{"id":434998,"date":"2026-04-09T09:44:14","date_gmt":"2026-04-09T09:44:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/434998\/"},"modified":"2026-04-09T09:44:14","modified_gmt":"2026-04-09T09:44:14","slug":"come-trump-convinto-da-netanyahu-ha-deciso-di-iniziare-la-guerra-contro-liran-la-ricostruzione-del-new-york-times","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/434998\/","title":{"rendered":"Come Trump (convinto da Netanyahu) ha deciso di iniziare la guerra contro l&#8217;Iran: la ricostruzione del \u00abNew York Times\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Gianluca Mercuri<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La vera storia di come il primo ministro di Israele \u00e8 riuscito a convincere il presidente americano a muovere guerra all\u2019Iran, raccontata da Jonathan Swan e Maggie Haberman in uno straordinario reportage per il New York Times<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ora che la guerra \u00e8<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/oriente-occidente-federico-rampini\/26_aprile_08\/i-tanti-dubbi-sulla-tregua-e-un-sondaggio-illuminante-1aca28fe-93b7-4d25-8174-b37e5d6b4xlk.shtml\" title=\"I tanti dubbi sulla tregua (e un sondaggio illuminante)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> (forse) in stand-by<\/a>, pu\u00f2 essere utile tornare a vedere <b>come \u00e8 cominciata<\/b>. Aiuta a capire quale sia il decision making, il processo decisionale nella Casa Bianca del Trump bis, e come <b>la predisposizione caratteriale di poche persone<\/b> \u2013 oltre ovviamente a quella di chi fa la scelta finale \u2013 influiscano per anni sulle vite di miliardi di terrestri<b>. Le nostre vite<\/b>. Certo che \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Ma con <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_aprile_08\/trump-pace-iran-soldi-92a0db06-2367-4fd0-9ce9-1467a7ed0xlk.shtml\" title=\"L\u2019esultanza di Trump: \u00abUn grande giorno di pace e ora faremo tanti soldi\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Donald Trump<\/a> l\u2019estemporaneit\u00e0 e l\u2019aleatoriet\u00e0 non smettono di impressionare per le conseguenze. Senza sottovalutare l\u2019importanza della loro connessione con certe sue ossessioni permanenti<b>: il blitz spettacolare e risolutivo come nei film d\u2019azione<\/b>, la voglia di fare <b>ci\u00f2 che non \u00e8 riuscito ai predecessori<\/b>. E l\u2019Iran, che \u00e8 sempre stato in s\u00e9 una fissazione trumpiana. Su quel tasto <b>Benjamin Netanyahu<\/b> ha saputo manovrare da par suo, ovvero da manipolatore eccezionale e capace di capitalizzare anni di relazione stretta con Trump.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_aprile_09\/guerra-iran-notizie.shtml\" title=\"Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta | Raid israeliani sul Libano, la tregua vacilla. Teheran: \u00abGrave violazione\u00bb. Hezbollah risponde colpendo i kibbutz. Ancora chiuso lo stretto di Hormuz. Trump: \u00abNavi, aerei e soldati Usa restano nell&#039;area\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Iran, le ultime notizie in diretta<\/a>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa \u00e8 quindi <b>la vera storia di come il primo ministro di Israele \u00e8 riuscito a convincere il presidente americano<\/b> a muovere guerra all\u2019Iran, raccontata da Jonathan Swan e Maggie Haberman in uno straordinario reportage per il New York Times (che \u00e8 anche un capitolo di un loro libro in uscita, \u00abRegime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump\u00bb). Senza per\u00f2 indulgere nello stereotipo della piccola potenza straniera e della sua quinta colonna in America \u2013 \u00abIsraele e la lobby ebraica\u00bb \u2013 che trascinano la superpotenza in una guerra che conviene solo a loro (come si \u00e8 spiegato nella <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/il-punto\/la-rassegna\/26_marzo_20\/il-femminismo-oggi-l-uomo-che-fondo-il-corriere-il-fascino-della-non-fiction-camus-non-da-film.