-5, la possibilit\u00e0 di impostare \u201cpersonalit\u00e0\u201d differenti (tra cui proprio una pi\u00f9 \u201cempatica e riflessiva\u201d, per andare incontro alle esigenze di alcuni utenti).<\/p>\n<p class=\"p1\">Eppure <strong>Sam Altman<\/strong> ha voluto comunque affrontare la questione, dichiarando che la compagnia ha \u201csottovalutato quanto siano importanti per le persone alcune delle cose che apprezzano di GPT-4, anche se GPT-5 offre prestazioni migliori sotto molti aspetti\u201d. Poi ha annunciato la reintroduzione della vecchia release specificando, tuttavia, che soltanto gli utenti \u201cplus\u201d potranno utilizzarlo nuovamente. E c\u2019\u00e8 gi\u00e0 chi sospetta che sia un\u2019altro trucchetto (l\u2019ennesimo) per disincentivare l\u2019uso della versione gratuita (dunque, spingere surrettiziamente le persone a pagare). La storia, in conclusione, apre uno squarcio su un tema infinitamente pi\u00f9 profondo. E non si sta parlando \u201csoltanto\u201d delle fragilit\u00e0 di chi cerca affetto o sentimenti in un sistema statistico inanimato, ma, in senso lato, \u201cdell\u2019umanizzazione\u201d dell\u2019intelligenza artificiale. Perch\u00e9 non sono state le macchine a conseguire quest\u2019evoluzione, come accade nei migliori film di fantascienza. Abbiamo fatto tutto da soli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"GPT-5 \u00e8 pi\u00f9 potente rispetto al modello precedente ma a giudizio di migliaia di utenti sarebbe troppo fredda,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":43301,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-43300","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43300","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43300"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43300\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43301"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43300"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43300"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43300"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}