{"id":43544,"date":"2025-08-12T17:14:10","date_gmt":"2025-08-12T17:14:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/43544\/"},"modified":"2025-08-12T17:14:10","modified_gmt":"2025-08-12T17:14:10","slug":"chi-era-anas-al-sharif-il-giornalista-di-al-jazeera-inviato-a-gaza-ucciso-da-un-raid-israeliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/43544\/","title":{"rendered":"Chi era Anas al-Sharif, il giornalista di Al Jazeera inviato a Gaza ucciso da un raid israeliano"},"content":{"rendered":"<p>\n                            Il punto serale sulle notizie del giorno<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n<p>Un raid israeliano ha colpito una tenda in cui si trovava lo staff di <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/al-jazeera\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Al Jazeera<\/a> a <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/gaza-city\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gaza City<\/a>, davanti all&#8217;ospedale di al-Shifa. Sono state\u00a0uccise sei persone: il giornalista freelance Mohammed Al-Khaldi,\u00a0tre cameramen (Ibrahim Zaher, Mohammed Noufal e Moamen Aliwa)\u00a0e due reporter di Al Jazeera,\u00a0Mohammed Qreiqeh e Anas al-Sharif. Quest&#8217;ultimo, in particolar modo, <strong>era la punta di diamante del noto canale satellitare\u00a0a Gaza, uno dei pochi giornalisti rimasti a raccontare dall&#8217;interno\u00a0le atrocit\u00e0 che accadono sulla Striscia.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n    APPROFONDIMENTI&#13;<br \/>\n    &#13;<\/p>\n<p><strong>Le dinamiche dell&#8217;uccisione<\/strong><\/p>\n<p>La notizia \u00e8 arrivata nella notte di domenica, quando dai siti web e profili social di Al Jazeera \u00e8 iniziata a rimbalzare la conferma dell&#8217;uccisione di\u00a0Anas al-Sharif, correlata da video oscurati in cui si tentava di rianimare il giornalista, tra urla disperate. Secondo quanto riportato sin da subito dalla\u00a0nota rete satellitare, la tenda di Al Jazeera era il target del raid israeliano. <strong>Dopo qualche ora, su Telegram \u00e8 arrivata la conferma dell&#8217;IDF, le Forze di Difesa Israeliane, che hanno dichiarato che \u00able IDF hanno colpito il terrorista Anas Al-Sharif, che si \u00e8 spacciato per un giornalista della rete\u00a0Al Jazeera\u00bb<\/strong>. Secondo le <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/idf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">IDF<\/a>, Anas Al-Sharif non stava svolgendo attivit\u00e0 giornalistica, ma \u00abera a capo di una cellula terroristica di Hamas ed era responsabile della preparazione di attacchi con razzi contro civili israeliani e truppe\u00bb. <\/p>\n<p>L&#8217;informazione non solo \u00e8 stata smentita da Al-Jazeera e dai difensori dei diritti umani, ma si \u00e8 levata l&#8217;indignazione in tutto il mondo dei media. Anas Al-Sharif stava lavorando per raccontare il genocidio dei palestinesi.<\/p>\n<p><strong>La lettera d&#8217;addio<\/strong><\/p>\n<p>Anas al-Sharif temeva per la sua condizione, sapeva di essere in pericolo. Per questo, aveva lasciato un testamento, una\u00a0lettera d&#8217;addio\u00a0da condividere solo nel caso in cui non ce l&#8217;avessa fatta. <strong>La lettera, un inno alla libert\u00e0 dell&#8217;informazione e alla pace per il popolo palestinese, \u00e8 rimbalzata sui profili social di tutto il mondo<\/strong>. Questa una parte del testamento, redatto nel mese di aprile; a\u00a0pubblicare\u00a0il testo\u00a0sul profilo\u00a0X\u00a0del reporter \u00e8 stato un suo amico:<\/p>\n<p>\u00abSe queste parole vi giungono, sappiate che Israele \u00e8 riuscito a uccidermi e a mettere a tacere la mia voce. Dio sa che ho dedicato tutto il mio impegno e la mia forza per essere un sostegno e una voce per il mio popolo da quando ho aperto gli occhi alla vita nei vicoli e nelle strade del campo profughi di Jabalia. Speravo che Dio mi concedesse la vita cos\u00ec da poter tornare con la mia famiglia e i miei cari nella nostra citt\u00e0 natale di Ashkelon (Al-Majdal), ora occupata. Ma la volont\u00e0 di Dio \u00e8 stata pi\u00f9 rapida e il Suo giudizio \u00e8 inevitabile. <strong>Ho vissuto il dolore in ogni dettaglio, ho assaporato ripetutamente il dolore e la perdita, eppure non ho mai esitato a trasmettere la verit\u00e0 cos\u00ec com&#8217;\u00e8, senza distorsioni o alterazioni<\/strong>, sperando che Dio sia testimone di coloro che sono rimasti in silenzio, di coloro che hanno accettato la nostra uccisione, di coloro che hanno soffocato i nostri respiri, di coloro i cui cuori sono rimasti insensibili ai corpi dispersi dei nostri bambini e delle nostre donne, e di coloro che non hanno fermato il massacro che il nostro popolo ha subito per oltre un anno e mezzo\u00bb.<\/p>\n<p>Continua poi il testamento con l&#8217;esortazione alla pace nei territori palestinesi: \u00abVi raccomando la Palestina, la perla della corona dei musulmani, il battito del cuore di ogni uomo libero su questa terra. Vi raccomando la sua gente, e i suoi bambini innocenti e oppressi, a cui la vita non ha concesso neanche il tempo di sognare o vivere in sicurezza e pace. I loro corpi puri sono stati schiacciati da migliaia di tonnellate di bombe e missili israeliani, fatti a pezzi, sparsi sui muri.\u00a0<strong>Vi esorto a non lasciarvi mettere a tacere dalle catene o confinare dai confini<\/strong>.