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Rassegna del 23 marzo<\/a>, questo tipo di ricostruzione pesca in <b>secoli di propaganda antisemita<\/b>, la ricicla e la redistribuisce pericolosamente e incontrollabilmente). La scelta della guerra <b>\u00e8 una scelta degli Stati Uniti, del loro leader<\/b>, <b>la cui vicinanza a Netanyahu su una questione cos\u00ec cruciale era stata sottovalutata perfino dalla sua cerchia pi\u00f9 stretta<\/b>. Vediamo com\u2019\u00e8 andata.<\/p>\n<p>    11 febbraio: il momento chiave<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il momento chiave \u00e8 mercoled\u00ec 11 febbraio<\/b>, poco prima delle 11 del mattino. Dopo mesi di pressing su Trump, <b>Netanyahu si presenta personalmente alla Casa Bianca<\/b> per convincerlo ad attaccare di nuovo l\u2019Iran, otto mesi dopo la \u00abGuerra dei 12 giorni\u00bb, ma stavolta &#8211; afferma &#8211; per assestargli il colpo definitivo. Collegati da Tel Aviv ci sono <b>David Barnea<\/b>, il capo del Mossad, e altri funzionari israeliani. Per gli americani, con il presidente ci sono la capa dello staff <b>Susie Wiles<\/b>, il segretario di Stato <b>Marco Rubio<\/b>, il segretario alla Difesa <b>Pete Hegseth<\/b>, il capo di Stato maggiore <b>Dan Caine<\/b>, il capo della Cia <b>John Ratcliffe<\/b> e i factotum di Trump per tutti i negoziati (Iran compreso), <b>Jared Kushner<\/b> e <b>Steve Witkoff<\/b>. Importantissimo \u00e8 l\u2019assente: il vicepresidente <b>JD Vance<\/b>, in visita in Azerbaigian e impossibilitato a collegarsi.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p>    La presentazione di Netanyahu<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il premier di Israele parla per un\u2019ora, dopo colloqui preliminari in cui aveva affermato che <b>il rischio dell\u2019inazione era superiore a quello dell\u2019azione<\/b>. Afferma che un\u2019operazione congiunta Usa-Israele pu\u00f2 portare al regime change effettivo, alla fine della Repubblica islamica in Iran. Mostra una serie di possibili nuovi leader, tra cui <b>Reza Pahlavi<\/b>, il figlio dell\u2019ultimo sci\u00e0, deposto dalla rivoluzione khomeinista del 1979. Dice, Netanyahu, che in poche settimane si sarebbe potuto distruggere il programma missilistico iraniano e che <b>il regime sarebbe stato troppo debole per riuscire a bloccare lo Stretto di Hormuz<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli uomini del Mossad, da parte loro, assicurano che <b>la protesta popolare<\/b>, opportunamente fomentata dagli agenti israeliani, \u00e8 pronta a riesplodere e che, accompagnata da una campagna di bombardamenti, <b>porterebbe al rovesciamento del regime<\/b>. Aggiungono, gli israeliani, che un\u2019ulteriore pressione arriverebbe dalle milizie curde iraniane presenti in Iraq, pronte ad attraversare il confine e a creare un fronte terrestre nel nord-ovest.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Trump \u00e8 favorevolmente colpito dal quadro dipinto dagli ospiti<\/b>, e nella sua cerchia fa presa l\u2019argomento secondo cui gli iraniani potrebbero accumulare missili e droni a un ritmo molto maggiore e a un costo molto minore rispetto a quelli richiesti agli Usa per dotarsi, e dotare gli alleati, di intercettori. Nella notte gli analisti americani preparano uno studio di fattibilit\u00e0. All\u2019appuntamento decisivo mancano poche ore.<\/p>\n<p>    La riunione del 12 febbraio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 quella riservata alla cerchia trumpiana, e che deve decidere se dire s\u00ec o no a Netanyahu. Due alti funzionari dell\u2019intelligence Usa fanno un quadro degli argomenti del premier israeliano, dividendoli in 4 parti:<\/p>\n<ol>\n<li><b>Decapitazione del regime<\/b> con l\u2019uccisione della Guida Suprema.<\/li>\n<li><b>Ridimensionamento drastico<\/b> della sua potenza regionale e della minaccia che rappresenta per i vicini.<\/li>\n<li><b>Rivolta popolare<\/b>.<\/li>\n<li><b>Cambio di regime<\/b> e insediamento di una leadership laica.