{"id":433693,"date":"2026-04-08T14:05:18","date_gmt":"2026-04-08T14:05:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/433693\/"},"modified":"2026-04-08T14:05:18","modified_gmt":"2026-04-08T14:05:18","slug":"giorgio-griffa-a-90-anni-ho-capito-che-ci-salvera-la-scienza-lintervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/433693\/","title":{"rendered":"Giorgio Griffa: \u201cA 90 anni ho capito che ci salver\u00e0 la scienza\u201d. L&#8217;intervista"},"content":{"rendered":"<p>\u00abNon ho rimpianti, non penso che la vita fosse pi\u00f9 bella da giovane, continuo a ricevere dalle mani e dai materiali una grande conoscenza\u00bb. Il pittore, intellettuale, critico e scienziato torinese Giorgio Griffa ha appena compiuto 90 anni e la fondazione dedicatagli inaugura domani fino al 28 maggio l\u2019approfondimento Summer 69 sul momento in cui abbandon\u00f2 il telaio per dipingere liberamente. Il Castello di Rivoli lo ricorda con una mostra fino al 23 agosto e lo stesso far\u00e0 quest\u2019estate il Clark Institute in Usa. Lo incontriamo nel suo studio nel quartiere di Vanchiglietta pieno di tele colorate appese ai muri come vele al vento, uno spazio di finestre e cemento in un ex edificio industriale dove lavorano pure colleghi come Zorio, Gastini e Sighicelli.<\/p>\n<p><strong>Come ha iniziato?<\/strong><br \/>\u00abMio padre era avvocato, mia madre casalinga. Io ho fatto il ragazzo di studio fino a 60 anni, ma al pomeriggio dipingevo. Essendo timido sarei stato un pessimo civilista. La pittura mi ha insegnato a portare fantasia nell\u2019avvocatura e il diritto a dare una regola a ogni tela, anche per trasgredirla. Da bambino suonavo il piano, poi ho iniziato a copiare cartoline e i miei genitori mi hanno mandato da un vecchio pittore tradizionale per imparare il mestiere. A 15 anni un Mondrian mi fece capire che c\u2019erano artisti che guardavano avanti, mentre altri indietro\u00bb.<\/p>\n<p>\t\t\tL\u2019INTERVISTA<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/cultura\/2025\/05\/06\/news\/gian_enzo_sperone_collezione-15133544\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gian Enzo Sperone: \u201cTorino non ha voluto la mia collezione. Il sistema dell\u2019arte oggi \u00e8 malato\u201d<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/autori\/francesco_rigatelli\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Francesco Rigatelli<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t06 Maggio 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/cultura\/2025\/05\/06\/news\/gian_enzo_sperone_collezione-15133544\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/091813096-8bccce33-a4cf-4ba7-a042-a99c890362e6.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p><strong>Fu cos\u00ec che lasci\u00f2 la figurazione?<\/strong><br \/>\u00abEro troppo timido per darmi all\u2019astratto e all\u2019informale quindi continuai come prima. A 20 anni andavo al mare a Santa Margherita e mi alzavo alle 7 per dipingere. Iniziai a frequentare l\u2019Accademia Albertina e nella polemica feroce tra figurativo e astratto non sapevo da che parte stare: vedevo maestri sia da una parte sia dall\u2019altra. Nel 1964 la Pop art alla Biennale di Venezia mi spinse a lasciare la figurazione perch\u00e9 la pittura andava da un\u2019altra parte. Yves Klein con i suoi monocromo blu mi indic\u00f2 una strada precisa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 tolse il telaio?<\/strong><br \/>\u00abDipingevo per terra su carta, su canapa e su lino per far penetrare il colore nella materia e farlo colare di meno. Per camminare sulla tela dovevo togliere il telaio finendo per rispettare la memoria della tela, che \u00e8 quella di essere mossa, piegata e stropicciata. La tela non \u00e8 intoccabile, ma protagonista. Abbandonai il sistema gerarchico per cui l\u2019artista \u00e8 sopra e gli elementi sotto, mentre invece sono loro che lavorano\u00bb.<\/p>\n<p>\t\t\tL\u2019INTERVISTA<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/cultura\/2025\/10\/19\/news\/nicola_de_maria_arte_artissima_gam_rivoli_transavanguardia-15358486\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nicola De Maria: \u201cDipingo fiori e stelle per ringraziare Dio e venire assolto\u201d<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/autori\/francesco_rigatelli\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Francesco Rigatelli<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t18 Ottobre 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/cultura\/2025\/10\/19\/news\/nicola_de_maria_arte_artissima_gam_rivoli_transavanguardia-15358486\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/213055235-2727e0ea-a94a-4dee-a0f8-3e83643f0d40.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 non finisce i quadri?