<strong> Siate ponti verso la liberazione della terra e del suo popolo <\/strong>finch\u00e9 il sole della dignit\u00e0 e della libert\u00e0 non sorger\u00e0 sulla nostra patria rubata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Chi era Anas al-Sharif<\/strong><\/p>\n<p>Anas al-Sharif era uno dei volti noti di Al-Jazeera. Il report aveva 28 anni e seguiva quotidianamente la Striscia di Gaza come corrispondente.\u00a0<strong>Anas al-Sharif era uno dei pochi giornalisti rimasti all&#8217;interno, in grado quindi di trasmettere al mondo le immagini e le storie di ci\u00f2 che accade a Gaza<\/strong>, della grave situazione umanitaria in cui verte la popolazione, affamata, sfollata e in continuo pericolo. Sempre nel testamento, si legge:\u00a0\u00abVi affido la mia famiglia, la pupilla dei miei occhi,\u00a0la mia amata figlia\u00a0Sham, che non ho mai avuto l\u2019opportunit\u00e0 di vedere crescere come sognavo. Vi affido il mio caro figlio Salah, per il quale ho desiderato essere un sostegno e un compagno finch\u00e9 non sarebbe diventato forte. Vi affido la mia amata madre, grazie alle cui preghiere sono arrivato fin qui, sono state la mia fortezza e la luce che ha illuminato il mio cammino. Vi affido anche la mia compagna di una vita, la mia amata moglie, Umm Salah Bayan. La guerra ci ha separato per molti giorni e mesi, eppure \u00e8 rimasta salda come un tronco d\u2019ulivo che non si piega, paziente e contenta\u00bb. Ha infine concluso:\u00a0\u00abSe dovessi morire,\u00a0morir\u00f2 saldo nei miei principi. Non dimenticate Gaza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I giornalisti morti\u00a0a Gaza<\/strong><\/p>\n<p>Fare informazione a Gaza \u00e8 sempre pi\u00f9 pericoloso: <strong>secondo <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/reporter-senza-frontiere\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Reporter senza frontiere<\/a>\u00a0dal ottobre 2023 a luglio 2025 i giornalisti uccisi sulla Striscia, di cui si hanno notizie, sono stati oltre 200<\/strong>.\u00a0Sempre secondo la ONG, almeno 46 erano stati presi di mira a causa delle loro attivit\u00e0 giornalistiche.\u00a0RSF ha presentato\u00a0quattro denunce\u00a0alla Corte penale internazionale\u00a0per crimini di guerra commessi dall&#8217;esercito israeliano nell&#8217;enclave palestinese, anche nei confronti dei professionisti dell&#8217;informazione. Il Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ) ha denunciato che <strong>il 2024 \u00e8 stato l&#8217;anno pi\u00f9 mortale per i giornalisti<\/strong>: almeno 124 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi lo scorso anno, quasi due terzi dei quali palestinesi uccisi da Israele.<\/p>\n<p><strong>Al Jazeera contro Israele<\/strong><\/p>\n<p>I giornalisti non possono accedere a Gaza, sono rimasti soltanto i\u00a0pochi che non hanno abbandonato il paese dopo lo scoppio del conflitto: trasferire informazioni in Occidente \u00e8 difficilissimo. Si sono alzate molte voci contro Israele, in molti hanno identificato\u00a0il raid contro i giornalisti come il\u00a0tentativo di mettere a tacere l&#8217;informazione e il racconto del genocidio dei palestinesi.\u00a0<strong>La rete del Qatar ha condannato l&#8217;attacco, dichiarando che \u00abl&#8217;uccisione dei giornalisti della rete da parte delle forze di occupazione israeliane \u00e8 un attacco palese e deliberato alla libert\u00e0 di stampa\u00bb<\/strong>. Prosegue la dichiarazione: \u00abQuesto attacco arriva nel mezzo delle conseguenze catastrofiche dell&#8217;assalto israeliano in corso a Gaza. L&#8217;ordine di assassinare Anas Al Sharif, uno dei giornalisti pi\u00f9 coraggiosi di Gaza, e i suoi colleghi, \u00e8 un tentativo disperato di mettere a tacere le voci che denunciano la presa imminente di Gaza e la sua occupazione\u00bb.\u00a0Il governo israeliano da sempre accusa Al Jazeera\u00a0di essere uno strumento di propaganda di Hamas, al punto che nel 2024 aveva approvato\u00a0una legge per chiudere l\u2019emittente in Israele.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il punto serale sulle notizie del giorno Iscriviti e ricevi le notizie via email Un raid israeliano ha&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":43545,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[38519,14,73,75,8,72,1537,90,89,38520,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-43544","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-anas-al-sharif","9":"tag-cronaca","10":"tag-gaza","11":"tag-hamas","12":"tag-headlines","13":"tag-israele","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-liberta-d","18":"tag-news","19":"tag-notizie","20":"tag-notizie-di-cronaca","21":"tag-notizie-principali","22":"tag-notiziedicronaca","23":"tag-notizieprincipali","24":"tag-titoli","25":"tag-ultime-notizie","26":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","27":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","28":"tag-ultimenotizie","29":"tag-ultimenotiziedicronaca","30":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43544","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43544"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43544\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43545"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}