<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La valutazione dell\u2019intelligence \u00e8 che <b>i primi due obiettivi sono raggiungibili<\/b>, mentre gli altri &#8211; compresa l\u2019ipotesi dell\u2019intervento curdo &#8211; sono \u00ab<b>staccati dalla realt\u00e0\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ratcliffe, il direttore della Cia, sintetizza l\u2019analisi a Trump definendo lo scenario del cambio di regime farcical. Traduzioni possibili: <b>farsesco, ridicolo, grottesco<\/b>. Traduzione di Marco Rubio: \u00ab<b>In pratica, sono cazzate\u00bb<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vance, che stavolta c\u2019\u00e8 perch\u00e9 ha fatto in tempo a rientrare dall\u2019Azerbaigian, ne approfitta per esprimere <b>tutto il suo scetticismo<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A quel punto Trump si rivolge all\u2019uomo il cui parere, con ogni probabilit\u00e0, pesa di pi\u00f9: anni prima ne era stato conquistato perch\u00e9 gli aveva detto che lo Stato Islamico poteva essere distrutto facilmente, e lui l\u2019aveva trasformato da topgun a suo principale consigliere militare. Chiede dunque il presidente:\u00a0\u00abGenerale, lei cosa ne pensa?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dan Caine<\/b> d\u00e0 una risposta che gli storici delle relazioni israelo-americane conoscono bene e che tutti gli analisti dovrebbero appuntarsi: \u00abSignore, in base alla mia esperienza, <b>questa \u00e8 la prassi abituale degli israeliani. Tendono a promettere pi\u00f9 di quanto possano mantenere<\/b> e i loro piani non sono sempre ben definiti. Sanno di aver bisogno di noi, ed \u00e8 per questo che ci stanno mettendo sotto pressione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci si aspetterebbe dunque che il capo di Stato maggiore si dica contrario alla guerra. <b>Ma Caine non \u00e8 fatto cos\u00ec<\/b>. Certo che ha molte riserve sull\u2019operazione, ma non interpreta il suo ruolo in modo assertivo. Il suo compito gli appare quello di dare al presidente tutte le informazioni sulle opzioni sul tavolo e sulle loro possibili conseguenze, <b>senza interferire sulla sua decisione<\/b>. L\u2019esatto opposto del suo predecessore durante il primo mandato di Trump, il generale <b>Mark A. Milley<\/b>, che si era spesso scontrato col presidente per dissuaderlo da decisioni avventate. Caine si limita a prospettare <b>lucidamente il rischio di depauperare l\u2019arsenale americano<\/b>, a cominciare dagli intercettori, e quello di un <b>blocco di Hormuz<\/b>, ma non va oltre. La sua figura rappresenta dunque in modo emblematico i limiti della cerchia trumpiana in questa fase: <b>nessuno contraddice il leader e lui alla fine<\/b> <b>si fa dire quello che vuole sentire dire<\/b>, quello per cui ha gi\u00e0 una propensione fortissima.<\/p>\n<p>    L&#8217;ossessione iraniana<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ovvero, l\u2019ossessione di una vita per Netanyahu ma <b>abbondantemente condivisa per decenni da Trump<\/b> (ne aveva parlato anche Yair Rosenberg <a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/newsletters\/2026\/03\/joe-kent-resignation-iran-trump\/686434\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sull\u2019Atlantic<\/a>), che anche da giovane tycoon l\u2019aveva giurata agli iraniani vedendo le immagini degli ostaggi americani nell\u2019ambasciata a Teheran. E da anziano presidente non \u00e8 il tipo che manda gi\u00f9 <b>l\u2019idea che gli iraniani abbiano cercato di ucciderlo<\/b> per vendicare l\u2019eliminazione del generale Soleimani (il capo dei pasdaran ammazzato su ordine di Trump nel 2020).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In pi\u00f9, il presidente ha ancora negli occhi le immagini del blitz che poco pi\u00f9 di un mese prima aveva condotto al rapimento del dittatore venezuelano <b>Nicol\u00e1s Maduro<\/b> senza la minima perdita per gli americani. E assapora un bis.<\/p>\n<p>    Il\u00a0\u00abno\u00bb di Vance<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 interessantissima l\u2019analisi delle posizioni prese dalle persone pi\u00f9 vicine a Trump in questo momento cruciale. <b>Marco Rubio \u00e8 ambiguo<\/b>: dice che preferirebbe continuare a fare pressione sull\u2019Iran senza guerra, ma non fa nulla per dissuadere il presidente.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Wiles, la capa dello staff, non \u00e8 entusiasta dell\u2019intervento ma resta defilata.