{"id":435027,"date":"2026-04-09T10:07:12","date_gmt":"2026-04-09T10:07:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/435027\/"},"modified":"2026-04-09T10:07:12","modified_gmt":"2026-04-09T10:07:12","slug":"come-proteggersi-le-3-regole-da-seguire-e-i-sintomi-da-non-sottovalutare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/435027\/","title":{"rendered":"come proteggersi. Le 3 regole da seguire e i sintomi da non sottovalutare"},"content":{"rendered":"<p>Dura tre mesi ma, per circa 14 milioni di italiani, anche sette-otto. \u00c8 molto lunga la <strong>primavera degli <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/allergici\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">allergici<\/a>.<\/strong> Inizia a marzo e, fino a ottobre, per loro pu\u00f2 essere tempo di rinite, congiuntivite, tosse, asma e stanchezza a causa del sonno disturbato. <\/p>\n<p>Il <strong>riscaldamento globale<\/strong> e il conseguente innalzamento delle temperature provocano la fioritura anticipata di molte piante e la prolungano nel tempo. Le temperature pi\u00f9 alte e l\u2019aumento della concentrazione di CO\u2082 stanno infatti alterando i cicli naturali delle piante, favorendo la produzione di pollini in quantit\u00e0 maggiori e anticipando l\u2019inizio della loro diffusione. <\/p>\n<p><strong>LE CITT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019<strong>inquinamento atmosferico<\/strong> contribuisce a intensificare gli effetti allergizzanti dei pollini, rendendoli ormai sempre pi\u00f9 aggressivi per le vie respiratorie. Le <strong>polveri sottili<\/strong> e gli agenti inquinanti presenti nelle aree urbane, inoltre, si combinano con i pollini, aumentando il rischio di reazioni allergiche anche in persone che non avevano mai sofferto di questi disturbi in precedenza. E questo spiega perch\u00e9 l\u2019incidenza delle allergie respiratorie \u00e8 maggiore nelle citt\u00e0 rispetto alle aree rurali, dove l\u2019aria \u00e8 generalmente pi\u00f9 pulita. Il mix del forte caldo con l\u2019inquinamento scatena una presenza maggiore di allergeni per un periodo pi\u00f9 lungo e intenso rispetto al passato. Da qualche anno a questa parte i pazienti allergici hanno cominciato ad accusare i sintomi tipici gi\u00e0 alla fine dell\u2019inverno o anche in estate e in autunno. Nel 2025, gli esperti hanno registrato la presenza di pollini con un anticipo di circa 45 giorni rispetto al consueto. Anche quest\u2019anno la fioritura \u00e8 arrivata presto, poi pioggia e vento hanno fatto da trasportatore ovunque. <strong>Eventi estremi e temporali intensi<\/strong>, infatti, possono poi concentrare pollini nell&#8217;aria, provocando picchi di attacchi asmatici. L&#8217;aumento delle temperature, spiegano gli allergologi, sta determinando la diffusione anche in autunno di pollini di varie specie che concentrano la fioritura tra la primavera e l&#8217;estate, con un rilascio di carico pollinico sempre pi\u00f9 abbondante. A questo si aggiungono fioriture primaverili anticipate e pollinazioni invernali prolungate. Secondo\u00a0uno studio pubblicato su <strong>Nature Communications<\/strong>\u00a0tra pochi decenni la stagione critica per le allergie anticiper\u00e0 sempre di almeno\u00a0quaranta giorni\u00a0in primavera e sar\u00e0 pi\u00f9 lunga\u00a0di tre settimane in autunno. Alcune piante, come l\u2019ambrosia, sono particolarmente problematiche perch\u00e9 producono grandi quantit\u00e0 di pollini altamente allergenici. Condizione che prolunga l\u2019esposizione e rende pi\u00f9 difficoltoso il controllo dei sintomi. E non \u00e8 solo una questione di durata ma anche di incidenza: i sintomi delle riniti allergiche stagionali oggi tendono a manifestarsi anche in chi non \u00e8 mai stato allergico: quasi un italiano su tre, il 28% della popolazione, convive con sintomi allergici significativi. Le rilevazioni effettuate dalle reti di monitoraggio dei pollini aerodiffusi nell&#8217;atmosfera, negli ultimi 30 anni, mostrano evidenti cambiamenti. Ad esempio, la parietaria, in Italia e in tutto il Mediterraneo, e l&#8217;ambrosia, nel Nord e Centro Europa, mostrano un allungamento della loro stagione di pollinazione. <\/p>\n<p><strong>LE ONDATE<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abIn particolare, a causa dell&#8217;aumento delle temperature, la parietaria rimane quasi tutto l&#8217;anno e continua a liberare polline fino a tutto settembre e ottobre. L&#8217;ambrosia, invece, comincia a fiorire a luglio e, complice il caldo, continua anche in autunno \u2013 sono le parole di Gianenrico Senna, professore di Malattie respiratorie all&#8217;Universit\u00e0 di Verona \u2013 Questo comporta che le stagioni dei pollini delle diverse piante sono destinate sempre pi\u00f9 a emergere in contemporanea: se una volta si iniziava ad esempio con i pollini di cipresso e solo in un secondo momento arrivava la betulla, le ondate di pollini avvengono contemporaneamente nelle stesse settimane\u00bb. Rinite