{"id":436303,"date":"2026-04-10T04:45:17","date_gmt":"2026-04-10T04:45:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/436303\/"},"modified":"2026-04-10T04:45:17","modified_gmt":"2026-04-10T04:45:17","slug":"frana-di-petacciato-il-geologo-domenico-angelone-autostrada-ferrovia-e-paesi-da-spostare-perche-non-possiamo-fermare-la-frana-di-petacciato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/436303\/","title":{"rendered":"Frana di Petacciato, il geologo Domenico Angelone: Autostrada, ferrovia e paesi da spostare. Perch\u00e9 non possiamo fermare la frana di Petacciato"},"content":{"rendered":"<p>Dossier \u00e8 la sezione di inchieste esclusive in abbonamento di Today.it. Se vuoi sostenere il nostro lavoro giornalistico e abbonarti, <a href=\"https:\/\/www.today.it\/dossier\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">visita la nostra vetrina cliccando qui<\/a>.\u00a0<\/p>\n<p>Una nuova, imponente riattivazione delle frane lungo il versante costiero molisano ha tagliato in due l\u2019Italia. La <a href=\"https:\/\/www.today.it\/tag\/frana-di-petacciato\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">frana di Petacciato<\/a> (tra le pi\u00f9 estese d\u2019Europa) ha provocato danni strutturali che hanno imposto la chiusura precauzionale di tratti strategici dell\u2019autostrada A14 e della strada statale 16 (<a href=\"https:\/\/www.today.it\/cronaca\/crolla-ponte-trigno-maltempo-abruzzo-molise.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">dove era gi\u00e0 caduto un ponte<\/a>), e limitazioni sulla ferrovia adriatica, isolando di fatto la Puglia dalle principali arterie di comunicazione con il nord della penisola.<\/p>\n<p>Un\u2019emergenza che riaccende i riflettori su una delle minacce idrogeologiche pi\u00f9 imponenti e complesse dell\u2019intero continente europeo. E che sottolinea l\u2019urgenza di interventi di mitigazione troppo a lungo rimandati.<\/p>\n<p>Una frana da record<\/p>\n<p>La frana di Petacciato non \u00e8 un semplice smottamento superficiale: si estende dal centro abitato, situato a circa 225 metri di quota, fino a spingersi sotto il livello del mare Adriatico. Il corpo di frana principale copre una superficie di oltre 4,5 chilometri quadrati e coinvolge centinaia di milioni di metri cubi di terra. Per estensione e profondit\u00e0 \u2013 le superfici di scorrimento pi\u00f9 basse sono state individuate a oltre 100 metri sotto il piano di campagna \u2013 \u00e8 considerata tra le frane attive pi\u00f9 grandi d\u2019Europa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.today.it\/attualita\/frane-come-niscemi-paesi-mappa-italia.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Non solo Niscemi: i paesi seduti su una frana<\/a><\/p>\n<p>Non si tratta di un singolo corpo omogeneo, ma di un sistema complesso di frane collegate, pronte a riattivarsi in periodi di forte piovosit\u00e0: i primi movimenti accertati risalgono al 1916, e si sono ripetuti almeno altre 12 volte nel secolo seguente. Per capire perch\u00e9 il terreno di Petacciato si muova con tale inarrestabile regolarit\u00e0, \u00e8 necessario analizzare la sua natura litologica, cio\u00e8 il tipo di rocce di cui \u00e8 costituito questo tratto di costa. L\u2019intero versante \u00e8 infatti composto dalle cosiddette \u201cargille grigio-azzurre plio-pleistoceniche\u201d, materiali che si sono formati per sedimentazione sul fondale di antichi bacini marini e possiedono caratteristiche meccaniche estremamente sfavorevoli.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/screenshot-2026-04-08-165645.jpg\" title=\"La frana in sezione\"\/><\/p>\n<p>Le argille sono rocce sedimentarie composte da particelle finissime che, per loro natura chimica e fisica, assorbono acqua, aumentando di volume e perdendo coesione. In termini tecnici, la resistenza al taglio del terreno crolla, creando dei \u201cpiani di scorrimento\u201d lungo i quali l&#8217;intero versante, appesantito e lubrificato, inizia a muoversi verso valle sotto l\u2019effetto della gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Il ruolo dell&#8217;acqua<\/p>\n<p>Ad alimentare la frana di Petacciato sono quindi le precipitazioni. \u201cL\u2019area di Petacciato ha una predisposizione naturale a franare, ma \u00e8 la presenza di acqua nel sottosuolo che favorisce e innesca lo scivolamento\u201d, spiega a Dossier Today.it Domenico Angelone, presidente dell\u2019Ordine dei geologi del Molise. \u201cQuando ci sono piogge intense per un periodo prolungato, come abbiamo visto in questi giorni, il terreno si sovraccarica e pu\u00f2 riattivarsi la frana. Sono fenomeni che avvengono da sempre, ma che stanno diventando pi\u00f9 comuni con i cambiamenti climatici e a cui bisognerebbe prestare quindi anche pi\u00f9 attenzione rispetto al passato\u201d.<\/p>\n<p>Petacciato d\u2019altronde non \u00e8 un caso isolato, ma l\u2019esempio pi\u00f9 eclatante di una fragilit\u00e0 che accomuna tutta la costa adriatica, da Ancona a Termoli. La morfologia del versante molisano e abruzzese \u00e8 costellata di fenomeni simili, seppur meno imponenti, come quello di Vasto, dove la frana del 1956 distrusse parte del quartiere storico, o quello di Ancona, con la celebre frana Barducci del 1982 che distrusse centinaia di edifici e l\u2019ospedale oncologico.<\/p>\n<p>Tutta la fascia costiera \u00e8 un equilibrio precario tra le argille tenere e l&#8217;azione erosiva del mare, che scalzando la base dei versanti contribuisce a destabilizzare i pendii.