<\/strong><br \/>\u00abSecondo la scuola Zen \u00e8 inutile fermarsi a pensare perch\u00e9 intanto la vita va avanti.Lascio l\u2019azione sospesa per dare una traccia del tempo oltre che dello spazio, aprendo la strada al vissuto pi\u00f9 che al perfezionismo. I Veda dicono che il Brahma, il principio, non \u00e8 suscettibile di alcuna definizione perch\u00e9 insufficiente. Similmente la scienza quantistica spiega che l\u2019energia si percepisce da dopo che diventa particella, non prima. Non sono religioso, ritengo che l\u2019identit\u00e0 finisca con la vita, ma penso pure che la religione sia una grande memoria e che noi abbiamo bisogno di energia, da dovunque venga. Le divinit\u00e0 in fondo sono un\u2019invenzione razionale utile a questo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La passione per la scienza da dove viene?<\/strong><br \/>\u00abLa pittura racconta la cultura del suo tempo e se una volta facevo i conti con il pensiero orientale oggi approfondisco le scoperte scientifiche. Ora la tecnica ci ha portato addirittura l\u2019Ai, che pu\u00f2 essere usata bene o male. Un nuovo rapporto con la natura e con le sue risorse, grazie alla scienza, \u00e8 l\u2019unica salvezza per l\u2019umanit\u00e0. L\u2019arte, dal jazz a Picasso e Matisse, ha capito per prima nel Novecento che il principio di dominazione diventava pericoloso. Valeva per la bomba atomica come oggi con Trump e Putin\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ha resistito come pittore mentre tanti artisti cambiavano mezzo, come mai?<\/strong><br \/>\u00abNon ho mai visto i nuovi movimenti come un pericolo, come per esempio faceva Piero D\u2019Orazio. Ho avuto la fortuna di convivere con l\u2019Arte povera e di capire che ha messo avanti l\u2019intelligenza della natura a quella dell\u2019uomo. Questo \u00e8 Torsione di Anselmo con l\u2019energia che si sviluppa dal cuoio per tornare allo stato naturale o l\u2019opera di Zorio che introduce elementi chimici che si combinano. La mia pittura si \u00e8 arricchita grazie a loro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E ha trovato una sua via?<\/strong><br \/>\u00abMi sono reso conto che nella pittura concorrono due memorie, quella dei materiali, protoni ed elettroni, e l\u2019invenzione umana dalla Preistoria in poi. Il mio segno porta dentro la memoria della pittura anzich\u00e9 la mia. Il materiale stesso mi ha suggerito di andare avanti facendo segni uguali, introducendone di diversi e sentendo la necessit\u00e0 di aggiungere i campi di colore concentrando l\u2019energia. Dai segni anonimi poi sono passato a riferimenti ad artisti come Matisse, Tintoretto, Uccello. Nell\u2019ultimo ciclo dedicato al disordine ho analizzato la forza della natura, che sia religiosa o energetica. Nel campo blu c\u2019\u00e8 l\u2019energia e nel giallo l\u2019identit\u00e0. Il bosone di Higgs \u00e8 fatto di questo. In questo immenso giramento di palle che \u00e8 l\u2019universo, un frullato di energia, la pittura ne fa parte ed \u00e8 inutile isolarla\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ha mai pensato di lasciare la pittura?<\/strong><br \/>\u00abSono stato invitato a farlo, anche perentoriamente. Il gallerista Sperone ha scritto che la pittura all\u2019epoca veniva rifiutata. Per me invece era l\u2019unico strumento. Come un martello per un fabbro. Pi\u00f9 di tutti mi ispir\u00f2 Bruce Nauman, che mi fece capire che nella pittura c\u2019\u00e8 la storia dell\u2019uomo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Con Giulio Paolini avete avuto due storie parallele?<\/strong><br \/>\u00abS\u00ec, me lo fece conoscere Mondino. Siamo rimasti di lato rispetto all\u2019Arte povera. Io lavoravo con Sperone e lui con Pistoi. Io ero un pittore eretico, lui concettuale per conto suo. Il critico Celant non sapeva come classificarci\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che ruolo ha avuto Torino?<\/strong><br \/>\u00abTorino \u00e8 passata da piccola capitale savoiarda, ignorante e chiusa a una citt\u00e0 che con tutti i limiti dell\u2019industrializzazione si \u00e8 aperta al mondo. A Porta Palazzo negli anni \u201950 si trovavano gli orti piemontesi, nei \u201870 le verdure del meridione, nei \u201890 i pigmenti africani. Torino \u00e8 stata lo sfondo di una scena artistica vivace ed \u00e8 una citt\u00e0 che con tutti i problemi che comporta la crescita continua a rinnovarsi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abNon ho rimpianti, non penso che la vita fosse pi\u00f9 bella da giovane, continuo a ricevere dalle mani&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":433694,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,14909,204,1537,90,89,107212],"class_list":["post-433693","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-francesco-rigatelli","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-rivoli"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116369472093139212","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/433693","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=433693"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/433693\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/433694"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=433693"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=433693"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=433693"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}