{"id":436363,"date":"2026-04-10T06:03:14","date_gmt":"2026-04-10T06:03:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/436363\/"},"modified":"2026-04-10T06:03:14","modified_gmt":"2026-04-10T06:03:14","slug":"cherosene-per-gli-aerei-sale-lallarme-per-i-voli-a-rischio-in-europa-solo-due-paesi-con-riserve-fino-a-90-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/436363\/","title":{"rendered":"Cherosene per gli aerei, sale l\u2019allarme per i voli a rischio in Europa: solo due Paesi con riserve fino a 90 giorni"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Leonard Berberi<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Senza nuovi rifornimenti in pericolo l\u2019estate dei viaggi. Ci sono Stati europei che hanno al massimo 8-10  giorni di riserve prima di interrompere i voli<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La situazione sul carburante per gli aerei in Europa \u00e8 pi\u00f9 critica di quanto emerso finora. Con il jet fuel attuale che dovrebbe finire tra la seconda e la terza settimana di maggio \u2014 includendo gli ultimi carichi via mare arrivati dal Golfo Persico \u2014, le riserve strategiche del Vecchio Continente rischiano di essere insufficienti a consentire i voli in piena estate in diverse aree. Soltanto due Paesi avrebbero cherosene d\u2019emergenza per 90 giorni, mentre la maggior parte non supererebbe una crisi pi\u00f9 lunga di 30 giorni. Alcuni Stati avrebbero addirittura 8-10 giorni di autonomia, prima di restare a secco. \u00c8 quanto apprende il Corriere da tre fonti comunitarie a conoscenza della situazione.<\/p>\n<p>    Le\u00a0 incognite<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 una questione talmente delicata che le bocche, in via ufficiale, restano cucite. A Bruxelles sperano che la tregua tra Usa e Iran regga, cos\u00ec da consentire la ripresa dei movimenti delle navi cisterna attraverso lo Stretto di Hormuz. \u00abIl rischio di una carenza di cherosene in Europa \u00e8 passato da virtuale a reale in pochi giorni\u00bb, spiega una delle fonti. \u00abAl netto dei Notam, i bollettini aeronautici, depositati da alcuni aeroporti italiani, ci sono altri scali del continente che da giorni registrano sofferenze nei quantitativi di jet fuel senza darne notizia ufficiale\u00bb, sostiene un\u2019altra.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Il fabbisogno importato<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il Corriere ha potuto visionare delle comunicazioni tra fornitori di jet fuel e aviolinee: in alcuni scali si parla di quantitativo massimo imbarcabile (5 mila chilogrammi) per velivolo o di impossibilit\u00e0 a rifornire gli aerei privati per dare priorit\u00e0 ai voli di linea. L\u2019Europa importa dal Golfo Persico il 43% del suo fabbisogno annuale di carburante per l\u2019aviazione. Con lo stop al passaggio delle petroliere nell\u2019area, il continente si ritrova con un calo drastico dei volumi disponibili alla vigilia del picco del traffico.\u00a0<\/p>\n<p>    I limiti strutturali<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A rendere il quadro ancora pi\u00f9 delicato \u00e8 il fatto che l\u2019attivit\u00e0 di raffinazione negli impianti europei \u00e8 gi\u00e0 al massimo, quindi fisicamente non c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di aggiungere ulteriori quote di produzione in estate, confermano le tre fonti.\u00a0 Maggio diventa cos\u00ec un periodo cruciale. Se non dovessero arrivare altre navi dal Golfo Persico potrebbero scattare prima le attivit\u00e0 di prelievo dalle riserve strategiche e poi lo stop alle forniture di cherosene negli aeroporti di alcuni Paesi. Ad avere pochi giorni di disponibilit\u00e0 sarebbero diversi Stati dell\u2019Est Europa, ma anche alcuni di piccole dimensioni nella parte occidentale del continente, proseguono le fonti.\u00a0<\/p>\n<p>    La situazione\u00a0 dell\u2019Italia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da quanto si apprende l\u2019Italia avrebbe riserve per 30-60 giorni. In un\u2019intervista a questo giornale il presidente di Assaeroporti, Carlo Borgomeo, ha detto che il carburante per aerei nel nostro Paese c\u2019\u00e8 sicuramente \u00abfino alla fine di maggio\u00bb. \u00abSono molto preoccupato dalla situazione attuale, anche perch\u00e9 non sembra esserci senso di urgenza a Bruxelles, ma nemmeno l\u2019ombra di una direzione chiara\u00bb, confida una delle fonti. \u00abCi era stato detto che le riserve strategiche erano significative, ma solo una piccola parte \u00e8 dedicata al jet fuel\u00bb.<\/p>\n<p>    I tavoli riservati<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Negli ultimi confronti con i funzionari comunitari i proprietari delle petroliere hanno fatto sapere che non \u00e8 sufficiente che Hormuz riapra in modo stabile, ma \u00e8 necessario che anche il costo per assicurare le navi cisterna si riduca. Non solo. Dopo la ripresa dei transiti, serviranno diverse settimane \u2014 tra riposizionamento e tragitto \u2014 prima che le cisterne possano arrivare in Europa con i loro carichi di jet fuel. Le petroliere di grandi dimensioni potrebbero impiegare due mesi.<\/p>\n<p>    Nei prossimi giorni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Con il Medio Oriente al momento non in grado di rifornire di cherosene l\u2019Europa e l\u2019Asia che si tiene in casa la produzione \u2014 pur avendo enormi capacit\u00e0 di raffinazione \u2014, l\u2019unica alternativa per il Vecchio Continente \u00e8 rappresentata dagli Stati Uniti. \u00abMa bisogna vedere a quale prezzo e a quali condizioni\u00bb, sottolineano le fonti. Nei prossimi giorni Bruxelles prover\u00e0 a raccogliere numeri aggiornati sulla quantit\u00e0 di jet fuel realmente presente. \u00abL\u2019Europa deve pensare a un piano che tenga conto di eventuali misure di mitigazione \u2014 concludono le fonti \u2014 e che abbia chiaro come deve essere allocato il cherosene tra i Paesi\u00bb.<\/p>\n<p><a class=\"chiedi-esperto-box\" href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/chiedi-esperto\/fai-una-domanda\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/box_esperto_dsk.png\" alt=\"Chiedi agli esperti\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-10T06:53:19+02:00\">10 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Leonard Berberi Senza nuovi rifornimenti in pericolo l\u2019estate dei viaggi. 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