<\/p>\n<p>Le infrastrutture &#8220;da spostare&#8221;<\/p>\n<p>La pericolosit\u00e0 della frana di Petacciato \u00e8 legata alla sua posizione geografica. Il corpo franoso non mette infatti a rischio solamente il comune limitrofo, ma attraversa perpendicolarmente tutte le infrastrutture che collegano il centro-nord Italia con il sud-est della penisola. La statale 16, l&#8217;autostrada A14 e la linea ferroviaria adriatica (Bologna-Lecce) corrono tutte alla base del versante instabile. E sono state danneggiate, in vario modo, nel corso delle riattivazioni della frana. Nel 1916 e nel 1932, la ferrovia fu letteralmente spazzata via, con i binari deformati e spostati di decine di metri verso la spiaggia. Nel 1991, uno degli eventi pi\u00f9 gravi della storia recente, il terreno emerse violentemente sulla spiaggia attuale, sollevando la battigia e distruggendo le opere di difesa costiera, mentre la ferrovia sub\u00ec traslazioni orizzontali tali da interrompere il traffico nazionale per settimane.<\/p>\n<p>Oggi, la riattivazione attuale sta riproponendo lo stesso scenario. La chiusura o il rallentamento di queste arterie significa bloccare il transito di merci e passeggeri verso la Puglia, costringendo i flussi logistici a deviazioni chilometriche sull&#8217;Appennino, con costi economici enormi per il sistema Paese.<\/p>\n<p>\u201cMi dicono che le rilevazioni strumentali indicano che la frana sta rallentando, e basandoci sul comportamento che ha avuto in passato \u00e8 probabile che l\u2019emergenza finisca presto, in attesa di nuove riattivazioni negli anni a venire \u2013 chiarisce Angelone \u2013 Purtroppo il tema del dissesto idrogeologico \u00e8 un problema che riguarda tutta la penisola, e che andrebbe affrontato in modo strutturale, sia in termini di prevenzione che di adeguamento e mitigazione. Qui a Petacciato ci sono responsabilit\u00e0 antiche, probabilmente si sarebbe dovuto evitare di costruire l\u2019autostrada e la ferrovia in un\u2019area in cui si sapeva gi\u00e0 che era presente una grande frana che si riattiva periodicamente. Oggi si potrebbe anche immaginare di spostare queste infrastrutture, ma sarebbero progetti complessi e costosi, soprattutto per la ferrovia, e sono scelte in capo ai gestori e al Governo regionale e nazionale\u201d.<\/p>\n<p>I progetti di consolidamento: 40 milioni di euro<\/p>\n<p>Trattandosi di fenomeni idrogeologici alimentati dall\u2019acqua presente in profondit\u00e0, per contenere i rischi bisogna agire sulla falda acquifera. \u00c8 quello che prevede un progetto di consolidamento a cui la Regione lavora ormai da molti anni, e che dopo lunghi ritardi burocratici (quasi cinque anni) \u00e8 stato recentemente messo a bando e affidato alla societ\u00e0 Technital di Verona. L&#8217;intervento punta a curare la causa principale della frana \u2013 l&#8217;eccesso di acqua \u2013 utilizzando dodici pozzi drenanti di grande diametro profondi decine di metri, che dovrebbero intercettare le falde acquifere in pressione nelle profondit\u00e0 del versante e raccogliere l\u2019acqua in eccesso.<\/p>\n<p>L&#8217;acqua raccolta verr\u00e0 quindi allontanata dal corpo di frana e scaricata in mare in modo controllato, evitando che ristagni e lubrifichi le superfici di scorrimento. Il costo dell&#8217;operazione \u2013 che prevede anche l&#8217;installazione di sensori per misurare in tempo reale ogni minimo movimento del terreno, e opere di consolidamento nella parte alta del versante \u2013 \u00e8 di oltre 40 milioni di euro, e i tempi di realizzazione sono stimati in circa tre anni dall&#8217;apertura dei cantieri. Con la riattivazione della frana, per\u00f2, i tempi sono destinati a dilatarsi ulteriormente.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non si pu\u00f2 fermare la frana di Petacciato<\/p>\n<p>\u201cIl bando era in fase di procedura di gara, ma ora sar\u00e0 necessario valutare se il progetto \u00e8 ancora valido, o se servano invece modifiche o nuovi accorgimenti, ed \u00e8 qualcosa che non si pu\u00f2 fare su due piedi\u201d, conclude Angelone. \u201cA breve comunque dovrebbe essere dichiarato lo stato di calamit\u00e0 naturale, come chiesto dalla Regione Molise, e questo potrebbe velocizzare l\u2019iter di realizzazione dei progetti di consolidamento e mitigazione, e possibilmente anche portare nuovi fondi per potenziare gli interventi gi\u00e0 programmati. Una frana cos\u00ec grande \u00e8 impossibile da bloccare completamente, ma se riuscissimo a ridurre l\u2019intensit\u00e0 delle riattivazioni e allungare i periodi di latenza \u2013 arrivando magari ad affrontare una riattivazione ogni 30 anni, invece di una ogni 10 \u2013 sarebbe gi\u00e0 un risultato importante\u201d.<\/p>\n<p>Dossier \u00e8 la sezione di inchieste esclusive in abbonamento di Today.it. Se vuoi sostenere il nostro lavoro giornalistico e abbonarti, <a href=\"https:\/\/www.today.it\/dossier\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">visita la nostra vetrina cliccando qui<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.today.it\/dossier\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Leggi gli altri Dossier di Today.it<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>         &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n    <strong>7<\/strong> minuti di lettura   &#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dossier \u00e8 la sezione di inchieste esclusive in abbonamento di Today.it. 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