{"id":435263,"date":"2026-04-09T13:16:22","date_gmt":"2026-04-09T13:16:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/435263\/"},"modified":"2026-04-09T13:16:22","modified_gmt":"2026-04-09T13:16:22","slug":"parkinson-e-disfunzioni-metaboliche-un-legame-che-apre-la-strada-a-nuove-terapie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/435263\/","title":{"rendered":"Parkinson e disfunzioni metaboliche, un legame che apre la strada a nuove terapie"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Antonella Sparvoli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il cambio di prospettiva potrebbe incidere su cura e prevenzione. In occasione della giornata mondiale (11 aprile) il punto sulla malattia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In occasione della Giornata mondiale (11 aprile) la malattia di<a href=\"https:\/\/xalok-admin-corriere.rcslan.it\/content\/edit\/1380078\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\"> Parkinson<\/a> torna al centro dei riflettori non solo come<b> patologia neurodegenerativa<\/b>, ma anche come condizione sempre pi\u00f9 complessa nella quale entrano in gioco numerosi fattori. Negli ultimi anni \u00e8 stato infatti evidenziato un <b>possibile legame tra Parkinson e disfunzioni metaboliche<\/b>. Questo cambio di prospettiva potrebbe aprire scenari nuovi, sia sul fronte della prevenzione sia su quello delle terapie.<\/p>\n<p>    <b>La possibile origine metabolica<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La malattia di Parkinson \u00e8 collegata alla<b> degenerazione dei neuroni dopaminergici<\/b>, cellule nervose che si trovano in un\u2019area del cervello chiamata \u00ab<b>sostanza nera\u00bb <\/b>e che svolgono un ruolo molto importante nella regolazione dei movimenti, tramite un particolare neurotrasmettitore, la <b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/dopamina\/#:~:text=2%20di%202%20DOPAMINAStrutture,regola%20gli%20stimoli%20motori%20muscolari.\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dopamina<\/a><\/b>. Nella maggior parte dei casi le cause sono sconosciute, tuttavia si pensa che siano coinvolti <b>fattori ambientali e genetici<\/b>, ma non solo. <br \/>\u00abOggi il Parkinson <b>viene osservato sotto una lente pi\u00f9 ampia <\/b>&#8211; osserva il professor <b>Gianni Pezzoli<\/b>, gi\u00e0 direttore del<b> Centro Parkinson dell\u2019Asst Pini-CTO<\/b>, presidente della <b>Fondazione Pezzoli per la Malattia di Parkinson<\/b> -. Non parliamo pi\u00f9 soltanto di una malattia del cervello. Studi recenti evidenziano l\u2019esistenza di meccanismi biologici comuni tra Parkinson e disfunzioni metaboliche: <b>insulino-resistenza<\/b>, <b>infiammazione cronica<\/b>, <b>stress ossidativo<\/b>. Alcuni dati suggeriscono che<b> farmaci utilizzati nel diabete possano avere un effetto protettivo<\/b>. In particolare, si \u00e8 visto che pazienti trattati con<b> metformina<\/b>, un farmaco anti-diabetico, <b>sviluppano il Parkinson anche 6-7 anni pi\u00f9 tardi<\/b>. Questo perch\u00e9 probabilmente il diabete e il Parkinson hanno un tronco comune nelle fasi iniziali. Si tratta di osservazioni promettenti: significherebbe poter spostare in avanti le fasi pi\u00f9 complesse della malattia, con un impatto concreto sulla qualit\u00e0 di vita\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Nuove strade terapeutiche\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il possibile legame tra malattia di Parkinson e disfunzioni metaboliche potrebbe dunque a<b>prire la strada a nuove strategie terapeutiche<\/b>. <br \/>\u00abIl punto chiave \u00e8 <b>individuare i soggetti a rischio prima della comparsa dei sintomi<\/b>. Questo \u00e8 proprio uno dei principali filoni di ricerca sostenuti della Fondazione Pezzoli. L\u2019obiettivo \u00e8 arrivare <b>a identificare biomarcatori diagnostici e prognostici<\/b> e sviluppare <b>strategie terapeutiche integrate<\/b> in grado di agire sui meccanismi metabolici alla base della malattia\u00bb segnala Pezzoli. In questo contesto si inserisce anche un altro fenomeno osservato negli ultimi anni, ovvero l\u2019aumento dei casi e lo <b>spostamento in avanti dell\u2019et\u00e0 media di insorgenza<\/b>. \u00abNon \u00e8 tanto la malattia ad aumentare &#8211; chiarisce Pezzoli &#8211; quanto il numero di persone nelle fasce d\u2019et\u00e0 in cui si manifesta. Viviamo pi\u00f9 a lungo e quindi aumentano sia i casi sia l\u2019et\u00e0 media alla diagnosi. Ma non \u00e8 solo una questione demografica. Accanto all\u2019et\u00e0, esistono fattori modificabili che possono anticipare o ritardare l\u2019esordio. Le esposizioni ambientali, in particolare, emergono come determinanti di un\u2019insorgenza pi\u00f9 precoce, rafforzando il ruolo della prevenzione primaria. Ma anche i fattori metabolici sembrano avere un ruolo: <b>migliorare la salute metabolica potrebbe contribuire a ritardare l\u2019insorgenza della malattia<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    <b>Terapie presenti e future<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul fronte delle cure, la terapia di riferimento resta la <b>levodopa<\/b>, a cui si possono associare altri farmaci, in particolare i dopaminoagonisti all&#8217;inizio e quindi gli inibitori della degradazione della levodopa. Inoltre sono stati fatti <b>progressi nelle terapie infusionali<\/b>, indicate quando la malattia \u00e8 in fase avanzata e iniziano a comparire fluttuazioni motorie e movimenti involontari non controllate dalla terapia standard.<br \/>\u00abQuando la terapia farmacologica non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente, entrano in gioco altri approcci. In particolare la <b>stimolazione cerebrale profonda<\/b> (DBS) che oggi rappresenta una soluzione consolidata per pazienti selezionati nelle fasi avanzate \u2013 segnala <b>Pezzoli<\/b> -. Attraverso elettrodi impiantati in specifiche aree cerebrali, possiamo modulare i circuiti alterati e migliorare in modo significativo i sintomi\u00bb.<br \/>Accanto a questa tecnica, si stanno affacciando altre tecnologie, come gli ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica, ma attualmente le indicazioni sono ancora limitate.<br \/>\u00abIl Parkinson \u00e8 una malattia che mostra sempre pi\u00f9 sfaccettature, in cui fattori neurologici, metabolici, ambientali e genetici si intrecciano. Comprendere meglio queste connessioni potrebbe cambiare in modo significativo l\u2019approccio. L\u2019auspicio \u00e8 quello di riuscire in un prossimo futuro a identificare i soggetti in una fase antecedente la malattia e rallentare l\u2019ingresso, agendo prima, e in modo pi\u00f9 mirato, sui meccanismi che la determinano\u00bb conclude <b>Pezzoli<\/b>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images2.corriereobjects.it\/images\/salute\/logo-medico-risponde.svg?v=2\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"bck-box-paragraph\">Il servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d&#8217;eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/medico-risponde.png\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-08T18:29:39+02:00\">8 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Antonella Sparvoli Il cambio di prospettiva potrebbe incidere su cura e prevenzione. 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