in aumento anche tra i bambini: colpisce fino a 2,7 milioni di minori ma, con l&#8217;aumento delle temperature che prolungano le pollinazioni, i sintomi delle allergie cominciano prima e durano pi\u00f9 a lungo. Come rileva l&#8217;ambulatorio di <strong>Allergologia dell&#8217;ospedale pediatrico Bambino Ges\u00f9 di Roma<\/strong> dove, dal 2022, si osserva un progressivo incremento dei casi legato proprio al cambiamento climatico, con oltre 5.800 nuove diagnosi annuali. \u00abMolti bambini oggi risultano allergici a diversi pollini e, con stagioni che si sovrappongono sempre di pi\u00f9, la sola osservazione dei sintomi non basta per identificare l&#8217;allergene responsabile. Per questo \u2013 spiega Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Ges\u00f9 \u2013 stiamo utilizzando diagnostiche molecolari sempre pi\u00f9 avanzate che permettono di individuare con precisione le singole componenti allergeniche\u00bb. <\/p>\n<p>Per affrontare questa nuova complessit\u00e0, accanto ai test tradizionali, come il test cutaneo e la ricerca delle IgE specifiche nel sangue, stanno assumendo un ruolo sempre pi\u00f9 importante le diagnostiche molecolari. Questi esami permettono di identificare non solo il polline responsabile, ma anche le singole molecole allergeniche presenti al suo interno. Alcune di queste componenti sono infatti associate a forme di allergia pi\u00f9 intense o a un maggiore rischio di sviluppare asma. Proprio al <strong>Bambino Ges\u00f9<\/strong> si utilizzano metodi diagnostici avanzati che analizzano centinaia di allergeni contemporaneamente, offrendo una vera e propria mappa delle sensibilizzazioni del paziente e consentendo di personalizzare le terapie, inclusa l&#8217;immunoterapia allergene-specifica.<\/p>\n<p><strong>3 DOMANDE A MARIO PICOZZA, PRESIDENTE DI FEDERASMA E ALLERGIE ODV<\/strong><\/p>\n<p><strong>1-\u00a0QUAL \u00c8\u00a0IL PRIMO CONSIGLIO\u00a0AI PAZIENTI ALLERGICI?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 fondamentale che i pazienti non sottovalutino i sintomi e imparino a gestire la propria allergia in modo consapevole. Una diagnosi corretta, l\u2019aderenza alla terapia e alcune semplici precauzioni quotidiane possono ridurre significativamente l\u2019impatto della malattia sulla qualit\u00e0 della vita. Il nostro obiettivo \u00e8 promuovere informazione e prevenzione affinch\u00e9 chi soffre di allergie possa vivere con maggiore serenit\u00e0 e sicurezza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>2-\u00a0UN\u2019ABITUDINE CHE \u00c8 BENE PRENDERE OGNI GIORNO?<\/strong>\u200b<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 importante informarsi sulla concentrazione pollinica nella propria area o dove si deve andare. Questa abitudine aiuta a prevenire l\u2019esposizione nei giorni pi\u00f9 critici (pollnet.isprambiente.it\/). In questo modo si pu\u00f2 prevenire la rinite allergica e l&#8217;attacco d&#8217;asma: chiudendo le finestre in corrispondenza dei giorni di picco pollinico (aprendole di notte), evitando gite e attivit\u00e0 all&#8217;aperto o utilizzando la terapia farmacologica pi\u00f9 adatta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>3-BISOGNA RIMETTERE\u00a0LA MASCHERINA\u00a0COME AI TEMPI DEL COVID?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPu\u00f2 essere un buon sistema per proteggersi. Dovrebbero essere sempre utilizzati occhiali da sole e mascherine quando necessario. Possono, infatti, contribuire a ridurre il contatto diretto con i pollini. Ricordarsi anche di lavare frequentemente mani, viso e capelli. Questa abitudine, soprattutto nei periodi a rischio, aiuta a rimuovere i pollini accumulati durante la giornata. Limitare l\u2019esposizione nelle ore di maggiore concentrazione:in genere le prime ore del mattino e il tardo pomeriggio\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Ogni Gioved\u00ec gli aggiornamenti su Salute e Benessere<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dura tre mesi ma, per circa 14 milioni di italiani, anche sette-otto. \u00c8 molto lunga la primavera degli&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":435028,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[246079,239,1537,90,89,140459,4400,240],"class_list":["post-435027","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-allergi","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-pollini","tag-primavera","tag-salute"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116374198526764774","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/435027","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=435027"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/435027\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/435028"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=435027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=435027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=435027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}