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma il pi\u00f9 in difficolt\u00e0 \u00e8 il vicepresidente<\/b>, che per tutta la carriera si \u00e8 speso contro l\u2019interventismo militare e aveva definito l\u2019eventualit\u00e0 di una guerra con l&#8217;Iran \u00abun enorme spreco di risorse\u00bb. A Trump aveva sempre consigliato di colpire l\u2019Iran con punizioni limitate. Nel momento decisivo, <b>elenca tutte le controindicazioni<\/b>, dal caos regionale allo svuotamento dell\u2019arsenale, dalla reazione iraniana al blocco di Hormuz, con conseguenze che non avrebbero risparmiato l\u2019economia Usa. Fino al tradimento delle promesse all\u2019elettorato Maga.<\/p>\n<p>    Fine febbraio: la scelta di Trump<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un paio di settimane dopo, gli israeliani prospettano agli americani <b>la possibilit\u00e0 di uccidere Khamenei e la sua cerchia<\/b> <b>in un colpo solo<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In quei giorni, Kushner e Witkoff stanno negoziando con gli iraniani a Ginevra. Finora, le ricostruzioni di quei colloqui avevano attestato una sostanziale propensione del regime di Teheran all\u2019accordo. Quella del New York Times rivela invece <b>lo scetticismo di Kushner<\/b>, genero di Trump e da sempre vicino a Netanyahu. \u00c8 lui a dire al suocero-presidente che la soluzione diplomatica, bene che andasse, avrebbe richiesto mesi.<\/p>\n<p>    La riunione decisiva<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gioved\u00ec 26 febbraio, 5 del pomeriggio<\/b>. Ci sono tutti, ma non i due ministri che avrebbero dovuto fronteggiare le conseguenze economiche della guerra, il segretario al Tesoro <b>Scott Bessent<\/b> e quello all\u2019Energia <b>Chris Wright<\/b>, cos\u00ec come manca la direttrice della National Intelligence <b>Tulsi Gabbard<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Trump chiede a tutti un parere e nessuno si oppone.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La risposta di Rubio \u00e8 articolata: \u00abSe il nostro obiettivo \u00e8 un cambio di regime o una rivolta, non dovremmo farlo. Ma se l&#8217;obiettivo \u00e8 distruggere il programma missilistico iraniano, quello \u00e8 un obiettivo che possiamo raggiungere\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vance invece risponde cos\u00ec: \u00ab<b>Sai che secondo me \u00e8 una pessima idea, ma se vuoi farlo ti sosterr\u00f2\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Trump tira le somme: \u00ab<b>Credo che dobbiamo farlo<\/b>\u00bb, aggiungendo che l\u2019Iran non doveva dotarsi di armi nucleari n\u00e9 avere pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di lanciare missili contro Israele o altri Paesi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il generale Caine gli dice che pu\u00f2 aspettare ancora, fino alle 16 del giorno dopo. Trump lancia il dado 22 minuti prima di quella scadenza, a bordo dell&#8217;Air Force One, dando l\u2019ordine che cambia la storia: \u00ab<b>L&#8217;operazione Epic Fury \u00e8 approvata. Nessuna interruzione. Buona fortuna<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alla fine, commentano gli autori di questa ricostruzione che si legge d\u2019un fiato, \u00ab<b>tutti si sono rimessi all\u2019istinto del presidente<\/b>. Lo avevano visto prendere decisioni audaci, assumersi rischi incalcolabili e, in qualche modo, uscirne vincitore. <b>Nessuno avrebbe osato ostacolarlo in quel momento<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ed \u00e8 questo il punto che si ripete drammaticamente in certi frangenti decisivi, nelle tante ore delle decisioni irrevocabili, con i tanti leader che vogliono fare la storia nel modo sbagliato, e i loro consiglieri che non sanno o non vogliono pi\u00f9 contraddirli.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-09T11:41:49+02:00\">9 aprile 2026 ( modifica il 9 aprile 2026 | 11:41)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Gianluca Mercuri La vera storia di come il primo ministro di Israele \u00e8 riuscito a convincere 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